| "L’Italia lancia un appello ai fratelli tedeschi.
Dichiarateci guerra. Ci arrenderemo volentieri. Non dovrete sparare
neppure un colpo di fucile. Lanceremo violacciocche e mimose ai vostri
Franz e Gunther in sfilata. Siete la nostra ultima speranza. Intanto,
mentre riflettete e preparate i vostri carri armati, vorremmo che vi
prendeste cura dei nostri dipendenti pubblici. Ogni giorno vi inviamo i
nostri rifiuti dalla Campania in treno. I nostri politici sono rifiuti
tossici, basta aggiungere qualche vagone in più, ben chiuso per farli
arrivare a Berlino o a Colonia. Prendete anche loro per favore.
All’arrivo termovalorizzateli subito, sono contagiosi più dell’Ebola e
della febbre del Nilo. Vi pagheremo bene. Vi do la mia parola che non
avrete in cambio bond della Parmalat, il più grande fallimento della
Storia, o della Cirio e neppure azioni dell’Alitalia, che perde un
milione di euro al giorno. Posso rassicurarvi anche sui titoli di Stato:
non faranno parte del compenso. L’Italia ha il debito pubblico più
grande di Europa, circa 1.626 miliardi di euro. Se dovesse rimborsare
tutti i BOT e i CCT lo Stato italiano dichiarerebbe bancarotta e la
gente sparerebbe per le strade.
Vorrei suggerirvi qualche nome per i passeggeri dei vagoni piombati.
Molti li conoscete, sono famosi anche all’estero come Berlusconi che ha
offeso un vostro rappresentante alla Comunità Europea dandogli del kapò.
Un uomo che si è fatto da solo con un piccolo aiuto da parte degli
amici. In Italia l’amicizia è sacra e se gli amici si chiamano Bettino
Craxi, morto latitante in Tunisia, o Marcello Dell’Utri, condannato per
frode fiscale e false fatturazioni e creatore di Forza Italia, o Licio
Gelli, condannato per aver infiltrato la sua organizzazione, la P2, in
tutti i settori dello Stato italiano, si può chiudere un occhio. Gli
amici non si tradiscono mai, soprattutto se ricambiano. Craxi, ad
esempio, gli ha permesso con un decreto legge ad hoc di disporre di tre
canali televisivi nazionali con cui fa propaganda politica per il suo
partito e Gelli lo ha iscritto alla sua organizzazione di delinquenti.
Berlusconi possiede anche la Mondadori, il più importante gruppo
editoriale italiano. Se lo è aggiudicato grazie alla corruzione di
giudici del suo avvocato di fiducia, Cesare Previti, poi finito in
galera. Se la Merkel possedesse tre televisioni e 40 tra giornali e
settimanali non avrebbe bisogno di fare la Grosse Koalition. Alle
elezioni avrebbe l’80% dei voti. Perché non glielo proponete?
Il conflitto di interessi da noi è una barzelletta che ci racconta da
anni il centro sinistra. I suoi esponenti passano in realtà il loro
tempo a parlare di banche e di assicurazioni al telefono, qualcuno va in
barca, qualcuno ad Arcore a rassicurare Berlusconi. Si chiamano
Violante, Fassino, D’Alema. Gli ultimi due sono sotto indagine da parte
della Procura di Milano. Il giudice si chiama Clementina Forleo, i suoi
genitori sono morti in uno strano incidente dopo essere stati minacciati
e lei è stata fatta passare per matta dai media, messa sotto processo e
trasferita. Vorrei che vi prendeste anche Veltroni, il nuovo che ci
avanza, un politico formatosi negli anni 70 e riverniciato con i colori
del Partito Democratico (PD). Un nuovo brand che sostituisce quello dei
Democratici di Sinistra (DS) che aveva rimpiazzato il nome Partito
Democratico della Sinistra (PDS) che veniva dopo il Partito Comunista
Italiano (PCI). I nostri politici sono come i camaleonti, cambiano nome
e colore rimanendo sempre gli stessi. Sperano che gli elettori si
dimentichino che la politica italiana è stata la peggiore di Europa
negli ultimi vent’anni.
