- Festa ECO
(3a edizione)
Comune di Abbadia S.S. per una cultura
dell’ambiente e dell’uomo.
Giovedì 28 agosto - Sabato 30 agosto
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Leggi il volantino
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- Energie
rinnovabili anche in palestra
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- Pedalare e produrre
energia: nasce la palestra verde
Nasce a Portland in Oregon la prima palestra che, oltre a
pensare ai fisici dei propri atleti, ha un occhio di
riguardo per il rispetto dell’ambiente, producendo energia a
forza di pedalate.
Sarà la prima palestra negli Usa ad usare insieme
all’energia solare, anche quella prodotta dall’uso di
attrezzi cardio, come biciclette, tappetini meccanici e
steps. Oltre a far si che donne e uomini si mantengano in
forma in una delle città più “verdi” degli Stati Uniti,
potranno aiutare l’ambiente attivando un generatore che
converte calorie in energia. Verrà presentato nel centro
fitness anche un nuovo prototipo di macchina “amica
dell’ambiente” composta da quattro biciclette collegate ad
un piccolo generatore di energia.
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- L'emergenza
rifiuti
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Processo bio-meccanico alternativo all'incenerimento per lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani (PDF)
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- Video da
guardare
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L'abbattimento della
torre Sadam
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Byoblu: diossina e
inceneritori
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La storia delle cose
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- Sanità, 118 e
tempi di attesa in Valdichiana: situazione allarmante!
Ass.
Sereni sull'emergenza territoriale e tempi di attesa in
Valdichiana
L’Amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino da
alcuni mesi è sollecitata da numerosi cittadini, per i
problemi riguardanti la difficoltà di ottenere prestazioni
specialistiche con tempi di attesa adeguati.
L’Amministrazione Comunale si fa carico di questa
situazione, consapevole che i problemi si risolvono
affrontandoli e non sottovalutandoli.
Dalla tabella pubblicata dalla ASL nel proprio sito
internet, rileviamo che per alcune prestazioni sanitarie, la
Valdichiana è la zona che presenta più difficoltà, in
particolare per le visite neurologiche, cardiologiche,
ortopediche, otorino, chirurgiche e per gli esami
radiografici tradizionali.
Inoltre in tutta la provincia notiamo rilevanti attese per
colonscopia, ecodoppler cardiaco, gastroscopia e tac con un
trend in crescendo nel tempo.
Non va meglio per chi deve essere sottoposto ad intervento
chirurgico in Valdichiana per l’ortopedia dove, nei casi
meno urgenti, l’attesa dura fino ad 1 anno.
Poiché non è abitudine della nostra Amministrazione
sollevare polveroni, ma indicare invece delle soluzioni,
crediamo di poter dare un nostro contributo.
Per il sistema dell’emergenza territoriale che più volte è
stato chiamato in causa per presunte inefficienze dalle
minoranze del nostro consiglio comunale, con considerazioni
che si basano su indiscrezioni e non su una reale
valutazione dell’accaduto, mi preme sottolineare che ad una
verifica della documentazione fornitaci dalla ASL, non
emergono irregolarità su tempi e modi degli interventi.
Quello che però noi contestiamo è il modello organizzativo
dell’emergenza territoriale proposto dalla ASl, che a noi
appare generico, non studiato per le caratteristiche
strutturali ed organizzative delle nostre associazioni di
volontariato e per la morfologia e la densità abitativa del
nostro territorio. Stiamo lavorando per proporre soluzioni
che vadano incontro alle esigenze della ASL e che in prima
istanza garantiscano l’efficienza e la sicurezza del
servizio.
La questione che spesso oggi genera più contestazioni
riguarda le metodologie di stima dei codici di chiamata da
parte della centrale operativa 118, che a nostro avviso
necessitano di essere uniformati per l’intero territorio
regionale. Comunque, secondo la nostra opinione, devono
essere mantenuti ragionevolmente larghi (nei casi dubbi è
chiaramente meglio l’uscita di un’ambulanza con medico
rispetto a quella senza medico).
Per i tempi di attesa, sul versante delle prestazioni di
diagnostica e specialistiche, da una parte è importante una
campagna di sensibilizzazione sull’uso corretto dell’accesso
alle visite, raccomandando di ricorrere ad accertamenti
specialistici ed esami strumentali solo per reali necessità.
Dall’altra chiediamo con fermezza che la ASl inizi in
maniera rapida e porti a compimento una strategia di
riorganizzazione sanitaria che trasferisca nel territorio
molte delle prestazioni che attualmente vengono espletate
nell’ospedale. Tutto questo presuppone la volontà
dell’azienda nel percorrere questo cammino, una diversa
distribuzione delle risorse economiche ed un nuova
organizzazione gestionale del territorio, in questo senso la
Casa della Salute è una risposta su cui, come
Amministrazione e come Azienda, abbiamo puntato.
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- La Asl replica alle accuse di smantellamento dell'attività
nei presidi ospedalieri zonali e parla di potenziamento dei
servizi
"Ancora una volta ci vediamo costretti, nostro malgrado,
a cercare di rimediare alla sistematica attività di
disinformazione che alcune forze politiche e comitati
locali, perpetuano costantemente nei confronti dei servizi
sanitari, creando allarmismo e disorientamento nei
cittadini."
Inizia così la nota della direzione aziendale della Asl, in
risposta alla raffica di articoli usciti sulle cronache
locali di questi giorni, sull'ipotesi di cessazione
dell'attività chirurgica d'urgenza nei tre ospedali zonali
della Valdichiana, Valtiberina e Casentino.
"Sgombriamo subito il campo da qualsiasi disguido - afferma
il direttore generale Monica Calamai: al momento attuale non
è in programma nessuno smantellamento dell'attività
chirurgica d'urgenza effettuata nei tre presidi zonali,
tanto meno in quello della Valdichiana, dove,
paradossalmente, è in corso un suo potenziamento. Secondo
quanto previsto dagli atti di programmazione relativamente
all’organizzazione degli ospedali per intensità di cure -
prosegue il direttore - in queste ultime settimane abbiamo
avviato un percorso di riorganizzazione dell’attività di
chirurgia generale aziendale. Un percorso che prevede
l’organizzazione della chirurgia generale secondo linee di
attività distinte per complessità e durata del ricovero."
"Il primo passo di questo iter è la creazione di un percorso
unico fra tutti gli ospedali dell’Azienda per
l’effettuazione di interventi chirurgici in regime di Day
Surgery e One Day Surgery: ovvero, la creazione di una unica
lista di attesa destinata ad accogliere tutti i pazienti che
necessitano di questa tipologia di interventi e la
programmazione dello scorrimento delle vecchie liste di
attesa fino al loro esaurimento. Lista unica - precisa la
Calamai - significa innanzitutto maggiore trasparenza,
maggiori garanzie di imparzialità e tempi di attesa
sicuramente più brevi."
"Il secondo passo, guarda caso, prevede che questa tipologia
di interventi venga fatta, in via privilegiata, nei tre
ospedali zonali ed il primo a scendere in campo sarà proprio
quello della Valdichiana che, per motivi logistici,
disponibilità di sale operatorie e professionalità si presta
benissimo ad una piena integrazione funzionale con
l’Ospedale di Arezzo.
Questa prima fase avrà inizio il prossimo 18 Agosto, data in
cui sono programmati presso l’Ospedale della Valdichiana i
primi interventi chirurgici su pazienti già in lista di
attesa. Poi, dal mese di settembre, anche gli ospedali del
Casentino e della Valtiberina saranno inseriti a pieno
titolo all'interno di questa organizzazione".
Secondo la Ausl, quindi, da settembre tutti gli ospedali
della provincia continueranno a svolgere l'attività
d'urgenza e, contemporaneamente, negli ospedali di zona si
assisterà ad un potenziamento nel settore degli interventi
chirurgici che richiedono brevi degenze.
"In definitiva - conclude la nota della Ausl - ci troviamo
ancora una volta di fronte ad una strumentalizzazione
politica, fatta ad arte, per interessi personali o di
bottega, in Valdichiana così come in Casentino, dove, non
dimentichiamolo, mentre si inaugurava l'ospedale c'era chi
affiggeva manifesti che annunciano la sua chiusura. La
realtà, fortunatamente è un'altra e quegli ospedali sono li
a dimostrarlo. La realtà è quella concreta dei fatti, quella
dei servizi che quotidianamente vengono assicurati ai
cittadini, quella costruita e realizzata quotidianamente da
professionisti seri e competenti. Il resto sono parole".
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- Via la chirurgia
d’urgenza dagli ospedali di Casentino, Valtiberina e
Valdichiana!
Apprendiamo anche dalla stampa, che proseguirà senza
sosta l’opera di smantellamento della Sanità aretina da
parte della ASL 8 e della Regione Toscana.
