Tutti se ne sono accorti, tutti ne parlano. Un po' come Bruno vespa che dopo la tragedia di Meredith ha scoperto che i giovani si drogano. Un brutto risveglio da un sogno o un sapiente e furbetto utilizzo del mezzo televisivo? Boh! Rifiuti, Napoli, Campania. In parole povere: "a munnezza!". Permetteteci qualche riflessione ricollegata anche alla nostra realtà locale.

La prima è sul perchè tocchi pagare a noi gli errori di altri. Un bel po' di spazzatura campana arriverà in Toscana e sarà smaltita nei nostri inceneritori. I costi, sia sul fronte dello smaltimento che su quello ambientale, ricadranno su di noi. Soldi spesi e aria respirata. A qualcuno però questa situazione non dispiace. Infatti se gli inceneritori toscani bruceranno di più qualcuno (in Toscana) ci guadagnerà in termini di energia elettrica prodotta e poi venduta. Chi cerca di far credere che questo passaggio di rifiuti sia solo un nobile gesto quasi umanitario nasconde quindi la verità, prendendo in giro tutti: napoletani, toscani e italiani.

La seconda riflessione è sul perchè troppe volte un fatto nazionale debba essere usato per qualche speculazione sul locale. Apriamo i giornali locali e troviamo allarmanti titoli che quasi inducono a pensare che se non faremo qualcosa (leggasi: ampliare i nostri inceneritori e aumentare il numero delle nostre discariche) ci ritroveremo nel giro di un paio di anni nella stessa situazione di Napoli. Questo non è vero, perchè la futura "area vasta" della Toscana meridionale (Arezzo, Siena, Grosseto) è in grado di essere autosufficiente grazie alle strutture già esistenti. Inoltre le politiche tendenti a far diminuire la produzione di rifiuti e ad aumentare la raccolta differenziata (le uniche su cui c'è davvero bisogno di investire oltre le mere operazioni di facciata) possono migliorare ulteriormente la situazione. Peccato che tutto questo interessi poco a chi gestisce il business degli inceneritori....

www.comitatotutelavaldichiana.it