Ato aboliti, torna tutto in alto mare per rifiuti e inceneritore
Abolito l’Ato che doveva affidare la gara per la gestione Rsu e raddoppio di S.Zeno. Senza soluzione è crisi nel 2012 Per chi il maxi-inceneritore non lo vuole è tutto cacio sui maccheroni. Quasi il deputato-peone della maggioranza di centrodestra che ha affossato con un tiro da cecchino le Aato dei rifiuti fosse un un inconsapevole alleato della sinistra radicale aretina, che da sempre si batte contro il termovalorizzatore, della popolazione della zona, che non nasconde le sue perplessità, e forse anche del sindaco Fanfani che sulla questione ha sempre tenuto un andamento a zig-zag, nessun no di principio ma una marea di ostacoli seminati lì come birilli sulla strada del raddoppio di San Zeno. Una tattica che per la verità aveva provocato qualche sopracciglio sollevato fra i vertici dell’Aato Toscana sud, i quali avevano discretamente ricordato come il progetto figurasse nel piano industriale dell’area vasta Arezzo-Siena-Grosseto. Ma da qualche settimana l’Aato Toscana sud è un ferito a morte, di cui è fissata già la data del decesso, il 31 dicembre di questo anno di grazia 2010. Dopo non è che tutto tornerà in discussione, ma certo le cose un po’ si complicano. Come si complicano per la gestione e il trattamento dei rifiuti, settore nel quale, al pari di quanto è accaduto per l’acqua, potrebbe sbarcare qualche multinazionale. Per difendersi dalle quali le attuali società concessionarie del servizio si sono alleate in un’associazione temporanea di imprese, "Progetto 6". Proviamo a capirci qualcosa. In principio c’è una legge del 2007, nota anche come decreto Andrea Ronchi (il ministro di Berlusconi), che prevede lo sbarco della concorrenza nei rifiuti. Non sarà più possibile, insomma, l’affidamento diretto ma si dovranno fare gare aperti a tutti, compresi grandi gruppi e multinazionali. L’Aisa, insomma, potrebbe perdere ed essere sostituita da chissà chi, magari un gigante francese o tedesco, come quelli che stanno dentro "Nuove Acque". Di qui la scelta della Spa aretina di consorziarsi con "Siena Ambiente" e altre aziende della Toscana del sud per difendere il proprio business. Fin qui tutto lineare. Nel senso che a gestire la gara avrebbe dovuto essere proprio l’Aato. Ma ecco la sorpresa: a marzo viene presentato e approvato un emendamento che prevede la soppressione delle Aato. E allora chi sarà a predisporre la gara per l’affidamento del servizio rifiuti, pacchetto nel quale sta dentro anche l’inceneritore? La normativa prevede infatti che chi vince dovrà realizzare e gestire anche il raddoppio di San Zeno (da 40 mila a 75 mila tonnellate), rifacendosi delle spese grazie agli utili e a un piano di ammortamento di sedici anni. Adesso però sta per scomparire la stazione appaltante (l’Aato appunto) che avrebbe dovuto decidere chi vince e chi perde. Niente arbitro, niente gara. Grande è il caos sotto il cielo, insomma, e la situazione non è affatto eccellente, anche se l’assessore all’ambiente del Comune Roberto Banchetti è ottimista: "L’Aato sta preparando i dossier per chi verrà dopo e si troverà la gara già pronta, chiavi in mano". Il che sarebbe vero ovunque tranne che in Italia, dove non c’è niente di più definitivo del provvisorio. Può darsi, dunque, che la Regione Toscana non ce la faccia a decidere chi dovrà sostituire l’Aato (potrebbe essere persino, per paradosso, l’Aato sotto altre forme). E in quel caso sarebbero dolori. Il piano previsto finora ticchettava infatti come un orologio: la discarica di Podere Rota più l’inceneritore e un potenziamento del riclaggio già in atto avrebbero dovuto garantire la copertura dei bisogni aretini in tema di rifiuti. Ma se slitta San Zeno? Bè, allora siamo in piena emergenza. Perchè al livello attuale del trattamento, gli studi prevedono una crisi, cioè l’incapacità di far fronte alle esigenze, intorno al 2012. Nel caso, sarebbe forse necessario potenziare Podere Rota e magari riaprire un’altra discarica, quella di Castiglion Fibocchi. Ma questa è competenza della Provincia e si può immaginare con quale gioia degli abitanti. Banchetti smorza le paure: "Una cosa mi sento di prometterla agli aretini. Qualsiasi siano le complicazioni, non ci troveremno coi rifiuti per strada".
Salvatore Mannino

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