Secondo “una precisa normativa regionale” testualmente
citata, gli Ospedali del Casentino, della Valtiberina e
della Valdichiana si vedranno progressivamente togliere la
Chirurgia d’urgenza in quanto bisognosa di attrezzature non
semplici e sofisticate tecnologicamente, di conseguenza
troppo costose.
In altre parole gli interventi d’urgenza saranno gestiti dal
San Donato di Arezzo e dal Santa Maria della Gruccia del
Valdarno.
Per le altre vallate la Regione Toscana e la USL 8 invitano
i cittadini a “stare più attenti e a non richiedere
interventi di urgenza nei rispettivi Ospedali”, perché
risorse da investire in futuro per la Chirurgia d’urgenza in
queste tre vallate, non ce ne saranno.
Se questo è il contesto in cui ci dovremmo trovare nei
prossimi mesi, crediamo, senza essere tacciati di
allarmismo, che si rischia di superare il livello di
guardia, ammesso che non lo si sia già superato e ci
mobiliteremo nelle sedi competenti con tutti coloro che lo
vorranno, perché tutto ciò non venga attuato.
Almeno ora, vogliamo sperare che anche i Sindaci delle tre
vallate si distolgano dal loro imbarazzante silenzio,
contrastando la politica regionale dell’Assessore Rossi e si
vogliano attivare in modo concreto per tutelare i servizi
sanitari indispensabili a tutela dei cittadini.”
FORZA ITALIA - PDL VALDICHIANA
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- Mencucci: 118
Valdichiana una situazione gravissima e un silenzio
assordante
Siamo sconcertati della situazione del 118 Valdichiana ,
l'ultimo fatto di cronaca a Castiglion Fiorentino dimostra
senza ombra di dubbio che il " sistema 118 " del dott Mando'
, del direttore sanitario Bianciardi ,non e' all'altezza
della situazione.
Ha ragione il dir san Bianciardi quando dice che il limite
e' stato valicato, in questo caso e' stato valicatoda chi
doveva gestire la criticita' ,nel fatto in questione ( il
fatto di cronaca del 06-08 Castiglion Fiorentino)sono state
inviate due ambulanze senza medico , poi visto la gravita' (
prima non si era vista)e' stata inviatal'ambulanza con il
medico a bordo , ma da Arezzo.Mentre il direttore sanitario
della Ausl Luca Bianciardiprova a spiegare con statistiche ,
tra codici rossi e gialli , come si trattasse di partite di
calcio e non delle vitedei cittadini, fatto grave in se',mentre
la cronaca dei fatti ci racconta che il sistema va' in tilt
al momento critico,la realta' e' implacabile.Forza Italia
chiede con forza che per questa vallata sia riportato il
vecchiosistema del 118 , come detto piu' volte ,non perche'
abbiamo un capriccio ma perche' l'estensione del territorio,
la conformita' della vallata , la distanza da ospedali
attrezzati ( Siena - Arezzo- Perugia)e non per ultimo
l'attraversamento dell'autostrada A1 e la presenza di una
zona commercialecon decine di migliaia di turisti di
passaggio, ci suggerisce una diversa organizzazione,in
questo caso una bella commissione d'inchiesta ci darebbe il
quadro della situazione in tutti i suoi aspetti. Ma le
responsabilita' non si fermano al direttore sanitario e al
responsabile 118 in questi giorni e' angosciante il silenzio
degli altri attori , a partire dai Sindaci dei 5 comuni (
Cortona-Castiglion fiorentino-Foiano-Marciano-Lucignano)
questi sono velocissimi a presentarsi alle varie
manifestazioni , ma poi quando c'e' da prendere e combattere
per diritti costituzionali si guardano bene dal parlare.
Anche loro sono responsabili quanto i dirigenti sanitari sia
nell'organizzazioneche nelle scelte politiche, sappiamo che
andare contro la regione Toscana e' difficile ma e' peggio
stare in silenzio. Per tutti gli altri , attori minori, le
associazioni di volontariato, le associazioni dei medici
e quant'altro , che facciano sentire la loro voce e cosa ne
pensano . Siamo sicuri che molti di loro non sono d'accordo
con il sistema. Per ultimo, un pensiero per il direttore
sanitario Bianciardi che ha usato parole ingiuste verso il
consigliere Agnelli, ricordo al sig dir san Bianciardi che
quando si parla di sanita' e di emergenza si tratta di
salvare vite umane . Non capisco chi ne deve parlare, forse
il sig dir san Bianciardi non e' piu' abituato a parlare con
il cittadino il che denota sempre di piu' la distanza di
questa dirigenza dalle vere problematiche del territorio.
Vice presidente collegio 15 Forza Italia - Mencucci Gianluca
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- Interrogazione urgente
del Polo per Castiglioni sul Servizio 118
L’ennesimo caso sospetto sulle modalità di intervento del
servizio 118, ci vede condotti, anche in questo periodo di
ferie, a presentar un’interrogazione urgente al Sindaco del
nostro Comune.
I tempi impiegati nella tempestività dei soccorsi e le
modalità di intervento non ci fanno esser tranquilli né come
Consiglieri comunali, né come semplici cittadini.
Il caso che si è verificato la notte scorsa nel centro
storico di Castiglion Fiorentino, in cui due Autoambulanze
non medicalizzate, d’istanza in loco, hanno dovuto
attenderne una terza, con medico al seguito, proveniente da
Arezzo mentre l’equipe di turno per l’intera Valdichiana,
stazionante nella vicina Cortona, non risultava impegnata,
ci lascia perplessi ed amareggiati.
In virtù del mandato conferitoci, dunque, non intendiamo
esimerci dai nostri compiti di controllo e garanzia né,
tanto meno, abbiamo intenzione di abbassar la guardia di
fronte alla tutela della salute dei nostri concittadini.
Affidiamo, quindi, le nostre istanze alle istituzioni
preposte affinché sia fatta piena luce sull’accaduto, e ci
auguriamo che il Sindaco abbia, al più presto, risposte
ineluttabili e rassicuranti.
Gruppo Consiliare Polo per Castiglioni
Di seguito l’interrogazione presentata
Al Sindaco di Castiglion Fiorentino,
Dott. Paolo Brandi
E p. c. Assessore alla Sanità
Oggetto: interrogazione urgente servizio emergenza 118
Il Gruppo Consiliare Polo per Castiglioni presenta
interrogazione urgente alla S.V. in relazione ai fatti
accaduti durante la notte fra il giorno 6 ed il giorno 7
agosto u.s.
Secondo indiscrezioni raccolte - da verificare – durante la
nottata in questione, 2 Autoambulanze non medicalizzate,
entrambe d’istanza a Castiglion Fiorentino, sono intervenute
per una richiesta di soccorso all’interno del centro
storico. Constatato la gravità dell’accaduto si è resa
necessaria l’assistenza dell’Autoambulanza Medicalizzata.
L’Equipe per la Valdichiana era quella di turno presso
Cortona, tuttavia non è stato attivato tale equipaggio bensì
i soccorritori, già in loco, hanno dovuto attender l’arrivo
di un’autoambulanza Medicalizzata da Arezzo.
Alla luce di quanto esposto sopra, Chiediamo alla S.V. di
verificare:
• La regolarità dell’intervento
• I tempi di intervento delle Autoambulanze
Chiediamo, altresì, qualora fossero riscontrate inadempienze
di agire nelle sedi competenti per ristabilire e garantire i
livelli di sicurezza e celerità di intervento previsti dalla
legge.
I Consiglieri Polo per Castiglioni
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- La raccolta
differenziata in Valdichiana
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- La Toscana
investe 8 milioni per rilanciare la raccolta differenziata
FIRENZE. Come era già stato annunciato, la Regione ha
stanziato per il 2008 un contributo di ulteriori 8 milioni
di euro per finanziare la raccolta differenziata ‘porta a
porta’ nelle aree residenziali ed in quelle produttive, ma
anche per realizzare stazioni ecologiche e testare modelli
innovativi di raccolta o sistemi che permettano di variare
la tariffa a carico dei cittadini in modo che chi produce
meno rifiuti o differenzia di più, paghi meno per il
servizio.
Il finanziamento, che utilizza i proventi dell’ecotassa, è
stato deliberato dalla Giunta regionale toscana ed è
destinato ai tre Ato Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana
Sud che nasceranno (in base alla lr 61/2007) dallo
scioglimento dei 10 Ato precedentemente esistenti.
«Questo contributo – ha detto l’assessore regionale
all’ambiente Anna Rita Bramerini – ci aiuterà a raggiungere
l’obiettivo del 55% di raccolta differenziata che la Toscana
si è data con il Piano regionale di sviluppo (Prs) e con il
Piano regionale di azione ambientale (Praa). Si tratta di
fondi aggiuntivi tratti dai proventi dell’ecotassa, sono
risorse che si sommano a quelle già previsti dal Praa. Il
provvedimento sarà ripetuto anche nei prossimi anni. Non
siamo di fronte ad una ‘una tantum’, ma alla volontà di
utilizzare i ricavati della tassazione per migliorare
strutturalmente il sistema».
