Arezzo e la Raccolta Differenziata


Le riflessioni della lista Sinistra per Arezzo dopo il convegno aretino sui rifiuti
Si è svolto - nella Sala Giostra del Saracino - il dibattito, promosso da Sinistra per Arezzo e dalla FdS, sui rifiuti e la raccolta differenziata.
In una sala stracolma sono stati illustrati due metodi diversi per un sano e controllato smaltimento dei rifiuti; le esperienze, raccontate dagli amministratori locali di Incisa e Capannori, hanno destato interesse e curiosità nelle persone presenti.
Molti sono stati gli spunti e le idee sulle quali riflettere per iniziare una gestione diversa anche nel nostro territorio.
Sicuramente il percorso è lungo e serve una buona campagna di sensibilizzazione, ma è necessario avviarle perché, - oltre al rispetto della percentuale impostaci dalla Regione Toscana e dallo Stato - pari al 65% nel 2012 (la provincia di Arezzo adesso è al 33%) c’è un grosso rischio ambientale e sanitario.
Rischio che verrà analizzato, almeno per la parte aretina, dalla Valutazione d’Impatto Sanitario (VIS) finanziata dall’Unione Europea: durante l’incontro, infatti, c’è stata la possibilità di illustrare meglio, ai non addetti ai lavori, il progetto LIFE+ - che partirà a breve nei territori vicini all’inceneritore di San Zeno e della CHIMET - e che avrà una durata di 39 mesi.
Durante questo periodo – come stabilito dal Comune di Arezzo - non si potrà procedere alla costruzione del nuovo inceneritore, così come non vi si potrà procedere qualora la VIS confermasse quanto già emerso dallo studio ARS di qualche anno, e cioè un eccesso di decessi per leucemie e linfomi.
Ampio dibattito nel finale con i lavoratori del settore ambiente, preoccupati per la gara che verrà fatta per la nuova gestione del ciclo dei rifiuti, che prevede per loro un ritocco al ribasso degli stipendi.
A loro va tutta la solidarietà della lista Sinistra per Arezzo e della FdS, perché il modello Marchionne non deve essere esteso a tutti: non possono rimetterci – infatti - i lavoratori, solo per favorire gli interessi dei privati!
La logica del profitto è una logica che ha stancato e che ha portato alla rovina il nostro Paese.
“Ci impegneremo a trovare con i lavoratori metodi e modi, anche organizzando delle iniziative, per sostenerli e per difendere il loro stipendio ed il loro contratto” sostiene Aurora Rossi, Capogruppo in Comune di SxA.
Gruppo Consiliare “Sinistra per Arezzo”
Le riflessioni del Comitato Tutela Cortona dopo il convegno aretino sui rifiuti
Una coalizione politica ha organizzato ad Arezzo, palazzo comunale, un incontro dal titolo interessante per chiunque abbia a cuore le sorti del territorio in cui vive, indipendentemente dalla ideologia politica.
"Rifiuti: ieri li bruciavamo, oggi li ricicliamo", un titolo eloquente, quasi una promessa.
Erano presenti molti amministratori, associazioni, sindacati e cittadini, simpatizzanti o meno per quei partiti. I problemi connessi alla produzione e al trattamento dei rifiuti rappresentano ormai una realtà preoccupante, una vera e propria emergenza incombente che richiede soluzioni immediate e facilmente praticabili. Tutte le coalizioni in campagna elettorale inseriscono queste problematiche nel proprio programma salvo poi, una volta eletti, privilegiare azioni propagandistiche e/o affari con e per i soliti noti.
Certo non bisogna generalizzare eccessivamente perché, per fortuna, esistono realtà ben diverse e neppure troppo distanti da noi.
E' il caso degli amministratori di due comuni toscani, Incisa Valdarno e Capannori, presenti all'incontro nella persona degli Assessori all'Ambiente.
L'assessore Mazzotta di Incisa ha dimostrato come in sei mesi, adottando il sistema e-gate (cassonetti con chiavette di apertura e rilevazione del peso del rifiuto immesso, differenziati tra utenti privati e attività produttive) siano riusciti a portare la raccolta differenziata dal 67% all'82%.
Hanno fortemente puntato su formazione continua dei cittadini, creato isole ecologiche disseminate nel territorio e controllate da ispettori ambientali, agevolato la raccolta; passo dopo passo, e con notevole risparmio economico, hanno azzerato l'evasione contributiva ed evitato la tassa del 4% che la provincia di Firenze infligge a quei comuni che non raggiungono la soglia minima del 45% di differenziata.
E' poi intervenuto l'assessore di Capannori Ciacci, noto alla popolazione nazionale ma anche cortonese per essere intervenuto ad una nostra conferenza sul tema, organizzata nel 2010.
Quell'incontro fu disertato da tutta la classe dirigente comunale che commentò il nostro invito ad iniziare a "pensare" alla raccolta differenziata con un "troppo costosa"!
A due anni di distanza cosa stiamo facendo a Cortona è sotto gli occhi di tutti e soprattutto, nero su bianco, nei numeri e nelle percentuali.
Ciacci ha dimostrato come con la volontà politica, la costanza, la formazione e il coinvolgimento della cittadinanza, si possano ottenere risultati strabilianti in termini economici e occupazionali.
Isole ecologiche, porta a porta, distributori alla spina di prodotti agroalimentari e detersivi, filiera corta nelle mense scolastiche e aziendali, pannolini riciclabili a costo agevolato, compostiere domestiche e condominiali, brevetti, rapporti con la grande distribuzione per la riduzione degli imballaggi e il boicottaggio di prodotti che adoperano materiali non riciclabili, sconti in bolletta, ma, soprattutto lavoro, lavoro, lavoro per tanti giovani e non.
Ma servono anche volontà politica, umiltà intellettuale per "copiare" dai più bravi, amore vero per l'ambiente.
Noi ci abbiamo provato con il nostro "mercatino del riuso" che ha avuto un notevole successo di pubblico ma ci ha dato la pessima sensazione di essere volutamente ignorati dai nostri amministratori.
A volte neppure i buoni esempi vengono percepiti come tali dai distratti maestri.
Ma non è detto che, con altri mezzi, non si debba tornare alla carica.
Ormai è iniziato nella società civile un cambiamento inarrestabile e irreversibile, che ambisce a contare e a contarsi.
Vorremmo essere in grado di mostrarvi lo sguardo che giovedì sera ci siamo scambiati tra noi cortonesi presenti al convegno, ma non c'erano telecamere.
Era però palese lo sdegno, la delusione, la vergogna.
Tornando a casa ci siamo chiesti per quanto tempo ancora potremo continuare a sostenere cha a Cortona tutto quello che luccica è oro!
Comitato Tutela Cortona - Sabato 28 Gennaio 2012 15:59
 

 
La centrale-inceneritore a biomasse a Castiglion Fiorentino
 
Dalla Conferenza dei Servizi: sul progetto di riconversione imposta la VIA
La Conferenza dei Servizi, convocata appositamente dalla Provincia al fine di acquisire elementi informativi e valutazioni dalle altre autorità pubbliche interessate (tra le quali Regione Toscana, Comune di Castiglion Fiorentino, Azienda U.S.L. n. 8, A.R.P.A.T., Soprintendenze ai Beni Paesaggistici ed Archeologici, Comune di Arezzo) ha concluso i propri lavori.
La Conferenza ha preso atto dei diversi contributi pervenuti; ha ricordato, tra le altre cose, i contenuti dell'Accordo di riconversione produttiva sottoscritto in data 10 dicembre 2007 fra la PowerCrop ed Eridania Sadam S.p.A. e la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, il Comune di Castiglion Fiorentino e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori; la Conferenza, con parere unanime, preso atto della natura e delle caratteristiche del progetto presentato, come pure dell'assetto urbanistico e del contesto ambientale, paesaggistico-territoriale, in cui lo stesso va ad inserirsi, alla luce della istruttoria condotta, degli esiti della Conferenza stessa, come pure alla luce dei contenuti delle 16 Osservazioni presentate, ha ritenuto che il progetto di impianto proposto debba essere assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale, dato che, per le motivazioni, espressamente riportate nel Verbale, è stato verificato che non può essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull'ambiente, tali da richiedere per la loro precisa individuazione e valutazione, e per la individuazione delle eventuali misure di mitigazione ad essi relative, l'elaborazione di uno studio di impatto ambientale e lo svolgimento di una procedura di valutazione. Il Verbale della Conferenza dei Servizi viene ora rimesso all'esame della competente autorità provinciale, per la adozione del provvedimento finale con riferimento a questa fase del procedimento.
La Conferenza ha ritenuto, altresì, che le valutazioni e gli approfondimenti in merito ai potenziali impatti negativi sull'ambiente non possono prescindere da un inquadramento dell'iniziativa in un più ampio contesto territoriale ed ambientale, né, in conseguenza di ciò, da una analisi di valide alternative di localizzazione in tale contesto, compresa l'alternativa zero, con la indicazione delle principali motivazioni delle scelte operate, in ragione del loro minore impatto ambientale, temi tutti che possono essere adeguatamente declinati solo attraverso una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
La Conferenza ha ritenuto di dover segnalare, fino da ora, che nella analisi e nella valutazione delle alternative di localizzazione, siano declinati, in maniera adeguata, quantomeno, taluni criteri generali per un corretto inserimento dell'impianto nel paesaggio e sul territorio, e per evitare o ridurre impatti negativi rilevanti; tali criteri vengono nel Verbale precisamente indicati.
Con l'occasione la Conferenza ha operato anche alcune considerazioni sul significato ed i rapporti tra pianificazione comunale e giudizio di compatibilità ambientale di un'opera e di un progetto, ribadendo lo specifico ruolo del Comune nell'ipotesi che la scelta localizzativa non risulti coerente con il proprio strumento urbanistico, e ne possa implicare variante.
Si precisa che per una parte dei lavori della prima seduta del giorno 19 dicembre 2011, e per tutta la durata dei lavori della seduta del giorno 19 gennaio 2012 e della seduta odierna, nell'ambiente antistante e fuori dalla sala ove si è tenuta la Conferenza dei Servizi, hanno presenziato alcuni appartenenti alla R.S.U. ed alcuni lavoratori dell'ex stabilimento Eridania Sadam di Castiglion Fiorentino.
Ufficio Stampa Provincia di Arezzo - Lunedì 23 Gennaio 2012 15:50
 

 
Comunicato del Comitato Tutela Valdichiana

Comitato Tutela Valdichiana: "Nel PD castiglionese tutto cambia per non cambiare nulla"
Avevamo avuto la speranza che dopo i traumatici avvenimenti degli ultimi mesi, il Partito Democratico castiglionese si avviasse a vestire i panni dell'umiltà e della saggezza, presentandosi alla cittadinanza con un vertice completamente nuovo e non tanto dal punto di vista anagrafico, quanto per i metodi ed i contenuti della sua azione politica, da concretizzarsi in una maggiore attenzione ai cittadini.
In realtà, ci siamo trovati di fronte un segretario comunale, che – con tutto il rispetto per l'uomo – è la personificazione della contiguità e della continuità con l'accoppiata Brandi-Lucci, a cui vanno le massime responsabilità (dal punto di vista morale se non ancora penale) del default castiglionese, dei gravi disagi che la cittadinanza sta già vivendo e di quelli – ancora più pesanti - che dovrà sopportare prossimamente (ad esempio, da giugno l'IMU salirà al massimo dell'aliquota - 0.6%, invece dello 0,4% sui valori catastali rivalutati - con un aggravio di circa 200-300 euro per abitazione castiglionese).
Non solo, il nuovo segretario PD Aurilio, è figlio di un dirigente SADAM e lui stesso lavora per la SADAM.
Come potrà essere imparziale se dovesse essere chiamato a decidere su questioni che riguardano la SADAM?
Non avrà il desiderio di portarsi il lavoro vicino a casa, con un nuovo stabilimento SADAM a Castiglioni?
Non c'è qui conflitto di interessi?
E comunque, non possiamo non sottolineare come l'accoppiata Brandi-Lucci abbia in realtà PERDUTO LE ELEZIONI per il Segretario comunale: infatti, se dopo 18 anni di occupazione di ogni spazio possibile, di un atteggiamento "paternalistico" condito di "bastonate e carote" per molti, di un potere gestito in maniera davvero imbarazzante per la nostra Toscana, hanno racimolato per il loro uomo solo 31 voti sui circa 70 delegati, la loro disfatta è totale.
Tanto più se consideriamo che i "signori delle tessere" hanno iscritto al partito chi hanno potuto, senza troppa selezione, al punto che per l'elezione dell'Assemblea del PD, i voti agli esponenti ex Margherita, hanno superato di molto quelli per gli esponenti ex DS, a fronte di 3 elettori a 1 in favore dei DS nelle precedenti amministrative!
E' inoltre singolare, che nella corrente alternativa a Brandi-Lucci, si siano uniti tanti esponenti ex PCI-DS ed ex DC-PPI, mentre dalla loro parte ci siano personaggi dell'ultimo momento, approdati al partito al tempo della "Castiglioni da bere".
Insomma, quella che poteva essere una vera svolta politica, si è rivelata la più classica situazione "gattopardesca", dove si cambia "tutto" affinché non cambi nulla.
Comitato Tutela Valdichiana - Sez. CASTIGLION FIORENTINO (Lunedì 16 Gennaio 2012)

 

