Raccolta differenziata, la parola ai cittadini

Non ci può essere gestione efficiente dei rifiuti senza la collaborazione degli individui


Più è elevata la partecipazione dei cittadini alla raccolta differenziata, migliore è l’efficienza della gestione dei rifiuti. Molti dei Comuni che utilizzano la Tia prevedono incentivi proprio per motivare le persone a effettuare una corretta raccolta della spazzatura di casa.

I sistemi sono differenti. Uno di quelli più utilizzati prevede l’impiego di etichette con un codice a barre che identifica l’utente. Quest’ultimo mette l’etichetta sui suoi sacchetti della raccolta differenziata, così il Comune riesce a quantificare quanti rifiuti sono stati smaltiti correttamente e può applicare sconti di tariffe agli utenti più virtuosi.
Altre soluzioni prevedono riduzioni collettive delle tariffe. Il centro urbano viene suddiviso in varie zone: gli sconti andranno alle famiglie delle zone dove maggiore è stata la raccolta differenziata.

Alcuni dei Comuni che applicano la Tia cercano di invogliare anche il compostaggio domestico, attraverso il quale i rifiuti organici vengono trasformati in fertilizzanti. In base al compostaggio effettuato da ogni famiglia sono previste riduzioni sulla parte variabile della tariffa, che possono rivelarsi molto convenienti in particolare a Venezia e a Trento.
Tutti gli anni Legambiente, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente, fotografa la situazione della raccolta differenziata nel nostro Paese, attraverso l’iniziativa “Comuni ricicloni”. In pratica viene stilata una classifica dei centri urbani in base alla percentuale di rifiuti che prende la strada del riciclo, alla riduzione della produzione di spazzatura, all’incentivazione del compostaggio, all’attenzione dei Comuni verso l’acquisto di prodotti a basso impatto inquinante, alla sicurezza e all’efficacia del servizio di smaltimento e così via.
Quest’anno sono 978 i Comuni che possono vantare una raccolta differenziata superiore al 50%. In generale le città più virtuose sono nel Nord, mentre il Centro e il Sud, a parte poche lodevoli eccezioni, stentano a tenere il passo. Il drappello dei migliori è dominato dal Veneto, trainato dai centri della provincia di Treviso: primo in assoluto è San Biagio di Callalta (poco più di 12 mila abitanti), in cui ben l’80% della spazzatura viene riciclata. Il servizio è gestito dal Consorzio Priula, che ottiene ottimi risultati anche negli altri centri della zona dove è attivo.
La raccolta dei rifiuti riciclabili viene effettuata con il sistema porta a porta. La tariffa ha una parte fissa e una variabile. Quest’ultima viene calcolata esclusivamente in base alla produzione dei rifiuti più inquinanti: quelli secchi non riciclabili. Il cassonetto famigliare di questo tipo di scarti funziona come un contatore: ogni volta che viene svuotato è come se a quella famiglia venisse conteggiato uno scatto. Ogni svuotamento ha un costo: quindi, meno rifiuti si producono, meno si paga. Vengono inoltre previsti sconti per chi effettua il compostaggio. Il consorzio fornisce anche consigli su come ridurre la quantità di rifiuti prodotti (scegliere imballaggi ecologici non in plastica, evitare le mini confezioni e i prodotti usa e getta, acquistare frutta e verdura fresca a peso, preferire le confezioni famiglia…).

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