Festa ECO (3a edizione)

Comune di Abbadia S.S. per una cultura dell’ambiente e dell’uomo.
Giovedì 28 agosto - Sabato 30 agosto
Leggi il volantino
 

 
Energie rinnovabili anche in palestra
 
Pedalare e produrre energia: nasce la palestra verde
Nasce a Portland in Oregon la prima palestra che, oltre a pensare ai fisici dei propri atleti, ha un occhio di riguardo per il rispetto dell’ambiente, producendo energia a forza di pedalate.
Sarà la prima palestra negli Usa ad usare insieme all’energia solare, anche quella prodotta dall’uso di attrezzi cardio, come biciclette, tappetini meccanici e steps. Oltre a far si che donne e uomini si mantengano in forma in una delle città più “verdi” degli Stati Uniti, potranno aiutare l’ambiente attivando un generatore che converte calorie in energia. Verrà presentato nel centro fitness anche un nuovo prototipo di macchina “amica dell’ambiente” composta da quattro biciclette collegate ad un piccolo generatore di energia.
 

 
L'emergenza rifiuti
 
Processo bio-meccanico alternativo all'incenerimento per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (PDF)
 

 
Video da guardare
 
L'abbattimento della torre Sadam
Byoblu: diossina e inceneritori
La storia delle cose
 

 
Sanità, 118 e tempi di attesa in Valdichiana: situazione allarmante!

Ass. Sereni sull'emergenza territoriale e tempi di attesa in Valdichiana
L’Amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino da alcuni mesi è sollecitata da numerosi cittadini, per i problemi riguardanti la difficoltà di ottenere prestazioni specialistiche con tempi di attesa adeguati. L’Amministrazione Comunale si fa carico di questa situazione, consapevole che i problemi si risolvono affrontandoli e non sottovalutandoli.
Dalla tabella pubblicata dalla ASL nel proprio sito internet, rileviamo che per alcune prestazioni sanitarie, la Valdichiana è la zona che presenta più difficoltà, in particolare per le visite neurologiche, cardiologiche, ortopediche, otorino, chirurgiche e per gli esami radiografici tradizionali.
Inoltre in tutta la provincia notiamo rilevanti attese per colonscopia, ecodoppler cardiaco, gastroscopia e tac con un trend in crescendo nel tempo.
Non va meglio per chi deve essere sottoposto ad intervento chirurgico in Valdichiana per l’ortopedia dove, nei casi meno urgenti, l’attesa dura fino ad 1 anno.
Poiché non è abitudine della nostra Amministrazione sollevare polveroni, ma indicare invece delle soluzioni, crediamo di poter dare un nostro contributo.
Per il sistema dell’emergenza territoriale che più volte è stato chiamato in causa per presunte inefficienze dalle minoranze del nostro consiglio comunale, con considerazioni che si basano su indiscrezioni e non su una reale valutazione dell’accaduto, mi preme sottolineare che ad una verifica della documentazione fornitaci dalla ASL, non emergono irregolarità su tempi e modi degli interventi. Quello che però noi contestiamo è il modello organizzativo dell’emergenza territoriale proposto dalla ASl, che a noi appare generico, non studiato per le caratteristiche strutturali ed organizzative delle nostre associazioni di volontariato e per la morfologia e la densità abitativa del nostro territorio. Stiamo lavorando per proporre soluzioni che vadano incontro alle esigenze della ASL e che in prima istanza garantiscano l’efficienza e la sicurezza del servizio.
La questione che spesso oggi genera più contestazioni riguarda le metodologie di stima dei codici di chiamata da parte della centrale operativa 118, che a nostro avviso necessitano di essere uniformati per l’intero territorio regionale. Comunque, secondo la nostra opinione, devono essere mantenuti ragionevolmente larghi (nei casi dubbi è chiaramente meglio l’uscita di un’ambulanza con medico rispetto a quella senza medico).
Per i tempi di attesa, sul versante delle prestazioni di diagnostica e specialistiche, da una parte è importante una campagna di sensibilizzazione sull’uso corretto dell’accesso alle visite, raccomandando di ricorrere ad accertamenti specialistici ed esami strumentali solo per reali necessità.
Dall’altra chiediamo con fermezza che la ASl inizi in maniera rapida e porti a compimento una strategia di riorganizzazione sanitaria che trasferisca nel territorio molte delle prestazioni che attualmente vengono espletate nell’ospedale. Tutto questo presuppone la volontà dell’azienda nel percorrere questo cammino, una diversa distribuzione delle risorse economiche ed un nuova organizzazione gestionale del territorio, in questo senso la Casa della Salute è una risposta su cui, come Amministrazione e come Azienda, abbiamo puntato.
 
La Asl replica alle accuse di smantellamento dell'attività nei presidi ospedalieri zonali e parla di potenziamento dei servizi
"Ancora una volta ci vediamo costretti, nostro malgrado, a cercare di rimediare alla sistematica attività di disinformazione che alcune forze politiche e comitati locali, perpetuano costantemente nei confronti dei servizi sanitari, creando allarmismo e disorientamento nei cittadini."
Inizia così la nota della direzione aziendale della Asl, in risposta alla raffica di articoli usciti sulle cronache locali di questi giorni, sull'ipotesi di cessazione dell'attività chirurgica d'urgenza nei tre ospedali zonali della Valdichiana, Valtiberina e Casentino.
"Sgombriamo subito il campo da qualsiasi disguido - afferma il direttore generale Monica Calamai: al momento attuale non è in programma nessuno smantellamento dell'attività chirurgica d'urgenza effettuata nei tre presidi zonali, tanto meno in quello della Valdichiana, dove, paradossalmente, è in corso un suo potenziamento. Secondo quanto previsto dagli atti di programmazione relativamente all’organizzazione degli ospedali per intensità di cure - prosegue il direttore - in queste ultime settimane abbiamo avviato un percorso di riorganizzazione dell’attività di chirurgia generale aziendale. Un percorso che prevede l’organizzazione della chirurgia generale secondo linee di attività distinte per complessità e durata del ricovero."
"Il primo passo di questo iter è la creazione di un percorso unico fra tutti gli ospedali dell’Azienda per l’effettuazione di interventi chirurgici in regime di Day Surgery e One Day Surgery: ovvero, la creazione di una unica lista di attesa destinata ad accogliere tutti i pazienti che necessitano di questa tipologia di interventi e la programmazione dello scorrimento delle vecchie liste di attesa fino al loro esaurimento. Lista unica - precisa la Calamai - significa innanzitutto maggiore trasparenza, maggiori garanzie di imparzialità e tempi di attesa sicuramente più brevi."
"Il secondo passo, guarda caso, prevede che questa tipologia di interventi venga fatta, in via privilegiata, nei tre ospedali zonali ed il primo a scendere in campo sarà proprio quello della Valdichiana che, per motivi logistici, disponibilità di sale operatorie e professionalità si presta benissimo ad una piena integrazione funzionale con l’Ospedale di Arezzo.
Questa prima fase avrà inizio il prossimo 18 Agosto, data in cui sono programmati presso l’Ospedale della Valdichiana i primi interventi chirurgici su pazienti già in lista di attesa. Poi, dal mese di settembre, anche gli ospedali del Casentino e della Valtiberina saranno inseriti a pieno titolo all'interno di questa organizzazione".
Secondo la Ausl, quindi, da settembre tutti gli ospedali della provincia continueranno a svolgere l'attività d'urgenza e, contemporaneamente, negli ospedali di zona si assisterà ad un potenziamento nel settore degli interventi chirurgici che richiedono brevi degenze.
"In definitiva - conclude la nota della Ausl - ci troviamo ancora una volta di fronte ad una strumentalizzazione politica, fatta ad arte, per interessi personali o di bottega, in Valdichiana così come in Casentino, dove, non dimentichiamolo, mentre si inaugurava l'ospedale c'era chi affiggeva manifesti che annunciano la sua chiusura. La realtà, fortunatamente è un'altra e quegli ospedali sono li a dimostrarlo. La realtà è quella concreta dei fatti, quella dei servizi che quotidianamente vengono assicurati ai cittadini, quella costruita e realizzata quotidianamente da professionisti seri e competenti. Il resto sono parole".
 