 
Fotovoltaico in Toscana

Malalbergo proietta Cortona e Arezzo al top del Fotovoltaico
Il Parco Fotovoltaico recentemente inaugurato a Malalbergo, nel comune di Cortona al confine con l'Umbria, proietta Cortona al top della produzione di energia da fotovoltaico in provincia di Arezzo. 17.000 i Kwp installati nel territorio della città etrusca.
E la provincia, nel contempo, è prima in Toscana per tale produzione: il 20% dell'energia fotovoltaica in Toscana viene da Arezzo che arriva a 2501 impianti per un totale di 104 Mw di potenza.
Ma in Valdichiana non mancano altre sorprese positive.
Sono stati presentati dall'Assessore all'ambiente ed energia della Provincia di Arezzo Andrea Cutini i dati relativi allo sviluppo delle energie rinnovabili nell'ultimo triennio.
"In soli tre anni, a seguito del conto energia partito nel 2008, si è registrato un aumento tumultuoso del fotovoltaico - ha affermato l'Assessore - tanto che i numeri del 2011, ci pongono al primo posto in Toscana per la produzione di energia da fonte fotovoltaica: circa il 20% dell'energia toscana da impianti fotovoltaici è prodotta proprio nel nostro territorio".
Dai dati emerge che il numero di impianti allacciati alla rete in provincia di Arezzo nel 2008 erano 264 mentre nel 2011 sono 2501; la potenza istallata era 4.5 Mw e ora siamo arrivati a 104,72 Mw (+2227%).
Un trend positivo che si registra, seppur con numeri più bassi, anche nei settori 'biomasse' dove si è passati dai 7 impianti del 2008 ai 17 del 2011; e in quello del 'mini idroelettrico' che vedeva 4 impianti nel 2008 e 8 nel 2011.
"Mi preme sottolineare, inoltre, l'altro elemento positivo - continua Cutini - e cioè che gli impianti fotovoltaici presenti nel nostro territorio, eviteranno un'emissione di anidride carbonica di ben 50.000 tonnellate complessive. Accanto a ciò, non dobbiamo dimenticare gli investimenti che tali realizzazioni si sono portate dietro, soprattutto in una fase di grave crisi economica come quella che stiamo attraversando. Rimanendo al solo fotovoltaico, si stima che gli impianti realizzati nel triennio 2008-2011 in provincia di Arezzo abbiano comportato investimenti per un valore superiore ai 270 milioni di euro, cifra di tutto rilievo. Investimenti che in parte (circa il 30-40%), rifluiscono nel territorio, alimentando aziende locali e attività che direttamente o indirettamente sono legate alla realizzazione, gestione e manutenzione degli impianti. Certo è che, se la sfida delle rinnovabili fosse stata colta dal nostro paese al momento opportuno e non accumulando un ritardo tecnologico tale che ancora oggi ci costringe ad acquistare i pannelli fotovoltaici all'estero, la quota di investimenti drenata dal sistema paese sarebbe stata molto superiore".
Analizzando i numeri dei vari Comuni come detto è Cortona che registra la produzione maggiore di energia da fotovoltaico nella nostra provincia (17.098,99 kWp istallate), riuscendo così ad evitare l'emissione di oltre 8.000 tonnellate di CO2, seguita da Arezzo (14.757,94 kWp) e Cavriglia (12.221 kWp).
"Dai dati relativi alla produzione pro capite e alla percentuale di energia prodotta e consumata per Comune - ha aggiunto l'Assessore -, vediamo che un contributo importante arriva anche dai piccoli Comuni. Laterina, ad esempio, è in testa alla classifica in quanto produce con il fotovoltaico oltre il 50% dell'energia consumata; lo stesso si registra a Marciano della Chiana con una percentuale di produzione/consumo del 51% e a Cavriglia con il 50%".
"Sono numeri che, in generale, - ha concluso Cutini - confermano l'aumento diffuso dell'attenzione e della sensibilità nei confronti dello sviluppo delle rinnovabili sul nostro territorio. L'augurio è di non ripercorrere gli errori del passato. I dati presentati esprimono, infatti, tutta la volontà di raccogliere la sfida energetica e di nuovo sviluppo da parte di questo territorio e dell'Amministrazione provinciale".

 

 
Arezzo penultima nella Raccolta Differenziata in Toscana
Fausto Tenti: chiedetevi perché!
Dai dati forniti dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR) sulla Raccolta Differenziata 2010 nella nostra provincia, emerge che siamo i penultimi in Toscana, appena sopra Grosseto (186 kg procapite contro 183).
L’unica spiegazione per un dato così pietoso risiede nel fatto che l’ATO Toscana Sud ha come principale obiettivo (il core business del Piano Straordinario Rifiuti) la volontà di bruciare la maggior quantità possibile di rifiuti nel nuovo inceneritore che vorrebbe costruire a San Zeno, o anche di seppellirli a Podere Rota, nella discarica di cui è in corso il mega-ampiamento: e – per ottenere ciò – l’ATO non mette nelle condizioni i comuni della nostra provincia di poter implementare – in quantità ma anche in qualità – la propria Raccolta Differenziata.
Ma, nonostante il poco encomiabile sforzo, questo ente (in scioglimento?) non riesce a raggiungere una quantità di rifiuti prodotti tale da poter giustificare il futuro impianto di San Zeno: infatti, mentre l’ATO aveva previsto – in una simulazione del 2007 - una quantità totale di rifiuti prodotti pari a 230.000 tonnellate annue a fine 2010, la realtà parla di circa 210.000 tonnellate, cioè il 9% in meno rispetto a previsioni volutamente pessimistiche!
E questo dato fa sudare freddo i “signori del fuoco”, fra i quali – purtroppo – non vanno annoverati solo i consiglieri ed i tecnici dell’ATO, ma anche alcuni partiti (purtroppo) del centrosinistra aretino…
Fausto Tenti
 

 
Ancora diossina in Valdichiana!
 
Sforamento di diossine dalla Cabro, divieto di mangiare verdure dell'orto a Ripa di Olmo
Divieto di raccolta e consumo di verdure dall’orto di casa per due famiglie che abitano a Ripa di Olmo e per la precisione al civico 94.
Lo ha deciso l’Ufficio Ambiente del Comune di Arezzo con l’ordinanza n.1272 del 22 dicembre scorso. Come si legge nell’atto, la misura è dovuta al pericolo di presenza di diossine nel terreno e soprattutto nelle verdure a foglia larga.
Queste particelle ritenute inquinanti e pericolose per l’uomo, sono state rinvenute in misura superiore a quella consentita il 30 novembre scorso in un camino della Cabro Spa di San Zeno, azienda che si occupa di chimica dei metalli preziosi. Il 14 dicembre scorso, l’Arpat di Arezzo, ha avvertito dello sforamento di diossine con una nota scritta il Servizio Ecologia della Provincia di Arezzo e la Usl 8.
Subito dopo lo sforamento della Cabro, e su richiesta della Usl 8, l’Arpat di Firenze ha mappato il territorio circostante per capire dove le diossine sarebbero ricadute con maggiore concentrazione allo scopo di preservare la salute pubblica.
La relazione arrivata da Firenze all’Arpat di Arezzo ha stimato che la ricaduta delle diossine sarebbe avvenuta quasi del tutto nella zona industriale di San Zeno e in piccola parte in questa zona abitata di Ripa di Olmo coltivata a olivi, viti e ortaggi.
E così è scattato il divieto a scopo precauzionale per le due famiglie, che però si sono prodigate ad avvertire anche i vicini di casa non compresi nell’ordinanza del Comune di Arezzo, ma che hanno comunque orti molto vicini. E adesso in zona nessuno mangia verdura, frutta e uova di propria produzione.
Il divieto resterà in vigore fino a che non arriveranno i risultati dall’Arpat di Firenze che ha prelevato nei giorni scorsi un campione di cavolo e di insalata dall’orto della famiglia Roghi, distante circa 70 metri in linea d’aria dai camini della Cabro.
L’altra famiglia che ha ricevuto il divieto non coltiva più l’orto perché troppo anziana.
Tutti sperano che i campioni prelevati risultino puliti e che la diossina non li abbia contaminati.
Nei confronti della stessa azienda il 16 dicembre scorso, la provincia di Arezzo ha emesso un provvedimento di diffida e di sospensione del ramo di attività collegata al camino dove è stato misurato lo sforamento.
Provvedimento in vigore fino alla verifica dell’efficacia degli interventi effettuati.
Nelle precisazioni che l’Arpat di Arezzo ha inviato agli organi competenti, in base alla relazione fatta dai colleghi di Firenze, si legge che la normativa prevede valori limite di diossine misurate nei camini delle aziende, ma non ha limiti fissati per la salute pubblica nel suolo o nell’aria.
La letteratura dell’Istituto Superiore della Sanità lo fissa però a 40fg TE/m3 e questo valore nella relazione dell’Arpat non risulta superato.
Enrica Cherici - Martedì 03 Gennaio 2012 01:50
 

 
La centrale-inceneritore a biomasse a Castiglion Fiorentino
 
Il Commissario Guarino parla del dissesto e della riconversione Ex-Sadam
 
L'Associazione Tutela Valdichiana risponde alla CISL Arezzo (lettera aperta)
C.a. spett.le CISL - SEDE
In relazione a quanto riportato dalle varie testate giornalistiche nei giorni scorsi e soprattutto da quanto da voi dichiarato, come “Associazione Tutela Val di Chiana” ci sentiamo in dovere di rispondere agli attacchi gratuiti arrivati dai colleghi della CISL che ci tirano in ballo in una altrettanto gratuita polemica con il sindaco di Marciano della Chiana.
Visto che siamo scesi sul piano tecnico ci teniamo a fare una parentesi ricambiando l’invito ai signori sopracitati di verificare più attentamente la sussistenza di quanto riportato dalla Power Crop relativamente alla presenza o meno dei 9 camini di emissione fumi della Centrale.
Vogliamo anzi velocizzare la loro ricerca riassumendo quanto riportato da pag. 73 a pag. 75 del progetto, file P09_ACT_106: un Camino di 35 mt per emissione fumi caldaia a biomasse; un Camino di 35 mt per emissione fumi motore ad olio, un camino di 20 mt per impianto di raffreddamento aria panello; 2 camini di 17 mt per emissioni degli estrattori tramogge di carico, 2 camini di 17 mt per emissioni di pulitura semi e 2 camini di 15 mt per emissioni di essicazione semi.
Per ognuno di questi è indicata la concentrazione di inquinanti decisamente non irrilevanti.
Non comprendiamo quindi come gli Autori di questo progetto possano indicare questi camini come “analoghi a quelli di costruzioni civili per il ricambio dell’aria”, negando pubblicamente l’evidenza di quanto da loro stessi scritto.
Ed ancor meno comprendiamo come la CISL possa avallare simili dichiarazioni.
Ci sembra poi paradossale che un progetto simile venga considerato da un’Associazione a tutela dei lavoratori “una importante occasione di sviluppo economico per la vallata e per l’intera provincia” quando, per questa Centrale, sono stimate meno di 20 assunzioni (giornalmente esposte alle emissioni sopracitate) e non sono state esaminate le sicure perdite di personale delle numerose aziende agricole e delle attività limitrofe.
Tutto questo determina poi ancora più amarezza se accostato al disinteresse che la CISL ha manifestato in relazione all’evento organizzato dalla nostra Associazione il 2 Dicembre u.s. per la creazione di un Distretto Rurale, al quale hanno partecipato importanti aziende e associazioni della Provincia, rappresentative di diverse migliaia di lavoratori, che aveva, questo sì, il reale intento di creare “una importante occasione di sviluppo economico per la vallata e per l’intera provincia”,’ con dati alla mano ampiamente illustrati.
Ecco cosa vorremmo dalla CISL, quale Associazione dei lavoratori: un confronto costruttivo, che fino ad adesso ci è stato inspiegabilmente negato, sulle reali possibilità di sviluppo della nostra vallata tutelando sia il lavoro che la salute, senza fare della facile demagogia ma partendo da dati certi che noi per primi abbiamo fornito e che rendiamo veramente pubblici.
Ufficio Stampa “Ass.ne Tutela Val di Chiana” - Arezzo, lì 29.12.2011
 
Carola Loretta Lazzeri (Comitato Tutela Cortona) sulle biomasse in Valdichiana
 
Il Sindaco Barbagli risponde alla Cisl sulla ex-Sadam
Ribadendo il concetto espresso nel comunicato stampa di qualche giorno fa, premettendo che in linea di principio non c'è da parte nostra alcuna pregiudiziale sull'utilizzo di biomasse vegetali per la produzione di energia come consentito dalla legislazione europea, nazionale e regionale, riteniamo, innanzitutto, che non sia opportuno procedere ad alcuna autorizzazione nel territorio di Castiglion Fiorentino, in assenza di un Governo locale legittimamente e democraticamente eletto dai cittadini, perché non vi è solo un aspetto tecnico-amministrativo, come citato da dalla Fai-Cisl di Arezzo, ma una variante al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico del Comune di Castiglion Fiorentino, che spetta ad un organo politico.
Nessuno mette in secondo piano l'aspetto occupazionale né della vicenda, né del territorio, il quale dovrà essere coinvolto in decisioni che possono modificare l'assetto attuale di tutto il contesto dell'intera vallata alla luce di una operazione industriale così rilevante, che, alla luce della richiesta di spostamento e dell'unico accordo sottoscritto, apre uno scenario di potenziali aree da urbanizzare non di poco conto.
Ringrazio la Fai-Cisl di Arezzo per l'accostamento al Castello di Montecchio e li invito a visitare la nostra "Terrazza sulla Valdichiana", la Torre di Marciano, per far comprendere quello che i nostri avi hanno lasciato a noi e a tutti coloro che vengono a visitare la nostra terra, magari immaginando anche ciò che potremmo vedere in futuro se si autorizza questa riconversione, intanto, per inciso, li invito a rileggersi il "progetto di costruzione della Centrale" ("Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino", vol. 5, pp. 73-75) e lì troveranno i camini previsti segnalati dalla stessa Società proponente.
Marco Barbagli (Sindaco di Marciano) - Giovedì 29 Dicembre 2011 15:22
 
CISL Arezzo: "Il Sindaco di Marciano non dice il vero"
Nei giorni scorsi, nei media locali, è apparso un intervento da parte del sindaco di Marciano della Chiana in merito al progetto di riconversione dell’ex-zuccherificio di Castiglion Fiorentino. L’intervento riportava alcune evidenti inesattezze.
In particolare il progetto di costruzione della Centrale non prevede, in alcun modo, otto camini.
Forse, il primo cittadino di Marciano fa confusione con le otto torri del Castello di Montecchio.
Così come non esiste, nel piano presentato dalla PowerCrop spa, nessun tipo di operazione o intervento di carattere commerciale.
Pertanto, l’iniziativa del sindaco di Marciano della Chiana sembra frutto di un fazioso appoggio alle istanze del c.d. Comitato di Tutela Valdichiana piuttosto che il prodotto di un’attenta analisi del progetto presentato dall’azienda.
La scrivente Federazione invita, pertanto, la Conferenza dei Servizi, presso la Provincia di Arezzo, incaricata a pronunciarsi nei prossimi giorni nel merito del progetto aziendale, a non farsi in alcun modo condizionare da interventi esterni privi della necessaria conoscenza dei fatti.
La Conferenza, infatti, è tenuta ad adempiere ad un iter di carattere esclusivamente tecnicoamministrativo, non politico, volto a valutare le possibili conseguenze sul piano ambientale.
La Fai-Cisl di Arezzo invita le istituzioni alla massima responsabilità in quanto non ci sono in gioco solo le legittime aspirazioni di nuova occupazione, da parte dei lavoratori dell’ex-zuccherifico, infatti, in un contesto di crisi come quello attuale (il recente rapporto Excelsior colloca la provincia aretina al 104° posto, in Italia, come previsioni occupazionali), il progetto della PowerCrop spa rappresenta una importante occasione di sviluppo economico per la vallata e per l’intera provincia.
Ufficio Stampa CISL Arezzo - Mercoledì 28 Dicembre 2011 19:01
 