I totali 8 milioni di euro saranno ripartiti a seconda della
percentuale di popolazione servita da ciascun Ambito
territoriale, con un 20% riservato a quelle realtà che
accolgono rifiuti prodotti in altri Ato.
All’Ato Centro, che raccoglie le Province di Firenze Prato e
Pistoia, andranno 2.624.000 euro; all’Ato Costa, che
raggruppa le Province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa
Carrara, andranno 3.317.333 euro; mentre all’Ato Sud, che
riunisce le! Province di Arezzo Siena e Grosseto, andranno
2.058.666 euro.
«Gli investimenti fatti grazie a questi fondi – ha inoltre
specificato l’assessore - non saranno conteggiati nelle
spese sostenute dagli Ato. In questo modo contribuiremo a
ridurre la tariffa a carico dei cittadini, evitando che i
contribuenti paghino lo stesso servizio due volte, una volta
sotto forma di finanziamento pubblico, l’altra sotto forma
di tariffa a copertura del costo di un servizio».
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- Raccolta differenziata:
tra miti e paradossi (da La Nazione, cronaca di Arezzo)
«Effetto Napoli, plastica e vetro raccolta boom: i
cassonetti sono stracolmi. Un comportamento da cittadini
responsabili che però ha messo in difficoltà la
raccolta».«Entro la fine di settembre si avranno 300
cassonetti in più per selezionare i rifiuti prodotti».
«Entro il 2012 ci sarà da arrivare al 65% di RD. Gli aretini
sembrano pronti, ma ci vogliono strutture adeguate
altrimenti si rischia il collasso per troppo riciclaggio».
«Questo il piano dei sindaci: inceneritore (da 75mila tonn.)
al raddoppio ma sotto il tiro dei comitati». Il mito: con la
RD il problema dei rifiuti è risolto; il paradosso: se si
ricicla tutto non si sa più dove mettere il riciclato. Non
che la RD non vada fatta, anzi, ma è un bel problema. E tale
rimarrà con gli attuali modelli di consumo e comportamento.
Infatti la risposta tradizionale, dilatoria, non per il
business, è raddoppiare gli inceneritori, poi triplicare,
ecc. Si può razionalizzare il sistema e recuperare energia e
calore ma non si esce dalla spirale aumento dei consumi,
aumento della domanda e dell’offerta, aumento dei rifiuti,
riduzione delle risorse disponibili. Ai tempi del primo
accordo sulle emissioni di CO2 si sosteneva, contro le
resistenze del sistema industriale, economico e di
conseguenza politico, che l’ecologia poteva essere anche un
business, che aderire agli obiettivi di Kyoto poteva aprire
opportunità di investimento e sviluppo. Ma il mercato non ha
consentito di raggiungere gli obiettivi e oggi, i governi,
invece di agire con misure di carattere sociale e
strutturale, lasciano fare al mondo degli affari che agisce
sugli effetti e non sulle cause attraverso il primato della
tecnica e del business. Se la gente crede di aver trovato
una soluzione tecnologica ai problemi del clima, o dei
rifiuti o del petrolio, non modifica i comportamenti né il
sistema sociale ed economico. Lo sfruttamento della natura è
praticato in cambio di consumi futili, d’immagine,
edonistici, al costo di distruzione irreversibile di
risorse. La soluzione, per contro, richiede di affrontare
consapevolmente nodi, molti dei quali non sono all’odg
dell’agenda politica a tutti i livelli di governo, come: (a)
problemi demografici ed ecologici, nel senso che è
l’ambiente a porre dei limiti ed è la disponibilità di cibo
e di risorse a frenare la crescita di qualsiasi popolazione,
mentre non è ancora dato che sia la nostra cultura a
consigliare di limitarla, (b) società non eque, immigrazione
e rispetto dei diritti umani, (c) tasso di crescita
economica non sostenibile per le conseguenze irreversibili e
potenzialmente catastrofiche, (d) moderna tecnologia che
accresce vertiginosamente le capacità della nostra specie di
trasformare l’ambiente, ma a costi sempre più alti, (d) in
assenza di soluzioni globali, le riposte locali hanno scarse
possibilità di successo, (e) la politica ecologica deve
essere radicale e
realistica allo stesso tempo, mentre le soluzioni di
mercato, cioè l’inclusione dei costi ambientali nel prezzo
pagato per i beni e i servizi, non lo sono affatto (perfino
tentativi modesti di introdurre una tassa sulle emissioni
sollevano difficoltà politiche insuperabili), (f) proposte
per una crescita zero (o di decrescita) dell’economia a
livello mondiale nelle condizioni esistenti non farebbero
altro che congelare le disuguaglianze tra e nei vari paesi
del mondo, (g) il tasso di sviluppo deve essere ridotto a
livello sostenibile nel medio periodo e, nel lungo periodo,
va trovato un equilibrio fra l’umanità, le risorse che essa
consuma e gli effetti delle attività umane sull’ambiente,
(h) il raggiungimento di tale equilibrio non è un problema
di tipo scientifico o tecnologico, ma è politico e sociale.
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- La centrale a
biomasse di Castiglion Fiorentino
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- Comunicato di Italia
Nostra
- E stato prosciugato uno
dei laghetti dell'area Sadam di Castiglion Fiorentino,
malgrado gli accordi firmati con l'Amministrazione comunale
di Castiglion Fiorentino (AR), attualmente resta solo uno
laghetto con acqua, gli accordi ne prevedono due.
Questi laghetti sono stati sorvegliati molto spesso
recentemente da Italia Nostra sezione Valdichiana non c'è la
possibilità che si sia prosciugato in modo naturale, dove
finita la fauna acquatica?? non ci sono ne tracce ....ne
risposta da parte della SADAM.
Italia Nostra Valdichiana indignata denuncia il GRAVISSIMO
DANNO all'ambiente ed alla fauna, commesso senza considerare
le grave conseguenze per gli uccelli migratori,(questa area
essendo stata riconosciuta sosta per la rotta migratoria) la
fauna acquatica ed altro.
Siamo molto preoccupati per il presente ed il futuro di
tutta l'area SADAM.
In agosto 2007 Italia Nostra aveva già denunciato la volontà
della SADAM di svuotare un laghetto, fermato in tempo dal
rapido intervento dell'Amministrazione comunale.
Chiediamo alle Amministrazioni, locale Provinciale e
Regionale di attivarsi per un ripristino immediato del
laghetto, nelle condizioni idonee per la fauna e
l'ecosistema dell'area, e risposta da parte della SADAM.
Mariarita Signorini (Italia Nostra Toscana).
Liliane Buffaut Mungo (Presidente Italia Nostra Valdichiana).
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- La Chimet di
Badia al Pino
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- Inchiesta Chimet:
sequestrato il grano mietuto
Circa 700 quintali di grano mietuti a fine giugno nei 15
ettari attorno allo stabilimento Chimet a Badia al Pino,
sono stati sequestrati con provvedimento disposto dal gip su
richiesta del pm Roberto Rossi, nell'ambito dell'inchiesta
sul presunto inquinamento provocato dall'azienda,
specializzata nel trattamento dei rifiuti industriali.
Da una perizia dell'accusa nell'area intorno allo
stabilimento risulterebbe una presenza di cadmio superiore
ai limiti di legge. Ma la difesa della Chimet, che per
compiere azioni di tutela attende le analisi del perito
scelto per l'incidente probatorio, richiama alla necessità
di capire non solo se sono stati superati i limiti di legge,
ma essenzialmente se quel grano e' nocivo o meno per la
salute.
Motivo per cui potrebbero essere effettuate anche perizie
tossicologiche.
Intanto altre analisi giunte a conclusione hanno soddisfatto
la difesa della Chimet: si tratta dei controlli sui “pozzi
sentinella” attorno all'azienda, dai quali non
risulterebbero sostanze inquinanti nella falda acquifera
provenienti dai fanghi rossi, residuo della lavorazione
degli anni '80. Inoltre e' emerso che il ciclo produttivo di
Chimet non prevede l'utilizzo e la produzione di fanghi
rossi da almeno 20 anni.
Legali dell'azienda in azione anche sul fronte
amministrativo: Chimet ha presentato alla Provincia di
Arezzo uno studio per la caratterizzazione dei terreni e la
successiva autorizzazione a compiere la definitiva bonifica
rispetto agli inquinamenti prodotti nei primi anni '80,
quando i limiti di legge erano diversi dagli attuali.
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- Scienziati
Italiani a Berlusconi: "no al rilancio del nucleare"
Sono oltre milleduecento i docenti universitari e i
ricercatori che hanno sottoscritto un appello sulle scelte
energetiche per il futuro dell'Italia, trasformato in una
lettera aperta al premier Berlusconi alla vigilia della
discussione del governo sulle centrali nucleari.
