- Bologna: progetto pilota in
carcere per lo smaltimento dei rifiuti Raee
Parte lunedì prossimo nel carcere bolognese della “Dozza” il primo
di tre laboratori in cui i detenuti saranno impiegati nel
trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, per favorirne il
recupero e il riciclaggio. Si tratta del progetto “Rifiuti elettrici
ed elettronici in carcere” che coinvolgerà a breve anche gli
Istituti penitenziari di Forlì e di Ferrara e che è stato presentato
ieri a Bologna.
I laboratori saranno opportunamente allestiti e attrezzati per lo
smontaggio dei Raee ovvero quei rifiuti come lavastoviglie,
lavatrici e computer che, se non opportunamente trattati, possono
essere molto pericolosi per l’ambiente a causa delle sostanze che
contengono, su tutte mercurio e piombo.
Tale attività all’inizio impegnerà complessivamente 10 detenuti per
30 ore alla settimana, con un’adeguata retribuzione e il concorso
della contrattazione sindacale. Secondo l’assessore all’ambiente
della Regione Emilia-Romagna, Lino Zanichelli:
Il progetto mette al centro persone in condizione di difficoltà, ma
anche il corretto uso delle risorse naturali. Entrambi due grandi
temi di civiltà e un esempio concreto di cosa significa fare
sviluppo sostenibile, ovvero tenere insieme ambiente, economia e
coesione sociale.
Frutto dell’iniziativa comunitaria Equal “Pegaso”, finanziata dalla
regione con il Fondo Sociale Europeo, il cui obiettivo è
l’inclusione socio-lavorativa delle fasce deboli, il progetto ha
avuto una prima fase sperimentale tra la fine del 2007 e l’inizio
del 2008.
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