|
Oggetto: messa in sicurezza dei torrenti
castiglionesi In relazione al comunicato emesso dal Comune di Castiglion Fiorentino martedi 21 ottobre 2008, circa l’esecuzione di lavori finalizzati alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua presenti sul territorio, a prescindere dalla opportunità o meno di attuare tali interventi, riteniamo opportuno richiamare la Vostra attenzione su alcuni aspetti: 1) relativamente al dichiarato tombamento delle tane realizzate da specie selvatiche, ci risulta che le fasce spondali dei suddetti corsi d’acqua siano frequentate non solo da esemplari di nutria, ma anche da altre specie quali volpi, istrici, tassi ecc, tutte sottoposte a regime di tutela ai sensi della L. 11.02.1992 nr 157, che ne vieta l’uccisione o il disturbo. 2) che i lavori di ripulitura devono essere attuati nel rispetto dell’ecosistema fluviale evitando di attuare una eradicazione totale delle sponde; 3) che i predetti interventi non devono danneggiare l’ecosistema e le specie ittiche;A fronte di queste considerazioni le associazioni firmatarie sono a chiedere: - Il rispetto della fauna selvatica abitante i corsi d’acqua in oggetto, evitando il danneggiamento dei rispettivi habitat o l’uccisione di esemplari della stessa, così come vietato dalla L. 157/92; - relativamente al taglio della vegetazione e ogni altro genere di intervento di manutenzione, il rispetto di quanto stabilito dal Consiglio Regionale della Toscana con Deliberazione nr. 155 del 20.05.1997, che riportiamo in breve estratto: "4.1 Manutenzione della Vegetazione" Verificatane la compatibilita’ idraulica, nella progettazione degli interventi dovra’ assumersi quale aspetto vincolante la conservazione delle caratteristiche di naturalita’ dell’alveo fluviale, degli ecosistemi e delle fasce verdi ripariali, il rispetto delle aree di naturale espansione e relative zone umide collegate. Le associazioni vegetali ripariali, oltre a costituire un importante valore ecologico e fungere da agenti di una notevole attivita’ di depurazione delle acque, possono essere considerate come la piu’ naturale delle difese idrauliche, efficaci per la limitazione dell’erosione e per il rallentamento della corrente nelle zone d’alveo non soggette ad invaso permanente, purche’ compatibile con il livello di massima piena. Risulta quindi la necessita’ di mantenere al di fuori dell’alveo normalmente attivo la vegetazione esistente, limitando gli abbattimenti ad esemplari ad alto fusto morti, pericolanti, debolmente radicati, che potrebbero costituire un potenziale pericolo in quanto facilmente scalzabili e asportabili in caso di piena. La necessita’ di abbattere le piante di maggior diametro deve essere valutata nelle diverse zone dell’intervento, in funzione delle sezioni idrauliche disponibili, sulla base di opportune verifiche documentate nel progetto, che facciano riferimento a precise condizioni di piena con prefissati tempi di ritorno al fine di garantire il buon regime delle acque. Le devegetazioni spinte vanno evitate, mentre deve essere avviata una manutenzione regolare del corso d’acqua che preveda in generale un trattamento della vegetazione esistente allo scopo di renderla non pericolosa dal punto di vista della sicurezza idraulica; cio’ si ottiene di norma con tagli selettivi e diradamenti mirati, mantenendo le associazioni vegetali in condizioni "giovanili", con massima tendenza alla flessibilita’ ed alla resistenza alle sollecitazioni della corrente, limitando in sintesi la crescita di tronchi con diametro rilevante e favorendo invece le formazioni arbustive a macchia irregolare. I tagli di vegetazione in alveo devono essere effettuati preferibilmente nel periodo tardo-autunnale ed invernale, escludendo tassativamente il periodo marzo-giugno in cui e’ massimo il danno all’avifauna nidificante. Per una corretta gestione idraulica ed ambientale, particolare importanza e’ attribuita alle zone di naturale espansione delle acque. A questo proposito, si puo’ evidenziare che: - nelle zone di espansione del medio corso, le specie arboree non riducono in modo significativo la capacita’ d’invaso mentre, rallentando la velocita’ della corrente, favoriscono la difesa delle sponde dall’erosione e la ricarica degli acquiferi sotterranei, esercitando anche attivita’ di depurazione delle acque; - nelle zone golenali del basso corso, le alberature non riducono significativamente ne la capacita’ d’invaso ne il deflusso, ed ancora meno nei tratti posti in prossimita’ della foce, dove e’ determinante l’influenza delle maree; anche in questo tratto la componente vegetale svolge le importanti funzioni sopra ricordate. Quindi per le zone di espansione naturale dove la vegetazione arborea non risulta essere un ostacolo all’invaso, si devono mantenere forme di bosco igrofilo "maturo", con riflessi fortemente positivi per il rallentamento del deflusso idrico, nonche’ per le notevoli implicazioni ecologiche e paesaggistiche; sono soprattutto queste zone a richiedere il mantenimento o la ricostituzione di ecosistemi vicini alla naturalita’, escludendo le coperture a verde a "soli fini estetici". - riguardo alla fauna ittica, che qualunque intervento in alveo, effettuato mediante l’ausilio di mezzi meccanici sia preceduto da prelievo della fauna ittica e suo spostamento in altro tratto del corso d’acqua. -sempre nel rispetto della Delib. 155/97, che al termine dei lavori eseguiti, qualunque sia la tipologia delle opere realizzate, si proceda alla risistemazione obbligatoria dell’area interessata dal cantiere, al fine di minimizzare lo stravolgimento dell’ecosistema e del paesaggio. Certi di un Vostro sensibile interessamento in merito, l’occasione è gradita per porgere Distinti saluti. Italia Nostra Valdichiana - WWF Arezzo - Gruppo LIPU Arezzo - Legambiente www.comitatotutelavaldichiana.it |