Arriva la plastica dalle barbabietole!
Fonte:
www.bio-on.it
La società, con sede in provincia di
Bologna, produrrà bioplastica partendo da
zucchero, melasso, sugo denso di
barbabietola e canna da zucchero.
È nata nel 2007 e si annuncia come una
società dal forte orientamento ecologico.
Bio-on, con sede in San Giorgio di Piano in
provincia di Bologna, sta realizzando un
progetto per produrre PLA (Polylactic Acid),
ossia una resina che può essere utilizzata
al pari delle plastiche tradizionali, non da
amido di cereali ma da prodotti di origine
vegetale ad elevato contenuto di zucchero,
come ad esempio scarti della barbabietola da
zucchero. A regime, nel 2009, il primo
stabilimento sarà in grado di produrre circa
10.000 tonnellate di PLA all'anno.
La bioplastica rappresenta probabilmente il
futuro, in alternativa alle classiche
plastiche prodotte a partire dal petrolio.
Ciò è essenzialmente riconducibile, come
molti sapranno, a due fattori principali.
In primo luogo, l'emergenza rifiuti: i
prodotti in plastica tradizionali richiedono
tempi lunghi per essere assorbiti dalla
natura. Una bottiglia di plastica necessita
ad esempio di 400 anni per decomporsi, una
sacchetto di plastica può galleggiare per
secoli nel mare senza che alcun batterio
riesca ad attaccarlo. La necessità di
smaltire i rifiuti in plastica, di
conseguenza, richiede soluzioni immediate
che purtroppo presentano elevati costi in
termini economici, ma anche ambientali;
l'incenerimento della plastica ad esempio
comporta l'emissione di tossine, il
riciclaggio ha costi elevati e il deposito
in discarica richiede tempi di stoccaggio
decisamente elevati.
In secondo luogo, il progressivo esaurimento
delle riserve petrolifere: il settore
petrolchimico sarà soggetto a costi
crescenti per l'approvvigionamento della
materia prima. La produzione di plastica
tradizionale ha quindi un futuro incerto e
con ogni probabilità in declino.
Il mercato quindi richiede in misura
crescente prodotti alternativi con maggiore
compatibilità ambientale e che partano da
materie prime diverse dal petrolio. La
risposta è rappresentata dalla bioplastica,
che da diversi anni viene prodotta a partire
dai cereali e che nell'ultimo periodo sta
trovando crescente approvazione dal mercato.
Il mercato quindi richiede sempre
maggiormente bioplastiche, ma l'offerta è
ancora decisamente insufficiente rispetto
alla crescente domanda e soprattutto se la
si considera proiettata anche sul breve
periodo.
Esiste quindi spazio nel mercato per nuovi
attori,e Bio-on si presenta non solo per
sfruttare questa opportunità, ma anche
utilizzando con un nuovo metodo di
produzione di bioplastica che utilizza come
materia prima elementi vegetali ad alto
contenuto di zucchero, tra cui anche scarti
della lavorazione della barbabietola da
zucchero.
Il progetto di Bio-on è molto interessante
per vari motivi. In primo luogo il PLA
prodotto è connotato da un basso impatto
ambientale, in quanto i tempi di
decomposizione sono notevolmente ridotti e
ciò contribuisce alla riduzione
dell'emergenza rifiuti a livello globale.
Allo stesso modo anche il processo
produttivo, che è stato messo a punto per
coesistere con i più moderni zuccherifici, è
ecocompatibile e non energivoro: l'attività
produttiva è quindi chiaramente più
sostenibile dal punto di vista ambientale
rispetto al processo produttivo della
plastica tradizionale. Anche il progetto di
sviluppo della società prevede stabilimenti
autonomi, che potranno essere replicati dove
la domanda richiederà il prodotto, al fine
di evitare l'impatto ambientale dei costi di
trasporto a livello internazionale. Non si
dimentichi infine che il punto di partenza,
rispetto alle pur lodevoli attività di
creazione della bioplastica a partire dai
cereali, è rappresentato da elementi
vegetali ad elevato contenuto di zucchero,
compresi scarti di lavorazione di vegetali
quali la barbabietola da zucchero, senza
richiedere di rinunciare all'impiego della
materia prima a scopi alimentari (in questo
senso, il cereale potrebbe tra l'altro
essere più soggetto a fluttuazioni dei
prezzi).
Il business nasce da un'istanza collettiva
che richiede un prodotto ecologico:
l'impresa che ne deriva è in questo caso
un'applicazione di tale richiesta che non
vuole dimenticare che oltre al proprio
prodotto è fondamentale prestare attenzione
all'impatto ambientale dell'intera filiera
produttiva. Non a caso, lo slogan della
società è BIO-ON "turn OFF pollution":
ovvero, accendi il BIO, spegni
l'inquinamento!
L'attività produttiva di Bio-on, quindi, può
non può che essere accolta con favore come
ulteriore via alternativa alla produzione di
plastiche derivate dal petrolio, al fianco
delle positive e già affermate produzioni di
bioplastica basate sull'utilizzo di cereali
come materia prima.