 
La Raccolta Differenziata in Valdichiana
 
Differenziare per non farci avvelenare!
In Valdichiana si sta per concludere una delle operazioni politiche più assurde mai concepite fino ad oggi.
Come molti ormai sapranno, oltre all'aumento della portata della discarica di Podere Rota, i "nostri" politicanti vogliono che si costruisca un inceneritore a San Zeno che servirà a bruciare il doppio dei rifiuti di quello vecchio.
Questo è allucinante, perché abbiamo dimostrato l'assoluta inutilità di queste operazioni: la produzione dei rifiuti sta calando, la percentuale della Raccolta Differenziata aumenta, anche se a rilento visto che questi signori affermano che ci sono pochissimi soldi per potenziarla.
Però, la Provincia e la Regione Toscana, più i vari Sindaci (fra gli altri il "grande" ex Brandi e il "mitico" Dindalini, notoriamente poco attenti al potenziamento della Raccolta Differenziata) non si sono fatti scrupoli a dare il via all'impiego di una marea di soldi pubblici per un mega-impianto INUTILE, NOCIVO e PERICOLOSO per la nostra salute!
Forse c'è qualcosa sotto? Pensateci!!!
I nostri politicanti, con la scusa che i "Chianini" sono silenziosi, ubbidienti e non molto sensibili al problema-rifiuti, ci faranno tirar fuori più di 100 MILIONI di Euro per la costruzione del nuovo inceneritore e chissà quanti altri per mantenerlo.
E pensiamo agli INNUMEREVOLI studi che evidenziano effetti nefasti sulla salute quali: ipofunzione tiroidea, ischemie, bronchiti, patologie polmonari croniche, diabete, allergie, incremento di malformazioni congenite, problemi comportamentali, disturbi nell'infanzia.
Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro.
Sono segnalati aumenti di cancro a rene, mammella, vescica, stomaco, colon-retto, fegato, laringe: particolarmente significativa risulta l'associazione per cancro al polmone, neoplasie infantili, linfomi non Hodgkin e soprattutto sarcomi.
Tralasciando la massiccia letteratura in proposito (comunque presente nella sezione "l'inceneritore Aisa"
del sito), dobbiamo quindi fargli capire che non vogliamo il raddoppio, che ci teniamo al nostro portafogli, alla nostra salute e più che altro, a quella dei nostri figli!!!
Se a questa "banda" non interessa la nostra proposta di investire un decimo (forse troppo poco???) per costruire un centro-riciclo che potrebbe risolvere il problema-rifiuti in modo salubre in Valdichiana, allora dovremo farci sentire in un altro modo.
La differenziazione dei rifiuti domestici assume un ruolo determinante per ridurre drasticamente il volume dei rifiuti da bruciare.
Quindi, è fondamentale impegnarci TUTTI a DIFFERENZIARLI il più possibile, cercando allo stesso tempo di produrne il meno possibile!
Oltre a fare ancor più attenzione nel separare vetro, carta, plastica, alluminio, dobbiamo cercare di acquistare prodotti che siano privi di imballaggi inutili.
Optiamo per i detersivi alla spina (chiediamoci perché in Valdichiana ci sono pochissimi punti vendita...), compriamo prodotti che abbiano il recipiente in vetro o materiale riciclabile, sforziamoci di acquistare beni che rispettino l'ambiente anche quando un giorno non ci serviranno più.
E possono aiutare anche le piccole cose, come lo spazzolino con testine intercambiabili e le ricariche per il sapone liquido.
Cerchiamo di INFORMARCI (Internet è una miniera di suggerimenti), invogliando i nostri amici e parenti a farlo.
E, non meno importante, dotiamoci di una compostiera.
Se ogni famiglia separasse i residui biodegradabili di cucina e gli scarti di giardinaggio, pensiamo a quanti rifiuti in meno da bruciare produrremmo.
E' stato calcolato infatti, che un terzo dei rifiuti è composto da questo tipo di residui!
Compostare è semplice, può diventare una pratica divertente e una sana abitudine in grado di farci sentire parte effettiva dell’ambiente in cui viviamo, restituendo alla natura quanto essa stessa riesce “magicamente” a trasformare in ricchezza.
Il compostaggio permette di realizzare dell’ottimo concime per le proprie culture!
Dotiamoci quindi di una pattumiera dove andremo a buttare gli scarti di cucina: i sacchetti biodegradabili ormai si trovano dappertutto (quelli di plastica li hanno messi finalmente al bando) e ci serviranno per contenerli.
Una volta riempito il bidoncino, non faremo altro che rovesciarne il contenuto, compreso il sacchetto, nella compostiera, che metteremo nell'orto o nel giardino, a contatto con la terra (quest'ultima è possibile, in alcuni Comuni, richiederla gratuitamente!).
Mescolando a scarti come residui tritati di potature, erba tagliata e foglie secche, non faremo altro che creare naturalmente una composta utile per il giardinaggio o per l'orto.
Per concludere, DIMINUIRE la produzione di rifiuti è indispensabile, e dovremmo sentirci in obbligo di farlo specialmente nei confronti delle generazioni che verranno.
Non "rifiutiamo" i rifiuti, ma trattiamoli come una risorsa, cercando di recuperarli e di riciclarli!
Diciamo NO al raddoppio della discarica e dell'inceneritore, e SI a tutte quelle politiche di Riduzione, Riciclo e Recupero dei rifiuti!!!
Dal rifiutologo, un ottima guida al compostaggio domestico

CTV - 28/12/2011
 

 
Il fallimento della politica del PD basata su inceneritori e discariche
 
Calò e Nicotra (FDS/PRC) sullo scontro Barducci/Vasai
“Non ci faremo trascinare in sterili diatribe territoriali che servono unicamente a nascondere il fallimento di una politica dei rifiuti basata sulle megadiscariche e gli inceneritori. Bisogna mettere in discussione un modello fallimentare fino ad oggi dominante e sostituirlo con uno radicalmente diverso che si fondi sulla strategia rifiuti zero”.
E’ la risposta della Federazione della Sinistra e di Rifondazione Comunista alla polemica scoppiata tra i Presidenti delle Province di Firenze ed Arezzo Andrea Barducci e Roberto Vasai.
In una nota congiunta firmata dai due capigruppo nei consigli provinciali di Firenze ed Arezzo Andrea Calò e Alfio Nicotra la Federazione della Sinistra stigmatizza “la guerra dei comunicati tra le due presidenze, che dimostra una insensibilità alle sacrosante richieste della popolazione del Valdarno aretino e fiorentino ridotto per troppi anni ad essere territorio di discariche.”
“Il punto di svolta è una vera raccolta differenziata dei rifiuti – proseguono Calò e Nicotra - che può basarsi solo sul porta a porta, sulla riduzione a monte degli imballaggi e con la costruzione di filiere per il riciclo.
Certo il porta a porta richiede investimenti e da sempre le amministrazioni provinciali di Firenze ed Arezzo hanno detto che non ci sono le risorse finanziarie. Invece per le discariche e gli inceneritori i soldi ci sono: è evidentemente una questione di scelte.”
“I livelli di raccolta differenziata continuano ad essere vergognosi – proseguono i due capigruppo – la Val di Sieve e il Valdarno F.no continuano a scaricare a Podere Rota rifiuti tal quali. La monetizzazione del disagio ambientale praticata in questi anni tra le due province ha arricchito le società private che gestiscono la discarica e non certo le popolazioni che hanno visto peggiorata la loro qualità della vita dal punto di vista sanitario e ambientale. La diatriba sulla Borra dimostra inoltre che non è vero che gli inceneritori cancellano le discariche ma al contrario l’uno alimenta l’altra. Occorre rompere questo circolo vizioso fondato sulla combustione.”
“La Federazione della Sinistra – concludono Calò e Nicotra – rivolge un appello alle altre forze di sinistra, Idv e Sel in particolare che sul territorio del Valdarno ricoprono spesso incarichi di governo, ad una iniziativa coerente e unitaria con i movimenti e i comitati dei cittadini che si muova nella direzione di un approccio diverso e moderno sulla questione dei rifiuti.”
Andrea Calò e Alfio Nicotra (FDS/PRC) - 22/12/2011 11:13:00
 

 
La centrale-inceneritore a biomasse a Castiglion Fiorentino
 
Presto convocata la conferenza dei sindaci della Valdichiana
L'oggetto della discussione sarà il famigerato progetto del "Polo Energie rinnovabili di Castiglion Fiorentino".
La richiesta è stata avanzata dal sindaco di Marciano, Marco Barbagli, che, a seguito della prima conferenza dei servizi riunitasi lo scorso 19 dicembre e riconvocata per il 19 gennaio 2012 da parte della Provincia per la richiesta di riconversione della ex Sadam, anticipa: "Da una informale ricognizione tra i sindaci ho ottenuto la loro disponibilità ad affrontare la questione unitariamente.
La Conferenza dei Sindaci della Valdichiana Aretina chiede di ottenere chiarimenti puntuali sulle questioni sollevate e, in mancanza di essi, chiede di esprime parere negativo sulla possibile autorizzazione da parte della Provincia di Arezzo del suddetto progetto".
"Premettendo – prosegue Barbagli sintetizzando i punti del documento ufficiale – che in linea di principio non c'è da parte nostra alcuna pregiudiziale sull'utilizzo di biomasse vegetali per la produzione di energia come consentito dalla legislazione europea, nazionale e regionale, riteniamo, innanzitutto, che non sia opportuno procedere ad alcuna autorizzazione nel territorio di Castiglion Fiorentino, in assenza di un Governo locale legittimamente e democraticamente eletto dai cittadini.
Dalle notizie in nostro possesso, unitamente agli impianti per la produzione di energia, questo risulterebbe gravemente impattante dal punto di vista paesaggistico.
Basti ricordare che il progetto prevede, tra l'altro, 8 camini, il più grande dei quali raggiungerebbe i 35 metri di altezza.
Il progetto comprenderebbe, come era negli accordi del 2007, anche una vasta operazione edificatoria ad uso residenziale e commerciale che rischia di alterare gli equilibri urbanistici della Valdichiana.
Valutando anche una serie di altre probabili criticità, quali ad esempio un aumento sensibile del traffico veicolare relativo al trasporto delle materie prime necessarie e la mancata presentazione da parte della PowerCrop S.p.A di progetti alternativi, come previsto dalla legge, riteniamo pertanto di dover essere, inoltre, adeguatamente coinvolti nel processo decisionale in corso a tutela dei territori e dei cittadini da noi democraticamente rappresentati".
Comune di Marciano - Mercoledì 21 Dicembre 2011 16:30
 
Svoltasi il 19 Dicembre la prima Conferenza in Provincia
La seduta della Conferenza dei Servizi di lunedì 19 dicembre 2011 è stata dedicata, nella prima parte, alla illustrazione, a cura di Powercrop S.p.a. nelle persone dei professionisti dalla stessa incaricati, dei principali contenuti della proposta progettuale posta all'esame della Conferenza, convocata dalla Provincia al fine di acquisire elementi informativi e valutazioni dalle altre autorità pubbliche interessate (tra le quali Regione Toscana, Comune di Castiglion Fiorentino, Azienda U.S.L. n. 8, A.R.P.A.T., Soprintendenze ai Beni Paesaggistici ed Archeologici, Comune di Arezzo).
Nel corso della seduta il Presidente, tra le altre cose, ha comunicato che sono pervenuti alla Provincia, durante il periodo di pubblicazione del progetto, n. 16 osservazioni e contributi che saranno messi a disposizione della società proponente, come pure degli altri componenti la Conferenza, per le valutazioni di rispettiva competenza.
Al termine di un ampio confronto tra tutti i presenti che ha permesso di approfondire in modo efficace gli aspetti formali e sostanziali del progetto, si è deciso di fissare nuovi incontri nel prossimo mese di gennaio, il primo fissato per il 19.
Durante una pausa dei lavori il Presidente della Conferenza, Responsabile del procedimento, ha incontrato una rappresentanza dei lavoratori dello Zuccherificio Eridania-Sadam ed ha avuto l'occasione di precisare loro il significato e contenuti del procedimento amministrativo in corso presso la Provincia, come pure le finalità della Conferenza dei Servizi.
Ufficio Stampa Provincia di Arezzo - Martedì 20 Dicembre 2011 12:11
 

 
Presentazione dell'Associazione Tutela Valdichiana
 
La lettera del Presidente Gianni Mori
Scarica il documento (formato PDF)
 

 
Novità su Acqua e rifiuti in Toscana
 
Via libera alla nuova governance regionale
Passa a maggioranza (favorevoli Pd, Idv, Fed.Sinistra-Verdi, astensione del PdL), la proposta di legge che ridisegna la governance complessiva del sistema idrico e di gestione dei rifiuti della Toscana.
Il via libera è arrivato dalla commissione Ambiente e Territorio presieduta da Vincenzo Ceccarelli (Pd) dopo un lungo esame e dopo la riscrittura e la proposta di emendamenti da parte della commissione.
“Si tratta – ha detto il presidente Ceccarelli – di una buona legge che attua una parte importante di governo. Coniuga la ricerca di maggiore efficienza ed efficacia in un servizio strategico per i cittadini, cerca di avvicinare le prerogative degli Enti locali con una forte presenza della Regione e di recepire, per quanto possibile, lo spirito referendario”.
L’atto sarà iscritto all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale anche vista la soppressione degli attuali sei Ambiti dell’acqua, fissata al 31 dicembre prossimo dalla Finanziaria nazionale.
Dal primo gennaio nascerà l’Autorità Idrica Toscana (AIT) e si avvierà, confermando la scelta presa nel 2007, la riforma degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) che in materia di rifiuti restano tre.
Mattia Cialini - Giovedì 15 Dicembre 2011 19:23
 

 
La Chimet di Badia al Pino
 
Lista Civica per Civitella: il Comune di Civitella nega trasparenza e partecipazione
Come annunciato dal sindaco di Civitella, oggi, mercoledì 14 dicembre presso la sede comunale si terrà un importante incontro tecnico/politico in merito alla autorizzazione integrata ambientale della Chimet.
L'incontro, a cui parteciperanno i consiglieri comunali, la Giunta, la Chimet stessa, l'Arpat, l'AUSL e altri enti, sarà effettuato a porte chiuse e quindi totalmente precluso ai cittadini.
Noi della Lista Civica per Civitella riteniamo che la decisione di tenere tutto secretato contraddica alla radice qualsiasi eventuale volontà di coinvolgimento della popolazione; per questo le dichiarazioni del Sindaco Menchetti “siamo impegnati in un percorso di trasparenza e partecipazione” ci appaiono grottesche e lontanissime dalla realtà.
Inoltre riteniamo del tutto inopportuna la presenza e il “saluto” dello stesso Sindaco Menchetti, peraltro anche dipendente in aspettativa della Chimet (guarda caso, ndr), alla recente “festa” indetta da tale azienda lo scorso 10 dicembre; ricordiamo infatti che il Comune di Civitella si è costituito parte civile nel processo in cui Squarcialupi è accusato di “pericolo di disastro ambientale” al fine di ottenere il risarcimento dei danni.
Non ci sembra che questa determinazione del Comune, se veramente perseguita, possa essere compatibile a tanti salamelecchi.
Lista Civica per Civitella - Ufficio Stampa 13/12/2011 10:41:00
 

