- Sacchetti di plastica: verso il
bando in Senegal e in Canada
LIVORNO. L’Agence de Presse Sénégalaise (Aps) intervista Elhadj
Guissé, rappresentante dell’Onu per i diritti economici e sociali,
che apprezza l’intenzione del governo di Dakar di vietare l’utilizzo
dei sacchetti di plastica a causa dei «danni irreparabili» che
questi rifiuti causano all’ambiente.
In Africa i sacchetti di plastica sono già stati proibiti in
Tanzania, Etiopia e Kenia, una decisione spesso impopolare ma,
spiega Guissé,, «Sono questi sacchetti che oggi intasano tutti i
canali di scolo, favorendo così la stagnazione delle acque in luoghi
che diventano in seguito nidi di zanzare, vettori della malaria. Il
problema con i rifiuti plastici è che sono impermeabili e non sono
riciclabili (evidentemente ci si riferisce alla situazione
senegalese ndr). In Senegal l’indisciplina costituisce una
difficoltà supplementare. La situazione di inquinamento che
caratterizza la baia di Hann, (nella foto) presentata come la
seconda baia più grande del mondo dopo quella di Rio de Janeiro, è
emblematica dei danni causati all’ambiente dall’utilizzo della
plastica. I 15 chilometri della baia di Hann sono diventati il
triste scenario di uno dei più grandi depositi di spazzatura del
Senegal.
La spiaggia di Hann era storicamente uno dei luoghi di relax e
balneazione della capitale senegalese, ma numerosi fattori di
inquinamento la hanno trasformata presto in un luogo difficilmente
frequentabile. Sulla baia, oltre a Dakar, si affacciano anche le
città di Thiaroye e Rufisque, tutte con una demografia galoppante,
dove si concentrano la maggior parte delle industrie del Paese. In
alcuni periodi l’eutrofizzazione del mare, dovuta agli scarichi
industriali ed urbani, è impressionante.
Dall’altra parte del mondo, nel ricco Canada, i problemi sono
sicuramente altri, ma i sacchetti di plastica sono ugualmente uno di
questi, tanto che le associazioni dei commercianti al dettaglio, Éco
Entreprise Québec e Recyc-Québec. hanno lanciato un codice
volontario di buone pratiche riguardante gli shoppers che contiene
20 misure destinate a ridurre il numero di sacchetti di plastica
distribuiti nei negozi, riducendo anche il loro conferimento in
discarica.
I commercianti hanno redatto questo codice volontario su richiesta
del ministro dello sviluppo sostenibile, Line Beauchamp, che ha
annunciato di voler ridurre del 50% la quantità di sacchetti di
plastica entro il à 2012.
Tra gli impegni presi dai commercianti figurano: offrire alternative
ai sacchetti di plastica, concederli solo in occasione di acquisti
voluminosi; sensibilizzare I lavoratori dei negozi sull’importanza
della riduzione alla fonte dei sacchetti; sensibilizzare I clienti
sull’utilizzo di sacchetti e borse durevoli.
L’impegno volontario sarà seguito da una rendicontazione
dell’iniziativa per valutare la reale adesione dei commercianti e da
un sondaggio tra i consumatori sul cambiamento delle loro abitudini
di acquisto che verranno presentati al ministero dello sviluppo
sostenibile.
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