A capeggiarli uno dei chimici italiani più accreditati
presso la comunità scientifica internazionale.
"Il sole è la più grande risorsa energetica del nostro
pianeta" scrivono, e il nucleare "un pericoloso fardello
sulle spalle delle prossime generazioni".
L'iniziativa partita con un sito
www.energiaperilfuturo.it, dove chiunque può
esprimere il proprio sostegno.
Ecco il testo della lettera aperta al presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi:
- LE SCELTE ENERGETICHE PER
IL FUTURO DELL'ITALIA
Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro
Paese ha oggi di fronte è quello dell'energia; le decisioni
che verranno prese a questo riguardo condizioneranno non
solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e
dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema
così complesso è necessaria una forte collaborazione fra
scienza e politica.
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e
Centri di ricerca e, in virtù della conoscenza acquisita con
i nostri studi e la quotidiana consultazione della
letteratura scientifica internazionale, abbiamo sentito il
dovere di esprimere la nostra opinione sul problema
energetico con l'appello riportato sul sito:
www.energiaperilfuturo.it
L'appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e
ricercatori,sottolinea l'urgenza che nel Paese aumenti la
consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e
climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso
più efficiente dell'energia ed esorta il governo a
sviluppare l'uso delle energie rinnovabili ed in particolare
dell'energia solare.
A nostro parere l'opzione nucleare non può essere
considerata la soluzione del problema energetico per molti
motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici,
insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà
a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive,
stretta connessione tra nucleare civile e militare,
possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle
disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi
poveri, scarsità di combustibili nucleari.
La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il
Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una
stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i
luoghi della Terra un'immensa quantità di energia, 10.000
volte quella che l'umanità intera consuma. Sviluppare l'uso
dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili
significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei
veri statisti. E' un guardare lontano nel tempo, perché
getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico,
industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre
pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni.
E' un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei
combustibili fossili e dell'uranio, l'energia solare e le
altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della
Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento
delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.
Saremo ben lieti di mettere a disposizione le nostre
competenze per discutere il problema energetico in modo
approfondito nelle sedi opportune.
Il Comitato promotore
Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna
Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia Nicola Armaroli,
Consiglio
Nazionale delle Ricerche di Bologna Ugo Bardi, Università di
Firenze
Salvatore Califano, Università di Firenze Sebastiano
Campagna, Università di
Messina Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia Michele
Floriano, Università di
Palermo Giovanni Giacometti, Università di Padova Elio
Giamello, Università
di Torino Giuseppe Grazzini, Università di Firenze Francesco
Lelj Garolla,
Università della Basilicata Luigi Mandolini, Università La
Sapienza, Roma
Giovanni Natile, Università di Bari Giorgio Nebbia,
Università di Bari
Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca Paolo
Rognini, Università di
Pisa Renzo Rosei, Università di Trieste Franco Scandola,
Università di
Ferrara Rocco Ungaro, Università di Parma
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- La centrale a
biomasse di Castiglion Fiorentino
-
- Il comunicato del
Comitato Tutela Valdichiana
- Dopo tanti mesi di lotta
contro la Centrale a Biomasse, in cui abbiamo portato
innumerevoli argomentazioni per motivare il nostro NO, anche
l’Amministrazione Comunale inizia a riflettere su quelle che
sono da sempre le nostre preoccupazioni:
• Impossibilità di reperire 20.000 ettari dedicati a
biomasse nella filiera corta (70km);
• Carenza di prodotti agricoli ad uso alimentare e
conseguente aumento dei prezzi
• Sfruttamento del suolo per coltivazioni non alimentari
come denunciato da FAO e ONU
• Insostenibilità economica del progetto basato solo su
ingenti finanziamenti pubblici
• Incompatibilità con la vocazione agricola, artigianale e
turistica della Valdichiana
• Necessità di creare duraturi posti di lavoro e sviluppo
economico con progetti alternativi in grado di
autosostenersi nel rispetto dell’ambiente e della salute
• Timori per una strumentalizzazione dell’emergenza
occupazionale
- • Comportamento
criticabile di PowerCrop-Maccaferri per non aver mai
presentato PROGETTI ALTERNATIVI.
MA LA MOZIONE approvata in Consiglio Comunale l’8 luglio
procura anche molte perplessità:
• viene ripetutamente fatto riferimento all’Accordo firmato
in Regione il 10.12.2007 e solo un accenno all’Atto di
Indirizzo approvato il giorno precedente dal Consiglio
Comunale.
In tal modo si intravede il tentativo di legittimare
l’Accordo Regionale a discapito della volontà espressa dal
Consiglio Comunale il 9.12.2007
• Contrariamente a quanto dichiarato dal Sindaco in più
testate giornalistiche, questo documento non risulta ”molto
forte”, né rappresenta una ”presa di posizione
inequivocabile”, perché, nel sollecitare l’azienda alla
presentazione del piano industriale in tempi brevi, emerge
la volontà di non rinunciare a questo tipo di riconversione
• La mozione per risultare una vera ”svolta” dovrebbe essere
coerente con le criticità sopraelencate e quindi prevedere
l’annullamento di ogni ipotesi di riconversione in Centrale.
LA NOSTRA VALDICHIANA SI MERITA INIZIATIVE IMPRENDITORIALI
PIU’ ATTENTE ALLE SUE TIPICITÀ NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE E
DELLA SALUTE.
- Comitato Tutela
Valdichiana
-
- Brandi: finito il tempo
delle parole
Nella giornata di giovedì 24 luglio, si è riunito il tavolo
regionale sulla riqualificazione dell’area ex Sadam. Erano
presenti la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, il
Comune di Castiglion Fiorentino, l’azienda e i sindacati.
L’incontro è nato su richiesta del Sindacato e a seguito
della recente presa di posizione del Consiglio Comunale di
Castiglion Fiorentino che ha invitato il Sindaco, visti i
ritardi di presentazione del progetto, di valutare se non
fosse il caso di andare ad una risoluzione dell’accordo del
10 dicembre e promuovere iniziative in grado di garantire
lavoro e occupazione.
“La mancata presentazione del progetto è il vero problema
del momento, legato a due aspetti – ha detto il Sindaco – il
primo è che la comunità locale è interessata ad una vera
riqualificazione e non solo ad una riconversione
industriale. Il secondo è che l’allungamento dei tempi
rischia di mettere in crisi il futuro occupazionale dei
lavoratori. Su questi due punti occorre essere molto chiari:
non può essere sottaciuto che l’Amministrazione comunale sia
stata lasciata per due anni senza strumenti per poter
discutere con i cittadini. Uno stato di cose che non esito a
definire scandaloso, poiché se un’azienda ha realmente
intenzione di investire oltre 100 milioni di euro su un
territorio, non può evitare il dibattito pubblico. Nascono
da qui alcune domande che attendono ancora un risposta. Sono
cambiati in gran parte gli scenari nazionali ed
internazionali delle produzioni agricole. Che riflesso può
avere questo fatto riguardo alla fornitura di materia prima?
Per quanto riguarda il parco tecnologico e produttivo, quali
aziende sono state contattate e quante di queste hanno
mostrato interesse ad insediarsi nell’area? In ultimo, per
quanto riguarda l’area verde e la parte da destinarsi ad
insediamenti civili, che tipologie sono previste? Quali le
tecnologie per il risparmio energetico che verranno
utilizzate? Quante le volumetrie impegnate? In ogni caso, la
riunione è servita a chiarire alcuni aspetti. Intanto che il
ritardo è dovuto al fatto che una parte dell’area
interessata all’intervento risulta essere in zona esondabile
e quindi occorre un progetto per la messa in sicurezza.
Secondo, vi è da parte di tutti i soggetti del tavolo la
convinzione che quest’area non può essere abbandonata a se
stessa.
In questo senso è da accogliere l’appello fatto dall’Ass.
Simoncini di andare a verifiche puntuali e approfondite su
ogni singolo aspetto, non accontentandosi della genericità.
Per quanto riguarda l’Amministrazione comunale, rimaniamo
fermi sulla posizione espressa dall’ultimo Consiglio
comunale: quella di valutare se la mancata presentazione del
progetto può portare alla risoluzione dell’accordo e quindi
aprire scenari nuovi legati alla valorizzazione della
Valdichiana e delle sue produzioni. Rimaniamo disponibili a
valutare ipotesi in grado di soddisfare a pieno l’atto di
indirizzo approvato dal Consiglio comunale il 9.12.2007 in
cui si ribadiva la compatibilità ambientale di ogni
intervento, il corretto inserimento urbanistico, l’aumento
dei posti di lavoro e l’insediamento di attività legate all’agroindustria
e alle tipicità locali.