Non vorrei che vi dimenticaste Mastella che vive a Ceppaloni. Un signore
che ha fatto divertire il mondo. Lui credeva di fare il ministro della
Giustizia, ma era una comparsa. Lo hanno fatto ministro con un lecca
lecca gigante e con un incarico preciso: fare l’indulto. Il primo atto
del governo Prodi è stato la messa in libertà di 24.000 detenuti e la
non messa in carcere di centinaia di funzionari pubblici, legati ai
partiti. Mastella ha passato così tanto tempo a farsi fotografare in
carcere con i galeotti che loro lo hanno adottato. Si è dovuto dimettere
perché sua moglie è finita agli arresti domiciliari per concussione
insieme a un numero imprecisato di esponenti del suo partito a
conduzione familiare. Dini, un ex presidente del Consiglio, è un rifiuto
extra tossico. Ha 77 anni e i suoi organi interni, in particolare il
cervello, sono decomposti. La sua bella moglie è stata condannata per
bancarotta a due anni e qualche mese. In Italia è un merito e lui ne è
giustamente orgoglioso.
Vi chiedo di fare una retata in Parlamento per riempire i vagoni.
Troverete 24 condannati in via definitiva per reati che vanno da
associazione in banda armata, alla truffa, alla falsa testimonianza,
all’associazione mafiosa. Ai magnifici 24 vanno aggiunti i condannati in
primo e in secondo grado e i prescritti, in tutto un centinaio di
gaglioffi. Prescritto da noi significa che la condanna è arrivata troppo
tardi per finire in galera. Il campione mondiale di questo reato è il
novantenne Giulio Andreotti, da scortare al binario in carrozzella. E’
stato condannato per contiguità con la mafia, ma a tempo scaduto. Per
questo è stato promosso senatore a vita. Forse siete venuti a conoscenza
del fatto che il Governatore della Sicilia è stato riconosciuto
colpevole in gennaio, per aver favorito alcuni mafiosi, con una condanna
a cinque anni, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. Ha mangiato
un piatto di cannoli per festeggiare (pensava di prendere molto di più)
e poi è stato costretto alle dimissioni. Ma non farà neppure un giorno
di galera anche se sarà condannato in via definitiva (da noi ci sono tre
gradi di giudizio). Due anni sono abbonati a ogni cittadino e tre sono
un grazioso regalo della legge sull’indulto del facondo Mastella (ha un
giro vita di 200 centimetri, mangia come un facocero). In compenso
Cuffaro entrerà in Parlamento nominato dal suo partito. Infatti, la
nostra legge elettorale, imposta con un colpo di mano da Berlusconi
prima di mollare la presidenza del Consiglio nel 2006, prevede che
deputati e senatori siano nominati dalle segreterie di partito e non
eletti dagli italiani. In parlamento ci sono mogli, amanti, impiegati,
portaborse, signorsì, pregiudicati, mafiosi, camorristi. Il cittadino
può solo fare una croce su un simbolo.
Molti dicono che faremo la fine dell’Argentina, in realtà l’abbiamo già
fatta, ma ci vergogniamo a dirlo in giro. Ci sono quasi sei milioni di
precari in Italia che lavorano un mese si e uno no. I più fortunati
guadagnano 800 euro al mese. Sono ragazzi e ragazze che non avranno mai
una pensione. Ogni anno aumentano. L’industria italiana è la Fiat e poco
altro. I grossi gruppi sono concessionari dello Stato, autostrade,
telecomunicazioni, energia: sono dei monopoli. Gli investimenti
stranieri in Italia sono crollati. La Spagna ci ha superato. Nelle
classifiche europee siamo sempre penultimi o ultimi, ce la giochiamo
ogni volta con la Grecia. L’Italia ha il più alto numero di truffe nei
confronti della Comunità Europea. I fondi europei, circa 9 miliardi
all’anno, finiscono quasi tutti a tre Regioni italiane, Campania,
Calabria e Sicilia, dove comandano Camorra, Ndrangheta e Mafia. Un buco
nero di commistioni tra politica e criminalità organizzata. Potrei
andare avanti per ore, ma mi manca il coraggio e lo spazio. Fate partire
il treno al più presto e invadeteci. Gli italiani sono dalla vostra
parte. “Cry for me, Deutschland”.
Beppe Grillo
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