Via la chirurgia d’urgenza dagli ospedali di Casentino, Valtiberina e Valdichiana!
Apprendiamo anche dalla stampa, che proseguirà senza sosta l’opera di smantellamento della Sanità aretina da parte della ASL 8 e della Regione Toscana.
Secondo “una precisa normativa regionale” testualmente citata, gli Ospedali del Casentino, della Valtiberina e della Valdichiana si vedranno progressivamente togliere la Chirurgia d’urgenza in quanto bisognosa di attrezzature non semplici e sofisticate tecnologicamente, di conseguenza troppo costose.
In altre parole gli interventi d’urgenza saranno gestiti dal San Donato di Arezzo e dal Santa Maria della Gruccia del Valdarno.
Per le altre vallate la Regione Toscana e la USL 8 invitano i cittadini a “stare più attenti e a non richiedere interventi di urgenza nei rispettivi Ospedali”, perché risorse da investire in futuro per la Chirurgia d’urgenza in queste tre vallate, non ce ne saranno.
Se questo è il contesto in cui ci dovremmo trovare nei prossimi mesi, crediamo, senza essere tacciati di allarmismo, che si rischia di superare il livello di guardia, ammesso che non lo si sia già superato e ci mobiliteremo nelle sedi competenti con tutti coloro che lo vorranno, perché tutto ciò non venga attuato.
Almeno ora, vogliamo sperare che anche i Sindaci delle tre vallate si distolgano dal loro imbarazzante silenzio, contrastando la politica regionale dell’Assessore Rossi e si vogliano attivare in modo concreto per tutelare i servizi sanitari indispensabili a tutela dei cittadini.”
FORZA ITALIA - PDL VALDICHIANA
 
Mencucci: 118 Valdichiana una situazione gravissima e un silenzio assordante
Siamo sconcertati della situazione del 118 Valdichiana , l'ultimo fatto di cronaca a Castiglion Fiorentino dimostra senza ombra di dubbio che il " sistema 118 " del dott Mando' , del direttore sanitario Bianciardi ,non e' all'altezza della situazione.
Ha ragione il dir san Bianciardi quando dice che il limite e' stato valicato, in questo caso e' stato valicatoda chi doveva gestire la criticita' ,nel fatto in questione ( il fatto di cronaca del 06-08 Castiglion Fiorentino)sono state inviate due ambulanze senza medico , poi visto la gravita' ( prima non si era vista)e' stata inviatal'ambulanza con il medico a bordo , ma da Arezzo.Mentre il direttore sanitario della Ausl Luca Bianciardiprova a spiegare con statistiche , tra codici rossi e gialli , come si trattasse di partite di calcio e non delle vitedei cittadini, fatto grave in se',mentre la cronaca dei fatti ci racconta che il sistema va' in tilt al momento critico,la realta' e' implacabile.Forza Italia chiede con forza che per questa vallata sia riportato il vecchiosistema del 118 , come detto piu' volte ,non perche' abbiamo un capriccio ma perche' l'estensione del territorio, la conformita' della vallata , la distanza da ospedali attrezzati ( Siena - Arezzo- Perugia)e non per ultimo l'attraversamento dell'autostrada A1 e la presenza di una zona commercialecon decine di migliaia di turisti di passaggio, ci suggerisce una diversa organizzazione,in questo caso una bella commissione d'inchiesta ci darebbe il quadro della situazione in tutti i suoi aspetti. Ma le responsabilita' non si fermano al direttore sanitario e al responsabile 118 in questi giorni e' angosciante il silenzio degli altri attori , a partire dai Sindaci dei 5 comuni ( Cortona-Castiglion fiorentino-Foiano-Marciano-Lucignano) questi sono velocissimi a presentarsi alle varie manifestazioni , ma poi quando c'e' da prendere e combattere per diritti costituzionali si guardano bene dal parlare. Anche loro sono responsabili quanto i dirigenti sanitari sia nell'organizzazioneche nelle scelte politiche, sappiamo che andare contro la regione Toscana e' difficile ma e' peggio stare in silenzio. Per tutti gli altri , attori minori, le associazioni di volontariato, le associazioni dei medici
e quant'altro , che facciano sentire la loro voce e cosa ne pensano . Siamo sicuri che molti di loro non sono d'accordo con il sistema. Per ultimo, un pensiero per il direttore sanitario Bianciardi che ha usato parole ingiuste verso il consigliere Agnelli, ricordo al sig dir san Bianciardi che quando si parla di sanita' e di emergenza si tratta di salvare vite umane . Non capisco chi ne deve parlare, forse il sig dir san Bianciardi non e' piu' abituato a parlare con il cittadino il che denota sempre di piu' la distanza di questa dirigenza dalle vere problematiche del territorio.
Vice presidente collegio 15 Forza Italia - Mencucci Gianluca
 
Interrogazione urgente del Polo per Castiglioni sul Servizio 118
L’ennesimo caso sospetto sulle modalità di intervento del servizio 118, ci vede condotti, anche in questo periodo di ferie, a presentar un’interrogazione urgente al Sindaco del nostro Comune.
I tempi impiegati nella tempestività dei soccorsi e le modalità di intervento non ci fanno esser tranquilli né come Consiglieri comunali, né come semplici cittadini.
Il caso che si è verificato la notte scorsa nel centro storico di Castiglion Fiorentino, in cui due Autoambulanze non medicalizzate, d’istanza in loco, hanno dovuto attenderne una terza, con medico al seguito, proveniente da Arezzo mentre l’equipe di turno per l’intera Valdichiana, stazionante nella vicina Cortona, non risultava impegnata, ci lascia perplessi ed amareggiati.
In virtù del mandato conferitoci, dunque, non intendiamo esimerci dai nostri compiti di controllo e garanzia né, tanto meno, abbiamo intenzione di abbassar la guardia di fronte alla tutela della salute dei nostri concittadini.
Affidiamo, quindi, le nostre istanze alle istituzioni preposte affinché sia fatta piena luce sull’accaduto, e ci auguriamo che il Sindaco abbia, al più presto, risposte ineluttabili e rassicuranti.

Gruppo Consiliare Polo per Castiglioni
Di seguito l’interrogazione presentata
Al Sindaco di Castiglion Fiorentino,
Dott. Paolo Brandi
E p. c. Assessore alla Sanità
Oggetto: interrogazione urgente servizio emergenza 118
Il Gruppo Consiliare Polo per Castiglioni presenta interrogazione urgente alla S.V. in relazione ai fatti accaduti durante la notte fra il giorno 6 ed il giorno 7 agosto u.s.
Secondo indiscrezioni raccolte - da verificare – durante la nottata in questione, 2 Autoambulanze non medicalizzate, entrambe d’istanza a Castiglion Fiorentino, sono intervenute per una richiesta di soccorso all’interno del centro storico. Constatato la gravità dell’accaduto si è resa necessaria l’assistenza dell’Autoambulanza Medicalizzata. L’Equipe per la Valdichiana era quella di turno presso Cortona, tuttavia non è stato attivato tale equipaggio bensì i soccorritori, già in loco, hanno dovuto attender l’arrivo di un’autoambulanza Medicalizzata da Arezzo.
Alla luce di quanto esposto sopra, Chiediamo alla S.V. di verificare:
• La regolarità dell’intervento
• I tempi di intervento delle Autoambulanze
Chiediamo, altresì, qualora fossero riscontrate inadempienze di agire nelle sedi competenti per ristabilire e garantire i livelli di sicurezza e celerità di intervento previsti dalla legge.

