L'inceneritore di San Zeno e in Italia
Rifiuti a tonnellate dalla Calabria!!!
Partono dalla Calabria per approdare in provincia di Arezzo, centocinquanta tonnellate al giorno fra rifiuti indifferenziati e scarti di lavorazione industriale.
Un business in termini economici (per i gestori di impianti, ndr...) ma anche un sovraccarico ambientale che il territorio si sobbarcherà per agosto e settembre, e non è detto che non si vada anche oltre.
In Calabria non ce la fanno a stoccare e a lavorare una produzione di rifiuti evidentemente troppo abbondante e allora ecco l’accordo con la Toscana: qui, negli impianti della regione, quasi seicento tonnellate di rifiuti al dì, suddivise tra le varie strutture.
Due i siti indicati per la provincia di Arezzo: l’inceneritore di San Zeno e la discarica di Podere Rota a Terranuova che alla fine accoglierà tutto quanto.
Il transito da San Zeno non prevede infatti l’incenerimento ma solo selezione e compostaggio per poi trasferire il residuo in Valdarno.
L’accordo, o meglio lo schema di accordo, lo ha firmato la Regione il 4 agosto scorso, delibera numero 817.
Nell’intesa si specificano anche gli impianti disponibili, « sulla base del quadro di massima fornito dall’Ato».
Formalmente nulla da eccepire. La possibilità di smaltire rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle in cui sono stati prodotti sarebbe in teoria esclusa dall’articolo 182, comma 3 del decreto legislativo 152 del 2006.
Ma lo stesso comma permette la deroga decisiva: «Fatti salvi accordi regionali o internazionali, qualora aspetti territoriali e l’opportunità tecnico-economica di raggiungere livelli ottimali di utenza servita lo richiedano».
E l’opportunità è arrivata. In altre parti della Toscana il nuovo conferimento può essere una manna per i gestori di impianti che a volte sono sotto-utilizzati (e in questo caso si rischia pure di pagare penali), ma non è questo il caso di Arezzo dove al contrario l’inceneritore di San Zeno continua a bruciare rifiuti a pieno regime, circa centoventi tonnellate al giorno, per una capacità annua che supera le quarantamila tonnellate Quanto a Podere Rota, il sito che sorge sul territorio di Terranuova Bracciolini è stato recentemente sottoposto a revisione e ampliamento proprio per dilatarne la capacità di accoglienza, almeno fin o a quando la legge non stabilirà l’abbandono dello strumento discarica.
Il tutto si verifica a fronte di una riduzione progressiva della produzione di rifiuti, dovuta da una parte alla crisi economica e dall’altra alle politiche intraprese per la raccolta differenziata.
La Nazione edizione di Arezzo - Mercoledì, 12 Agosto 2015
Ecco perché 12 inceneritori sono solo costosi e inutili
L'esperto Enzo Favoino smentisce la tesi del ministro Galletti (“senza nuovi impianti non restano che le discariche”): ideologica e fuori dal dibattito scientifico.
"A ben vedere, sembra proprio che gli inceneritori previsti da un dlgs dello Sblocca Italia, non siano poi tanto necessari. Nonostante ieri, sul Fatto Quotidiano, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti abbia citato la necessità di evitare procedure di infrazione Ue e di offrire un’alternativa alle discariche, si può fare a meno di bruciare i rifiuti. Per tanti motivi.
Bruciare non è necessario
Non per evitare le sanzioni. L’Ue in realtà, ci sanziona non perché mancano inceneritori, ma per il mancato rispetto dell’obbligo di pretrattamento del rifiuto che va in discarica. “Il Decreto proposto – spiega Enzo Favoino, ricercatore della Scuola agraria del Parco di Monza ed esperto che lavora con le istituzioni europee e diversi governi nazionali nella definizione delle strategie di settore – considera invece l’incenerimento come necessario”. Ma è solo uno dei pretrattamenti possibili, quello con i tempi più lunghi di realizzazione e il più esigente in termini di risorse finanziarie, quattro volte superiori rispetto agli impianti di trattamento a freddo. Costa tanto e richiede garanzie per il ritorno degli investimenti. “Se vengono meno, c’è un rischio finanziario per i costruttori privati. Così, per sfamare gli inceneritori, le amministrazioni pubbliche devono rallentare i programmi di espansione della raccolta differenziata oppure incorrere in penali nei casi di contratti ‘vuoto per pieno’, spesso adottati a garanzia, che costringono a conferire all’incenerimento tonnellaggi prefissati per garantire il ritorno dell’investimento iniziale”.