Non ci sottraiamo di certo al confronto – conclude il
Sindaco Brandi - consapevoli che con la politica dei no si
fanno pochi passi e che occorre invece essere in grado di
governare, in vista dell’interesse pubblico, il destino di
un’area così importante come quella dello zuccherificio”.
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- Tutti contro gli
inceneritori (tranne i Politici)
-
- Anche la FAO contro gli
inceneritori
Dall'inserto SALUTE di Repubblica (01-05-2008), il resoconto
di uno studio sulle diossine (cause, conseguenze e origini)
fatto dalla Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per
l'Alimentazione e l'Agricoltura.
Gli alimenti, soprattutto quelli lattiero-caseari ma anche
la carne, il pesce e i frutti di mare rappresentano oltre il
90% dei veicoli di contaminazione da diossina. Lo rende noto
uno studio realizzato dalla Fao, l'ente dell'Onu che si
occupa di alimenti ed agricoltura, che si conclude esortando
i Paesi a fare maggiori sforzi per ridurre l'esposizione
minima delle popolazioni a questo sottoprodotto della
combustione della plastica.
Lo studio "Diossine nella catena alimentare: la prevenzione
e il controllo della contaminazione", diffuso pochi giorni
fa, indaga i rischi e le conseguenze dell'esposizione alla
diossina. Dei 419 tipi di composti diossina-correlati
identificati, lo studio chiarisce che 30 hanno una tossicità
significativa e preoccupante. La più pericolosa risulta la
TCDD.
Sono inquinanti persistenti, che resistono alla degradazione
fisico-chimica e biologica e rimangono nell'ambiente per
lunghi periodi di tempo. Entrati negli organismi biologici,
compresi gli esseri umani, si accumulano nei tessuti grassi.
"Particolare attenzione deve essere prestata", spiega
Daniela Battaglia, esperta Fao di produzione animale, "alle
ripercussioni sui neonati attraverso il latte materno perché
sono molto più vulnerabili all'azione della diossina".
Lo studio Fao sottolinea che le diossine, oltre ad essere
cancerogene, causano una grande varietà di effetti tossici
per le persone e per gli animali. I sistemi endocrino,
riproduttivo e dello sviluppo sono tra i più vulnerabili
alla diossina. L'esposizione causa patologie del fegato,
della milza, del timo, del sistema endocrino, lesioni
cutanee e, in casi estremi, la morte. Gli effetti sulla
salute possono essere osservati anni dopo l'iniziale
esposizione.
Quanto al potenziale cancerogeno, il rischio è stato
osservato per tutti i tumori, senza alcuna specifica di
cancro predominante.
Le diossine sono sottoprodotti indesiderati della produzione
di sostanze chimiche e dei processi di combustione.
"I principali imputati", si legge nel documento, "sono gli
inceneritori di rifiuti solidi urbani e di altri tipi di
rifiuti. Il suolo viene contaminato dai fumi liberati
nell'aria. In questo modo la diossina raggiunge gli esseri
umani direttamente e indirettamente, dopo aver contaminato
acque reflue, i fanghi di terreni agricoli e i pascoli. A
causa della onnipresenza di diossine nell'ambiente, tutte le
persone sono sottoposte ad un'esposizione di un certo
livello di diossine. Di qui la raccomandazione a diminuire
le fonti di diossina”.
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Scarica il volantino
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- Detersivi alla
spina anche a Grosseto (e in Valdichiana?)
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- Detersivi alla spina
anche a Grosseto, ma con una novità
Anziché attraverso la grande distribuzione, come già
avvenuto in altre realtà del paese, l’iniziativa parte da un
negozio singolo, e che per sua natura nasce come negozio di
vendita e ricambi di elettrodomestici.
La distribuzione di detersivi e detergenti alla spina arriva
anche a Grosseto. E anziché attraverso la grande
distribuzione, come già avvenuto in altre realtà del paese,
l’iniziativa parte da un negozio singolo, e che per sua
natura nasce come negozio di vendita e ricambi di
elettrodomestici. Quindi anche il capoluogo maremmano ha
finalmente un punto dove poter mettere in pratica gesti e
comportamenti da cittadini virtuosi, contribuendo a ridurre
la quantità di rifiuti prodotti. Il negozio fa parte della
catena “Mille Bolle” che distribuisce detersivo e
ammorbidente per lavatrice, sapone per le mani e per i
piatti, tutto rigorosamente alla spina. E fornendo prodotti
a basso impatto sull’ambiente.
La prima volta, se sprovvisti del contenitore, questo verrà
fornito dal negozio e successivamente riempito tutte le
volte che si ha necessità di un prodotto per la pulizia
personale o della casa, senza quindi usare recipienti a
perdere. Applicando quindi alla vendita il sacrosanto
principio che sta a monte della gerarchi europea della
gestione dei rifiuti: quello della loro prevenzione.
L’ iniziativa è stata patrocinata a e sostenuta da
Legambiente, con l’obiettivo di valorizzare un significativo
esempio virtuoso che, se diffuso tra la cittadinanza, potrà
dare un contributo a ridurre i rifiuti urbani con l’auspicio
che diventi anche un esempio da seguire per altri
commercianti ed altri settori merceologici. Così da
sostituire la politica del ri-uso a quella dell’usa e getta,
in maniera sempre più diffusa.
«Diffondere sul mercato detersivi di tutti i generi che già
di per sé presentano caratteristiche di perfetta
compatibilità ambientale e basso contenuto di tensioattivi è
un ottimo contributo alla salvaguardia dell´ecosistema. Ma
la vera svolta - ha dichiarato Legambiente - è
l´eliminazione dei contenitori che sono destinati alla
pattumiera tutte le volte che terminiamo il detersivo: ogni
famiglia evita la dispersione di centinaia di flaconi ogni
mese e ottiene anche un significativo risparmio che
rappresenta un ottimo incentivo per tutti ad aderire a
questo progetto. Il contenitore può infatti arrivare ad
incidere sul prezzo fino al 40 %».
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- 1.000 tetti
fotovoltaici a Bastia Umbra (e in Valdichiana?)
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E' stato presentato a Bastia Umbra il progetto ''1.000 tetti
fotovoltaici''
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I sistemi a disposizione saranno in grado
ognuno di generare 3 kw di potenza e permetteranno alle
famiglie di risparmiare oltre 500 euro all'anno sulla
bolletta elettrica.
Una corretta previsione sull'utilizzo di questi pannelli
stima, in 20 anni, una riduzione di 115 mila chili di ossido
di azoto e 52 tonnellate di anidride carbonica. Gli utenti
che sceglieranno il fotovoltaico per la propria abitazione
lo faranno senza sostenere dei costi, ma completamente
gratis.
Il progetto, infatti, nasce dall'accordo tra Si(e)nergia,
Consorzio abn, Agenzia per l'Energia e l'Ambiente della
Provincia di Perugia S.p.A e Banca Etruria, e sarà avviato
attraverso la pubblicazione di un bando, previsto per il
mese di luglio, finalizzato all'erogazione di un contributo
a favore degli utenti risultati beneficiari. L'intero
progetto prevede la distribuzione di sistemi di energia
pulita in 28 comuni umbri e Bastia Umbra disporrà di ben 47
impianti.
Oltre ai positivi effetti ecologici, il progetto avrà delle
ricadute positive anche per quanto riguarda l'occupazione,
dato che si andranno a sviluppare competenze e figure in un
settore fortemente innovativo
- Fonte:
comunivirtuosi.org
-
-
- La centrale a
biomasse di Castiglion Fiorentino
-
- PD: il punto della
situazione
Il 10 Dicembre 2007 è stato avviato il percorso di
riqualificazione e riconversione dell’ area ex
Zuccherificio.
In base agli accordi stipulati era previsto l’impegno della
proprietà a predisporre il progetto e la presentazione dello
studio d’impatto ambientale entro 5 mesi.
Ad oggi non è giunta alcuna proposta progettuale né
comunicazione ufficiale per giustificare tale ritardo.
Pertanto il PD esprime forte preoccupazione e disappunto per
il mancato rispetto degli impegni assunti a dicembre
nell’accordo regionale.
Come già espresso nei nostri documenti, riteniamo che i
tempi di presentazione del progetto siano importanti, in
quanto devono essere sufficienti a consentire non solo
l’espletamento secondo l’iter legislativo delle procedure
autorizzative da parte degli Enti Locali, ma anche una
valutazione progettuale trasparente e partecipata da parte
della cittadinanza e non ultimo che al momento della
presentazione del progetto, debbano essere fornite le
garanzie della sostenibilità nel tempo del processo
industriale anche attraverso gli accordi pluriennali con i
produttori agricoli.