 
Il nuovo inceneritore di San Zeno
 
Conto alla rovescia per l'inceneritore di Arezzo
I giochi sono fatti o quasi e per la realizzazione del nuovo inceneritore di San Zeno pare davvero cominciato il conto alla rovescia.
Il 2 dicembre scorso è partita infatti l'ultima fase della procedura di selezione del gestore unico di ambito che sarà chiamato a gestire il ciclo integrato dei rifiuti: trattamento, recupero e smaltimento nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto.
Il complesso della gara ha un valore a base d'asta pari a circa 130 milioni di euro di fatturato, con un fabbisogno finanziario per investimenti nella sola impiantistica per poco meno di 110 milioni (110 milioni di Euro investiti per un opera inutile e insalubre... è semplicemente assurdo, ndr).
Il gestore è chiamato a realizzare, come si legge testualmente nel documento ufficiale dell'Ato Toscana Sud, «il nuovo inceneritore di Arezzo, compresa la demolizione dell'impianto esistente».
Sempre in provincia dovrà anche allestire «l'innovativo digestore anaerobico di Terranuova Bracciolini, che sarà in grado di produrre energia elettrica dai rifiuti organici, oltre a garantire la produzione di compost di qualità».
Il principio che viene sancito con la gara è quello di realizzare «gli impianti mancanti al completamento delle strategie dei vigenti piani provinciali, mediante la loro costruzione e gestione che sarà a carico del gestore in regime di concessione, ovvero con mantenimento in proprietà pubblica, con il ritorno in possesso al sistema dei Comuni alla scadenza della concessione».
Che avrà, detto per inciso, una durata ventennale.
La concessione del sistema di ambito partirà dal primo gennaio 2013, il termine entro il quale i concorrenti che si sono qualificati, dovranno presentare le offerte.
Concorre anche Aisa con un Ato della quale fanno parte Tri Sienambiente (mandataria), Cooplat, Coseca, Unieco e La Castelnuovese.
Gli altri due gruppi in lizza sono Hera spa e Rti Iren ambiente associata con Tekneco.
L'attuale inceneritore ha una capacità di smaltimento di meno di 40 mila tonnellate di rifiuti all'anno.
Il termovalorizzatore fresco di pacca raddoppierà questa capacità, portandola a sfiorare le ottantamila tonnellate.
E' quanto prevede il piano industriale approvato dai 103 sindaci dell'Ato, di fatto confermato dal via effettivo alal gara.
Sarà il vincitore a dover presentare il progetto del raddoppio che sarà poi valutato dal punto di vista ambientale con tanto di «Via» (verifica di impatto ambientale) per la fattibilità.
Il Comune, con l'ex assessore Banchetti, aveva aggiunto alla proceduta anche la Vis (verifica di impatto sanitario), strumento non vincolante e normativamente indefinito, i cui risultati però il Comune di Arezzo pretenderà siano inseriti nella «Via».
Con un'importante precisazione: la verifica di impatto ambientale non dice se l'opera deve essere realizzata o meno ; dice invece quali sono eventualmente le criticità ambientali e cosa la ditta costruttrice dovrà fare per procedere con i lavori (quindi altri soldi spesi inutilmente, visto che l'inceneritore nuovo dovrà essere costruito, ndr).
I tempi non sono certi.
Fra invito, gara vera e propria, «Via» e quant'altro, la prima pietra potrebbe essere posata nel 2014, fatti salvi ricorsi o altri ostacoli di varia natura.
Infine la risposta a una domanda elementare: ma gli Ato non erano stati aboliti?
La Regione ha giocato la carta di riserva, andando avanti intanto in proroga.
E in ogni caso da Firenze l'input è preciso: gli Ato, si chiamino così o in altro modo, continueranno a funzionare.
Per i rifiuti c'è l'Ato Toscana Sud, per l'acqua ci sarà un Ato unico regionale.
La Nazione, Cronaca di Arezzo - 6 dicembre 2011
 

 
La centrale-inceneritore a biomasse a Castiglion Fiorentino
 
Presentata un’osservazione al progetto di PowerCrop dal Sindaco di Marciano della Chiana
Il sindaco del Comune di Marciano, Marco Barbagli, prendendo atto dell'istanza per il progetto per il Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino della potenza termica massima di 51,5MWt, depositata dalla società PowerCrop Spa in data dell'11 ottobre scorso, ha presentato entro i termini previsti un'osservazione alla relativa procedura di assoggettabilità alla Via di competenza provinciale.
Ricordando l'accordo di riconversione produttiva siglato nel dicembre 2007 tra gli enti Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion Fiorentino, oltre alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle società Eridania Sadam Spa e PowerCrop Spa – dagli specifici e chiari obiettivi per l'ex impianto dello zuccherificio, fra i quali la riconversione "in situ" degli impianti produttivi – e ricordando l'ordine del giorno del Consiglio regionale approvato nella seduta del 20 luglio scorso, collegato alla comunicazione n. 15 della Giunta regionale sul processo di riconversione di questo – dal quale si evince che nell'intesa del 30 luglio 2010 sottoscritta tra le parti è stato deciso, fra gli altri, il cambio di sito dove localizzare l'investimento energetico, e che nel successivo confronto fra le parti sono stati sanciti alcuni elementi qualificanti la riconversione, fra cui la formalizzazione della riduzione della potenza della centrale – rilevando che a questi non ha fatto seguito alcuna variante urbanistica e che il procedimento di verifica di assoggettabilità alla Via richiesta da PowerCrop esula e contrasta con tutti gli accordi ad oggi sottoscritti, il sindaco Barbagli osserva che il progetto, così come depositato, debba essere rigettato e comunque sottoposto a Via, non essendoci i presupposti affinché consegua parere positivo in sede di conferenza di servizi.
Ufficio stampa - Lunedì 05 Dicembre 2011 14:58
 

 
Effetti nocivi degli inceneritori
 
La giunta dell'Emilia Romagna smentita dai suoi esperti scientifici!
Il clamoroso autogol della giunta Errani, ed in particolare degli assessori alla sanità Carlo Lusenti e all’ambiente Sabrina Freda che avevano promosso l’iniziativa, è avvenuto durante un convegno aperto al pubblico per la presentazione degli esiti dello studio Moniter commissionato dalla Regione e costato 3 milioni di euro.
Uno studio che ha approfondito gli effetti sulla salute legati all’attività degli inceneritori.
La smentita alla versione della giunta è arrivata dal professor Benedetto Terracini, padre dell’epidemiologia italiana e presidente del Comitato Scientifico di Moniter.
Terracini ha parlato dopo un intervento del professor Paolo Crosignani, direttore della sezione di Epidemiologia dell’Istituto Tumori di Milano, nel quale veniva sottolineato come il comunicato stampa della giunta e lo studio del comitato dicessero cose differenti.
Nel comunicato della giunta distribuito alla stampa si leggeva nero su bianco: “per quanto riguarda gli effetti sulla salute l’indagine epidemiologica condotta nell’ambito di Moniter non mostra un incremento del rischio né per la patologie tumorali né per la mortalità in generale”.
A quel punto Terracini ha preso la parola ed ha ghiacciato gli assessori Lusenti e Freda: “Parlo a nome del comitato scientifico di Moniter, se il comunicato stampa della giunta dice quello che ha affermato Crosignani chiedo che venga immediatamente ritirato”.
I relatori del comitato scientifico avevano usato parole ben più prudenti rispetto ai rischi degli inceneritori in regione come ad esempio Marco Martuzzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha parlato testualmente di “utilizzare estrema cautela” e “non totale assenza di effetti sanitari” ed invitando al “principio di precauzione” chiedendo in futuri studi di analizzare le nanopolveri e “vista la già cospicua presenza d’inceneritori in questa Regione sarebbe il caso di non vederne più”.
Infatti, lo studio in diverse parti affermava sia elementi rassicuranti che segnali allarmanti.
A pagina 98 ad esempio si legge: “lo studio ha invece rilevato un’associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ed emissioni da inceneritore e nascite pretermine”.
Qualche riga più sotto si legge: “si è pure osservato un andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei in relazione ai livelli di esposizione”.
A pagina 99: “Considerando la prevalenza di malformati all’interno delle aree, si rivela un andamento crescente con l’esposizione a carico della totalità delle malformazioni (…) tuttavia mostrano una prevalenza significativamente aumentata in corrispondenza del livello più elevato di esposizione”.
Si continua a pagina 101: “per le cause tumorali la mortalità per tumore del feto nelle donne e del tumore del pancreas nei maschi è significativamente associata ai livelli di esposizione più elevati”.
Riferendosi alle aree intorno all’inceneritore di Modena a pagina 102 e 103 si legge “con l’incertezza maggiore, l’aumento dell’incidenza di linfomi non Hodgkin all’aumentare di livello di esposizione nei due sessi considerati congiuntamente (…) il tumore del fegato anch’esso già segnalato in letteratura è risultato variamente associato con l’esposizione nelle diverse coorti (aree intorno forno di Modena ndr) indagate”.
Lusenti che prima dell’intervento di Terracini parlava di “dati rassicuranti per la popolazione e nessun rischio sanitario” ha replicato alle parole del convegno dicendo che “è difficile fare la sintesi di questi studi”.
L’unico “politico” presente in sala, Giovanni Favia (M5S) ha chiesto formalmente le dimissioni dell’assessore che ha dato l’avvallo al comunicato stampa.
 

 
Parco fotovoltaico in Sardegna da 20 WM
 
Sardegna: record mondiale per parco serricolo fotovoltaico a Villasor
 
 
E’ da Guinness il parco serricolo fotovoltaico "Su Scioffu" inaugurato a Villasor, comune a 25 km da Cagliari.
L’impianto è composto da 26 serre fotovoltaiche per un totale di 84mila pannelli in grado di alimentare 10mila famiglie e far risparmiare 25mila tonnellate di CO2.
In serra, contestualmente saranno coltivati angurie, melone, zucchine, finocchi e i frutti dell’amore, ossia la rosa da bacca molto richiesta in Olanda.
Scrive Unione Sarda:
Il grande parco fotovoltaico stabilisce un record mondiale per dimensione e potenza installata: 20MW su una superficie di 27 ettari, dotata di 84mila pannelli in un solo campo solare e 134 serre.
La centrale verde è stata realizzata con un investimento di 70milioni di euro dall’indiana Moser Baer Clean Energy (Mbcel) in collaborazione con il colosso americano General electric (Ge).
La gestione agricola è affidata alla Twelve Energy che ha coinvolto cinque cooperative e che potrà contare su 90 nuovi posti di lavoro.
Le cooperative si occuperano della commercializzazione e vendita dei prodotti, garantendosi una sicura fonte di reddito.
Peccato che questo progetto non preveda capitali sardi.
Qualche mese fa il sindaco di Villasor Walter marongiu commentava così, come riporta il VulcanoNews:
Non ci siamo potuti opporre alle loro scelte nelle maestranze.
Non esistono in Sardegna, e tanto meno a Villasor, imprese o aziende competitive nel settore.
L’unica cosa che si è potuto fare, pur non avendone la competenza e neanche il potere, è stato di chiedere alla Twelve che fossero impegnate a lavorare anche le imprese di Villasor; per cui, anche se per pochi mesi, si è riuscito ad occupare, almeno nella fase di costruzione dell’impianto, una cinquantina di persone.
Poi quando l’impianto andrà a regime saranno circa otto le cooperative impegnate che, per una serie di questioni difficili da spiegare, erano inizialmente tre di Villacidro e una di Decimoputzu.
Poi visto che l’impianto è stato ulteriormente ampliato, stiamo cercando, attraverso un accordo, di inserire anche alcune cooperative agricole di Villasor.
Altra nota positiva è che per il Comune vi sarà un ritorno economico: circa 40 mila euro l’anno; una bazzecola dirà qualcuno, ma che di questi tempi, dopo i tagli che vedranno i Comuni incapaci di poter mantenere anche i servizi più essenziali, non sono da buttare.
Sia chiaro che queste somme non arriveranno al nostro ente come un favore fatto dall’azienda alla nostra comunità, fatto questo che costituirebbe un reato, ma saranno semplicemente il pagamento di imposte dovute dall’azienda al nostro Comune quale realtà produttiva operante nel nostro territorio.
 

 
Sei mini-centrali a biomasse anche a Foiano
 
Comitato Tutela Cortona: quando la classe dirigente è anche classe diligente
Qualche giorno fa si è letto nella stampa locale che "non sempre l'interesse della comunità combacia con quanto stabilisce la legge e con le maglie entro cui l'imprenditoria cerca, in modo perfettamente lecito e legale, di ritagliarsi il suo spazio".
A proposito delle attività produttive in genere questo può essere senz'altro vero ma, dal momento che l'articolo si riferiva alla particolare tipologia di impresa, relativamente recente, per la produzione di energia elettrica tramite la combustione di non precisati oli vegetali e quindi di una attività fortemente incentivata con contributi pubblici, peraltro prelevati a questo scopo dalla bolletta elettrica dei cittadini, il discorso cambia e molto.
In questi casi vanno tenute in considerazione tutte le variabili che contraddistinguono una attività imprenditoriale classica da altra attività puramente speculativa.
Il momento storico che stiamo faticosamente attraversando ci induce ogni giorno a riflettere sulla differenza tra valore reale di un prodotto e valore virtuale.
Senza entrare nel dettaglio della cosiddetta "economia canaglia", che attribuisce un valore monetario anche al rischio default, scambiato sui mercati come se fosse una merce, capace di far arricchire in maniera smodata pochi soggetti a danno di tutti gli altri, Stati compresi, non è difficile distinguere tra produzione di un bene reale e mera speculazione.
Il confine tra legalità formale e illegalità sostanziale, tra azioni consentite o non espressamente proibite, tra attività d'impresa e attività parassitaria è labilissimo e pericoloso.
Nella vicenda degli impianti a biomasse di Cortona e Foiano abbiamo riscontrato molti elementi di connessione:
In entrambi i casi sei piccole ditte (spesso individuali) affittano e smembrano in sub particelle catastali un unico vecchio immobile per installare in ognuna un identico motore da camion (costosissimo ?!) della potenza di 0,256 Mw per produrre energia elettrica da combustione di oli vegetali (anche provenienti da altri continenti) con una resa stimata approssimativamente tra il 18/20 %.
Tutto il resto della produzione, il calore, viene impiegato per riscaldare gli oli (venduti da altra ma connessa ditta) e per la maggior parte disperso nell'ambiente.
Uno strano concetto di cogenerazione e risparmio energetico.
Uno strano, e in altri normali casi anche costoso, concetto di cooperazione tra individui, non soci, ma in stretta interconnessione.
Nel caso di Cortona, non essendo prevista alcuna misura di controllo dell'inquinamento prodotto, il nostro Comitato ha prodotto delle osservazioni tanto ragionevoli da indurre la Provincia a riaprire, ben due volte, il procedimento autorizzatorio già concluso con parere favorevole sin dall'agosto 2009.
Era ovvio che la scelta di sei piccole centrali fosse finalizzata ad aggirare normative più stringenti per una sola più grande ed era ovvio che gli incentivi pubblici sarebbero stati maggiori.
Ma tant'è, leggi e procedure erano state rispettate e quindi cosa pretendevano questi terroristi del comitato?
Ri-ri-riautorizzati lo scorso 10 ottobre!
Quello che gli stessi ideatori del progetto di Cortona, zona Renaia, avevano definito "progetto pilota" per l'invasione della Valdichiana viene puntualmente ripresentato a Foiano, zona Renzino.
Stesso schema, stesse potenze, meno difficoltà perché l'esperienza Renaia aveva loro insegnato come si presenta un progetto tecnicamente ineccepibile.
Quando stavamo per rassegnarci a continuare in solitudine una battaglia legale contro la non eticità e la scarsa trasparenza di queste operazioni, il colpo di scena!
La Provincia sospende il procedimento per le autorizzazioni degli impianti di Foiano.
Superata la fase della sorpresa, e in attesa di conoscere l'esito finale della vicenda, siamo a chiederci:
Ma le leggi e le procedure sono le stesse per Cortona e Foiano?
Può uno stesso partito, al governo in entrambi i comuni, avere due diverse posizioni?
O forse la differenza sta nelle capacità della classe dirigente, che si fa diligente nel momento in cui non dimentica i patti stretti con i propri cittadini e affronta le problematiche con persone capaci e competenti (vedi l'assessore all'ambiente di Foiano prof. Loppi)?
Sarà stato saggio attribuire l'incarico di responsabile ANCI-Toscana per l'energia a un Uomo di grande cultura ma competenze tutta da dimostrare?
Comitato Tutela Cortona - Mercoledì 30 Novembre 2011 17:34