I termovalorizzatori non sono l’unica alternativa
Ci sono gli impianti di trattamento a freddo, con recupero di materia dal rifiuto. Si combinano sistemi di selezione e stabilizzazione biologica: “Questo consente in seguito di convertire i rifiuti: trattare l’organico pulito per farne compost e i materiali provenienti dalla raccolta differenziata per valorizzarli sul mercato delle materie di recupero. E consente, poi, quella flessibilità che permette la crescita progressiva della differenziata”, dice Favoino. Ma la precondizione è una buona raccolta dell’organico, in grado di rendere il rifiuto residuo meno ‘sporco’ e più lavorabile: “In Italia questa condizione c’è e va diffusa dovunque. I modelli di raccolta dell’organico italiani sono i più efficienti, tanto da essere stati esportati in vari altri Paesi”.
Non è vero che bruciare alla fine riduce le discariche
La critica mossa ai sistemi di smaltimento alternativo è di non riuscire ad evitare la discarica, ma anche l’incenerimento ha bisogno di discariche. Spiega Favoino: “Anzi, due tipologie di discarica: per le ceneri volanti e per le scorie. Ci sono invece distretti in cui il rifiuto che arriva in discarica è minimo grazie al lavoro a monte”. Come si fa? “Con l’ottimizzazione continua della raccolta differenziata, i programmi di riduzione di produzione dei rifiuti, l’introduzione dei sistemi di tariffazione puntuale”. Ma questo richiede appunto quella flessibilità che viene messa a rischio dalla presenza di inceneritori sul territorio.
La Ue non finanzierà più discariche e incenerimento
“È facile prevedere una forte stretta nella concessione di finanziamenti a inceneritori e discariche, a cui finora è andata gran parte dei fondi strutturali. Un’opzione già valutata da Europarlamento e Commissione”, commenta Favoino. L’idea è che tali finanziamenti comportino un sovvertimento delle priorità nella gestione dei rifiuti. Non solo: “C’è anche il parallelo restringimento dei sussidi alla produzione energetica da incenerimento. La conseguenza è un aumento delle tariffe per i conferimenti dei rifiuti agli inceneritori”.
In alcune parti d’Europa si brucia più che in Italia
“È vero, ma ora c’è una ampia riflessione: ad esempio la Danimarca, che può essere considerata un modello per le politiche di sostenibilità nei trasporti e nella produzione energetica, non lo è nella gestione dei rifiuti visto il ricorso all’incenerimento. Questo le ha creato difficoltà a rispettare gli attuali obiettivi Ue di raccolta differenziata, a maggior ragione quelli (più elevati) in corso di definizione”. Anche per questo, il governo danese ha adottato una strategia nazionale chiamata “incenerire di meno, riciclare di più”, per riallineare il Paese alle indicazioni provenienti dal dibattito in Ue e dal quadro geopolitico: “Ecco – conclude Favoino – è paradossale che mentre altrove si programma una progressiva exit strategy per riallinearsi al tema della ‘Economia Circolare’, in Italia si pensi a realizzare altri inceneritori anziché esportare modelli virtuosi di raccolta differenziata già ampiamente diffusi sul territorio, che in tanti distretti “Rifiuti Zero” hanno portato ai record mondiali di minimizzazione del ricorso alla discarica, senza incenerimento".
Enzo Favoino - Redazione FQ (14 agosto 2015)

