- Coordinamento Rifiuti zero, Tia e...impianti
a sostegno della RD
LIVORNO. La prima azione concreta che i comitati del Coordinamento
Rifiuti Zero dell´area della costa stanno intraprendendo – che dopo
averla presentata a Pietrasanta lo hanno fatto sabato a Livorno - è
volta a richiedere che «tutti i comuni della nostra ATO spingano in
avanti le raccolte differenziate adottando la strategia della
raccolta “porta a porta” che è l’unica che possa permettere ai
comuni di mettersi in regola con le percentuali minime di raccolta
differenziata previste dall’attuale legislazione italiana».
«Il Decreto Legislativo 152/06 – ricorda il Coordinamento - prevede
all’articolo 205 che tutti i comuni raggiungano almeno il 45% di
raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2008. L’obbligo non è
solo formale dal momento che i comuni che non lo rispetteranno
avranno un aggravio del 20% sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti
indifferenziati e perciò i cittadini di molti comuni del nostro
territorio rischiano di vedersi penalizzati a causa di
amministrazioni inadempienti agli obblighi di legge».
«Per questo motivo – prosegue - i comitati locali aderenti al
Coordinamento stanno per far partire precise lettere-diffida alle
amministrazioni comunali domandando ai sindaci cosa intendono fare
per incrementare le raccolte differenziate e mettersi in regola con
la legge. E’ chiaro infatti che, in mancanza di precise risposte ed
interventi, i cittadini dei comuni inadempienti potrebbero ricorrere
all’autoriduzione della tariffa pagata per lo smaltimento rifiuti
rifiutandosi di pagare un aggravio che non dipende da loro ma
dall’inefficienza dei comuni e delle aziende che non riescono a
rispettare i limiti imposti dalla legge. Le amministrazioni comunali
non hanno quindi nessuna scusa per non mettersi in regola».
La richiesta del Coordinamento è senz’altro fondata, ma non vorremmo
che, ancora una volta, si scambiasse una parte del problema (la
raccolta differenziata) con la gestione complessiva e con il governo
dei rifiuti. Fatta la raccolta differenziata e ottenuti gli
obiettivi prefissati senza far ricadere, nel caso in questione, le
spese del mancato raggiungimento sulla collettività, significa aver
compiuto un tratto di strada. Certamente importante e preliminare,
ma il problema anche in Toscana appare esattamente quello di un
deficit impiantistico. A prescindere dalla diatriba inceneritori
discariche, mancano gli impianti a sostegno delle raccolte
differenziate. E senza questi impianti non può darsi riciclo. E
senza riciclo effettivo si rischia di pagare due volte per avere gli
stessi effetti negativi sull´ambiente.
Il caso Revet, è di questi giorni, ma quello dell´assenza di
impianti di compostaggio (anche nelle realtà virtuose ) è di questi
anni. Spesso ci si trova nella condizione di non saper come gestire
il rifiuto raccolto in modo differenziato, anche tra l’altro per
un’altra decisiva questione: la mancanza di una filiera completa che
permetta di vendere il prodotto finito derivato dal riciclaggio
effettivo. Raccolta e riciclo non sono infatti la stesa cosa ma se
non vengono agiti in contemporanea tutto si perde in chiacchiere
infinite.
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