La Giunta Provinciale sospende la decisione sulle biomasse a Foiano
La Giunta Provinciale, nella seduta del 29 novembre, ha iniziato l'esame delle pratiche relative a sei centrali a biomasse a Foiano della Chiana.
La Giunta ha esaminato le risultanze della Conferenza provinciale dei Servizi, nella quale erano emersi rilievi espressi dal Comune di Foiano della Chiana, ed ha ritenuto tale parere come elemento problematico rispetto alla concessione delle autorizzazioni, così come a suo tempo per le centrali di Renaia, su richiesta del Sindaco di Cortona.
Pertanto la Giunta ha sospeso la procedura, richiedendo agli uffici provinciali un approfondimento integrativo, convocando se del caso nuovamente la conferenza dei servizi, e valutando l'ipotesi di richiedere un parere legale.
La Giunta ha inoltre rivolto ai privati la richiesta, ai sensi della vigente legge, di presentare memorie integrative entro un breve termine, prima della adozione della decisione finale.
A norma della recente legge regionale per l'accelerazione delle procedure amministrative, i privati proponenti dei progetti potrebbero chiedere che sulla questione si esprima la Giunta Regionale.
Ufficio Stampa Provincia di Arezzo - Mercoledì 30 Novembre 2011 14:31

Il Centrosinistra dice No alla centrale a biomasse!
Il Partito Democratico, Rifondazione Comunista ed i Socialisti di Foiano esprimono una decisa opposizione alla prospettiva di realizzazione di una centrale a biomasse nel proprio territorio.
Alla base di tale orientamento delle forze di maggioranza non c'è nessuna preclusione rispetto alle centrali a biomasse ma solo la ferma bocciatura di uno specifico progetto che presenta aspetti negativi senza recare alcun vantaggio per il proprio territorio e comunità.
Il programma elettorale con il quale la lista "Democrazia e Solidarietà" si è affermata alle ultime amministrative prevede una politica di favore per le piccole centrali a biomasse la cui filiera sia a chilometri zero mentre il progetto di cui si discute contempla la contemporanea attivazione di ben sei centrali a biomasse nello stesso stabilimento, alimentate da materiale proveniente, addirittura, da paesi esteri.
Tale progetto non determina né uno sviluppo occupazionale né un indotto e comporta disagi legati all'aumento del traffico pesante su gomma in una zona densamente abitata nonché un impatto economico negativo per le attività alimentari e recettive che insistono nelle aree adiacenti.
Neppure si può parlare di attività produttiva vera e propria perché l'unico fine di questa iniziativa imprenditoriale è rappresentato dall'incentivo pubblico, quello sostenuto dalle famiglie con i propri consumi energetici, che, grazie all'espediente di realizzare sei piccole centrali da parte di sei piccole società, anziché una centrale più grande, verrebbe ingiustamente percepito nella percentuale maggiore.
Ciò che le forze politiche di Centrosinistra non accettano è la prevaricazione della volontà della locale popolazione; volontà che non sarebbe sacrificata in nome di un interesse superiore ma solo in nome di un interesse economico particolare.
Forze politiche di maggioranza di Foiano - Lunedì 28 Novembre 2011 14:24

Come a Renaia (Cortona), anche a Foiano la richiesta per sei mini-impianti
Con ripetersi quasi ciclico dopo Castiglion Fiorentino, Cortona, Sinalunga e altri comuni ecco che pure Foiano della Chiana finisce sotto la gogna delle biomasse.
Un termine ormai divenuto per molta parte dell'opinione pubblica uno spauracchio e per chi amministra una difficile patata bollente fra scelte e indirizzi politici che vorrebbero andare in una direzione e realtà di leggi e regolamenti che spesso remano in direzione opposta.
La pietra dello scandalo (la stampa locale ha iniziato a raccontarla circa una settimana fa, ma l'iter si muove da tempo) stavolta è la richiesta di autorizzazione all'installazione di sei piccoli impianti nella ex area Angigos, area industriale lungo la ex SS327.
La storia, specialmente per la presenza di sei piccoli impianti distinti, ricorda molto quella di Renaia che tanto scalpore suscitò a Cortona.
E' giunto da poco a conclusione il lungo iter della Conferenza dei Servizi in Provincia, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti del Comune di Foiano che sin dall'inizio ha espresso forti dubbi sull'ipotesi di installazione, motivando questa posizione con rilievi di vario genere, anche sul piano tecnico.
A questo punto la decisione è nella mani della Giunta provinciale e dovrebbe arrivare tra non molto, forse prima di fine mese.
Intanto è uscita anche una presa di posizione dei 3 partiti che fanno parte della maggioranza di governo foianese (PD, PSI e Rifondazione) che ricalca quanto espresso dal Comune: "nessuna preclusione alle centrali a biomasse" dicono "ma solo la ferma bocciatura di uno specifico progetto che presenta aspetti negativi senza recare alcun vantaggio per il territorio e la comunità".
I partiti sottolineano anche la mancanza di una filiera corta, che era stata auspicata in campagna elettorale come requisito essenziale per eventuali impianti a biomasse. "Non si può parlare" continuano inoltre "di attività vera e propria perchè l'unico fine di questa iniziativa imprenditoriale è rappresentato dall'incentivo pubblico, quello sostenuto dalle famiglie con i propri consumi energetici, che grazie all'espediente di realizzare sei piccole centrali da parte di sei piccole società, anzichè una centrale più grande, verrebbe ingiustamente percepito nella percentuale maggiore".
In queste parole riecheggia a tratti quanto scrivevano gli oppositori delle sei mini-centrali di Renaia.
Un curioso episodio alla Gianbattista Vico, fra corsi e ricorsi storici, in cui stavolta la posizione dell'ente pubblico ha degli elementi di diversità rispetto a quanto visto a Cortona, pur essendo identico il colore politico e la composizione partitica.
Ma d'altra parte era stato lo stesso assessore all'ambiente foianese Stefano Loppi ad assicurarci, in un'intervista dell'epoca di Renaia, che se si fosse trovato in una situazione simile a quella cortonese si sarebbe comportato diversamente.
Come detto prima la volontà di dire No che discende da valutazioni politiche e scelte di fondo amministrative basate su quello che si ritiene sia l'interesse della comunità locale spesso però non combacia con quanto stabilisce la legge e con le maglie entro cui l'imprenditoria cerca (in modo perfettamente lecito e legale) di ritagliarsi il suo spazio.
E qui nasce la patata bollente che ora è nelle mani della giunta provinciale.
Staremo a vedere come andrà a finire.
E soprattutto se il finale sarà diverso da quello visto altrove.
Michele Lupetti - Venerdì 25 Novembre 2011 10:00
 

 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Cittadini in Comune: il problema-lavoro non si risolve con le biomasse!
La lista Civica CITTADINI IN COMUNE ha inviato la seguente lettera a tutte le istituzioni coinvolte nella riconversione dell'ex zuccherificio Sadam.
Oggetto: Situazione lavorativa nel Comune di Castiglion Fiorentino (Ar).
S.V. Ill.me,
Come Lista Civica "Cittadini in Comune", raccogliendo le istanze della cittadinanza, siamo cortesemente a prospettarVi quanto segue:
- esprimiamo preoccupazione in merito alla situazione occupazionale relativa ai circa 35 cassaintegrati Sadam, anche se dobbiamo pur riconoscere che indicativamente una decina di essi sono in procinto di pensionamento e che tutti, dall'anno 2007, stanno usufruendo degli ammortizzatori sociali;
allo stesso tempo invitiamo a porre attenzione, vista la preoccupazione diffusa, anche ai circa 60 lavoratori e lavoratrici, dipendenti di cooperative al servizio del Comune e perdenti posto, perché licenziati a causa del dissesto economico-finanziario del Comune stesso, e quindi della "finanza creativa" operata dai precedenti amministratori, tra l'altro questi lavoratori non usufruiscono neppure della cassa integrazione.
A completamento di ciò la cittadinanza, già chiamata a sacrifici ed aumenti di tariffe, non conosce ancora l'ammontare esatto del buco di bilancio (circa 8,5 milioni di euro non definitivi) e non conosce neppure di chi sono le responsabilità:
i cittadini aspettano risposte esaustive dalle istituzioni;
- sottolineiamo che molti altri hanno perso il posto di lavoro nelle aziende manifatturiere locali senza che la politica spendesse una parola, a differenza di quanto accaduto per i cassaintegrati dell'ex zuccherificio Sadam;
- inoltre evidenziamo che la preoccupazione più grande della cittadinanza è data dal fatto che la situazione suddetta diventi il "Cavallo di Troia", e cioè la scusa, per autorizzare la Centrale a Biomasse della Maccaferri.
La realizzazione di questa Centrale porterà, al di là dei danni ambientali e paesaggistici, già questi di non poco conto, anche la perdita di molti posti di lavoro nei settori dell'agricoltura di qualità, dell'agricoltura biologica e negli agriturismi; tutto questo sarà sicuramente sentito in maggior misura nelle zone limitrofe alla Centrale.
Basta pensare alla zona di Poggio Ciliegio, ultima indicata per la realizzazione della Centrale, per segnalare le 80 persone (che hanno già firmato un documento di protesta) che potrebbero essere coinvolte nella perdita del posto senza cassa integrazione; ma dobbiamo ricordare che la centrale inciderebbe su tutto il comprensorio e la perdita dei posti di lavoro sarebbe ben più di 80.
Da questa rapida disamina appare chiaro che la realizzazione della "Centrale a Biomasse" non è assolutamente la soluzione al problema occupazionale di Castiglion Fiorentino, indipendentemente dall'ubicazione, ma anzi avrebbe una ricaduta negativa non solo nel nostro Comune, ma anche nei comuni limitrofi.
Si tenga presente sia la vocazione turistica (agrituristica) che il grande numero di attività agricole di qualità della nostra zona: Arezzo, Cortona, Marciano, Foiano, Monte San Savino.
Ormai da molto tempo chiediamo progetti alternativi, una riconversione compatibile con la vocazione agro-turistica della Valdichiana e non, ancora una volta, la tipica soluzione tutta italiana della solita cattedrale nel deserto.
In questo momento di crisi profonda e di sacrifici bisogna realmente cambiare il passo, rompere con le vecchie abitudini, con la demagogia e il "politichese", è finito il tempo delle parole e, questo, occorre dimostrarlo ai cittadini in maniera reale.
L'economia mondiale ci ha già presentato il conto anche per tutti gli investimenti improduttivi o addirittura sbagliati che l'Italia ha fatto.
Con reverenza, siano graditi Distinti Saluti,
Cittadini in Comune (Lista Civica) - Lunedì 21 Novembre 2011 08:05
 

 
La grave situazione del Comune di Castiglion Fiorentino
 
Castiglion Fiorentino, l'onere della ripartenza
Scritto da Antonio Banchetti, Mario Daniele Rossi, Agostino Trippi:
Sosteneva Don Lorenzo Milani che non ha senso avere le mani pulite se poi si tengono in tasca.
E così oggi, tanti cittadini che hanno assistito al triste spettacolo del naufragio della classe dirigente locale del PD incagliatasi nel dissesto finanziario del Comune e nella fugace esperienza amministrativa di Cesarini come Sindaco, dovrebbero porsi il problema di quale sbocco potrà avere la vicenda politica della nostra comunità locale.
Dal silenzio di questi giorni dopo le tempeste delle scorse settimane può nascere a nostro giudizio una nuova stagione di rinascita per Castiglion Fiorentino. Da questa crisi dell'amministrazione si deve uscire in avanti e non affidandosi a un nuovo capopopolo.
C'è oggi bisogno che nella realtà castiglionese le tante energie ed intelligenze presenti, ma distratte rispetto ai temi della conduzione della cosa pubblica, riemergano non per "sporcarsi le mani" con la politica ma per servire la nostra collettività per i prossimi anni.
C'è bisogno che si risvegli e rialzi la testa chi pensa che la democrazia non vuol dire assegnare il potere ad un'unica persona per lunghi periodi ma significa partecipazione larga e condivisa dei cittadini, che il territorio è risorsa non riproducibile e non può essere oggetto di scambio clientelare, che la crescita oggi non può più essere quella del semplice incremento del PIL, che in questa società (anche in quella locale) occorrono decisi interventi di redistribuzione della ricchezza, che non servono grandi opere pubbliche su cui si concentrano gli appetiti delle imprese ma una diffusa e continua manutenzione del grande patrimonio già esistente, che solo valorizzando e tutelando l'ambiente naturale si genera lavoro e ricchezza (e certo ci vede nettamente contrari l'ipotesi di insediamento di un impianto a biomasse sul nostro territorio), che la rete di protezione sociale costituita dai servizi pubblici non va smantellata ma riorganizzata e potenziata, che vi sono beni comuni (come l'acqua e la conoscenza) da rendere fruibili da parte di tutti, restituendoli alla gestione pubblica in rispetto del risultato del referendum, che per avere più sicurezza occorre oggi fare politiche attive di integrazione a partire dalle scuole che da sempre rappresentano una grande risorsa di Castiglion Fiorentino.
Sappiamo che molti nella realtà castiglionese sono d'accordo con questo orizzonte di idee: adesso è venuto il momento di fare un passo in avanti.
Perché il futuro si costruisce segnando un taglio deciso rispetto all'impronta della stagione amministrativa trascorsa, mettendosi a disposizione della comunita'.
Auspichiamo che ci siano altri volenterosi che si uniscano a noi.
C'é da assumersi l'onere della ripartenza.
I promotori: Antonio Banchetti, Mario Daniele Rossi, Agostino Trippi - Sabato 19 Novembre 2011 01:37
 