 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino

Incontro fra gruppi consiliari, amministratori e vertici aziendali: no alle biomasse
Un incontro preliminare voluto dall'Amministrazione Comunale tra i vertici del Gruppo Maccaferri/PowerCrop/Seci ed i Capogruppo in Consiglio Comunale, Luca Fabianelli, "Libera Castiglioni", Luigi Bittoni, "Democratici per Castiglioni" e Giuseppe Mazzoli del "Partito Comunista dei Lavoratori.
Un incontro che non ha visto alcuna variazione tra le posizioni delle parti rispetto al progetto per la realizzazione di una centrale a biomasse in Località Cà Bittoni O IN QUALUNQUE ALTRO SITO del territorio comunale.
L'Amministrazione Comunale ha, infatti, ribadito il suo secco no al progetto e di contro la PowerCrop, rappresentata dall'Ing. Raimondo Cinti, non ha manifestato alcuna intenzione di ritirare il ricorso presentato al Consiglio di Stato per ribaltare il verdetto del TAR.
A questo proposito l'Amministrazione Comunale ha già dato mandato ai suoi legali di opporsi al suddetto ricorso.
Durante l'incontro è stata anche presa in esame l'area dell'ex zuccherificio, 100 ettari di terreno ormai in abbandono.
Per quell'area il regolamento urbanistico ha definito un'apposita "area programma" di valenza strategica sulla quale c'è stato il confronto con l'Amministratore Delegato di Seci Immobiliare, Giuliano Montagnini.
La giunta comunale si è detta disponibile a valutare dei progetti purché sostenibili e compatibili con la natura del territorio della Valdichiana. Dovranno essere PROPOSTE TOTALMENTE ALTERNATIVE a quelle che fino ad oggi l'azienda ha presentato.
Un particolare interesse è stato rivolto anche alla bonifica dell'area industriale preesistente sulla quale l'Amministrazione Comunale fin da subito ha dedicato la propria attenzione.
Le parti si sono dette disponibili ad aprire un tavolo tecnico su ipotesi di riconversione sulla vecchia area industriale.
"Come promesso, anche questa volta informiamo puntualmente e in maniera capillare i castiglionesi su tutto il percorso che l'Amministrazione Comunale intraprende sulla vicenda dell'ex zuccherificio".
Comune di Castiglion Fiorentino - venerdì 17 Luglio 2015 23:57
 
 
L'inceneritore di San Zeno
 
Riceputi (Dalle chiacchiere alle soluzioni): convertire l’inceneritore in centro di raccolta
Politica rifiuti zero: un’espressione con cui in tanti si riempiono la bocca, ma che in pochi possono dire di conoscere davvero.
E’ il mantra di Paul Connet, scienziato ricercatore che è stato ad Arezzo recentemente per parlare di questa importante tematica.
La direzione da intraprendere, anche per il Comune di Arezzo, è assolutamente questa: stop allo spreco e sì ad un uso efficiente delle risorse.
Il Parlamento Europeo ha già fissata degli obiettivi per gli Stati membri, e cioè entro il 2020 il rifiuto residuo dovrà essere quasi zero e i rifiuti riciclabili e compostabili non potranno essere inceneriti.
“L’imperativo dunque – dichiara Simone Riceputi, candidato con la lista “Dalle chiacchiere alle soluzioni” – è ridurre al massimo la produzione di rifiuti e riciclare tutto il resto. E’ necessario ripensare la catena di gestione del rifiuto, trattandolo come una risorsa”.
Attualmente ad Arezzo si producono 350kg di rifiuti solidi urbani a persona in un anno.
Gli obiettivi fissati indicano di scendere sotto i 100 kg.
Ci sono comuni virtuosi che sono già scesi al di sotto della soglia dei 50 kg.
In Toscana abbiamo un’ eccellenza nella gestione dei rifiuti: il comune di Capannori (Lucca) è riuscito a scendere a 20 Kg, praticamente Zero Waste.
Ecco alcuni progetti che la lista “Dalle chiacchiere alle soluzioni” intende portare avanti:
• La raccolta domiciliare porta a porta con tariffa puntuale e premiante: PAY per BAGS. Si pagherà soltanto la componente di rifiuti solidi non riciclabili, mentre sarà gratuita la parte riciclabile (carta, plastica e vetro). Sparirà la tassa basata sui metri quadri e l’utente verrà responsabilizzato economicamente attraverso una tariffa puntuale che fa pagare il servizio sulla base della quantità e qualità dei rifiuti conferiti ed in particolare attraverso la misurazione dei quantitativi di rifiuti non riciclati. In questo modo si favorisce una riduzione complessiva dei rifiuti ed in particolare dei rifiuti non riciclati;
• La riconversione dell’inceneritore in un centro di raccolta e di riuso. Il centro o i centri comunali del riuso potranno essere gestiti da organizzazioni civili no-profit, di volontariato, cooperative sociali, le quali autofinanzieranno le loro attività mediante la rivendita del materiale riciclabile al mondo dell’industria. Nuovi posti di lavoro potranno essere creati grazie a dei Centri comunali per il ritiro dei beni a fine vita, suscettibili di riuso, anche tramite riparazione, in affiancamento ai Centri di Raccolta rifiuti.
• Il rifiuto organico sarà gestito medianti impianti di compostaggio e trasformato in concime ecologico, che potrà così essere rivenduto nella filiera della produzione agricola Bio, generando un’ ulteriore fonte di ricchezza, oltre che garantendo una filiera agricola eco-compatibile.
“Aspetto non marginale – conclude Simone Riceputi - sono i costi di riconversione impianti e dell’ apertura dei nuovi impianti e dei centri di raccolta, smistamento e riuso. Questi possono essere finanziati grazie ai fondi europei previsti dal piano economico Horizon 2020, che assegna, alle pubbliche amministrazioni che presentano progetti su tale asset, contributi a fondo perduto con percentuali che possono arrivare fino all’80% dell’importo complessivo del progetto. In ultimo, ma non per importanza, è il guadagno in salute dei cittadini che una certa politica di gestione dei rifiuti può garantire”.
Ufficio Stampa 15/05/2015 06:41:00
 
