- Aisa, bollette più care del 4%, identico aumento anche nel 2011
Le tasche si svuotano, ma le tariffe aumentano. Accade con una cadenza e con una prospettiva che si consolida nel tempo, affidata a piani triennali o decennali, che tengono conto, questo sì, delle aspettative delle aziende pubbliche, ma trascurano quelle degli utenti. Il primo caso venuto alla ribalta ha interessato Nuove Acque, ma ora anche Aisa segue le stesse orme e, proprio nel piano triennale 2009-2011, ha stabilito di aumentare le tariffe del 4%. Poi, si vedrà.
Le buone ragioni amministrative non mancheranno, nei siamo certi, ma visto che da queste parti è attivo un impianto per l’incenerimento, che produce anche energia elettrica, venduta all’Enel, c’era da augurarsi che i ricavi messi in cassaforte alleggerissero le bollette. E invece, no.
Solo le aziende pubbliche (quelle private devono lottare con la concorrenza) possono contare su aumenti dei prezzi, del 6,5% all’anno per Nuove Acque e del 4%, come abbiamo annunciato, per Aisa. Se anche i beni di prima necessità corressero così forte, sarebbero guai, guai seri. Per fortuna, i costi di Coingas, sono controllati e vincolati dall’Autorità di settore, altrimenti avremmo corso altri pericoli. Bollette a parte, il bilancio di Aisa, annuncia il presidente Walter Rossi, ha raggiunto un utile netto di 223 mila euro, a fronte di un fatturato consistente, che ha sfondato i 22 milioni di euro. "Un risultato — ammette il presidente — che ci soddisfa e mette in risalto una gestione, complessivamente sana, che guarda al futuro".
I conti della partita doppia non esauriscono tutti i problemi di Aisa, impegnata su due fronti, entrambi contraddistinti da una situazione di incertezza: da un lato, l’annosa controversia sulla natura dei pagamenti e l’imposizione o meno dell’Iva sulle bollette; dall’altro, sulle scelte dell’azienda gravano le ipotesi di ampliamento dell’inceneritore di San Zeno e i piani di smaltimento per l’Ato , ora appesi ad un filo. "Il parlamento — afferma il presidente Rossi — ha approvato una norma che prevede l’abolizione dell’Ato e la costituzione di un’apposita Agenzia, destinata, a quanto pare, a farsi carico della gestione del servizio in un’area definita".
In questo contesto, Aisa è costretta ad assumere una posizione di attesa, nel contempo, si augura che gli scenari si chiariscano in tempi brevi per consentire il varo di una ulteriore politica di crescita.
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