 I Consiglieri Polo per Castiglioni
 

 
La raccolta differenziata in Valdichiana
 
 La Toscana investe 8 milioni per rilanciare la raccolta differenziata

FIRENZE. Come era già stato annunciato, la Regione ha stanziato per il 2008 un contributo di ulteriori 8 milioni di euro per finanziare la raccolta differenziata ‘porta a porta’ nelle aree residenziali ed in quelle produttive, ma anche per realizzare stazioni ecologiche e testare modelli innovativi di raccolta o sistemi che permettano di variare la tariffa a carico dei cittadini in modo che chi produce meno rifiuti o differenzia di più, paghi meno per il servizio.
Il finanziamento, che utilizza i proventi dell’ecotassa, è stato deliberato dalla Giunta regionale toscana ed è destinato ai tre Ato Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana Sud che nasceranno (in base alla lr 61/2007) dallo scioglimento dei 10 Ato precedentemente esistenti.
«Questo contributo – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – ci aiuterà a raggiungere l’obiettivo del 55% di raccolta differenziata che la Toscana si è data con il Piano regionale di sviluppo (Prs) e con il Piano regionale di azione ambientale (Praa). Si tratta di fondi aggiuntivi tratti dai proventi dell’ecotassa, sono risorse che si sommano a quelle già previsti dal Praa. Il provvedimento sarà ripetuto anche nei prossimi anni. Non siamo di fronte ad una ‘una tantum’, ma alla volontà di utilizzare i ricavati della tassazione per migliorare strutturalmente il sistema».
I totali 8 milioni di euro saranno ripartiti a seconda della percentuale di popolazione servita da ciascun Ambito territoriale, con un 20% riservato a quelle realtà che accolgono rifiuti prodotti in altri Ato.
All’Ato Centro, che raccoglie le Province di Firenze Prato e Pistoia, andranno 2.624.000 euro; all’Ato Costa, che raggruppa le Province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, andranno 3.317.333 euro; mentre all’Ato Sud, che riunisce le! Province di Arezzo Siena e Grosseto, andranno 2.058.666 euro.
«Gli investimenti fatti grazie a questi fondi – ha inoltre specificato l’assessore - non saranno conteggiati nelle spese sostenute dagli Ato. In questo modo contribuiremo a ridurre la tariffa a carico dei cittadini, evitando che i contribuenti paghino lo stesso servizio due volte, una volta sotto forma di finanziamento pubblico, l’altra sotto forma di tariffa a copertura del costo di un servizio».
 
Raccolta differenziata: tra miti e paradossi (da La Nazione, cronaca di Arezzo)
«Effetto Napoli, plastica e vetro raccolta boom: i cassonetti sono stracolmi. Un comportamento da cittadini responsabili che però ha messo in difficoltà la raccolta».«Entro la fine di settembre si avranno 300 cassonetti in più per selezionare i rifiuti prodotti». «Entro il 2012 ci sarà da arrivare al 65% di RD. Gli aretini sembrano pronti, ma ci vogliono strutture adeguate altrimenti si rischia il collasso per troppo riciclaggio». «Questo il piano dei sindaci: inceneritore (da 75mila tonn.) al raddoppio ma sotto il tiro dei comitati». Il mito: con la RD il problema dei rifiuti è risolto; il paradosso: se si ricicla tutto non si sa più dove mettere il riciclato. Non che la RD non vada fatta, anzi, ma è un bel problema. E tale rimarrà con gli attuali modelli di consumo e comportamento. Infatti la risposta tradizionale, dilatoria, non per il business, è raddoppiare gli inceneritori, poi triplicare, ecc. Si può razionalizzare il sistema e recuperare energia e calore ma non si esce dalla spirale aumento dei consumi, aumento della domanda e dell’offerta, aumento dei rifiuti, riduzione delle risorse disponibili. Ai tempi del primo accordo sulle emissioni di CO2 si sosteneva, contro le resistenze del sistema industriale, economico e di conseguenza politico, che l’ecologia poteva essere anche un business, che aderire agli obiettivi di Kyoto poteva aprire
opportunità di investimento e sviluppo. Ma il mercato non ha consentito di raggiungere gli obiettivi e oggi, i governi, invece di agire con misure di carattere sociale e strutturale, lasciano fare al mondo degli affari che agisce sugli effetti e non sulle cause attraverso il primato della tecnica e del business. Se la gente crede di aver trovato una soluzione tecnologica ai problemi del clima, o dei rifiuti o del petrolio, non modifica i comportamenti né il sistema sociale ed economico. Lo sfruttamento della natura è praticato in cambio di consumi futili, d’immagine, edonistici, al costo di distruzione irreversibile di risorse. La soluzione, per contro, richiede di affrontare consapevolmente nodi, molti dei quali non sono all’odg dell’agenda politica a tutti i livelli di governo, come: (a) problemi demografici ed ecologici, nel senso che è l’ambiente a porre dei limiti ed è la disponibilità di cibo e di risorse a frenare la crescita di qualsiasi popolazione, mentre non è ancora dato che sia la nostra cultura a consigliare di limitarla, (b) società non eque, immigrazione e rispetto dei diritti umani, (c) tasso di crescita economica non sostenibile per le conseguenze irreversibili e potenzialmente catastrofiche, (d) moderna tecnologia che accresce vertiginosamente le capacità della nostra specie di trasformare l’ambiente, ma a costi sempre più alti, (d) in assenza di soluzioni globali, le riposte locali hanno scarse possibilità di successo, (e) la politica ecologica deve essere radicale e
realistica allo stesso tempo, mentre le soluzioni di mercato, cioè l’inclusione dei costi ambientali nel prezzo pagato per i beni e i servizi, non lo sono affatto (perfino tentativi modesti di introdurre una tassa sulle emissioni sollevano difficoltà politiche insuperabili), (f) proposte per una crescita zero (o di decrescita) dell’economia a livello mondiale nelle condizioni esistenti non farebbero altro che congelare le disuguaglianze tra e nei vari paesi del mondo, (g) il tasso di sviluppo deve essere ridotto a livello sostenibile nel medio periodo e, nel lungo periodo, va trovato un equilibrio fra l’umanità, le risorse che essa consuma e gli effetti delle attività umane sull’ambiente, (h) il raggiungimento di tale equilibrio non è un problema di tipo scientifico o tecnologico, ma è politico e sociale.
 

 
La centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino
 
Comunicato di Italia Nostra
E stato prosciugato uno dei laghetti dell'area Sadam di Castiglion Fiorentino, malgrado gli accordi firmati con l'Amministrazione comunale di Castiglion Fiorentino (AR), attualmente resta solo uno laghetto con acqua, gli accordi ne prevedono due.
Questi laghetti sono stati sorvegliati molto spesso recentemente da Italia Nostra sezione Valdichiana non c'è la possibilità che si sia prosciugato in modo naturale, dove finita la fauna acquatica?? non ci sono ne tracce ....ne risposta da parte della SADAM.
Italia Nostra Valdichiana indignata denuncia il GRAVISSIMO DANNO all'ambiente ed alla fauna, commesso senza considerare le grave conseguenze per gli uccelli migratori,(questa area essendo stata riconosciuta sosta per la rotta migratoria) la fauna acquatica ed altro.
Siamo molto preoccupati per il presente ed il futuro di tutta l'area SADAM.
In agosto 2007 Italia Nostra aveva già denunciato la volontà della SADAM di svuotare un laghetto, fermato in tempo dal rapido intervento dell'Amministrazione comunale.
Chiediamo alle Amministrazioni, locale Provinciale e Regionale di attivarsi per un ripristino immediato del laghetto, nelle condizioni idonee per la fauna e l'ecosistema dell'area, e risposta da parte della SADAM.
Mariarita Signorini (Italia Nostra Toscana).
Liliane Buffaut Mungo (Presidente Italia Nostra Valdichiana).
 
 

 
La Chimet di Badia al Pino
 
Inchiesta Chimet: sequestrato il grano mietuto
Circa 700 quintali di grano mietuti a fine giugno nei 15 ettari attorno allo stabilimento Chimet a Badia al Pino, sono stati sequestrati con provvedimento disposto dal gip su richiesta del pm Roberto Rossi, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento provocato dall'azienda, specializzata nel trattamento dei rifiuti industriali.
Da una perizia dell'accusa nell'area intorno allo stabilimento risulterebbe una presenza di cadmio superiore ai limiti di legge. Ma la difesa della Chimet, che per compiere azioni di tutela attende le analisi del perito scelto per l'incidente probatorio, richiama alla necessità di capire non solo se sono stati superati i limiti di legge, ma essenzialmente se quel grano e' nocivo o meno per la salute.
Motivo per cui potrebbero essere effettuate anche perizie tossicologiche.
Intanto altre analisi giunte a conclusione hanno soddisfatto la difesa della Chimet: si tratta dei controlli sui “pozzi sentinella” attorno all'azienda, dai quali non risulterebbero sostanze inquinanti nella falda acquifera provenienti dai fanghi rossi, residuo della lavorazione degli anni '80. Inoltre e' emerso che il ciclo produttivo di Chimet non prevede l'utilizzo e la produzione di fanghi rossi da almeno 20 anni.
Legali dell'azienda in azione anche sul fronte amministrativo: Chimet ha presentato alla Provincia di Arezzo uno studio per la caratterizzazione dei terreni e la successiva autorizzazione a compiere la definitiva bonifica rispetto agli inquinamenti prodotti nei primi anni '80, quando i limiti di legge erano diversi dagli attuali.
 