 
Lettera aperta del Comitato Tutela Valdichiana
 
Lettera del Comitato Tutela Valdichiana agli elettori del PD castiglionese
Cari Amici,
le ultime vicende castiglionesi impongono alcune riflessioni a tutti, in particolare a coloro che in buona fede hanno rinnovato la fiducia al PD (Insieme per Castiglioni), credendo a chi fino alle ultime elezioni descriveva una situazione finanziaria più che rosea.
Orbene, cosa è successo in questi mesi è sotto gli occhi di tutti e – anche se ufficialmente ancora non è stato accertato di chi siano le responsabilità – appare chiaro che qualcuno le debba pur avere, "qualcuno" che per comodità chiameremo "la banda del buco".
A tal proposito auspichiamo che gli organi preposti (Magistratura) facciano rapidamente chiarezza sulle responsabilità.
Abbiamo letto negli ultimi tempi lettere e interviste significative, dove personaggi di spicco della maggioranza comunale, che ha governato negli ultimi anni, hanno dichiarato di non aver saputo quale fosse la vera situazione finanziaria castiglionese.
Ricordiamo l'intervista di un ex assessore che ha dichiarato che se avesse avuto la consapevolezza del dissesto comunale, non si sarebbe ripresentato alle ultime elezioni.
Ricordiamo l'intervista all'ex sindaco Enrico Cesarini (per 5 anni assessore al bilancio), che ha parlato di fatture e spese a lui sconosciute.
Ricordiamo il recente documento di Area Democratica, dove alcuni iscritti e simpatizzanti del PD castiglionese, nella sostanza criticano un certo modo di amministrare il comune e gestire il partito, chiedendo una discontinuità con il passato e TRASPARENZA!
Più o meno dello stesso tenore, quanto sentiamo dire ad altri ex amministratori castiglionesi, increduli per quanto accaduto e ignari.
Quindi, appare chiaro come "la banda del buco" tenesse all'oscuro di taluni fatti e circostanze, perfino i vertici dell'amministrazione comunale, oltre – è chiaro – gli iscritti e gli elettori del partito e la cittadinanza tutta.
A questo punto, è d'obbligo porsi qualche domanda.
Ma i signori della "banda del buco", che sono riusciti a tenere nascoste fatture e spese, nonché a mentire sui numeri – che non è difficile verificare, come in effetti è poi avvenuto – avranno detto la VERITA' sulla riconversione dell'ex zuccherificio in centrale-inceneritore?
Tutte quelle rassicurazioni arrivate in questi anni sulla non pericolosità dell'impianto, sulla mancanza di conseguenze negative per le attività esistenti – legate all'agricoltura di qualità ed all'agriturismo – e sulla inconsistenza di emissioni di sostanze nocive e nano-particelle cancerogene, avranno avuto fondamento o saranno state le "sorelle" delle assicurazioni sulla solidità finanziaria del comune?
Ve la sentite davvero di prendere per oro colato, tutto quanto ci è stato detto in questi anni?
O chi lo diceva, lo faceva magari per interessi e/o tornaconti che oggi si incominciano ad intravedere?
Noi, che non abbiamo creduto a quelle parole fin da subito, ci crediamo ancor di meno oggi.
Tanto più dopo aver toccato con mano l'arrogante comportamento della Powercrop, che incurante dei dettami e dei desiderata di Regione, Provincia, Comune, Cittadini e Associazioni ambientaliste, con inaudita sfrontatezza, ha scelto da sé la localizzazione, le dimensioni e tutto il resto, tentando di porre di fronte al fatto acquisito tutti quanti.
Quasi fosse lei, l'unica entità a cui spetta di gestire a piacimento i destini del nostro Territorio.
Cari Amici, ci rivolgiamo a Voi, perché ne conosciamo la sensibilità e la buona fede.
Fatevi sentire. Dateci una mano per evitare a Castiglioni un altro disastro, ben più grave e duraturo di quello finanziario, che viviamo oggi.
Alcuni membri del Comitato Tutela Valdichiana, simpatizzanti per il centrosinistra - Lunedì 14 Novembre 2011
 

 
Perché NO alla centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino!
 
Il Comitato Tutela Valdichiana lo spiega ai Cittadini
Sono ormai più di cinque anni, che la "patata bollente" della riconversione dell'ex-zuccherificio di Castiglion Fiorentino in centrale (inceneritore) a biomasse, interessa il destino dell'intera Comunità della Valdichiana.
E sono altrettanti anni che noi del Comitato Tutela Valdichiana spieghiamo pazientemente a chiunque lo desideri, il perché siamo assolutamente contrari a questo progetto proposto dalla Sadam.
I principali motivi sono la ricaduta dei fumi in una zona cosi densamente popolata, la possibilità che un domani venga utilizzata per incenerire rifiuti e l'enorme danno a tutte quelle attività (agricole, ricettive, turistiche) già esistenti nel territorio.
Pensiamo a chi ha costruito con tanti sacrifici un agriturismo, a chi ha un'azienda agricola, a chi vende prodotti locali, o a chi vive nei pressi, come l'intero Comune di Castiglion Fiorentino: tutte Persone che saranno seriamente danneggiate dalla centrale!
E nel caso di incenerimento dei rifiuti, oltre alla drastica diminuzione del turismo, questa porterà gravissimi pericoli per la salute di tutti i Residenti.
E che dire dello strano comportamento dell'Amministrazione Comunale di allora, con a capo il Sindaco Paolo Brandi, che ha scatenato roventi polemiche?
L'Amministrazione infatti, non ha MAI dato precise spiegazioni e chiarimenti alla Popolazione.
Non ha MAI richiesto alla Sadam progetti alternativi salubri.
Non ha MAI ascoltato la voce di 5.500 (oggi ben 7.000) Cittadini che firmarono nel 2007 una petizione contro le centrali a combustione.
La stessa Amministrazione, che pochissimi mesi dopo ha firmato l'accordo in Regione, scavalcando a piè pari il piano strutturale che vietava espressamente la costruzione di questo tipo di impianti nell'area dell'ex-zuccherificio.
Tutto ciò perché la Proprietà aveva FURBESCAMENTE "delocalizzato" la centrale di un paio di chilometri dal sito iniziale.
E a proposito della Sadam-Maccaferri-Powercrop, ci chiediamo con che coraggio continui a rassicurare i Cittadini, a dare garanzie, e ad affermare che sarà fatto di tutto per tutelare la salute!
La Cittadinanza deve sopportare l'arroganza di questa Società, che da più di cinque anni porta avanti un SOLO progetto insalubre, che con tutte le proprie forze vuole far insediare in Valdichiana fregandosene di chi ne dovrà subire le conseguenze.
E' corretto NON ascoltare la voce di tantissimi Cittadini preoccupati per il futuro dei propri figli?
Il progetto, modificato diverse volte per le proteste, poi delocalizzato, poi "infarcito" con tanti buoni propositi, di fatto fin dall'inizio è imperniato intorno ad un mega-impianto a combustione.
Purtroppo per la Sadam, abbiamo dimostrato senza concrete smentite, che di biomasse vergini da bruciare ce ne saranno ben poche rispetto alla potenza proposta (18 MW).
Dovranno bruciarci anche il combustibile da rifiuti (CDR), che fra l'altro è assimilato per legge nelle biomasse!!!
In queste sono compresi anche rifiuti industriali che comprendono elastomeri e plastomeri, materiali contenenti sostanze pericolose, fanghi industriali e solventi vari.
Cari Cittadini Castiglionesi, sappiate fin da adesso che tutti questi materiali sono considerati biomasse per legge!
Non deve quindi sorprendere il fatto che esistano svariati esempi di centrali a biomasse che bruciano CDR: Scarlino, Cutro, Bando, Pozzilli, Teana e altre tre a Bari, ma ce ne sono tantissime altre, che prima o poi, per mancanza di materie vergini, chiedono e ottenengono il permesso di bruciare Combustibile da Rifiuti!
Quindi, immaginatevi COSA bruceranno nella centrale dopo qualche anno di attività...
E come non ricordare il recentissimo caso della centrale a biomasse della Riso Scotti che invece di bruciare scarti del riso incenerivano rifiuti tossici, avendo falsificato i dati sulle emissioni?
E non solo, non dimentichiamoci che la Valdichiana già deve sopportare due imponenti inceneritori (AISA, in attesa di raddoppio e la Chimet), più altri piccoli impianti che ammorbano la nostra preziosa aria e contaminano i prodotti agricoli locali con metalli pesanti, diossina e particolato fine.
Con la centrale a Castiglion Fiorentino, si concretizzerebbe in Valdichiana il triangolo delle Bermude dell'incenerimento, il tutto alla faccia di chi spinge per il consumo degli alimenti a chilometri zero, provenienti cioè dalle zone dove operano questi inceneritori.
Il Comitato Tutela Valdichiana è a favore di strutture e imprese che creino VERI posti di lavoro, operanti nel pieno rispetto dell'ambiente e della salute della Popolazione e aziende che, a differenza degli impianti a combustione, non sfruttino i corposi incentivi pagati dallo Stato, quindi tirati fuori dalle tasche dei Cittadini stessi!
Tutto questo ha portato, purtroppo, ad un aspro conflitto fra Cittadini e i lavoratori dell'ex-zuccherificio, che reclamano, giustamente, di riottenere il loro posto di lavoro.
Ma questi ultimi dovrebbero chiedersi cosa ha fatto il Comune di Castiglion Fiorentino per loro, nonostante questo abbia avuto ben cinque anni di tempo e un sacco di contributi a disposizione!
Non solo non ha fatto niente per cercare il modo di reintegrare gli ex-dipendenti in posti pubblici o privati, ma oggi TUTTI sanno in che modo siano stati impiegati il tempo e i MILIONI di Euro dall'Amministrazione Brandi!
Devono essere quindi i Cittadini a PAGARE con tagli, tasse, balzelli e un bell'inceneritore in "regalo", gli errori (ERRORI???) del nostro "carissimo" ex-Sindaco e giunta al seguito?
NO, GRAZIE!!!
Oggi invochiamo a gran voce che la Magistratura faccia rapidamente chiarezza (CHIAREZZA, BRANDI, CHIAREZZA) sulle responsabilità del dissesto e lo sperpero di soldi pubblici a Castiglion Fiorentino.
Allo stesso tempo, chiediamo alla Sadam la presentazione di progetti legati all'agricoltura, ai prodotti di qualità e al turismo; purtroppo invece di spalleggiarci, le Istituzioni Locali ci snobbano.
Altri addirittura fanno di tutto per screditarci, come sta da poco facendo il PDL nei nostri confronti.
Non bastava infatti il Sindaco BRANDI, che ci ha vomitato addosso aggettivi pesanti come "terroristi", "allarmisti" e "bugiardi" (Si, PROPRIO LUI CHE DICEVA A NOI "BUGIARDI", e ora, dopo tutto quello che è successo...!?!).
Ora è il turno del PDL che ce ne ha appena affibbiato un'altro: "TALEBANI".
Il PDL che fino a poco tempo fa tentennava, oggi improvvisamente si fa portavoce del progetto-centrale, dopo anni di silenziosa opposizione (opposizione?).
Perché, come il PD ieri favorevole a prescindere, improvvisamente oggi lo sono anche loro?
Come mai diversi esponenti (compresa Lucia Tanti), ieri dicevano che la Valdichiana non poteva sopportare la centrale, e oggi si stanno rimangiando tutto?
Forse è il solito motivo "trasversale" che la Popolazione non conosce e non deve sapere???
Al PDL chiediamo: invece di insultarci, domandatevi PERCHE' si deve per forza pensare alla centrale come unica soluzione per la reintegrazione degli operai e per lo sviluppo del nostro Paese.
Una centrale-inceneritore nel cuore della Valdichiana NON coniugherà MAI sviluppo e ambiente per i tanti, troppi motivi sopra elencati, anzi, danneggerà irreparabilmente la nostra salute e le attività esistenti.
Agli Elettori del PDL, PD e a tutti i Cittadini di Castiglion Fiorentino diciamo: SVEGLIA!!!
C.T.V. - 10 Novembre 2011
 

 
Il nuovo inceneritore di San Zeno


Uno Mattina, per la Rai la salute è in cenere

 
Mentre in Valdichiana gli abitanti vivono nelle vicinanze di due grandi inceneritori (quello dell'Aisa che aspetta di essere raddoppiato, e la Chimet), più la probabile centrale-inceneritore di Castiglion Fiorentino (che sta aspettando il via libera dalla Regione), in un tranquillo lunedì mattina sono andate in fumo le certezze degli italiani sulla bontà e innocuità di questo tipo di impianti.
Il Comitato Tutela Valdichiana sono ormai anni che cerca, contrastato dalle Istituzioni Locali, di informare i Cittadini sulla pericolosità degli inceneritori.
Questa volta però, ci ha pensato la RAI, con Pensionati, massaie, e persone rimaste a casa che alle 9.30 di Lunedì si sono imbattute nella trasmissione “Uno Mattina”, condotta da Elisa Isoardi e Franco Di Mare.
In studio erano presenti Angelo Bonelli dei Verdi, Nunzia De Girolamo del PDL e, in collegamento da Bologna, Stefano Montanari, ricercatore esperto in nanopatologie causate dalle polveri ultrafini emesse dagli inceneritori.
La doccia fredda è arrivata quando è stata intervistata Anna, pensionata di Viareggio, che ha avuto la disdetta di vivere accanto all’inceneritore di Pietrasanta, in Versilia, "guadagnandoci", si fa per dire, una diagnosi di tumore alle vie respiratorie.
La signora Anna, in studio con il suo avvocato, si è costituita parte civile nel processo contro Francesco Sbrana, amministratore delegato di TEV (Termo Energia Versilia) la società che gestisce l’inceneritore, che dovrà difendersi dalla pesantissima accusa di aver falsificato i dati di emissione.
Accusa per cui altri 6 imputati hanno già patteggiato ammettendo la colpa!
L’inceneritore di Falascaia, a due passi di Pietrasanta, era stato chiuso dalla Procura della Repubblica per aver sversato nel canale Baccatoio le acque di raffreddamento delle ceneri da combustione, avvelenando il torrente con livelli di diossina che oltrepassavano di ben 14 volte i limiti di legge.
L'inceneritore di Falascaia, gestito da Veolia, era stato rinnovato nel 2007 secondo le tanto decantate BAT, le migliori tecnologie disponibili, con tanto di certificazione rilasciata dallo Swedish Environmental Management Council, che garantiva le prestazioni ambientali a livelli di eccellenza, tranquillizzando le popolazioni sugli eventuali effetti ambientali dell'impianto.
Gli inceneritori di nuovissima generazione riescono a trattenere in parte il particolato fine e abbattere l'emissione di diossine bruciando rifiuti ad altissime temperature, ma generano un particolato “ultrafine”, al di sotto del micron, che nessun filtro potrà mai trattenere.
Particelle, quelle che sono state riscontrate nei polmoni di Anna, che contengono ben 25 elementi diversi e sono inequivocabilmente riconducibili ad impianti di incenerimento di rifiuti, secondo la perizia depositata in tribunale da Stefano Montanari.
La trasmissione Uno Mattina ha poi portato l'attenzione su un altro impianto campione dell’ultimissima generazione, orgoglio della nutrita pattuglia dei 53 inceneritori operanti in Italia, l’inceneritore “Fenice” di Melfi, in provincia di Potenza, sotto processo per disastro ambientale e chiuso recentemente dalla Procura di Potenza per “una manifesta situazione di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente”.
Anche qui le accuse sono pesantissime e sono rivolte all’ex direttore generale e ad un dirigente di ARPAB, attualmente agli arresti domiciliari, per aver omesso di comunicare dati di emissioni tra il 2002 e il 2009.
Omissione che ha nascosto la presenza di metalli pesanti ed altre sostanze cancerogene nella falda acquifera.
L’attuale direttore di ARPAB Giuseppe Vita dice testualmente: “I risultati delle indagini destano preoccupazione in quanto superano i parametri di soglia. Abbiamo verificato che nelle acque di processo vi è la presenza di floruri, sostanze che abbiamo riscontrato anche nelle acque profonde. E’ necessario che l’Edf, la società che gestisce il termovalorizzatore, proceda con urgenza alla bonifica”.
Di nuovo la palla passa a Montanari che interpellato sulla pericolosità di inceneritori di vecchia e nuova generazione è lapidario.
Elisa Isoardi gli pone la domanda se si possa considerare i nuovi impianti sicuri.
La risposta non ha lasciato spazio ad interpretazioni: TUTTI gli inceneritori sono pericolosi per la salute dell’uomo e delle produzioni agricole.
Basta dunque con le favole, raccontate da manager ultrastipendiati, su boschetti mangiapolveri, su fitoremediation, su best available technologies, su waste to energy, su certificazioni di qualità...
Il sipario si è irrimediabilmente strappato.
Lo dice anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che gli inceneritori inquinano ed emettono diossine.
E noi sono anni che vi diciamo: SVEGLIAAA!!!
C.T.V. - 08 Novembre 2011
 