 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino

Vasai: "No ad atti di forza e a poteri sostitutivi"
La Provincia di Arezzo ricorre al TAR contro la nomina di un commissario ad acta per il progetto di riconversione della ex Sadam a Castiglion Fiorentino.
“Siamo convinti della bontà del nostro operato in merito alla dichiarazione di non compatibilità ambientale del progetto della Powercrop e riteniamo illegittimo il ricorso a poteri sostitutivi – spiega il Presidente della Provincia Roberto Vasai.
Per questo ho dato mandato all'avvocato Marcello Cecchetti, che aveva già difeso l'Amministrazione in occasione del ricorso al TAR della Powercrop, di presentare ricorso contro la nomina del commissario ad acta.
Come avevamo già affermato quando abbiamo deliberato la non compatibilità ambientale del progetto Powercrop, riteniamo che adesso la strada da intraprendere sia quella del confronto, per individuare una soluzione in grado di dare risposta ai lavoratori della ex Sadam e alle esigenze di sviluppo del territorio, e non quella di atti di forza come riteniamo sia mettere in campo poteri sostitutivi”, conclude il Presidente Vasai.
Ufficio stampa - 10/04/2015 08:47:00
 
Consiglio Comunale compatto sul No al commissario ad acta per la Ex sadam
Consiglio Comunale compatto nella vicenda della nomina del Commissario ad Acta da parte del Governo per la riconversione dello stabilimento Eridania Sadam di Castiglion Fiorentino.
E' stata votata all'unanimità la proposta presentata dal capogruppo Luigi Bittoni nella quale si chiede che i sindaci della Valdichiana e i loro relativi consigli comunali si facciano portavoce delle più assoluta contrarietà al progetto con l'adozione in consiglio comunale di un testo analogo a quello presentato a Castiglion Fiorentino.
Nella proposta viene anche chiesto che la Regione Toscana richieda formalmente al Ministro Martina il ritiro della nomina del Commissario ad Acta oltre ad impegnarsi affinchè non si cerchi di riaprire un procedimento che in Valdichiana non è voluto, non piace e sul quale si sono già espressi più volte i sindaci dell'intera vallata oltre che la Conferenza dei Servizi con innumerevoli sedute che hanno prodotto un parere negativo unanime dichiarando la non compatibilità ambientale del progetto, ratificato, poi, dalla Delibera della Provincia di Arezzo.
Un richiamo anche ai parlamentari aretini affinchè adottino gli strumenti in loro possesso per opporsi a tale decisione oltre che al ministro Martina di rivedere la sua posizione cercando di voler comprendere bene l'entità del progetto, le proporzioni e l'area in cui andrebbe ad inserirsi la Centrale Elettrica a Biomasse e la contrarietà di tutto il territorio.
È indubbio che in questo momento così importante e fondamentale per la vicenda sia necessario l'unanimità di tutti gli attori che ognuno per la sua parte vengono chiamati in causa.
Alcuni mesi fa era già stata spedita una lettera sia a membri del governo che ai parlamentari e deputati aretini nella quale si chiedevano delucidazioni sul Decreto Competitività 91/2014.
Anche in quel caso il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino si era unito indipendentemente dall'appartenenza politica nel chiedere sia di tutelare gli interessi generali del territorio come la salvaguardia della salute dei cittadini, la tutela dell'ambiente ed il risanamento del paese, che contrastando l'ipotesi della nomina del Commissario ad Acta, garantendo così ai cittadini la loro vera autodeterminazione in termini di scelte territoriali.
Comune di Castiglion Fiorentino - Sabato 14 Marzo 2015 12:02
 
