ER MONNEZZA

Alcuni giorni fa parlavamo di spazzatura chiedendoci due cose: perchè tocchi pagare a noi gli errori di altri e perchè troppo spesso le vicende di cronaca nazionale debbano essere strumentalizzate sul locale.

Intanto continua, parallelo a quello sulla crisi dei rifiuti a Napoli, il dibattito su quale sia la situazione qui da noi. Non si capisce, leggendo questa e quell'altra voce sui giornali locali, come stiano davvero le cose. C'è chi dice che c'è bisogno di costruire nuovi inceneritori, altrimenti nel giro di due anni finiamo come a Napoli, ma c'è anche chi dice che cambiando totalmente logica, con investimenti neanche tanto ingenti, si può diminuire la produzione di rifiuti e riciclarli in modo da doverne bruciare sempre di meno.

Poi ci sono i dati, che ognuno interpreta come preferisce. Secondo alcuni sono allarmanti, secondo altri dimostrano al contrario che l'area aretina (e insieme ad essa l'area vasta Arezzo-Siena-Firenze) è già autosufficiente e non ha bisogno di nuove strutture. Il futuro quindi potrebbe essere roseo se si investisse davvero sulla raccolta differenziata e sulle tecniche alternative di smaltimento. Ma bruciare rifiuti significa anche produrre energia elettrica e venderla, ricavando grossi guadagni che possono permettere poi di calare le tariffe per gli utenti.

Il discorso su San Zeno è ancora aperto e più volte si è cercato di spingere per un ampliamento, anzi un raddoppiamento. Martini, il presidente della Regione, insiste sull'utilità dei termovalorizzatori, senza i quali "non si va da nessuna parte". Il suo è un diktat: "ampliare san Zeno senza se e senza ma". Il Presidente della Provincia Ceccarelli è d'accordo e in questo si trova in aperto conflitto col Sindaco di Arezzo Fanfani, che invece è molto meno convinto, forse anche per le pressioni di alcune parti della sua giunta, quelle più a sinistra. Fanfani sostiene che conviene aspettare la nascita dell'area vasta e solo allora, insieme a Siena e Firenze, valutare il da farsi. Nelle ultime ore è stato poi un assessore di Fanfani, Banchetti, a proporre una soluzione di compromesso. Un ampliamento di San Zeno, ma più moderato. "Soltanto" 25mila tonnellate annue in più invece che 40mila.

Intanto la voce della gente come sempre conta zero e si può solo sperare nella coscienza di chi ci amministra. E' molto strano però che nessuno, prima di schierarsi da questa o da quell'altra parte, abbia chiesto una verifica su cosa ci sia nell'aria che respiriamo. Mancano i dati concreti, specialmente per la Valdichiana dove un giorno si legge una cosa (ad esempio il caso delle leucemie nella zona di Civitella sollevato dal consigliere regionale Roggiolani) e il giorno dopo se ne legge un'altra, di tono completamente opposto. Forse, se davvero la prima cosa da tenere in considerazione deve essere la salute nostra e dell'ambiente, si farebbe bene a chiarire una volta per tutte lo stato delle cose. Fatto questo, con in mano dati precisi anche per quanto riguarda gli effetti di eventuali modifiche all'ecosistema, si potrà decidere.

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