Ribadiamo che ancor prima della sostenibilità economica
dovrà essere garantita la tutela della salute e la
salvaguardia dell’ambiente, pertanto saranno da considerarsi
inaccettabili proposte che non siano sostenibili
ambientalmente ed economicamente interessanti per il
territorio.
In tal senso crediamo quindi che debba essere presentato un
progetto di riqualificazione dell’intera area coniugando
occupazione, ambiente, salute e sviluppo, in una prospettiva
di crescita che permetta di avviare un nuovo ciclo virtuoso
dell’ economia locale.
Riteniamo inoltre fondamentale la tutela del futuro
occupazionale dei lavoratori, la cui preoccupazione per la
scadenza della Cassa Integrazione non deve diventare motivo
per l’azienda per non rispettare l’iter amministrativo di
verifica e controllo secondo le norme vigenti e gli
ulteriori impegni siglati dalla stessa facenti parte
dell’Accordo.
Il PD rafforza la propria preoccupazione per i ritardi nella
presentazione della maggioranza dei progetti di
riconversione degli altri ex Zuccherifici.
Inoltre è anche per noi motivo di ulteriore riflessione
l’evolversi del dibattito mondiale sull’utilizzo dei terreni
per la coltivazione per scopi diversi da quello alimentare e
specificatamente per fini energetici.
In tal senso tenuto conto della necessità di operare per
rendere più forte e moderna l’economia castiglionese e vista
la necessità da una parte di innovare e diversificare la
nostra agricoltura e dall’altra di rafforzare le nostre
produzioni tipiche auspichiamo che venga ricercato un
rapporto sinergico tra agricoltura e industria, favorendo
con ogni sforzo utile l’insediamento di nuove aziende con
particolare attenzione ad attività innovative del settore
dell’ agro-industria, nel rispetto e nella valorizzazione
del nostro territorio.
Inoltre, il PD di Castiglion Fiorentino, auspica che vengano
promosse anche altre iniziative imprenditoriali legate alla
valorizzazione delle tipicità toscane in coerenza con le
caratteristiche storiche, ambientali e la vocazione
turistica del nostro territorio, come detto anche
dall’Amministrazione Comunale.
In ultimo esprimiamo una valutazione negativa del
comportamento delle minoranze, le quali, fino ad oggi, si
sono limitate a dire dei NO senza fare proposte valide
nell’interesse di Castiglion Fiorentino e dei suoi
cittadini.
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- Metal Chimera e
centrale a biomasse, no alle polveri sottili
-
- Polveri sottili e
rischio di trombosi in Lombardia
Respirare polveri sottili aumenta il rischio di trombosi
venosa profonda. A questa conclusione, pubblicata sul
Journal of the American Medical Association, e’ giunto il
gruppo di ricerca guidato da Andrea Baccarelli analizzando
l’esposizione alle PM10 dei soggetti a cui veniva
diagnosticata una trombosi o che venivano controllati dopo
averne avuta una.
Per ogni aumento di 10 microgrammi per metro quadrato di
particolato, il rischio di trombosi venosa profonda aumenta
del 70 per cento. La trombosi e’ una coagulazione anomala
del sangue.
Lo studio e’ stato svolto in Lombardia, con il contributo
della regione e della Fondazione Cariplo. Sono stati
analizzati 870 pazienti, su 1210 controlli, tra il 1995 e il
2005. Ci auguriamo che qualcuno legga questi dati prima di
decidere quali misure prendere per limitare l’esposizione
alle polveri sottili della popolazione. Misure come un serio
supporto alla mobilità sostenibile che riducano i giorni di
sforamento del parametri della qualità dell’aria e non dei
palliativi per far cassa.
-
-
- La centrale a
biomasse di Castiglion Fiorentino
-
- L'ultima email di
GiuseppeP
- Per correttezza e per
amore della verità vi spedisco la mia ultima email da
organizer del Beppe Grillo Valdichiana Group.
Con alcuni di voi ho discusso del piacere che si prova ad
essere cittadino onesto, con grande senso civico ed amore
per la propria città; purtroppo tutto ciò, a volte, non
basta. La mia esposizione, anche se non pubblica, sapevo che
mi avrebbe creato prima o poi qualche "problema" e, avendo
famiglia ed azienda da mandare avanti, non mi posso
permettere "problemini" collaterali.
Ho riflettuto molto prima di prendere questa decisione,
sofferta ma irrevocabile.
E' stato un piacere discutere e condividere con voi piccoli
e grandi problemi; tra il serio ed il faceto abbiamo fatto
il nostro piccolo sforzo per non abbandonare la nostra bella
Valdichiana alla mercé di chi vuol ricavarne solo affari.
Il gruppo e le nostre battaglie potranno comunque continuare
a vivere se qualcuno di voi si prenderà l'incarico di
gestire il forum da domani in poi (non è gratis ma sono
soldi spesi bene!).
Un saluto particolare a Pa.zero, Anna, Hellboy, Luciano, il
CTV, Simone.
Un saluto anche a tutti coloro che ci hanno seguito,
supportato e ... sopportato.
Nonostante tutto sono sicuro che questo sia un arrivederci.
A presto...
GiuseppeP
-
Leggi
tutta la discussione
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- Sadam: Alleanza
Nazionale punta il dito verso il Sindaco e la maggioranza
Alleanza Nazionale punta il dito verso il Sindaco e la
maggioranza che lo sostiene dopo il rovente consiglio
comunale di martedì 8 luglio.
I fatti e le dichiarazioni rese nell’aula consiliare dalla
maggioranza, hanno qualcosa di incredibile, che di fatto
denotano una completa confusione politica e sociale che
alberga nei componenti del centro sinistra a riguardo della
vicenda dell’ex Sadam.
Prima di tutto è da sottolineare come il caro Sindaco
Brandi, riguardo alla nostra richiesta di poter sospendere
il punto per poter approfondire il documento portato in
votazione, ci ha dato un secco diniego. Essendo il documento
complesso, aveva bisogno di alcuni giorni per essere
giudicato e discusso e non di pochi e confusi minuti. Quindi
è bene che fin da ora non parlino più di condivisione e di
politica partecipativa e democratica, che nelle loro bocche
sono solo parole vuote che non rispecchiano il reale intento
dell’Amministrazione: quello di imporre le loro scelte e
scaricare le loro colpe.
Ma più grave è la dichiarazione del vice sindaco sul
documento votato a dicembre 2007, base di partenza per la
firma dell’accordo in regione. Accordo firmato tra enti e
azienda teso a far si che i lavoratori potessero aver
accesso agli ammortizzatori sociali. Dichiarazione di una
gravità inaudita che porta a riflessioni che viene logico
porsi:
- Ma la maggioranza crede oppure no a questo progetto
industriale?
- Perché dopo tre anni il centro sinistra non ha fatto altro
che partorire documenti inutili per una risoluzione della
questione?
- perché ancora non si hanno progetti concreti su cui
discutere e confrontarsi?
- In cosa consiste l’autorità del Sindaco se ad oggi non
abbiamo niente in mano?
Queste sono domande a cui il Sindaco e la sua maggioranza
devono rispondere. Non a noi, ma alle maestranze della Sadam
che attendono di sapere quale sarà la loro futura condizione
lavorativa e familiare e a tutti i cittadini castiglionesi
che hanno il diritto di essere informati su cosa avverrà in
quell’area. Infatti tutto quanto accadrà sarà determinante
per il futuro economico, edilizio, ambientale e sociale del
nostro territorio.
Oltre modo rigettiamo le accuse del Sindaco sul fatto di non
aver fatto proposte alternative. Caro Sindaco non è compito
nostro suggerire cosa fare ma era compito suo e della sua
giunta dettare, tre anni fa, le linee guida per avere una
pluralità di progetti tra cui valutare il migliore per lo
sviluppo del nostro paese. Anche questo fa parte del vostro
fallimento politico.
Vorremmo sottolineare, inoltre, che un leale confronto
politico debba essere si duro e schietto, ma mai deve
scendere verso i gradini più bassi della maleducazione e
dell’antidemocrazia togliendo la parola ai consiglieri
mentre intervengono, interrompendoli, apostrofandoli e anche
ingiuriandoli. Quindi chiediamo ai Signori Brandi, Fossati,
Lucci e Cesarini di usare l’educazione e di non offendere
l’intelligenza dei nostri Consiglieri Comunali.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
Ricordatevelo per la prossima volta.
Concludiamo con la più normale delle riflessioni che in
questo momento ci passa per la testa:
Con le vostre azioni state facendo ritornare il Comune
indietro di quarant’anni. Per questo dimettetevi per
manifesta incapacità politica nell’affrontare temi
elementari.
-
- Il comunicato del
Sindaco Brandi e dell'Amministrazione Comunale
- Il Sindaco di Castiglion
Fiorentino Paolo Brandi commenta il voto sull’ODG sulla
questione SADAM proposto nell’ultima seduta del Consiglio
Comunale dal Gruppo di Maggioranza.