Associazione Tutela Valdichiana: "Sconcertati dalla decisione del Governo sulla Ex sadam"
Il consiglio direttivo insieme a tutti gli iscritti dell'Associazione Tutela Valdichiana, sono rimasti sconcertati dall'azione del governo in relazione alla nomina del commissario ad acta per la riconversione dell'ex-zuccherificio avvenuta con deliberazione del comitato interministeriale del 5 febbraio in seguito ad una riunione che si è tenuta a Roma sempre in tale data.
Ciò è stato deciso dal governo contrariamente al parere della Regione Toscana che in tale riunione ha ritenuto quantomeno inopportuna la nomina del commissario prima della decisione del TAR, sentenza che come è noto è stata emessa il 19 febbraio dando parere negativo al progetto di riconversione dell'ex-zuccherificio in centrale a biomasse delocalizzata a Ca'Bittoni.
Apprende con piacere della mobilitazione che si è creata fra i politici di tutti gli schieramenti della nostra zona sia a livello nazionale che regionale di cui ne parla oggi la stampa locale, ed invita i parlamentari e i politici regionali ad una fattiva e ferma mobilitazione alla quale l'Associazione parteciperà con decisione ed un forte impegno.
Associazione Tutela Valdichiana - 11 Marzo 2015
 
 
L'inceneritore di San Zeno
 
Insieme Possiamo su inceneritore: dati allarmanti
Sono stati presentati i risultati dello studio di coorte residenziale nell’area di San Zeno, quella adiacente all’inceneritore: dati molto preoccupanti che rivelano eccessi di ospedalizzazioni e una mortalità più alta della media in quell’area per malattie cardiovascolari, malattie ischemiche, respiratori e leucemie.
Dati che vengono ignorati da AISA.
L’obiettivo dello studio era la valutazione dell’impatto di salute associabile all’esposizione a emissioni prodotte dall’inceneritore AISA tenendo conto sia di altre fonti di emissioni sia di fattori socio-economici.
In estrema sintesi si evidenziano eccessi di ospedalizzazione: per le malattie cardiovascolari e per malattie urinarie soprattutto per le donne. Si è evidenziato un eccesso di mortalità generale per malattie cardiovascolari (soprattutto negli uomini); malattie ischemiche; malattie respiratorie; leucemie per soggetti esposti. Si evidenziano eccessi per le nascite pretermine e per i nati per età gestazionale.
«È evidente che le criticità sono molto importanti – spiega Gianni Mori, consigliere comunale di Insieme Possiamo – e che la zona presenta compromissioni notevoli da un punto di vista sanitario. È impensabile andare ad aumentare la potenza dell’inceneritore da 40.000 ton. attuali a 55.000 ton., come ipotizzato nel piano provinciale dei rifiuti, adottato in Provincia».
Bisogna invece lavorare per chiudere l’inceneritore nei tempi più brevi possibili.
Insieme Possiamo indica in 36/48 mesi questa possibilità e la declina nel suo programma per le elezione amministrative della città di Arezzo.
La ciliegina nella torta è che AISA, proprietaria dell’inceneritore, in un comunicato ufficiale dichiara testualmente: “lo studio non ha evidenziato un aumento di frequenza di ricoveri per malattie ischemiche e malattie respiratorie acute nella coorte degli esposti”.
Insieme Possiamo chiede ad AISA di smentire questa notizia che non trova riscontro nei report ufficiali dello studio.
Insieme Possiamo - 28-02-2015
 
