Emergenza territoriale e tempi di attesa in Valdichiana: necessarie nuove strategie

L’Amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino da alcuni mesi è sollecitata da numerosi cittadini, per i problemi riguardanti la difficoltà di ottenere prestazioni specialistiche con tempi di attesa adeguati. L’Amministrazione Comunale si fa carico di questa situazione, consapevole che i problemi si risolvono affrontadoli e non sottovalutandoli.
Dalla tabella pubblicata dalla ASL nel proprio sito internet, rileviamo che per alcune prestazioni sanitarie, la Valdichiana è la zona che presenta più difficoltà, in particolare per le visite neurologiche, cardiologiche, ortopediche, otorino, chirurgiche e per gli esami radiografici tradizionali.
Inoltre in tutta la provincia notiamo rilevanti attese per colonscopia, ecodoppler cardiaco, gastroscopia e tac con un trend in crescendo nel tempo.
Non va meglio per chi deve essere sottoposto ad intervento chirurgico in Valdichiana per l’ortopedia dove, nei casi meno urgenti, l’attesa dura fino ad 1 anno.
Poiché non è abitudine della nostra Amministrazione sollevare polveroni, ma indicare invece delle soluzioni, crediamo di poter dare un nostro contributo.
Per il sistema dell’emergenza territoriale che più volte è stato chiamato in causa per presunte inefficienze dalle minoranze del nostro consiglio comunale, con considerazioni che si basano su indiscrezioni e non su una reale valutazione dell’accaduto, mi preme sottolineare che ad una verifica della documentazione fornitaci dalla ASL, non emergono irregolarità su tempi e modi degli interventi. Quello che però noi contestiamo è il modello organizzativo dell’emergenza territoriale proposto dalla ASl, che a noi appare generico, non studiato per le caratteristiche strutturali ed organizzative delle nostre associazioni di volontariato e per la morfologia e la densità abitativa del nostro territorio. Stiamo lavorando per proporre soluzioni che vadano incontro alle esigenze della ASL e che in prima istanza garantiscano l’efficienza e la sicurezza del servizio.
La questione che spesso oggi genera più contestazioni riguarda le metodologie di stima dei codici di chiamata da parte della centrale operativa 118, che a nostro avviso necessitano di essere uniformati per l’intero territorio regionale. Comunque, secondo la nostra opinione, devono essere mantenuti ragionevolmente larghi (nei casi dubbi è chiaramente meglio l’uscita di un’ambulanza con medico rispetto a quella senza medico).
Per i tempi di attesa, sul versante delle prestazioni di diagnostica e specialistiche, da una parte è importante una campagna di sensibilizzazione sull’uso corretto dell’accesso alle visite, raccomandando di ricorrere ad accertamenti specialistici ed esami strumentali solo per reali necessità.
Dall’altra chiediamo con fermezza che la ASl inizi in maniera rapida e porti a compimento una strategia di riorganizzazione sanitaria che trasferisca nel territorio molte delle prestazioni che attualmente vengono espletate nell’ospedale. Tutto questo presuppone la volontà dell’azienda nel percorrere questo cammino, una diversa distribuzione delle risorse economiche ed un nuova organizzazione gestionale del territorio, in questo senso la Casa della Salute è una risposta su cui, come Amministrazione e come Azienda, abbiamo puntato.

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