“Il documento approvato in data 08.07.2008 dal Consiglio
Comunale di Castiglion Fiorentino” esordisce il Sindaco
“rappresenta un punto di svolta importante per quanto
riguarda la vertenza relativa alla riqualificazione
dell’area ex Sadam, è un documento chiaro, che non si presta
ad equivoci e che spazza via molte illazioni che negli
ultimi tempi si sono fatte.
In particolare spero –dice il primo cittadino- che a questo
punto smettano di gracchiare alcuni “corvi” che protetti
dall’anonimato, negli ultimi tempi, hanno sparso a piene
mani molti sospetti sull’operato dell’ Amministrazione
Comunale in merito a questa vicenda.
Nel documento si dicono poche cose ma molte nette e precise:
- si giudica negativamente l’atteggiamento dell’azienda che
non ha rispettato i termini di presentazione del progetto;
- si da mandato al Sindaco per valutare se la mancata
presentazione del progetto possa portare alla risoluzione
del protocollo firmato in data 10.12.2007 a Firenze in cui
si avviava il percorso per la riqualificazione dell’area;
-massima tutela dei lavoratori, con un forte richiamo agli
accordi nazionali ed a quello siglato in sede provinciale;
- viene inoltre indicata la necessità, dato il mutare degli
scenari legati alla produzione agricola ed alle scelte
nazionali di politica energetica, di pensare a soluzioni
alternative rispetto a quelle fino ad oggi prospettate,
privilegiando le molte potenzialità del territorio, le sue
peculiarità e ricercando sinergie con l’imprenditoria locale
ed il mondo agricolo;
“ E’un documento molto forte – prosegue il Sindaco Brandi –
ma che si è reso necessario perché anche la pazienza ha un
limite, infatti a fronte di un percorso che prevedeva la
completa riqualificazione della zona ex zuccherificio, lo
sviluppo di un polo produttivo, di una superficie destinata
a interventi di bioedilizia e la realizzazione di un’oasi
verde, è mancato un elemento essenziale come quello della
presentazione del progetto di valorizzazione dell’area da
parte della proprietà. Un vuoto che fa riflettere e che ha
suggerito al Consiglio Comunale una presa di posizione
inequivocabile. Dispiace che le minoranze si siano
ritagliate in questa occasione , con il loro voto contrario,
un ruolo sterile, segno di una totale assenza di cultura di
governo. Nei fatti, votando contro il documento, hanno preso
le parti di chi si è reso responsabile di un gravissimo
ritardo che mette in difficoltà i lavoratori e l’intera
Comunità Castiglionese. Qui non si trattava di dare un voto
di fiducia alla Amministrazione ma di rimarcare l’importanza
di un’area come quella dell’ex zuccherificio, di difendere i
lavoratori e di venire incontro alle richieste di tanti
cittadini. Non si comprende il perché di questo
atteggiamento negativo , quando su problemi di questa natura
sarebbe necessaria la massima unità di intenti. Voglio
sottolineare – conclude Brandi – che di fronte alle proposte
della maggioranza, non è stato prospettato da parte dei
partiti del centro destra alcuna idea alternativa. Ora si
tratta di riprendere il filo di un ragionamento che per noi
rimane sempre valido, indipendentemente dell’atteggiamento
della parte privata, e cioè la necessità di fare della crisi
dello zuccherificio una occasione di rilancio per l’economia
locale”.
Il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino
PREMESSO
che in data 10.12.2007 è stato avviato, con la sigla degli
accordi tra le parti, il percorso di riqualificazione e
riconversione dell’area dell’ ex zuccherificio castiglionese;
CONSIDERATO
che tali accordi non sono da considerarsi un’ autorizzazione
a realizzare interventi di alcun tipo poiché tali atti non
possono sostituire “in alcun modo e pertanto non possono
costituire pre-giudizio alcuno rispetto agli approfondimenti
e alle valutazioni che dovranno essere operate (…)”;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
qualunque intervento dovrà essere conforme alla vigente
pianificazione urbanistico-territoriale;
PRESO ATTO
che in tali accordi erano tra l’altro previsti impegni
precisi a carico delle parti, fra i quali per quanto
riguarda la parte privata la “Predisposizione del progetto
definitivo ( e la ) finalizzazione dello studio di impatto
ambientale entro 5 mesi dalla stipula del presente accordo”;
TENUTO CONTO CHE
La presentazione del progetto di cui al comma precedente è
indispensabile per dare continuità al lavoro della
Commissione tecnico-scientifica sulla VIS e promuovere
l’accordo di pianificazione urbanistica con contestuale
variante, di cui all’articolo 3.2.3.3 delle NTA del Piano
Strutturale, tra Comune, Provincia e Regione;
VALUTATO
che tale termine è stato abbondantemente superato senza che
dalla parte privata sia giunta alcuna formale comunicazione
inerente eventuali ritardi;
TENUTO CONTO INOLTRE CHE
La realizzazione dell’eventuale Centrale per la produzione
di energia elettrica di Castiglion Fiorentino prevede un
accordo di filiera con l’utilizzo di una superficie agricola
pari a circa 20.000 ettari. Per cui risulta indispensabile
la disponibilità dei produttori con accordi pluriennali. E
che questo indirizzo strategico, sostenuto a livello
internazionale, fino a qualche tempo addietro, dalle
associazioni ambientaliste e dai vari stati nazionali con
l’obbiettivo della riduzione dell’effetto serra e la
diminuzione dalla dipendenza dal petrolio, rischia oggi di
entrare in crisi. E’ infatti aperta una riflessione da parte
degli Organismi internazionali in relazione all’uso del
suolo per finalità diverse rispetto a quelle dell’
alimentazione umana e che tale discussione si è sviluppata
anche in considerazione dell’aumento dei costi dei generi
alimentari e delle crescenti richieste su scala mondiale di
prodotti agricoli destinati al consumo umano, come
testimonia la presa di posizione del G8 di Tokio e
l’autorevole sollecitazione del Santo Padre sui problemi
della fame nel mondo;
PREMESSO
che il Governo sta valutando, fra le altre, la possibilità
del ricorso all’energia nucleare, prefigurando, in un quadro
di redistribuzione delle risorse finanziarie del settore, il
possibile venir meno in tutto o in parte degli incentivi
fino ad oggi destinati alle energie rinnovabili;
CONSIDERATO CHE
il Consiglio Comunale, con atto di indirizzo del 9.12.2007 n.62,
ha indicato, come elemento centrale, la necessità di una
riqualificazione complessiva dell’area dell’ex zuccherificio
e che pertanto qualunque progetto non può prescindere da
un’ipotesi più generale di valorizzazione del sito di
proprietà della Sadam nel pieno rispetto dell’ambiente,
della salute e dell’ occupazione
CONSIDERATO INOLTRE CHE
tale aspetto è stato ripreso anche nel documento relativo
agli “impegni nei confronti degli enti territoriali”
sottoscritto dal Comune, Eridania Sadam s.p.a. e Powercrop
s.r.l.;
TUTTO CIO’ PREMESSO
il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino
VALUTA
in maniera negativa i ritardi dell’impresa rispetto alla
presentazione del progetto, la cui tempistica è definita
all’articolo 2 comma 2.1.2, ritardi che rischiano di
pregiudicare l’ operazione di riqualificazione e
riconversione dell’area e di mettere a repentaglio i posti
di lavoro;
Il prolungare dei tempi può far mancare un obbiettivo
prioritario che è quello non di una semplice riconversione
industriale ma di proporre un modello di sviluppo che metta
assieme occupazione, ambiente e salute e dunque preveda per
Castiglion Fiorentino una crescita in grado di avviare un
ciclo virtuoso dell’economia locale.
L’area in oggetto può infatti diventare, se opportunamente
progettata, uno spazio di grande interesse per creare nuovo
sviluppo, quello sviluppo che si rende necessario per
rendere più forte e moderna l’economia di Castiglion
Fiorentino e dell’intera Valdichiana in un momento in cui
anche da noi si fanno sentire i segnali di crisi.
A TAL FINE
invita il Sindaco ad intraprendere ogni azione a difesa
dell’interesse territoriale e nel contempo a valutare se il
mancato adempimento di cui al punto 2.1.2 possa comportare
la risoluzione dell’accordo al fine di garantire, in un
percorso condiviso, il destino finale dell’area e la tutela
piena dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori;
invita il Sindaco, all’esito della verifica di cui al comma
precedente, a riferire in Consiglio Comunale per le
determinazioni conseguenti;
CHIEDE
all’azienda Eridania Sadam s.p.a. e alla ditta Powercrop
s.r.l., in coerenza con le premesse di cui sopra, a
considerare prioritario l’obiettivo della riqualificazione
dell’intera area, dello sviluppo economico e
dell’implementazione dei posti di lavoro, in particolare per
quest’ultimo aspetto si richiama l’accordo Nazionale di
settore e l’Accordo per la gestione degli aspetti
occupazionali del 18.12.2006.