 
Scienziati Italiani a Berlusconi: "no al rilancio del nucleare"

Sono oltre milleduecento i docenti universitari e i ricercatori che hanno sottoscritto un appello sulle scelte energetiche per il futuro dell'Italia, trasformato in una lettera aperta al premier Berlusconi alla vigilia della discussione del governo sulle centrali nucleari.
A capeggiarli uno dei chimici italiani più accreditati presso la comunità scientifica internazionale.
"Il sole è la più grande risorsa energetica del nostro pianeta" scrivono, e il nucleare "un pericoloso fardello sulle spalle delle prossime generazioni".
L'iniziativa partita con un sito www.energiaperilfuturo.it, dove chiunque può esprimere il proprio sostegno.
Ecco il testo della lettera aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:
LE SCELTE ENERGETICHE PER IL FUTURO DELL'ITALIA
Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ha oggi di fronte è quello dell'energia; le decisioni che verranno prese a questo riguardo condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è necessaria una forte collaborazione fra scienza e politica.
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca e, in virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, abbiamo sentito il dovere di esprimere la nostra opinione sul problema energetico con l'appello riportato sul sito: www.energiaperilfuturo.it
L'appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e ricercatori,sottolinea l'urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell'energia ed esorta il governo a sviluppare l'uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell'energia solare.
A nostro parere l'opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi
poveri, scarsità di combustibili nucleari.
La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un'immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l'umanità intera consuma. Sviluppare l'uso dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti. E' un guardare lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni. E' un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell'uranio, l'energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.
Saremo ben lieti di mettere a disposizione le nostre competenze per discutere il problema energetico in modo approfondito nelle sedi opportune.
Il Comitato promotore
Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna
Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia Nicola Armaroli, Consiglio
Nazionale delle Ricerche di Bologna Ugo Bardi, Università di Firenze
Salvatore Califano, Università di Firenze Sebastiano Campagna, Università di
Messina Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia Michele Floriano, Università di
Palermo Giovanni Giacometti, Università di Padova Elio Giamello, Università
di Torino Giuseppe Grazzini, Università di Firenze Francesco Lelj Garolla,
Università della Basilicata Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma
Giovanni Natile, Università di Bari Giorgio Nebbia, Università di Bari
Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca Paolo Rognini, Università di
Pisa Renzo Rosei, Università di Trieste Franco Scandola, Università di
Ferrara Rocco Ungaro, Università di Parma
 

 
La centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino
 
Il comunicato del Comitato Tutela Valdichiana
Dopo tanti mesi di lotta contro la Centrale a Biomasse, in cui abbiamo portato innumerevoli argomentazioni per motivare il nostro NO, anche l’Amministrazione Comunale inizia a riflettere su quelle che sono da sempre le nostre preoccupazioni:
• Impossibilità di reperire 20.000 ettari dedicati a biomasse nella filiera corta (70km);
• Carenza di prodotti agricoli ad uso alimentare e conseguente aumento dei prezzi
• Sfruttamento del suolo per coltivazioni non alimentari come denunciato da FAO e ONU
• Insostenibilità economica del progetto basato solo su ingenti finanziamenti pubblici
• Incompatibilità con la vocazione agricola, artigianale e turistica della Valdichiana
• Necessità di creare duraturi posti di lavoro e sviluppo economico con progetti alternativi in grado di autosostenersi nel rispetto dell’ambiente e della salute
• Timori per una strumentalizzazione dell’emergenza occupazionale
• Comportamento criticabile di PowerCrop-Maccaferri per non aver mai presentato PROGETTI ALTERNATIVI.
MA LA MOZIONE approvata in Consiglio Comunale l’8 luglio procura anche molte perplessità:
• viene ripetutamente fatto riferimento all’Accordo firmato in Regione il 10.12.2007 e solo un accenno all’Atto di Indirizzo approvato il giorno precedente dal Consiglio Comunale.
In tal modo si intravede il tentativo di legittimare l’Accordo Regionale a discapito della volontà espressa dal Consiglio Comunale il 9.12.2007
• Contrariamente a quanto dichiarato dal Sindaco in più testate giornalistiche, questo documento non risulta ”molto forte”, né rappresenta una ”presa di posizione inequivocabile”, perché, nel sollecitare l’azienda alla presentazione del piano industriale in tempi brevi, emerge la volontà di non rinunciare a questo tipo di riconversione
• La mozione per risultare una vera ”svolta” dovrebbe essere coerente con le criticità sopraelencate e quindi prevedere l’annullamento di ogni ipotesi di riconversione in Centrale.

LA NOSTRA VALDICHIANA SI MERITA INIZIATIVE IMPRENDITORIALI PIU’ ATTENTE ALLE SUE TIPICITÀ NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE.
Comitato Tutela Valdichiana
 
Brandi: finito il tempo delle parole
Nella giornata di giovedì 24 luglio, si è riunito il tavolo regionale sulla riqualificazione dell’area ex Sadam. Erano presenti la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, il Comune di Castiglion Fiorentino, l’azienda e i sindacati.
L’incontro è nato su richiesta del Sindacato e a seguito della recente presa di posizione del Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino che ha invitato il Sindaco, visti i ritardi di presentazione del progetto, di valutare se non fosse il caso di andare ad una risoluzione dell’accordo del 10 dicembre e promuovere iniziative in grado di garantire lavoro e occupazione.
“La mancata presentazione del progetto è il vero problema del momento, legato a due aspetti – ha detto il Sindaco – il primo è che la comunità locale è interessata ad una vera riqualificazione e non solo ad una riconversione industriale. Il secondo è che l’allungamento dei tempi rischia di mettere in crisi il futuro occupazionale dei lavoratori. Su questi due punti occorre essere molto chiari: non può essere sottaciuto che l’Amministrazione comunale sia stata lasciata per due anni senza strumenti per poter discutere con i cittadini. Uno stato di cose che non esito a definire scandaloso, poiché se un’azienda ha realmente intenzione di investire oltre 100 milioni di euro su un territorio, non può evitare il dibattito pubblico. Nascono da qui alcune domande che attendono ancora un risposta. Sono cambiati in gran parte gli scenari nazionali ed internazionali delle produzioni agricole. Che riflesso può avere questo fatto riguardo alla fornitura di materia prima? Per quanto riguarda il parco tecnologico e produttivo, quali aziende sono state contattate e quante di queste hanno mostrato interesse ad insediarsi nell’area? In ultimo, per quanto riguarda l’area verde e la parte da destinarsi ad insediamenti civili, che tipologie sono previste? Quali le tecnologie per il risparmio energetico che verranno utilizzate? Quante le volumetrie impegnate? In ogni caso, la riunione è servita a chiarire alcuni aspetti. Intanto che il ritardo è dovuto al fatto che una parte dell’area interessata all’intervento risulta essere in zona esondabile e quindi occorre un progetto per la messa in sicurezza. Secondo, vi è da parte di tutti i soggetti del tavolo la convinzione che quest’area non può essere abbandonata a se stessa.
In questo senso è da accogliere l’appello fatto dall’Ass. Simoncini di andare a verifiche puntuali e approfondite su ogni singolo aspetto, non accontentandosi della genericità. Per quanto riguarda l’Amministrazione comunale, rimaniamo fermi sulla posizione espressa dall’ultimo Consiglio comunale: quella di valutare se la mancata presentazione del progetto può portare alla risoluzione dell’accordo e quindi aprire scenari nuovi legati alla valorizzazione della Valdichiana e delle sue produzioni. Rimaniamo disponibili a valutare ipotesi in grado di soddisfare a pieno l’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale il 9.12.2007 in cui si ribadiva la compatibilità ambientale di ogni intervento, il corretto inserimento urbanistico, l’aumento dei posti di lavoro e l’insediamento di attività legate all’agroindustria e alle tipicità locali.
Non ci sottraiamo di certo al confronto – conclude il Sindaco Brandi - consapevoli che con la politica dei no si fanno pochi passi e che occorre invece essere in grado di governare, in vista dell’interesse pubblico, il destino di un’area così importante come quella dello zuccherificio”.
 