Salute e ambiente a San Zeno: la ricerca Life HIA21
Presentati in palazzo comunale i risultati e le azioni future per il monitoraggio dell’area.
Life HIA21: è la ricerca che integra la procedura di Valutazione degli Impatti sulla Salute (VIS) che ha interessato l’area di san Zeno con una procedura innovativa di interazione con la componente sociale del territorio.
Insieme alla popolazione locale interessata, agli amministratori e decisori, ai rappresentanti delle categorie di professionisti, si sono realizzati numerosi incontri pubblici e alcuni gruppi di lavoro tematici per la pianificazione delle attività, la comunicazione, la formazione e l’informazione sulle scelte di progetto, l’analisi tecnica dei dati e dei risultati conseguiti.
Il progetto si è sviluppato tra il 2011 ed il 2014: i risultati sono stati presentati nel corso della conferenza stampa in palazzo comunale a cui hanno partecipato il dirigente della Ricerca Fabrizio Bianchi (Project Leader LIFE HIA21), il Direttore Dipartimento Prevenzione ASL 8, Domenico Sallese, il Direttore U.O. Igiene Sanità Pubblica ASL 8, Maria Teresa Maurello, il Presidente Associazione Italiana Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, Roberto Romizi e il Centro Formazione e Ricerca Socio-Sanitaria Francesco Redi.
Con loro gli assessori Franco Dringoli, Marcello Caremani, Paolo Fulini e alcuni partecipanti ai focus group di valutazione e proposta.
“Un indagine complessa e articolata – sottolinea l’assessore Franco Dringoli – sostenuta da un progetto europeo che ci ha restituito risultati sulla storia ambientale e sanitaria di un’area di circa 5 chilometri che ha interessato 371.700 persone. Un quadro che offre agli enti decisori del territorio e alle realtà produttive presenti nell’area, indicazioni utili per le azioni future. La zona non ha dati allarmanti ma una pressione che ci consiglia di proseguire i monitoraggi e la salvaguardia ambientale. Il Comune in questi anni ha già fatto significativi interventi stradali, per l’acqua e per l’illuminazione che siamo impegnati a proseguire”.
I risultati della ricerca sono disponibili al link http://www.hia21.eu/progetto/azione.php?v=27 e nel sito www.hia21.eu sulle Azioni del Progetto l'Azione D5.
Il dirigente della Ricerca Fabrizio Bianchi ricorda che “l’area studiata non ha riguardato solo l’inceneritore ma anche altri impianti produttivi della zona, le strade e l’autostrada.
Per le rilevazioni sull’aria abbiamo usato modelli e parametri diversi (analisi di sensibilità) che hanno dato i medesimi e non allarmanti risultati. Per quanto riguarda gli effetti sulla salute, che sono quelli che suscitano maggiore interesse, sui residenti vecchi e nuovi, abbiamo preso in considerazione i parametri di mortalità e ricovero, l’incidenza di malattie cardiovascolari, tiroidee, respiratorie, degli apparati digerente e urinario. E abbiamo rilevato anche le nascite. Complessivamente emerge qualche segnale di sofferenza che dovrebbe portare a fare scelte che possano diminuire il carico inquinante. In generale, la necessità di abbassare i livelli di esposizione alle miriadi di sostanze e prodotti chimici con cui veniamo in contatto e dei quali non conosciamo gli effetti, è una precauzione utile per la salvaguardia ambientale e della salute”.
E’ partner del progetto il Dipartimento Prevenzione ASL 8 che, come specifica il Direttore Domenico Sallese “ha sviluppato in particolare il tema della partecipazione e comunicazione, in collaborazione con il Centro Francesco Redi. Oltre al valore scientifico della ricerca sull’impatto ambientale, sanitario e socio economico, elemento innovativo è rappresentato dalla partecipazione ai focus group e ai forum con i cittadini che merita di essere ancora approfondito.
“A livello internazionale – specifica Roberto Romizi, Presidente Associazione Italiana Medici per l'Ambiente - ISDE Italia – si rilevano 7 milioni di morti premature dovute all’inquinamento. Occorre maggior precauzione non solo sulla gestione dei rifiuti ma anche per valorizzare scelte e buone prassi sugli stili di vita. Nella nostra realtà c’è attenzione e sensibilità a questi aspetti”.
Il medico igienista e Direttore U.O. Igiene Sanità Pubblica ASL 8 Maria Teresa Maurello: “nonostante la ricerca abbia evidenziato valori al di sotto dei limiti ambientali, che sono stati anche ridotti nel corso degli anni, questo non basta per garantire gli aspetti legati alla salute. E’ un discorso ancora aperto per il quale si prevedono ulteriori approfondimenti”.
Sintesi della ricerca nei vari aspetti:

