Raccolta differenziata: la politica del gambero di Civitella

Qualche giorno fa sono stati resi noti dalla Regione Toscana i dati certificati sulla raccolta differenziata e sulla produzione dei rifiuti relativamente all'anno 2007 nei 343 comuni della Toscana.
La media regionale di raccolta differenziata si attesta al 33,77%; quella della provincia di Arezzo si ferma al 26,61% (penultima fra le 10 province toscane). Il Comune di Civitella, invece, ottenendo un più che deludente 20,47% segna uno dei peggiori risultati in assoluto nell'ambito regionale. Peraltro in un contesto dove, sia pur in modo insufficiente, la raccolta differenziata aumenta ovunque, Civitella è forse l'unico Comune in Italia ad ottenere ogni anno risultati peggiori rispetto a quello precedente. Infatti nel 2002 Civitella aveva una raccolta differenziata del 30,56% (all'epoca la Toscana era al 27,36% e la provincia di Arezzo al 20,95%) ma dopo il poco invidiabile record di cinque anni di consecutivi peggioramenti, il Comune della valdichiana, con una “trionfale” marcia del gambero, è passato, nel contesto regionale, dalle prime posizioni alle ultime posizioni in assoluto.
Insomma i numeri ufficiali della Regione Toscana, nudi e crudi, fanno giustizia delle tante chiacchiere, proclami, promesse e pubblicità (nel giornale dell'amministrazione comunale “La Torre”) fatte dalla gestione Dindalini-Grazzini (sindaco e vicesindaco con delega all'ambiente). Alla resa dei conti la loro politica si è rivelata disastrosa; peraltro al risultato negativo della raccolta differenziata si deve anche aggiungere l'enorme aumento delle tariffe per i cittadini che nel quinquennio 2003-2008 ha segnato un incremento dal 25% al 67% a seconda delle categorie.
Del resto l'insuccesso delle scelte politiche del Comune di Civitella sulla gestione dei rifiuti non può essere derubricato come ad un aspetto, magari importante, ma comunque non fondamentale nella vita della comunità civitellese. Infatti poiché tutti sanno quale pressione ambientale deve attualmente sopportare il territorio di Civitella è evidente che l'ipotesi del raddoppio dell'inceneritore di San Zeno (sito proprio al confine con il Comune di Civitella) dovrebbe essere contrastata attraverso politiche (e conseguenti risultati) di riduzione della produzione di rifiuti e di alta raccolta differenziata, tali da renderne inutile la realizzazione. In questo contesto il comune di Civitella dovrebbe essere un esempio per tutti i comuni della provincia di Arezzo. Oggi invece – per responsabilità degli amministratori comunali - è solo un solo un caso negativo.
MERCOLEDì 22 OTTOBRE 2008 07:58 - Democrazia Partecipativa Civitella

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