- Lettera aperta al Consigliere
Macrì da Rifondazione Comunista
Il Consigliere Comunale Macrì ha diffuso un comunicato stampa –
apparso su arezzonotizie - con il quale sostanzialmente dice:
1) “Basta gingillarsi. Prendiamo esempio da Siena e adeguiamo
l’impianto di San Zeno fino a rendere autosufficienti Arezzo e
Provincia...se non adegueremo l’impianto alle necessità del
territorio saremo costretti a portare i nostri rifiuti in impianti
distanti…”. E’ bene che Macrì sappia che non solo la nostra area è
autosufficiente dal punto di vista impiantistico, ma risolve da ben
11 anni gran parte dei problemi dell’Area Fiorentina. Lo porto a
conoscenza di quello che è accaduto solamente nel 2008 a Podere Rota
(la “nostra” discarica a Terranuova B.ni) scusandomi per la noiosità
dei numeri: 86.923 tonn. di rifiuti smaltiti provenienti dall’Area
Aretina (CSA -Casentino Servizi –AISA -altri) delle quali 44.386 di
rifiuti urbani indifferenziati e 42.537 di rifiuti urbani trattati +
scarti e sovvalli ; 161.482 tonn. di rifiuti smaltiti provenienti
dall’Area Fiorentina (AER -Valdarno F.no- SAFI- Quadrifoglio) delle
quali 46.414 di rifiuti urbani indifferenziati, 41.058 di rifiuti
urbani trattati + scarti e sovvalli e 74.010 di rifiuti
speciali…Siamo quasi al doppio di rifiuti smaltiti a Terranuova B.ni
che arrivano da fuori ambito…;
2) “Macrì parla dati alla mano: la capacità di S. Zeno non
arriverebbe a coprire il 40% del fabbisogno della ns. provincia…che
necessita di una capacità di smaltimento pari a 200.000 t/a…Anche se
la RD raggiungesse la fantasiosa quota del 60%, rimarrebbero ancora
80.000 t. di rifiuti da smaltire…”. Prendiamo per buona la
ricostruzione di Macrì: se 80.000 t/a rimanessero da smaltire, si
tratterebbe evidentemente di rifiuti tal-quali (cioè
indifferenziati) i quali altrettanto evidentemente non sarebbero
tutti proficuamente combustibili (volgarmente…non tutti sarebbero
trippa-per-inceneritori). Ebbene, facendo transitare le 80.000 t.
nell’impianto di selezione di rifiuti indifferenziati di S. Zeno
(che ha flussi autorizzati per 88.000 t/a) ne deriverebbero circa
36.560 t/a di cd “frazione sopravaglio-sovvallo secco” utile per
l’inceneritore (delle restanti 43.440 t/a necessarie per arrivare
alle famose 80.000, 20.560 potrebbero essere collocate solo in
discarica e 22.880 presso l’impianto integrato di compostaggio di S.
Zeno, per ricavarne Frazione Organica Stabilizzata adatta per
ripristini ambientali, copertura delle tante cave dismesse e delle
vecchie discariche dei comuni della provincia, argini, terrapieni,
ecc.) . Il bello è che – delle famose 80.000 t/a di rifiuti
indifferenziati della ricostruzione di Macrì – circa 22.493 sono del
Valdarno Aretino, per cui verrebbero fatte transitare – anziché a S.
Zeno - nel neo-impianto di selezione di rifiuti indifferenziati di
Podere Rota (che ha flussi autorizzati per 75.000 t/a ed è più
avanzato rispetto a quello di San Zeno) e ne deriverebbero circa
12.439 t/a di cd “frazione secca combustibile”, utile sì per un
inceneritore, ma per quello di Selvapiana nel Comune di Rufina
(accordo reiterato tra le Province di Arezzo e Firenze, che si lega
a quello suddetto per l’utilizzo della discarica): delle restanti
10.054 t/a necessarie per arrivare a 22.493, la maggior parte
finirebbe presso il neo-impianto di compostaggio di Podere Rota per
ricavarne Frazione Organica Stabilizzata). Come vede – consigliere
Macrì – con la Sua ricostruzione (60% di RD – cioè 120.000 t/a su
200.000 di rifiuti urbani totali, e di conseguenza 80.000 di rifiuti
urbani indifferenziati ) avremmo necessità di un impianto
d’incenerimento per circa 24.121 t/a, alle quali aggiungere i
“scarti combustibili da raccolta differenziata”, pari al 3% del
totale di RD, ossia circa 3.600 t/a (ho considerato una bassa % di
scarti – il 3% - in quanto per raggiungere il 60% di RD come da Lei
ipotizzato, occorre attivare il porta-a-porta il quale, come
sappiamo, è caratterizzato anche da un alto livello qualitativo
della RD medesima). In conclusione, alla luce di quanto suddetto
(tutto da me dimostrabile a richiesta con numeri alla mano e
documenti ufficiali) con il Suo scenario avremmo bisogno di un
impianto d’incenerimento da circa 27.721 t/a, esattamente 10.279 t/a
meno dell’attuale “taglia”…cioè saremmo addirittura
sovradimensionati!!! Per finire, quando Lei dice che è “fantasiosa”
la quota del 60% di RD, è più che sufficiente segnalare alla Sua
attenzione le realtà tipo il CO.VA.R. 14 (Consorzio in Provincia di
Torino-250.000 cittadini nel 2007 residenti in Comuni da 0 a 100.000
abitanti-63,47% di RD) oppure la CEM Ambiente (42 Comuni in
Provincia di Milano-oltre 400.000 cittadini nel 2007 residenti in
Comuni da 0 a 50.000 abitanti-66,22% di RD) o ancora il Consorzio
PRIULA (24 Comuni in Provincia di Treviso-228.000 abitanti nel 2007
residenti in Comuni da 0 a 50.000 abitanti-77,63% di RD). Ma non
mancano esempi in Toscana (Capannori) e nel Sud (Comuni addirittura
della Provincia di Salerno): quindi la Sua interrogazione sarebbe –
a mio modesto parere – molto più interessante se vertesse sul motivo
per cui ancora non è stato attivato un vero porta-a-porta, più che
su S. Zeno.
Fausto Tenti
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