 
Tutti contro gli inceneritori (tranne i Politici)
 
Anche la FAO contro gli inceneritori
Dall'inserto SALUTE di Repubblica (01-05-2008), il resoconto di uno studio sulle diossine (cause, conseguenze e origini) fatto dalla Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura.
Gli alimenti, soprattutto quelli lattiero-caseari ma anche la carne, il pesce e i frutti di mare rappresentano oltre il 90% dei veicoli di contaminazione da diossina. Lo rende noto uno studio realizzato dalla Fao, l'ente dell'Onu che si occupa di alimenti ed agricoltura, che si conclude esortando i Paesi a fare maggiori sforzi per ridurre l'esposizione minima delle popolazioni a questo sottoprodotto della combustione della plastica.
Lo studio "Diossine nella catena alimentare: la prevenzione e il controllo della contaminazione", diffuso pochi giorni fa, indaga i rischi e le conseguenze dell'esposizione alla diossina. Dei 419 tipi di composti diossina-correlati identificati, lo studio chiarisce che 30 hanno una tossicità significativa e preoccupante. La più pericolosa risulta la TCDD.
Sono inquinanti persistenti, che resistono alla degradazione fisico-chimica e biologica e rimangono nell'ambiente per lunghi periodi di tempo. Entrati negli organismi biologici, compresi gli esseri umani, si accumulano nei tessuti grassi.
"Particolare attenzione deve essere prestata", spiega Daniela Battaglia, esperta Fao di produzione animale, "alle ripercussioni sui neonati attraverso il latte materno perché sono molto più vulnerabili all'azione della diossina".
Lo studio Fao sottolinea che le diossine, oltre ad essere cancerogene, causano una grande varietà di effetti tossici per le persone e per gli animali. I sistemi endocrino, riproduttivo e dello sviluppo sono tra i più vulnerabili alla diossina. L'esposizione causa patologie del fegato, della milza, del timo, del sistema endocrino, lesioni cutanee e, in casi estremi, la morte. Gli effetti sulla salute possono essere osservati anni dopo l'iniziale esposizione.
Quanto al potenziale cancerogeno, il rischio è stato osservato per tutti i tumori, senza alcuna specifica di cancro predominante.
Le diossine sono sottoprodotti indesiderati della produzione di sostanze chimiche e dei processi di combustione.
"I principali imputati", si legge nel documento, "sono gli inceneritori di rifiuti solidi urbani e di altri tipi di rifiuti. Il suolo viene contaminato dai fumi liberati nell'aria. In questo modo la diossina raggiunge gli esseri umani direttamente e indirettamente, dopo aver contaminato acque reflue, i fanghi di terreni agricoli e i pascoli. A causa della onnipresenza di diossine nell'ambiente, tutte le persone sono sottoposte ad un'esposizione di un certo livello di diossine. Di qui la raccomandazione a diminuire le fonti di diossina”.
Scarica il volantino
 

 
Detersivi alla spina anche a Grosseto (e in Valdichiana?)
 
Detersivi alla spina anche a Grosseto, ma con una novità
Anziché attraverso la grande distribuzione, come già avvenuto in altre realtà del paese, l’iniziativa parte da un negozio singolo, e che per sua natura nasce come negozio di vendita e ricambi di elettrodomestici.
La distribuzione di detersivi e detergenti alla spina arriva anche a Grosseto. E anziché attraverso la grande distribuzione, come già avvenuto in altre realtà del paese, l’iniziativa parte da un negozio singolo, e che per sua natura nasce come negozio di vendita e ricambi di elettrodomestici. Quindi anche il capoluogo maremmano ha finalmente un punto dove poter mettere in pratica gesti e comportamenti da cittadini virtuosi, contribuendo a ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Il negozio fa parte della catena “Mille Bolle” che distribuisce detersivo e ammorbidente per lavatrice, sapone per le mani e per i piatti, tutto rigorosamente alla spina. E fornendo prodotti a basso impatto sull’ambiente.
La prima volta, se sprovvisti del contenitore, questo verrà fornito dal negozio e successivamente riempito tutte le volte che si ha necessità di un prodotto per la pulizia personale o della casa, senza quindi usare recipienti a perdere. Applicando quindi alla vendita il sacrosanto principio che sta a monte della gerarchi europea della gestione dei rifiuti: quello della loro prevenzione.
L’ iniziativa è stata patrocinata a e sostenuta da Legambiente, con l’obiettivo di valorizzare un significativo esempio virtuoso che, se diffuso tra la cittadinanza, potrà dare un contributo a ridurre i rifiuti urbani con l’auspicio che diventi anche un esempio da seguire per altri commercianti ed altri settori merceologici. Così da sostituire la politica del ri-uso a quella dell’usa e getta, in maniera sempre più diffusa.
«Diffondere sul mercato detersivi di tutti i generi che già di per sé presentano caratteristiche di perfetta compatibilità ambientale e basso contenuto di tensioattivi è un ottimo contributo alla salvaguardia dell´ecosistema. Ma la vera svolta - ha dichiarato Legambiente - è l´eliminazione dei contenitori che sono destinati alla pattumiera tutte le volte che terminiamo il detersivo: ogni famiglia evita la dispersione di centinaia di flaconi ogni mese e ottiene anche un significativo risparmio che rappresenta un ottimo incentivo per tutti ad aderire a questo progetto. Il contenitore può infatti arrivare ad incidere sul prezzo fino al 40 %».
 

 
1.000 tetti fotovoltaici a Bastia Umbra (e in Valdichiana?)
 
E' stato presentato a Bastia Umbra il progetto ''1.000 tetti fotovoltaici''
I sistemi a disposizione saranno in grado ognuno di generare 3 kw di potenza e permetteranno alle famiglie di risparmiare oltre 500 euro all'anno sulla bolletta elettrica.
Una corretta previsione sull'utilizzo di questi pannelli stima, in 20 anni, una riduzione di 115 mila chili di ossido di azoto e 52 tonnellate di anidride carbonica. Gli utenti che sceglieranno il fotovoltaico per la propria abitazione lo faranno senza sostenere dei costi, ma completamente gratis.
Il progetto, infatti, nasce dall'accordo tra Si(e)nergia, Consorzio abn, Agenzia per l'Energia e l'Ambiente della Provincia di Perugia S.p.A e Banca Etruria, e sarà avviato attraverso la pubblicazione di un bando, previsto per il mese di luglio, finalizzato all'erogazione di un contributo a favore degli utenti risultati beneficiari. L'intero progetto prevede la distribuzione di sistemi di energia pulita in 28 comuni umbri e Bastia Umbra disporrà di ben 47 impianti.
Oltre ai positivi effetti ecologici, il progetto avrà delle ricadute positive anche per quanto riguarda l'occupazione, dato che si andranno a sviluppare competenze e figure in un settore fortemente innovativo
Fonte: comunivirtuosi.org
 