 
La grave situazione del Comune di Castiglion Fiorentino


La lettera di alcuni genitori Castiglionesi: "Tagli gravi ed ingiustificati"

 
Comunicato stampa inviato e firmato da alcuni genitori degli alunni delle scuole di Castiglion Fiorentino. Una lettera con analoghi contenuti è stata inviata al Commissario Prefettizio e ai dirigenti scolastici.
I genitori delle scuole Materne ed Elementari sono sbigottiti dai tagli effettuati ai servizi scolastici Servizi come lo scuolabus e la mensa, entrambi già a pagamento, hanno subito gravi ed ingiustificati tagli - dichiarano i rappresentanti dei genitori.
"Non si capisce la politica del commissario – seguono i genitori – che non ha nemmeno voluto degnarci di considerazione, se non in un incontro dove abbiamo consegnato un documento dove si proponevano soluzioni e migliorie che non avrebbero gravato sul bilancio comunale, documento che probabilmente ancora giace in qualche cassetto e mai verrà visionato.
E' inconcepibile che i nostri figli paghino sulla loro pelle gli errori di altri."
Il riferimento è fatto chiaramente all'amministrazione Cesarini commissariata dal mese scorso.
Per fare qualche esempio: l'eliminazione dell'accompagnatore nei pulmini ha messo a rischio la sicurezza dei bambini, scaricando l'intera responsabilità sull'autista.
Trasportare 40 bambini su un mezzo che ne può contenere solo 27 può causare il verificarsi di episodi spiacevoli come quello di un bambino che ha aperto il portellone dello scuolabus e grazie alla prontezza dell'autista si è evitata la sciagura; l'eliminazione, prematura e ingiustificata, del servizio pulmino verso i plessi scolastici più distaccati con notevoli disagi per le famiglie.
I genitori chiedono che le proposte e richieste da loro elencate per lo meno vengano studiate e che sia data un risposta.
Non ci stanno a vedere nei giornali che si accusi i servizi scolastici come causa del dissesto, come dichiarato dal commissario Guarino in un recente intervista ad un quotidiano, quando i servizi erano tutti a pagamento.
I Genitori dei Bambini Castiglionesi - Giovedì 03 Novembre 2011 17:08

 

 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Cittadini in Comune: La demagogia di Lucia Tanti sull'ex-Sadam
Lucia Tanti, capogruppo del PDL in Provincia, più volte nei giornali è scesa a etichettare in maniera più o meno "colorata" tutti coloro che non la pensano come lei o come la sua corrente politica.
La lista "Cittadini in Comune" oramai accresciuta di numerose adesioni e sorretta da uno spirito di democrazia partecipata non teme confronti.
La consigliera Tanti continua a sottovalutare la forza e il significato politico conquistato dalla nostra Lista, la coesione stimolatrice al suo interno e la volontà ferrea di affrontare con i cittadini le problematiche castiglionesi.
La politica partitica a noi non piace, le gerarchie tanto meno e il dover passare poi al "vaglio" dei capi non fa parte del nostro stile.
Noi in primis siamo cittadini e curiamo e coltiviamo solo l'interesse dello sviluppo del nostro Paese, ponendo attenzione al problema occupazionale, sociale, culturale e ambientale.
Le poltrone non fanno al caso nostro, le lotte di corrente non le conosciamo, siamo tutti uniti e soprattutto rispettosi l'uno dell'altro.
Gli unici valori per i quali combattiamo sono la coerenza, la trasparenza, la verità e la libertà di pensiero e di azione.
Non possiamo pertanto accettare cara Lucia frasi, quali: " siamo convinti che ambiente e lavoro siano compatibili" quando poi sollecitate l'insediamento di un impianto insalubre; "superiamo la stagione dei conflitti e del silenzio", quando il vostro silenzio ha portato vantaggio ai promotori della centrale, mentre è doveroso un conflitto duro e permanente contro chi attenta alla salute pubblica.
Non possiamo neppure non irritarci quando leggiamo che: Lucia Tanti dovrebbe presentare una interpellanza al Presidente della Provincia Roberto Vasai per "sapere a che punto siamo".
In questi cinque anni di opposizione portata avanti dai cittadini, il PDL cosa ha fatto in concreto?
Ha evitato ogni forma di approccio e di discussione dietro la scusa della non presentazione del progetto della centrale.
Adesso viene a chiedere a che punto siamo! Ma proprio ora???
Ora che tutti sanno che il progetto della centrale è pubblicato all'albo del Comune e della Provincia per ottenere la Valutazione d'Impatto Ambientale?
A questa data il PDL avrebbe già dovuto aver studiato e valutato il progetto, anticipato le proprie considerazioni alla cittadinanza, in vista della presentazione delle proprie osservazioni alla Provincia.
Come ha fatto e sta facendo chi è vicino alla popolazione, cioè la lista "Cittadini in Comune", il Comitato Tutela Valdichiana, alcune Associazioni ambientaliste e altre forze politiche ed anche l'amministrazione comunale di Marciano e di Arezzo.
Tanti dice che "loro non sono quelli del sì e del no per forza" e che "non è possibile pensare che la questione ex Sadam sia gestita dal Comitato e dagli ex lavoratori", quando "in sei mesi la questione si potrebbe risolvere".
Che loro sono quelli del "ni" lo abbiamo visto per ben cinque anni, e quindi è inutile la precisazione.
Oggi addirittura leggiamo che Lucia Tanti vorrebbe gestire da sola la problematica, tralasciando e mettendo da parte gli sforzi compiuti dal Comitato e dagli stessi operai.
Forse perché di troppo o di impiccio?
La Tanti dice che in sei mesi, scavalcando Comitato e cassaintegrati Sadam, si può risolvere il problema della centrale a biomasse.
Ma cosa aspetta a DIRCI COME?
Finalmente il PDL ha deciso di smettere di traccheggiare, confondere, promettere senza mai affrontare, mai confrontare e costruire?
Cosa suggerisce di nuovo Lucia Tanti?
Come commenta la normativa che prevede progetti alternativi alle biomasse? Quali soluzioni porta per i cassaintegrati?
Ma insomma, dopo tanti anni, quale convinzione ha maturato: è favorevole o contraria alla centrale a biomasse?
Lista "Cittadini in Comune" - Venerdì 04 Novembre 2011 01:57
 
Area Democratica: "Ex Sadam, inopportuno presentare proprio ora un progetto"
Sono ormai sei lunghi anni che a Castiglion Fiorentino si parla di centrale a biomasse.
La materia prima da bruciare è cambiata di continuo: dal pioppo e dalla canna, siamo passati al girasole, al panello ed alle granaglie.
E’ cambiato anche il sito dove collocarla: l’area ex-zuccherificio, Poggio ciliegio, la zona di Ponte a Cesa ed anche l’area delle colmate, dopo Brolio, lungo la via del Filo per Foiano.
In sei anni la Sadam non ha presentato ufficialmente alcun progetto.
Lo ha fatto nell’ottobre 2011, nel momento più inopportuno (o forse, per l’azienda, il più opportuno) quando mancano un Consiglio Comunale, una Giunta e un Sindaco.
I castiglionesi infatti hanno il diritto partecipare, di conoscere e di essere consultati su scelte importanti per il paese e per il loro futuro.
Per questo è auspicabile che a prendere decisioni in merito siano un Consiglio Comunale e un Sindaco democraticamente eletti e rappresentativi della volontà di cittadini e non organismi tecnico-amministrativi come un Commissario Prefettizio.
Preoccupa che il progetto sia stato presentato in questa situazione, ma preoccupa ancor di più la sua collocazione.
Questa infatti va ad interessare un’area di grande pregio ambientale, quella di Poggio Ciliegio, ad esclusiva vocazione agricola, posta all’interno di un territorio fortemente antropizzato, ordinato ed armonioso, omogeneo ma mai uguale a se stesso, un territorio dove sono leggibili i segni lasciati da secoli di continuo ed incalzante lavoro, fatto da gesti sapienti succeduti nel tempo.
La dimensione impattante del complesso, composto da tre giganteschi edifici, la zona di grande pregio, la presenza di un edificato sparso, qualitativamente e quantitativamente consistente, la trama viaria che deriva dalla bonifica e dall’antica struttura centuriale romana, così come la vicinanza di un sistema di fattorie e ville disposte da Poggio Rosso e Poggio Ciliegio, rendono del tutto improponibile l’intervento che, tra l’altro, in assenza di un governo locale non può nemmeno essere sottoposto a consultazione popolare (referendum).
Area Democratica Castiglion Fiorentino - Martedì 01 Novembre 2011 13:05
 
Comunicato di Italia Nostra Valdichiana in replica al PDL
Italia Nostra sezione Valdichiana, sente il dovere di rispondere all’ultimo comunicato del coordinamento provinciale e comunale del PDL, perché ritenuto da essa provocatorio e irrispettoso nei confronti di quei cittadini che si attivano nella tutela della salute e salvaguardia delle bellezze naturali, e perché abbiamo sempre condiviso il NO alla centrale a biomasse.
Il Direttivo e l’intero Consiglio avvertono amarezza per le parole espresse dal PDL nei confronti del Comitato Tutela Valdichiana, quando definisce come “contrapposizione talebana” la loro azione, e quando non riconosce negli atteggiamenti della politica cittadina atteggiamenti animati da un alto senso civico e da un profondo rispetto per la vita umana e per l'ambiente.
Italia Nostra Valdichiana per questo si meraviglia del PDL nel voler per forza leggere nel Comitato atteggiamenti di scontro, di divisione e non di unione e confronto.
Da anni, Italia Nostra ha condiviso la lotta alla centrale e assieme, più volte, ha promosso iniziative volte ad una partecipazione democratica e coinvolgimento popolare.
Le 7.000 firme, fino ad oggi raccolte tra i cittadini castiglionesi e tra quelli dei comuni limitrofi, ne sono una significativa testimonianza e rappresentano un elevato consenso.
Italia Nostra è sensibile alle problematiche dei cassaintegrati, ma non si spiega il perché si debba per forza pensare alla centrale come unica soluzione per una probabile reintegrazione degli operai.
Ma perché per poche persone provocare successivi danni per altre?
Com’è possibile continuare a sostenere solo progetti a biomasse per salvare l'occupazione nella Provincia di Arezzo?
Perché il PDL non mostra altrettanta sensibilità nei confronti degli operatori turistici, degli agriturismi, dei coltivatori e produttori che con grandi impegni e investimenti hanno realizzato una coltura di qualità degna di essere AIUTATA e SALVATA?
Perché il PDL non pensa alle ricadute negative per tutti quei piccoli imprenditori già in forte difficoltà?
Perché insistere nella realizzazione di questo gigantesco progetto, utile unicamente ai promotori?
In effetti, il progetto della Powercrop presentato in Comune e in Provincia, se realizzato porterebbe solo danni irreparabili con conseguenze disastrose per l’intera Valdichiana.
Esistono possibilità alternative, perché dunque non sostenerle in nome di un’occupazione sana e per un numero superiore anche a quello previsto dalla centrale?
Il progetto della centrale prevede, tra l’altro, una quantità enorme e ingiustificata di ettari per un’ agricoltura NON FOOD, un vero e proprio non-senso.
Gli atti dell'XI Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione svoltosi recentemente a Cernobbio riportano che “l'Italia ha un drammatico bisogno di terra per l'agricoltura, poiché negli ultimi 40 anni sono stati persi quasi 5 milioni di ettari di superficie coltivate, dovuto alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali”.
E' necessario salvare i terreni destinati all'agricoltura per conservare la nostra indipendenza alimentare e promuovere la coltura di qualità già artefice del grande successo del Made in Italy.
Di recente è stato lanciato l'allarme di Agriturist (Confagricoltura) sul futuro del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico, dati che devono portare ad una riflessione seria.
L'agricoltura ha bisogno di un grande aiuto, di politiche propositive diverse.
Non aiutando gli agricoltori, si facilita la sicura compromissione nell’accettare i contratti per un‘agricoltura non food.
Ma cosa sarà del nostro futuro, se continuiamo così?
Di quale sviluppo si potrà parlare?
Che ne sarà della nostra alimentazione?
Come mai i politici non si pongono queste domande?
Salvare l'Agricoltura e tutte le piccole industrie ad essa collegate sarebbe senza dubbio l’alternativa di sviluppo più importante per la Valdichiana.
Le energie rinnovabili vanno ovviamente promosse, ma in modo sostenibile e con progetti che rispettino prioritariamente l'ambiente e il Paesaggio.
Vogliamo sperare nel buon senso dei politici affinché non si facciano coinvolgere in progetti insani e non redditizi per i loro cittadini.
Liliane Buffaut Mungo - Presidente Italia Nostra Valdichiana - Giovedi 27 Ottobre 2011
 
