Dal Report ONU sui Biocombustibili

l'allarme dell'Onu: Biocombustibili,:
"e’un crimine contro l'umanità"

la sottrazione di preziosa terra arabile alla
produzione alimentare, per destinarla alla produzione
energetica.

La corsa alle colture per produrre Biocombustibili
colpisce drammaticamente i poveri!

A dirlo è l'Onu. "Un crimine contro l'umanità" l'ha
definita Jean Ziegler, l'inviato speciale Onu per "il
diritto al cibo".

L'impennata dei prezzi agricoli - determinata, almeno
in parte, dal boom dei Biocombustibili - sta mettendo
in ginocchio i paesi più poveri, dove anche limitate
oscillazioni dei prezzi del cibo possono spostare il
confine tra il sostentamento e la fame.

I dati del Fondo monetario internazionale confermano,
infatti, che, in media, nel mondo, i prezzi del cibo
hanno subito una brusca accelerazione: rispetto
all'anno precedente, nei primi quattro mesi del 2006
l'aumento risultava del 3%. Nei primi quattro mesi del
2007 è stato del 4,5%. Ma questa è una media mondiale.
Nei paesi emergenti, la cosiddetta inflazione
alimentare è stata del 9%. Ma non basta questo scarto
a spiegare perché il dramma del rincaro del cibo si
concentri sui paesi più poveri. Più una società è
povera, infatti, più alta è la quota di spesa
destinata agli alimenti. Un consumatore americano
spende il 10% del suo budget quotidiano per mangiare.
Un cinese il 30%. Nell'Africa subsahariana il 60%.

E, per questo motivo, gli effetti si irradiano in modo
diverso sul complesso dell'economia: mentre nei paesi
industrializzati, il rincaro degli alimentari, dice
sempre il Fmi, non sembra avere effetti visibili
sull'inflazione generale, in paesi come Brasile e Cina
comporta un'accelerazione di mezzo punto. In Tanzania
e Uganda di quasi un punto.

Insomma, il rincaro dei generi alimentari colpisce in
misura sproporzionatamente più alta i paesi più
poveri.

È tutta colpa dei Biocombustibili? In realtà,
l'attuale impennata dei prezzi - soprattutto dei
cereali - è il frutto anzitutto di alcune annate di
cattivi raccolti, per via della siccità. Ma l'ira di
Ziegler si spiega con il fatto che, mentre con i
disastri naturali si può far poco, la corsa ai
Biocombustibili - che dell'attuale aumento dei prezzi
è una componente - è una decisione politica.

È questo, specificamente, il "crimine contro
l'umanità" di cui parla Ziegler: la sottrazione di
preziosa terra arabile alla produzione alimentare, per
destinarla ai combustibili!

Man mano che la popolazione mondiale aumenta, infatti,
la quantità di terra arabile a disposizione
diminuisce: pro capite, è quasi dimezzata rispetto al
1970. La corsa ai Biocombustibili rischia di
strangolare questa risorsa: un recente studio calcola
che, per aumentare la produzione di biocombustibili in
misura sufficiente ad assicurare il 5% per l’energia,
occorrerebbe destinarvi il 15% del totale di aree
coltivate.

Probabilmente, è impossibile. Quasi certamente,
sarebbe un disastro. Perché, in ogni caso, non ne vale
la pena. L'errore più grave è aver puntato sul cavallo
sbagliato: il futuro non è nei Biocombustibili.

Non solo ma cosi’ agendo costringeremo sempre piu'
gente che vive di sussistenza a migrare verso i paesi
ricchi per sfuggire alla fame indotta anche dal nostro
smisurato bisogno di energia.

Il WWF e gli Amici di Beppe Grillo di Modena chiedono
dunque al all’Onorevole Paolo De Castro, Signor
Sindaco di Finale Emilia Raimondo Soragni, Al
Presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini,
All’Assessore all’Ambietne della Provincia di Modena
Alberto Caldana di rivedere le scelte che recentemente
hanno effettuato e investire nelle risorse veramente
eco-compatibili e rinnovabili.

Nino d'Eugenio

www.comitatotutelavaldichiana.it