 
La centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino
 
PD: il punto della situazione
Il 10 Dicembre 2007 è stato avviato il percorso di riqualificazione e riconversione dell’ area ex Zuccherificio.
In base agli accordi stipulati era previsto l’impegno della proprietà a predisporre il progetto e la presentazione dello studio d’impatto ambientale entro 5 mesi.
Ad oggi non è giunta alcuna proposta progettuale né comunicazione ufficiale per giustificare tale ritardo.
Pertanto il PD esprime forte preoccupazione e disappunto per il mancato rispetto degli impegni assunti a dicembre nell’accordo regionale.
Come già espresso nei nostri documenti, riteniamo che i tempi di presentazione del progetto siano importanti, in quanto devono essere sufficienti a consentire non solo l’espletamento secondo l’iter legislativo delle procedure autorizzative da parte degli Enti Locali, ma anche una valutazione progettuale trasparente e partecipata da parte della cittadinanza e non ultimo che al momento della presentazione del progetto, debbano essere fornite le garanzie della sostenibilità nel tempo del processo industriale anche attraverso gli accordi pluriennali con i produttori agricoli.
Ribadiamo che ancor prima della sostenibilità economica dovrà essere garantita la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente, pertanto saranno da considerarsi inaccettabili proposte che non siano sostenibili ambientalmente ed economicamente interessanti per il territorio.
In tal senso crediamo quindi che debba essere presentato un progetto di riqualificazione dell’intera area coniugando occupazione, ambiente, salute e sviluppo, in una prospettiva di crescita che permetta di avviare un nuovo ciclo virtuoso dell’ economia locale.
Riteniamo inoltre fondamentale la tutela del futuro occupazionale dei lavoratori, la cui preoccupazione per la scadenza della Cassa Integrazione non deve diventare motivo per l’azienda per non rispettare l’iter amministrativo di verifica e controllo secondo le norme vigenti e gli ulteriori impegni siglati dalla stessa facenti parte dell’Accordo.
Il PD rafforza la propria preoccupazione per i ritardi nella presentazione della maggioranza dei progetti di riconversione degli altri ex Zuccherifici.
Inoltre è anche per noi motivo di ulteriore riflessione l’evolversi del dibattito mondiale sull’utilizzo dei terreni per la coltivazione per scopi diversi da quello alimentare e specificatamente per fini energetici.
In tal senso tenuto conto della necessità di operare per rendere più forte e moderna l’economia castiglionese e vista la necessità da una parte di innovare e diversificare la nostra agricoltura e dall’altra di rafforzare le nostre produzioni tipiche auspichiamo che venga ricercato un rapporto sinergico tra agricoltura e industria, favorendo con ogni sforzo utile l’insediamento di nuove aziende con particolare attenzione ad attività innovative del settore dell’ agro-industria, nel rispetto e nella valorizzazione del nostro territorio.
Inoltre, il PD di Castiglion Fiorentino, auspica che vengano promosse anche altre iniziative imprenditoriali legate alla valorizzazione delle tipicità toscane in coerenza con le caratteristiche storiche, ambientali e la vocazione turistica del nostro territorio, come detto anche dall’Amministrazione Comunale.
In ultimo esprimiamo una valutazione negativa del comportamento delle minoranze, le quali, fino ad oggi, si sono limitate a dire dei NO senza fare proposte valide nell’interesse di Castiglion Fiorentino e dei suoi cittadini.
 

 
Metal Chimera e centrale a biomasse, no alle polveri sottili
 
Polveri sottili e rischio di trombosi in Lombardia
Respirare polveri sottili aumenta il rischio di trombosi venosa profonda. A questa conclusione, pubblicata sul Journal of the American Medical Association, e’ giunto il gruppo di ricerca guidato da Andrea Baccarelli analizzando l’esposizione alle PM10 dei soggetti a cui veniva diagnosticata una trombosi o che venivano controllati dopo averne avuta una.
Per ogni aumento di 10 microgrammi per metro quadrato di particolato, il rischio di trombosi venosa profonda aumenta del 70 per cento. La trombosi e’ una coagulazione anomala del sangue.
Lo studio e’ stato svolto in Lombardia, con il contributo della regione e della Fondazione Cariplo. Sono stati analizzati 870 pazienti, su 1210 controlli, tra il 1995 e il 2005. Ci auguriamo che qualcuno legga questi dati prima di decidere quali misure prendere per limitare l’esposizione alle polveri sottili della popolazione. Misure come un serio supporto alla mobilità sostenibile che riducano i giorni di sforamento del parametri della qualità dell’aria e non dei palliativi per far cassa.
 

 
La centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino
 
L'ultima email di GiuseppeP
Per correttezza e per amore della verità vi spedisco la mia ultima email da organizer del Beppe Grillo Valdichiana Group.
Con alcuni di voi ho discusso del piacere che si prova ad essere cittadino onesto, con grande senso civico ed amore per la propria città; purtroppo tutto ciò, a volte, non basta. La mia esposizione, anche se non pubblica, sapevo che mi avrebbe creato prima o poi qualche "problema" e, avendo famiglia ed azienda da mandare avanti, non mi posso permettere "problemini" collaterali.
Ho riflettuto molto prima di prendere questa decisione, sofferta ma irrevocabile.
E' stato un piacere discutere e condividere con voi piccoli e grandi problemi; tra il serio ed il faceto abbiamo fatto il nostro piccolo sforzo per non abbandonare la nostra bella Valdichiana alla mercé di chi vuol ricavarne solo affari.
Il gruppo e le nostre battaglie potranno comunque continuare a vivere se qualcuno di voi si prenderà l'incarico di gestire il forum da domani in poi (non è gratis ma sono soldi spesi bene!).
Un saluto particolare a Pa.zero, Anna, Hellboy, Luciano, il CTV, Simone.
Un saluto anche a tutti coloro che ci hanno seguito, supportato e ... sopportato.
Nonostante tutto sono sicuro che questo sia un arrivederci.
A presto...
GiuseppeP
Leggi tutta la discussione
 
Sadam: Alleanza Nazionale punta il dito verso il Sindaco e la maggioranza
Alleanza Nazionale punta il dito verso il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene dopo il rovente consiglio comunale di martedì 8 luglio.
I fatti e le dichiarazioni rese nell’aula consiliare dalla maggioranza, hanno qualcosa di incredibile, che di fatto denotano una completa confusione politica e sociale che alberga nei componenti del centro sinistra a riguardo della vicenda dell’ex Sadam.
Prima di tutto è da sottolineare come il caro Sindaco Brandi, riguardo alla nostra richiesta di poter sospendere il punto per poter approfondire il documento portato in votazione, ci ha dato un secco diniego. Essendo il documento complesso, aveva bisogno di alcuni giorni per essere giudicato e discusso e non di pochi e confusi minuti. Quindi è bene che fin da ora non parlino più di condivisione e di politica partecipativa e democratica, che nelle loro bocche sono solo parole vuote che non rispecchiano il reale intento dell’Amministrazione: quello di imporre le loro scelte e scaricare le loro colpe.
Ma più grave è la dichiarazione del vice sindaco sul documento votato a dicembre 2007, base di partenza per la firma dell’accordo in regione. Accordo firmato tra enti e azienda teso a far si che i lavoratori potessero aver accesso agli ammortizzatori sociali. Dichiarazione di una gravità inaudita che porta a riflessioni che viene logico porsi:
- Ma la maggioranza crede oppure no a questo progetto industriale?
- Perché dopo tre anni il centro sinistra non ha fatto altro che partorire documenti inutili per una risoluzione della questione?
- perché ancora non si hanno progetti concreti su cui discutere e confrontarsi?
- In cosa consiste l’autorità del Sindaco se ad oggi non abbiamo niente in mano?
Queste sono domande a cui il Sindaco e la sua maggioranza devono rispondere. Non a noi, ma alle maestranze della Sadam che attendono di sapere quale sarà la loro futura condizione lavorativa e familiare e a tutti i cittadini castiglionesi che hanno il diritto di essere informati su cosa avverrà in quell’area. Infatti tutto quanto accadrà sarà determinante per il futuro economico, edilizio, ambientale e sociale del nostro territorio.
Oltre modo rigettiamo le accuse del Sindaco sul fatto di non aver fatto proposte alternative. Caro Sindaco non è compito nostro suggerire cosa fare ma era compito suo e della sua giunta dettare, tre anni fa, le linee guida per avere una pluralità di progetti tra cui valutare il migliore per lo sviluppo del nostro paese. Anche questo fa parte del vostro fallimento politico.
Vorremmo sottolineare, inoltre, che un leale confronto politico debba essere si duro e schietto, ma mai deve scendere verso i gradini più bassi della maleducazione e dell’antidemocrazia togliendo la parola ai consiglieri mentre intervengono, interrompendoli, apostrofandoli e anche ingiuriandoli. Quindi chiediamo ai Signori Brandi, Fossati, Lucci e Cesarini di usare l’educazione e di non offendere l’intelligenza dei nostri Consiglieri Comunali.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
Ricordatevelo per la prossima volta.
Concludiamo con la più normale delle riflessioni che in questo momento ci passa per la testa:
Con le vostre azioni state facendo ritornare il Comune indietro di quarant’anni. Per questo dimettetevi per manifesta incapacità politica nell’affrontare temi elementari.
 