Questione Ex-Sadam: risposta del Comitato Tutela Valdichiana al PdL
Il Comitato, in riferimento a quanto scritto dal PDL provinciale e comunale, evidenzia che:
1) Ogni appartenente al Comitato ha mantenuto una costante, ferma e motivata opposizione alla centrale a biomasse.
2) La partecipazione popolare è stato il primo obiettivo che si è concretizzato con incontri nelle Frazioni promossi per informare ed aggiornare i Castiglionesi sull'iter della centrale.
E sempre nelle Frazioni il Comitato si è confrontato con il sindaco quando illustrava l'Accordo di riconversione 2007.
Nel corso dei 5 anni abbiamo organizzato conferenze, dibattiti e convegni con esperti di alto livello (ricercatori e docenti universitari): due ad Arezzo, due al Planet, due al teatro di Castiglion Fiorentino uno a Cortona, quattro a Manciano, dove abbiamo anche messo a confronto - sul problema della centrale - i partiti politici impegnati nelle elezioni provinciali, ad esclusione del PD che non ha accolto l'invito.
Invece il confronto pubblico con i consiglieri comunali è stato da questi a maggioranza disertato.
Abbiamo chiesto ed ottenuto il Consiglio Comunale aperto.
E, dato che il problema sanitario varca i confini comunali, abbiamo organizzato quattro incontri a Cesa, tre a Poggio Ciliegio presente il Sindaco Fanfani, uno a Monte San Savino, uno a Lucignano, due a Camucia, uno a Cortona.
Abbiamo fatto la prima manifestazione contro gli inceneritori ad Arezzo ed altre due a Castiglioni contro l'amministrazione, mai viste prima in questo paese!!
Abbiamo diffuso attraverso articoli, comunicati, volantini le ragioni circostanziate e documentate del No alla centrale.
Nel 2009 abbiamo pubblicato, 10.000 copie in "Arezzo, il settimanale" - anno VI n. 203, l'analisi delle emergenze ambientali in provincia di Arezzo, comprendente il problema centrale.
Abbiamo protocollato, per la consegna, un fascicolo informativo destinato ai membri della commissione provinciale ambiente.
Da ultimo abbiamo messo a protocollo in Regione, Provincia e Comune una relazione aggiornata su problematiche e contraddizioni del progetto centrale a biomasse, mettendo a confronto costi e benefici, con allegata documentazione scientifica. Si poteva fare di più?
Certamente, ma il PDL cosa ha fatto in questi 5 anni? Stiamo in attesa dell'elenco!
3) Fino ad ora era noto quello che il PDL non ha fatto.
Ora sappiamo che PRIMA spinge per ottenere la centrale come impianto prioritario nel Piano Energetico Regionale e questo comporta che la centrale debba essere fatta!!
Poi subito DOPO chiede di fare approfondimenti sul problema della fattibilità.
Ma la logica non esige il CONTRARIO? E poi quali approfondimenti cerca il PDL ora che PowerCrop ha inoltrato la richiesta di V.I.A., quando i tempi non lo consentono?
4) E il PDL ha intenzione di presentare le Osservazioni alla V.I.A. onde tutelare la popolazione?
Il Comitato è sicuro che il PDL farà le debite osservazioni perché la consigliera Tanti, nel menzionato incontro a Manciano, sostenne che, pur non essendo contraria a questo tipo di impianti, non riteneva fattibile la centrale perché sovraccaricherebbe il territorio, già gravato dalle emissioni di San Zeno e di Badia al Pino. Se così non fosse a chi calzerebbe a pennello il "burqa" talebano?
5) E poi chi meglio della consigliera Tanti conosce l'obbligatorietà dei progetti alternativi e quelli concreti che il Comitato ha proposto?
L'ultimo è quello di Aboca, progetto AGRO-INDUSTRIALE veramente alternativo, sostenibile, autonomo economicamente, garanzia di una più elevata e duratura occupazione, di rapida realizzazione che dovrebbe impiantarsi nel territorio di Castiglion Fiorentino e di Cesa, che ha solo il "grave difetto" di essere, per i prodotti biologici e sanitari che realizza, incompatibile con la centrale!
6) L'accostamento fatto dal PDL fra Comitato e amministrazione Brandi è del tutto fuorviante perché non abbiamo niente in comune nei comportamenti e non siamo politici, né amministratori.
Piuttosto il legame si ritrova fra Brandi e Tanti perché entrambi hanno lo stesso obiettivo (fare la centrale) e usano addirittura le stesse espressioni quando si dicono "convinti che si possano coniugare le ragioni dell'ambiente con quelle dello sviluppo".
7) Stupisce che il PDL inviti il Comitato a farsi da parte, dimenticando che ora contro la centrale le firme da 5500 sono arrivate a quota 7000.
Ma è proprio chi aumenta i consensi che deve mettersi da parte? E cosa dire del successo della Lista Civica "Cittadini in Comune," portavoce del NO alla centrale?
Comitato Tutela Valdichiana - Mercoledì 26 Ottobre 2011 08:03
 
Commento di Gianluca Padovani sul Comunicato PDL
Si possono sicuramente coniugare le ragioni dell'ambiente con quelle dello sviluppo ma una azienda che produce una perdita secca dal primo giorno di attività non ha nulla a che fare con lo sviluppo.
Tassare i cittadini per coprire tale perdita non ha nulla a che fare con lo sviluppo.
Qui non si tratta di trovarsi a metà strada come dite voi.
O si è contrari ad un sopruso ambientale, economico, sociale o si è favorevoli.
O si è contrari a regalare miliardi di Euro di soldi pubblici ai soliti noti con il cip6 o si è favorevoli.
Se la preoccupazione primaria dei politici locali e regionali fosse stata la rioccupazione di ormai poco più di 30 operai, in 6 anni questi signori avrebbero avuto decine di opportunità senza necessità di immaginare cose così aberranti.
Se per ogni persona che ha perso il lavoro in questi anni di crisi i nostri politici locali e regionali pensano che non c'è soluzione migliore che generare 200 ore annue a lavoratore di termovalorizzazione temo che siamo veramente nei guai.
Ma non basta che queste siano le loro idee migliori. Adesso si permettono anche di chiamarci Talebani.
Gianluca Padovani - Lunedì 24 Ottobre 2011
 
Commento di Santino Gallorini sul Comunicato PDL
Finalmente si è visto il VERO volto del PDL castiglionese.
Che non era quello rappresentato nelle varie assemblee di qualche tempo fa, e non poteva essere che così. Quando vidi l'Angiolini alla Nave, piena di attenzioni per il territorio, il paesaggio e l'ambiente, mi parse di sognare: ricordavo bene l'assessore Angiolini, in prima fila in tutti gli attacchi "lucheriniani" alla Val di Chiana (mega aereoporto e mega lottizzazione a Rigutino, solo per citare i casi più eclatanti).
Comunque, adesso la situazione è chiara e sappiamo con chi abbiamo a che fare.
Io non ho visto in giro "talebani", ma solo politicanti di infimo livello, che per motivi vari si sono mostrati a favore o contro - a seconda degli ordini ricevuti o delle convenienze del momento - rispetto ad un progetto che nulla ha a che fare con occupazione, sviluppo e ricchezza del territorio, ma che creerà solo problemi all'ambiente, al paesaggio, alla salute e a chi è già occupato in aziende legate a produzioni di qualità ed all'agriturismo.
Va bene un referendum tra i castiglionesi, a condizione che poi la centrale a biomasse venga localizzata nel territorio della sezione elettorale ove essa ha avuto più consensi!!!
Santino Gallorini - Lunedì 24 Ottobre 2011
 
Comunicato PdL su Ex-Sadam: "Decisioni concrete e consultazione popolare"
E' stato il PdL in consiglio regionale a far sì che la questione della riconversione della ex Sadam fosse inserita, con voto unanime, come priorità nel prossimo Piano energetico regionale, ma ad una condizione: che si riaprisse il confronto con tutti perché i cittadini e le imprese del territorio possano essere davvero parte in causa e non spettatori passivi.
Il PdL da sempre ha un approccio aperto alla questione perché siamo convinti che si possano coniugare le ragioni dell'ambiente con quelle dello sviluppo.
A questo punto la chiusura traumatica per 'fallimento politico' dell'era Brandi - e di chi con lui ha avuto responsabilità amministrative - pensiamo porti via con sé anche le contrapposizioni 'talebane' che hanno animato senza costrutto questi anni grazie ad una politica del conflitto che ha visto protagonisti l'ex Sindaco Brandi e una parte del Comitato, che hanno agevolato uno scontro tra i diretti interessati, senza alcun reale coinvolgimento decisionale dell'intera comunità castiglionese.
Nel documento approvato a luglio dal consiglio regionale si chiede che si apra una fase di trasparenza e di concretezza che faccia piena luce su tutti gli aspetti di una vicenda nella quale si sono susseguite accelerazioni, brusche frenate e scontri tra i diritti dei lavoratori, i bisogni occupazionali e le necessarie ed irrinunciabili azioni di tutela della salute e dell'ambiente.
La pagina nuova aperta nel luglio del 2011 è rimasta inascoltata mentre noi pensiamo che da lì si debba ripartire impostando un confronto nuovo su basi diverse.
Per questa ragione vediamo con favore anche l'ipotesi di una consultazione popolare che non sia l'estensione del conflitto "talebano", ma che metta a confronto più ipotesi e più possibilità nell'interesse dei cittadini e nel solco di quanto il PDL ha ottenuto a livello regionale.
Se una nota positiva c'è in questa storia è che ormai è chiaro che nè il "sì a tutti i costi", nè il "no senza se e senza ma" hanno dato risultati apprezzabili.
I protagonisti dell'epoca degli scontri ne prendano atto e si mettano da parte.
Diamo ora voce direttamente ai Cittadini attraverso una consultazione popolare che privilegi le proposte e garantisca il sereno e costruttivo confronto democratico.
PdL Arezzo e Castiglion fiorentino - Lunedì 24 Ottobre 2011 11:08


Sgherri (FdS): "Non riparta una querelle che non ha ragion d'essere"
"C'è da augurarsi che non riparta una querelle che non ha ragione di essere!". Così Monica Sgherri – Capogruppo di "Federazione della Sinistra – Verdi" in Consiglio Regionale – commenta la richiesta di assoggettabilità a procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale per la realizzazione - in località Poggio Ciliegio – di una centrale a biomasse, "furbescamente" al confine tra Castiglion Fiorentino ed Arezzo. "Ritengo infatti – spiega Sgherri – che per realizzare una centrale di quelle dimensioni (tali da non risultare funzionali ad una azienda agricola) sia necessaria e preliminare l'idoneità urbanistica e quindi che occorra una variante riguardante l'area in questione, variante che ad oggi – a quanto consta – nessun ente preposto è intenzionato a concedere.
L'impegno deve invece essere quello – come già indica chiaramente l'ordine del giorno approvato nel luglio scorso dal Consiglio Regionale - di trovare soluzioni occupazionali ai lavoratori ex Sadam e nel contempo tutelare l'alto valore ambientale e paesaggistico della Val di Chiana: per questo concordo del tutto con la posizione espressa dal Sindaco di Arezzo".
Monica Sgherri - Sabato 22 Ottobre 2011 13:10
 
Federazione della Sinistra sul tema ex-Sadam
Con la richiesta di localizzazione a Poggio Ciliegio, si fa spregio della volontà della Regione Toscana e si denota insensibilità istituzionale.
L'evidente forzatura, istituzionale e non solo, concretizzata dalla PowerCrop con la presentazione della domanda di assoggettabilità alla procedura di VIA per la costruzione dell'inceneritore a biomasse in Loc. Poggio Ciliegio, dimostra una certa – come dire – arroganza, con la quale tutte le potenti multinazionali dell'era moderna si rapportano con un territorio sul quale vogliono fare profitti ma che non è di loro proprietà: non può intendersi altro che così, infatti, quando siamo di fronte a quanto sottoriportato: In occasione dell'ODG approvato dal Consiglio Regionale il 20.7.2011, avente per oggetto la riconversione dell'ex zuccherificio e l'eventuale localizzazione della centrale, il Presidente Rossi afferma testualmente che "Se noi pensiamo che l'insediamento debba essere fatto nell'area ex Sadam, come sarebbe stato giusto fin dall'inizio, noi siamo pronti a dare il nostro supporto".
Con il blitz della richiesta di localizzazione a Poggio Ciliegio, si fa spregio della volontà della Regione Toscana e si denota insensibilità istituzionale;
La Legge della R.T. n. 11/2011, recante , all'art.7 stabilisce che le province devono procedere alla perimetrazione delle aree agricole di particolare pregio paesaggistico/ambientale, da escludere per l'installazione di impianti (fotovoltaici, ma – per analogia ed anzi a maggior ragione perché più impattanti per la salute e l'ambiente - anche quelli a combustione): la Provincia ha inserito Poggio Ciliegio in tale perimetrazione, ritenendola non adatta ad ospitare tali installazioni.
Altro spregio, quindi, questa volta nei confronti della Provincia;
A più riprese il Sindaco di Arezzo, che si ritroverebbe l'inceneritore (o centrale che dir si voglia) a biomasse dietro l'uscio di casa, ha manifestato giustamente ferma contrarietà a tale ipotesi (anche perché i cittadini residenti a Poggio Ciliegio vivrebbero lo stesso dramma di quelli di S. Giovanni V.no rispetto a Podere Rota, che insiste nel Comune di Terranuova, cioè si sorbiscono il disagio della discarica e nessuna compensazione in cambio... becchi e bastonati).
Ultimo "dispetto" – perciò – a Fanfani.
Ma forse lo spregio peggiore è quello nei confronti della Valdichiana tutta, meravigliosa terra caratterizzata dal buon vivere e da colture ed allevamenti con marchi di qualità, che sarebbe irrimediabilmente compromessa da uno stabilimento insalubre che utilizza la combustione come modalità operativa.
FdS (PRC-PdCI) e Lista "Sinistra per Arezzo" - Giovedì 20 Ottobre 2011 13:11
 
Ex-Sadam, Powercrop ha depositato il progetto per la riconversione
Con la presente nota, PowerCrop ribadisce la propria volontà di dare piena attuazione agli accordi sottoscritti con le Istituzioni e le Organizzazioni Sindacali e pertanto, conformemente a quanto previsto dalla normativa regionale vigente, informa che in data 19 ottobre 2011 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Regionale e sugli albi pretori di Castiglion Fiorentino ed Arezzo gli avvisi relativi alla sua domanda di assoggettabilità alla procedura di VIA per il progetto di costruzione del Polo a Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino.
Il sito proposto risponde pienamente ai criteri di compatibilità ambientale e valorizzazione del territorio, come risulta chiaramente dalla documentazione depositata e a disposizione di ogni cittadino.
Powercrop - ufficio stampa
 

 
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