- Smaltimento rifiuti, Macrì (An):
Basta gingillarsi
Da Macrì interrogazione urgente a Fanfani nel prossimo Consiglio
«Basta stare a gingillarsi. Prendiamo esempio da Siena e adeguiamo
l’impianto di San Zeno fino a rendere autosufficienti Arezzo e
provincia». Lo chiede il Consigliere comunale di Alleanza Nazionale
Francesco Macrì, che in questo senso ha pronta un’interrogazione al
sindaco Fanfani da presentare nel prossimo consiglio comunale. «A
Siena – spiega – l’inceneritore di Poggibonsi smaltisce 90 mila
tonnellate l’anno. Qui da noi, invece, ci si gingilla con la
raccolta differenziata porta a porta senza adeguare il nostro
impianto alle necessità vere del territorio. L’impianto di Arezzo,
infatti, con la sua capacità di 38 mila tonnellate annue è
assolutamente insufficiente ai nostri fabbisogni: figuriamoci se è
possibile accogliere i rifiuti di altre province come qualcuno
paventa».
Macrì parla dati alla mano: «La capacità di San Zeno – afferma – non
arriverebbe a coprire il 40% del fabbisogno della nostra provincia
anche se si facesse una raccolta differenziata del 50%». I conti
sono presto fatti: «Un cittadino produce mediamente 630 chili di
rifiuti urbani in un anno. Questo significa che la nostra provincia
necessita di una capacità di smaltimento pari a 200mila tonnellate
annue. Differenziare i rifiuti è cosa buona e giusta, ma i fatti
parlano chiaro: anche se la raccolta differenziata raggiungesse la
fantasiosa quota del 60%, rimarrebbero ancora 80mila tonnellate di
rifiuti da smaltire. Per questo sostengo che la paventata ipotesi
che San Zeno possa diventare il polo dello smaltimento dei rifiuti
della Toscana del sud è pura fantasia».
Semmai il pericolo corre in senso opposto: «Quello che invece
succederà se non adegueremo l’impianto alle vere necessità del
nostro territorio – prevede Macrì – sarà che saremo costretti a
portare i nostri rifiuti allo smaltimento in impianti distanti, con
i conseguenti costi di trasporto, i mancati guadagni e la totale
dipendenza da altri». Secondo l’esponente di An, insomma,
l’intenzione di Aisa di fare una raccolta differenziata spinta sono
encomiabili, certo, ma si debbono anche alla realtà di un impianto,
quello di San Zeno, che non ce la fa più a smaltire il carico di
quanto arriva. «L’azienda – conclude Macrì – è sfibrata».
Da qui la proposta che diverrà oggetto dell’interrogazione urgente
di Macrì a Fanfani: «Occorre essere lungimiranti – dice – imitare
Siena e portare la capacità del nostro impianto a 90 mila tonnellate
sfruttando il calore prodotto per scaldare per lo meno le case di
San Zeno, come del resto avviene in Austria e in mezza Europa.
Coingas e Aisa hanno la capacità per farlo. Avere questa risorsa e
non sfruttarla ci porta all’ultimo posto in Toscana. Di questo, la
sinistra estrema e i Verdi sono responsabili».
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