Il comunicato del Sindaco Brandi e dell'Amministrazione Comunale
Il Sindaco di Castiglion Fiorentino Paolo Brandi commenta il voto sull’ODG sulla questione SADAM proposto nell’ultima seduta del Consiglio Comunale dal Gruppo di Maggioranza.
“Il documento approvato in data 08.07.2008 dal Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino” esordisce il Sindaco “rappresenta un punto di svolta importante per quanto riguarda la vertenza relativa alla riqualificazione dell’area ex Sadam, è un documento chiaro, che non si presta ad equivoci e che spazza via molte illazioni che negli ultimi tempi si sono fatte.
In particolare spero –dice il primo cittadino- che a questo punto smettano di gracchiare alcuni “corvi” che protetti dall’anonimato, negli ultimi tempi, hanno sparso a piene mani molti sospetti sull’operato dell’ Amministrazione Comunale in merito a questa vicenda.
Nel documento si dicono poche cose ma molte nette e precise:
- si giudica negativamente l’atteggiamento dell’azienda che non ha rispettato i termini di presentazione del progetto;
- si da mandato al Sindaco per valutare se la mancata presentazione del progetto possa portare alla risoluzione del protocollo firmato in data 10.12.2007 a Firenze in cui si avviava il percorso per la riqualificazione dell’area;
-massima tutela dei lavoratori, con un forte richiamo agli accordi nazionali ed a quello siglato in sede provinciale;
- viene inoltre indicata la necessità, dato il mutare degli scenari legati alla produzione agricola ed alle scelte nazionali di politica energetica, di pensare a soluzioni alternative rispetto a quelle fino ad oggi prospettate, privilegiando le molte potenzialità del territorio, le sue peculiarità e ricercando sinergie con l’imprenditoria locale ed il mondo agricolo;
“ E’un documento molto forte – prosegue il Sindaco Brandi – ma che si è reso necessario perché anche la pazienza ha un limite, infatti a fronte di un percorso che prevedeva la completa riqualificazione della zona ex zuccherificio, lo sviluppo di un polo produttivo, di una superficie destinata a interventi di bioedilizia e la realizzazione di un’oasi verde, è mancato un elemento essenziale come quello della presentazione del progetto di valorizzazione dell’area da parte della proprietà. Un vuoto che fa riflettere e che ha suggerito al Consiglio Comunale una presa di posizione inequivocabile. Dispiace che le minoranze si siano ritagliate in questa occasione , con il loro voto contrario, un ruolo sterile, segno di una totale assenza di cultura di governo. Nei fatti, votando contro il documento, hanno preso le parti di chi si è reso responsabile di un gravissimo ritardo che mette in difficoltà i lavoratori e l’intera Comunità Castiglionese. Qui non si trattava di dare un voto di fiducia alla Amministrazione ma di rimarcare l’importanza di un’area come quella dell’ex zuccherificio, di difendere i lavoratori e di venire incontro alle richieste di tanti cittadini. Non si comprende il perché di questo atteggiamento negativo , quando su problemi di questa natura sarebbe necessaria la massima unità di intenti. Voglio sottolineare – conclude Brandi – che di fronte alle proposte della maggioranza, non è stato prospettato da parte dei partiti del centro destra alcuna idea alternativa. Ora si tratta di riprendere il filo di un ragionamento che per noi rimane sempre valido, indipendentemente dell’atteggiamento della parte privata, e cioè la necessità di fare della crisi dello zuccherificio una occasione di rilancio per l’economia locale”.

Il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino
PREMESSO
che in data 10.12.2007 è stato avviato, con la sigla degli accordi tra le parti, il percorso di riqualificazione e riconversione dell’area dell’ ex zuccherificio castiglionese;
CONSIDERATO
che tali accordi non sono da considerarsi un’ autorizzazione a realizzare interventi di alcun tipo poiché tali atti non possono sostituire “in alcun modo e pertanto non possono costituire pre-giudizio alcuno rispetto agli approfondimenti e alle valutazioni che dovranno essere operate (…)”;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
qualunque intervento dovrà essere conforme alla vigente pianificazione urbanistico-territoriale;
PRESO ATTO
che in tali accordi erano tra l’altro previsti impegni precisi a carico delle parti, fra i quali per quanto riguarda la parte privata la “Predisposizione del progetto definitivo ( e la ) finalizzazione dello studio di impatto ambientale entro 5 mesi dalla stipula del presente accordo”;
TENUTO CONTO CHE
La presentazione del progetto di cui al comma precedente è indispensabile per dare continuità al lavoro della Commissione tecnico-scientifica sulla VIS e promuovere l’accordo di pianificazione urbanistica con contestuale variante, di cui all’articolo 3.2.3.3 delle NTA del Piano Strutturale, tra Comune, Provincia e Regione;
VALUTATO
che tale termine è stato abbondantemente superato senza che dalla parte privata sia giunta alcuna formale comunicazione inerente eventuali ritardi;
TENUTO CONTO INOLTRE CHE
La realizzazione dell’eventuale Centrale per la produzione di energia elettrica di Castiglion Fiorentino prevede un accordo di filiera con l’utilizzo di una superficie agricola pari a circa 20.000 ettari. Per cui risulta indispensabile la disponibilità dei produttori con accordi pluriennali. E che questo indirizzo strategico, sostenuto a livello internazionale, fino a qualche tempo addietro, dalle associazioni ambientaliste e dai vari stati nazionali con l’obbiettivo della riduzione dell’effetto serra e la diminuzione dalla dipendenza dal petrolio, rischia oggi di entrare in crisi. E’ infatti aperta una riflessione da parte degli Organismi internazionali in relazione all’uso del suolo per finalità diverse rispetto a quelle dell’ alimentazione umana e che tale discussione si è sviluppata anche in considerazione dell’aumento dei costi dei generi alimentari e delle crescenti richieste su scala mondiale di prodotti agricoli destinati al consumo umano, come testimonia la presa di posizione del G8 di Tokio e l’autorevole sollecitazione del Santo Padre sui problemi della fame nel mondo;
PREMESSO
che il Governo sta valutando, fra le altre, la possibilità del ricorso all’energia nucleare, prefigurando, in un quadro di redistribuzione delle risorse finanziarie del settore, il possibile venir meno in tutto o in parte degli incentivi fino ad oggi destinati alle energie rinnovabili;
CONSIDERATO CHE
il Consiglio Comunale, con atto di indirizzo del 9.12.2007 n.62, ha indicato, come elemento centrale, la necessità di una riqualificazione complessiva dell’area dell’ex zuccherificio e che pertanto qualunque progetto non può prescindere da un’ipotesi più generale di valorizzazione del sito di proprietà della Sadam nel pieno rispetto dell’ambiente, della salute e dell’ occupazione
CONSIDERATO INOLTRE CHE
tale aspetto è stato ripreso anche nel documento relativo agli “impegni nei confronti degli enti territoriali” sottoscritto dal Comune, Eridania Sadam s.p.a. e Powercrop s.r.l.;
TUTTO CIO’ PREMESSO
il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino
VALUTA
in maniera negativa i ritardi dell’impresa rispetto alla presentazione del progetto, la cui tempistica è definita all’articolo 2 comma 2.1.2, ritardi che rischiano di pregiudicare l’ operazione di riqualificazione e riconversione dell’area e di mettere a repentaglio i posti di lavoro;
Il prolungare dei tempi può far mancare un obbiettivo prioritario che è quello non di una semplice riconversione industriale ma di proporre un modello di sviluppo che metta assieme occupazione, ambiente e salute e dunque preveda per Castiglion Fiorentino una crescita in grado di avviare un ciclo virtuoso dell’economia locale.
L’area in oggetto può infatti diventare, se opportunamente progettata, uno spazio di grande interesse per creare nuovo sviluppo, quello sviluppo che si rende necessario per rendere più forte e moderna l’economia di Castiglion Fiorentino e dell’intera Valdichiana in un momento in cui anche da noi si fanno sentire i segnali di crisi.
A TAL FINE
invita il Sindaco ad intraprendere ogni azione a difesa dell’interesse territoriale e nel contempo a valutare se il mancato adempimento di cui al punto 2.1.2 possa comportare la risoluzione dell’accordo al fine di garantire, in un percorso condiviso, il destino finale dell’area e la tutela piena dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori;
invita il Sindaco, all’esito della verifica di cui al comma precedente, a riferire in Consiglio Comunale per le determinazioni conseguenti;
CHIEDE
all’azienda Eridania Sadam s.p.a. e alla ditta Powercrop s.r.l., in coerenza con le premesse di cui sopra, a considerare prioritario l’obiettivo della riqualificazione dell’intera area, dello sviluppo economico e dell’implementazione dei posti di lavoro, in particolare per quest’ultimo aspetto si richiama l’accordo Nazionale di settore e l’Accordo per la gestione degli aspetti occupazionali del 18.12.2006.
IN TAL SENSO ESPRIME
La forte preoccupazione per il futuro occupazionale in relazione alle prossime scadenze della Cassa Integrazione e sottolinea come le comprensibili inquietudini dei lavoratori per il proprio futuro non possano diventare per l’azienda motivo di non rispetto dell’iter amministrativo, di verifica e di controllo indispensabile per qualunque autorizzazione.
INOLTRE
il Comune fin da ora dà la piena disponibilità, tenuto conto di quanto emerso e dei ritardi connessi alla presentazione del progetto complessivo, ritardi che, a quanto è dato sapere, interessano la stragrande maggioranza delle riconversioni degli ex zuccherifici, ad esaminare soluzioni alternative, sempre nel rispetto dei valori ambientali e della salute, in grado di garantire una prospettiva di crescita e di lavoro al territorio comunale in tempi certi.
A questo fine richiama quanto indicato all’articolo 2 dell’accordo tra le parti industriali e il Comune di Castiglion Fiorentino laddove si sollecita il coinvolgimento delle Associazioni di categoria su progetti legati alla trasformazione di prodotti agricoli e l’articolo 9 dell’atto di indirizzo laddove si indica la necessità di insediare nuove aziende con preferenza per quelle legate al settore dell’agro-industria;
Inoltre, pare opportuno, considerato l’ evolversi della situazione, che l’azienda si faccia interprete nel promuovere iniziative imprenditoriali legate alla valorizzazione delle tipicità toscane e dell’artigianato, collegandole alle specificità storiche ed ambientali del territorio castiglionese e dell’intera Valdichiana.
Specificità che rappresentano oggi un valore aggiunto per l’economia locale attraverso un turismo sostenibile ed i servizi ad esso collegati.
 