IN TAL SENSO ESPRIME
La forte preoccupazione per il futuro occupazionale in
relazione alle prossime scadenze della Cassa Integrazione e
sottolinea come le comprensibili inquietudini dei lavoratori
per il proprio futuro non possano diventare per l’azienda
motivo di non rispetto dell’iter amministrativo, di verifica
e di controllo indispensabile per qualunque autorizzazione.
INOLTRE
il Comune fin da ora dà la piena disponibilità, tenuto conto
di quanto emerso e dei ritardi connessi alla presentazione
del progetto complessivo, ritardi che, a quanto è dato
sapere, interessano la stragrande maggioranza delle
riconversioni degli ex zuccherifici, ad esaminare soluzioni
alternative, sempre nel rispetto dei valori ambientali e
della salute, in grado di garantire una prospettiva di
crescita e di lavoro al territorio comunale in tempi certi.
A questo fine richiama quanto indicato all’articolo 2
dell’accordo tra le parti industriali e il Comune di
Castiglion Fiorentino laddove si sollecita il coinvolgimento
delle Associazioni di categoria su progetti legati alla
trasformazione di prodotti agricoli e l’articolo 9 dell’atto
di indirizzo laddove si indica la necessità di insediare
nuove aziende con preferenza per quelle legate al settore
dell’agro-industria;
Inoltre, pare opportuno, considerato l’ evolversi della
situazione, che l’azienda si faccia interprete nel
promuovere iniziative imprenditoriali legate alla
valorizzazione delle tipicità toscane e dell’artigianato,
collegandole alle specificità storiche ed ambientali del
territorio castiglionese e dell’intera Valdichiana.
Specificità che rappresentano oggi un valore aggiunto per
l’economia locale attraverso un turismo sostenibile ed i
servizi ad esso collegati.
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- Perché non un
centro ortofrutticolo di qualità?
In Valdichiana ci sono molte produzioni di qualità
(pomodori, zucchine, fagiolini, meloni, cocomeri, frutta e
verdura in genere), che vengono inviate ogni giorno al
mercato ortofrutticolo di Firenze per poi tornare nei nostri
supermercati (che si riforniscono tutti da lì), con un
assurdo via vai di camion.
Sicuramente una struttura ortofrutticola in posizione
strategica e centrale alla vallata come quella dell'ex
zuccherificio potrebbe rappresentare un ottimo compromesso
per gli ex operai, per gli ex bieticoltori e per gli
operatori del settore.
Si potrebbe a quel punto inserire anche un ciclo di
trasformazione per produrre conserve o succhi di frutta, ma
anche olio e vino, aumentando cosi la possibilità di
ulteriori posti di lavoro.
Inoltre, visto il risicato spazio fiera a disposizione per
il Maggio Castiglionese, un spazio espositivo non sarebbe
male per dare una mano allo sviluppo dell'agricoltura, dei
prodotti agricoli di qualità e del turismo legato
all'agricoltura.
Naturalmente le strutture da adibire alle varie attività
dovranno essere compatibili con le tradizioni della
valdichiana ed in sintonia con il paesaggio per creare
finalmente una zona veramente qualificata anche
urbanisticamente.
Un area che poi dovrà essere autonoma dal punto di vista
energetico e quindi tutte le proposte riguardo alle energie
rinnovabili come solare termico e fotovoltaico saranno ben
integrate e funzionali.
In definitiva, trasformare l'area in un mercato
ortofrutticolo con annessi e connessi porterebbe ricchezza
non solo a tutti gli abitanti della zona, ma anche al
Comune, e il tutto a lungo termine.
Perché, ci chiediamo, la Sadam non vuole continuare la sua
tradizione agro-alimentare, ieri con lo zucchero, domani con
un centro ortofrutticolo di qualità?
Castiglion Fiorentino dovrà accettare come unica e sola
proposta da questa proprietà, un enorme centrale che brucerà
tonnellate di legna e oli e chissà, rifiuti?
Ma il Sindaco Brandi non pensa che questa porterà via
tantissima acqua preziosa e immense estensioni di terreni
destinati all'alimentazione umana?
Non pensa che questa ridurrà drasticamente il valore degli
immobili circostanti alla faccia di chi si è costruito la
casa con il sudore della fronte?
Il Sindaco non pensa che questa andrà a ridurre
inesorabilmente l'afflusso di turisti attirando su di se
l'ira di chi ha investito in questo settore?
Non sa che queste centrali hanno un trend NEGATIVO tra
energia prodotta e utilizzata per produrla?
Non sa che questa durerà fino a quando dureranno gli aiuti
statali, solo grazie ai quali le centrali a biomasse sono
convenienti?
E poi fra qualche decina d'anni cosa succederà, sarà
riconvertita in un'inceneritore (tanto uno più o uno
meno...), o in una centrale nucleare?
A proposito di energia, perché il Comune non si fa promotore
per l'installazione di impianti fotovoltaici nei tetti dei
Castiglionesi, fonti di energia veramente PULITA e SICURA?
I pannelli poi sono supportati da remunerativi e garantiti
incentivi statali che, per una volta, finiscono nelle tasche
dei Cittadini e non come al solito in quelle delle voraci
multinazionali!
In questo periodo abbiamo notato una svolta positiva attuata
dall'amministrazione Comunale in tema di problema dei
rifiuti con l'isola ecologica e l'imminente raccolta porta a
porta.
E' il momento di fare altrettanto con l'area Sadam: il
nostro accorato appello è stato, è, e sarà, quello di
cercare di convertirla in qualcosa che sia veramente utile a
tutti, e non solo per la Sadam.
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- Finalmente
l'isola ecologica a Castiglion Fiorentino
Clicca
qui per maggiori informazioni
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- La Sanità in
Valdichiana
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- Tolto un medico a bordo
al 118 in Valdichiana!
A seguito della "riorganizzazione" che la ASL sta facendo in
Valdichiana, per motivi puramente economici, dal 20 Luglio
2007 è stato spostato nella fascia notturna un medico del
118 all'ospedale della Fratta.
Tale sistemazione, ripartita in tre turni, lascia scoperta
un giorno a rotazione il paese di Castiglion Fiorentino,
quello successivo Cortona, e infine Foiano della Chiana.
Da pochi giorni, nonostante una raccolta di 3.500 firme
accompagnata da roventi polemiche, è stato ufficialmente
tolto il medico a bordo anche di giorno.
In pratica la ASL, invece di tagliare altri servizi
sicuramente più superflui, ha eliminato un medico adibito al
servizio di emergenza in ambulanza.
E’ incredibile dover sperare di non averne bisogno proprio
nel giorno scoperto.
Pensiamo agli anziani, agli infartuati, agli incidenti
automobilistici e a tutte quelle situazioni dove ogni minuto
è prezioso.
Riteniamo quindi inaccettabili i tagli al servizio 118 in
Valdichiana come inaccettabile è l'impoverimento dei servizi
sanitari ad opera della ASL Aretina.
Abbiamo assistito impotenti alla chiusura degli Ospedali di
Castiglion Fiorentino e Cortona.
E l'ospedale della Fratta che doveva decorosamente
sostituirli è ben lontano dal modello sanitario che tutti si
aspettavano (senza dimenticare gli "strani" problemi sorti
durante la costruzione).
Assistiamo alla mancata apertura della "pittoresca" Casa
della Salute di Castiglion Fiorentino o al servizio di
guardia medica sottodimensionato rispetto alla situazione
territoriale della Vallata.
Prendiamo atto della riduzione del numero degli infermieri
sul territorio con orario di servizio limitato fino alle
14.00 e alla chiusura della guardia medica turistica a
Cortona.
Infine, la ciliegina sulla torta con la decisione di
escludere un medico a bordo dalle ambulanze.
Ribadiamo quanto sia ingiusto far pagare ai cittadini con
l’eventuale rischio della loro vita l’irresponsabilità
politica di chi governa e non è in grado di garantire e
tutelare i servizi sanitari a difesa della salute dei
cittadini.
Alla luce del fatto che paghiamo ogni anno sempre più tasse
e contributi (la Toscana è la Regione con la più alta
tassazione in Italia), e riceviamo in cambio sempre meno
servizi.
Chiediamo quindi che almeno quello di ambulanza con medico a
bordo 24 ore su 24 venga ripristinato immediatamente in
tutti e tre Comuni (Castiglion Fiorentino, Cortona e Foiano).
E chiediamo ai Sindaci della Valdichiana di mobilitarsi
(questa volta non solo a parole) per questa giusta causa, e
di non farlo solo quando si tratta di raddoppiare
l'inceneritore, inaugurare qualche fiera o prima delle
elezioni.
E ai Cittadini diciamo: SVEGLIA!!
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