Impatto sanitario
Sono state analizzate malattie con tempo di latenza breve, inferiore al periodo di funzionamento dell’inceneritore, quali ad esempio le cardiovascolari o respiratorie e, tra le neoplasie, le leucemie e i linfomi.
L’analisi di mortalità ha mostrato lievi eccessi per entrambi i sessi per cause cardiovascolari ischemiche e, nelle sole donne, per malattie respiratorie. L’analisi dei ricoveri in ospedale ha mostrato eccessi per entrambi i sessi per malattie cardiovascolari e urinarie ed un lieve eccesso di rischio di nascita pretermine. Trattandosi di malattie riconducibili a più cause ed essendo presenti diverse fonti di inquinamento, è possibile che nelle aree di sovrapposizione delle ricadute degli inquinanti ci sia stato un effetto combinato dell’inceneritore e di altri impianti.
Impatto ambientale: campioni di aria, suolo e particolato atmosferico nell’area di S. Zeno non hanno mostrato anomalie di rilievo.
Diossine, furani e policlorobifenili (PCB) e metalli sono risultati sensibilmente inferiori ai limiti di legge ed in alcuni casi in decremento rispetto a precedenti rilevi ARPAT.
Impatto socio-economico e di percezione dei rischi: sono stati distribuiti due questionari ai cittadini.
Le risposte dei residenti entro 4 km dall’impianto, confrontate con quelle dei residenti entro 10 km, hanno evidenziato una maggiore percezione del rischio ambientale e riferiscono che l’informazione fornita dall’amministrazione comunale è insufficiente. Questi stessi soggetti mostrano una tendenza a valutare grave la situazione generale nell’area, poiché più di un terzo di essi ha dichiarato che cambierebbe residenza per andare in una zona più salubre. Ufficio stampa - 27/02/2015 12:02:00
 
 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Associazione Tutela Valdichiana: Accogliamo con grande entusiasmo la decisione dei giudici del TAR
L'Associazione Tutela Valdichiana è da sempre in prima linea affinché progetti sconsiderati, non ecosostenibili, irrispettosi del territorio e di chi lo abita, non mettano radici in una vallata che dev'essere invece valorizzata il più possibile puntando su progetti davvero capaci di fungere da volano per l'occupazione e, quindi, di fare impresa utilizzando le risorse che la Valdichiana sa offrire.
Proprio a tal proposito, da tempo stiamo promuovendo una serie di iniziative, aperte alla partecipazione di tutti, per lavorare su progetti che permettano davvero di valorizzare il nostro territorio.
Non si tratta di "progetti alternativi" perché l'Associazione Tutela Valdichiana non ha mai preso in considerazione la centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino come un'alternativa.
Anzi, è cosa nota che tale progetto si è guadagnato la nostra più strenua, impegnata ed appassionata opposizione.
Ne andiamo fieri perché in tutte le sedi abbiamo avuto modo di dimostrare, dati alla mano - anche grazie alle tante persone che ci hanno aiutato lungo il nostro percorso - come le fantasmagoriche presentazioni del faraonico progetto targato Powercrop, società che avrebbe voluto costruire una mega-centrale a biomasse in località Ca' Bittoni, a Castiglion Fiorentino, in uno dei tanti luoghi più belli della nostra vallata, non fossero altro che fumo negli occhi.
Un canto delle sirene che forse ha ammaliato più di qualcuno ma che, fortunatamente, non ha offuscato le menti di chi ama e rispetta la propria terra e di coloro che hanno a cuore la salute ed il futuro dei propri figli.
Accogliamo quindi con grande entusiasmo la decisione dei giudici del TAR della Toscana che ha rigettato il ricorso presentato da Powercrop confermando di fatto le decisioni assunte in Conferenza dei Servizi.
L'Associazione Tutela Valdichiana desidera ringraziare tutti gli Enti della vallata, della provincia e della regione, con in prima fila la Provincia di Arezzo che, anche grazie alle tante analisi che associazioni, cittadini e imprenditori locali hanno fatto pervenire durante l'inchiesta pubblica, hanno fatto proprie le posizioni più volte manifestate dalla popolazione, dal Comune di Castiglion Fiorentino, dal Comune di Arezzo e dagli altri Sindaci dei comuni della Valdichiana.
Associazione Tutela Valdichiana - 20 Febbraio 2015
 