Perché non un centro ortofrutticolo di qualità?
In Valdichiana ci sono molte produzioni di qualità (pomodori, zucchine, fagiolini, meloni, cocomeri, frutta e verdura in genere), che vengono inviate ogni giorno al mercato ortofrutticolo di Firenze per poi tornare nei nostri supermercati (che si riforniscono tutti da lì), con un assurdo via vai di camion.
Sicuramente una struttura ortofrutticola in posizione strategica e centrale alla vallata come quella dell'ex zuccherificio potrebbe rappresentare un ottimo compromesso per gli ex operai, per gli ex bieticoltori e per gli operatori del settore.
Si potrebbe a quel punto inserire anche un ciclo di trasformazione per produrre conserve o succhi di frutta, ma anche olio e vino, aumentando cosi la possibilità di ulteriori posti di lavoro.
Inoltre, visto il risicato spazio fiera a disposizione per il Maggio Castiglionese, un spazio espositivo non sarebbe male per dare una mano allo sviluppo dell'agricoltura, dei prodotti agricoli di qualità e del turismo legato all'agricoltura.
Naturalmente le strutture da adibire alle varie attività dovranno essere compatibili con le tradizioni della valdichiana ed in sintonia con il paesaggio per creare finalmente una zona veramente qualificata anche urbanisticamente.
Un area che poi dovrà essere autonoma dal punto di vista energetico e quindi tutte le proposte riguardo alle energie rinnovabili come solare termico e fotovoltaico saranno ben integrate e funzionali.
In definitiva, trasformare l'area in un mercato ortofrutticolo con annessi e connessi porterebbe ricchezza non solo a tutti gli abitanti della zona, ma anche al Comune, e il tutto a lungo termine.
Perché, ci chiediamo, la Sadam non vuole continuare la sua tradizione agro-alimentare, ieri con lo zucchero, domani con un centro ortofrutticolo di qualità?
Castiglion Fiorentino dovrà accettare come unica e sola proposta da questa proprietà, un enorme centrale che brucerà tonnellate di legna e oli e chissà, rifiuti?
Ma il Sindaco Brandi non pensa che questa porterà via tantissima acqua preziosa e immense estensioni di terreni destinati all'alimentazione umana?
Non pensa che questa ridurrà drasticamente il valore degli immobili circostanti alla faccia di chi si è costruito la casa con il sudore della fronte?
Il Sindaco non pensa che questa andrà a ridurre inesorabilmente l'afflusso di turisti attirando su di se l'ira di chi ha investito in questo settore?
Non sa che queste centrali hanno un trend NEGATIVO tra energia prodotta e utilizzata per produrla?
Non sa che questa durerà fino a quando dureranno gli aiuti statali, solo grazie ai quali le centrali a biomasse sono convenienti?
E poi fra qualche decina d'anni cosa succederà, sarà riconvertita in un'inceneritore (tanto uno più o uno meno...), o in una centrale nucleare?
A proposito di energia, perché il Comune non si fa promotore per l'installazione di impianti fotovoltaici nei tetti dei Castiglionesi, fonti di energia veramente PULITA e SICURA?
I pannelli poi sono supportati da remunerativi e garantiti incentivi statali che, per una volta, finiscono nelle tasche dei Cittadini e non come al solito in quelle delle voraci multinazionali!
In questo periodo abbiamo notato una svolta positiva attuata dall'amministrazione Comunale in tema di problema dei rifiuti con l'isola ecologica e l'imminente raccolta porta a porta.
E' il momento di fare altrettanto con l'area Sadam: il nostro accorato appello è stato, è, e sarà, quello di cercare di convertirla in qualcosa che sia veramente utile a tutti, e non solo per la Sadam.
 

 
Finalmente l'isola ecologica a Castiglion Fiorentino

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La Sanità in Valdichiana
 
Tolto un medico a bordo al 118 in Valdichiana!
A seguito della "riorganizzazione" che la ASL sta facendo in Valdichiana, per motivi puramente economici, dal 20 Luglio 2007 è stato spostato nella fascia notturna un medico del 118 all'ospedale della Fratta.
Tale sistemazione, ripartita in tre turni, lascia scoperta un giorno a rotazione il paese di Castiglion Fiorentino, quello successivo Cortona, e infine Foiano della Chiana.
Da pochi giorni, nonostante una raccolta di 3.500 firme accompagnata da roventi polemiche, è stato ufficialmente tolto il medico a bordo anche di giorno.
In pratica la ASL, invece di tagliare altri servizi sicuramente più superflui, ha eliminato un medico adibito al servizio di emergenza in ambulanza.
E’ incredibile dover sperare di non averne bisogno proprio nel giorno scoperto.
Pensiamo agli anziani, agli infartuati, agli incidenti automobilistici e a tutte quelle situazioni dove ogni minuto è prezioso.
Riteniamo quindi inaccettabili i tagli al servizio 118 in Valdichiana come inaccettabile è l'impoverimento dei servizi sanitari ad opera della ASL Aretina.
Abbiamo assistito impotenti alla chiusura degli Ospedali di Castiglion Fiorentino e Cortona.
E l'ospedale della Fratta che doveva decorosamente sostituirli è ben lontano dal modello sanitario che tutti si aspettavano (senza dimenticare gli "strani" problemi sorti durante la costruzione).
Assistiamo alla mancata apertura della "pittoresca" Casa della Salute di Castiglion Fiorentino o al servizio di guardia medica sottodimensionato rispetto alla situazione territoriale della Vallata.
Prendiamo atto della riduzione del numero degli infermieri sul territorio con orario di servizio limitato fino alle 14.00 e alla chiusura della guardia medica turistica a Cortona.
Infine, la ciliegina sulla torta con la decisione di escludere un medico a bordo dalle ambulanze.
Ribadiamo quanto sia ingiusto far pagare ai cittadini con l’eventuale rischio della loro vita l’irresponsabilità politica di chi governa e non è in grado di garantire e tutelare i servizi sanitari a difesa della salute dei cittadini.
Alla luce del fatto che paghiamo ogni anno sempre più tasse e contributi (la Toscana è la Regione con la più alta tassazione in Italia), e riceviamo in cambio sempre meno servizi.
Chiediamo quindi che almeno quello di ambulanza con medico a bordo 24 ore su 24 venga ripristinato immediatamente in tutti e tre Comuni (Castiglion Fiorentino, Cortona e Foiano).
E chiediamo ai Sindaci della Valdichiana di mobilitarsi (questa volta non solo a parole) per questa giusta causa, e di non farlo solo quando si tratta di raddoppiare l'inceneritore, inaugurare qualche fiera o prima delle elezioni.
E ai Cittadini diciamo: SVEGLIA!!
 

 
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