IL TAR RESPINGE IL RICORSO DI POWERCROP SULLA CENTRALE DI CASTIGLION FIORENTINO!
Il sindaco di Castiglion Fiorentino Agnelli:
“Le sentenze non si commentano, in genere si dice che vanno rispettate.
All'indomani dell'insediamento della mia Giunta ci siamo trovati sul tavolo il ricorso presentato al TAR dalla Powercrop srl e non abbiamo esitato un attimo a far valere le ragioni dei cittadini di un intera vallata, non solamente quelle dei Castiglionesi.
Non era il tempo dei proclami o degli annunci, tant'è che nel luglio scorso ci siamo recati allo Studio Lessona di Firenze e abbiamo affidato all'Avvocato Iaria un incarico importante, trovando una copertura economica nel nostro bilancio, senza alcun indugio.
Noi abbiamo detto no alla Centrale, al pari di tante altre Amministrazioni, e il nostro NO lo abbiamo sostenuto con le nostre risorse economiche, assumendosi dei rischi, ma privilegiando l'interesse della popolazione. Certo avremmo fatto volentieri a meno di difenderci davanti al TAR ma tant'è che volevamo far valere la volontà di quei cittadini che ci hanno scelto anche per la nostra contrarietà alla Centrale contenuta in un apposito punto programmatico.
Riteniamo tuttavia quanto mai singolare che un azienda che vuole investire nel territorio di questi tempi, pur di farlo, decide di far valere le sue ragioni davanti ad un Tribunale, in aperta contrapposizione con Territorio e Istituzioni.
Arrivati a questo punto credo che si debba pensare al futuro e proprio partendo dal solco generato dalla pronuncia di ieri, indietro non si torna. Serve un confronto con l'Azienda per valutare ipotesi alternative alla Centrale, noi le nostre idee le abbiamo e le possiamo presentare. Per questo non ci interessa salire sul carro dei vincitori ma pensare al futuro con rinnovato spirito.

Il presidente della Provincia Vasai:
“Il Tar ha respinto il ricorso della Powercrop contro il provvedimento della Provincia relativo al diniego sul progetto di realizzazione della nuova centrale da 55 MW a Castiglion Fiorentino.
“La decisione conferma la bontà del nostro operato e la correttezza delle nostre scelte, che basandosi su considerazioni tecniche e ambientali ci avevano portato ad esprimere un parere negativo -, afferma il Presidente della Provincia Roberto Vasai.
Mi piace anche ricordare che a quel responso della conferenza dei servizi si era giunti anche dopo aver coinvolto la popolazione attraverso il procedimento di inchiesta pubblica. Permettetemi infine di dire, senza polemica, che su questioni di questa portata la credibilità tecnica e politica di un Ente sufficientemente grande ma legato al territorio, come la Provincia, ha dato i suoi frutti”, conclude Vasai.

Mugnai, segretario provinciale della Cgil:
“La decisione del Tar, che ha respinto il ricorso della Powercrop, apre finalmente la strada ad un nuovo futuro per la Valdichiana – commenta il Segretario provinciale della Cgil, Alessandro Mugnai. Nel convegno che abbiamo tenuto il mese scorso a Castiglion Fiorentino avevamo infatti sottolineato l’esigenza di una nuova e diversa strategia per il sistema economico della Valdichiana. Strategia all’interno della quale, a nostro parere e vista la diversa e attuale connotazione economica, produttiva e politica, non c’è effettivo e reale spazio per le biomasse”.
La Cgil ipotizza per la vallata un futuro che faccia leva sulle reali vocazioni del territorio. “E sono quelle legate alla sua storia e al suo naturale sviluppo –commenta Mugnai. Noi abbiamo indicato l’agroalimentare e la trasformazione industriale dei prodotti agricoli. Su questa linea si possono intrecciare difesa dell’ambiente e nuova occupazione, visti i tanti posti di lavoro persi e che stiamo perdendo. A questo punto le istituzioni del territorio, d’intesa con Regione Toscana e Provincia di Arezzo, potrebbero farsi carico di organizzare un incontro con Eridiana per rinegoziare, anche alla luce della decisione del Tar, contenuti e modalità della riconversione dell’ex zuccherificio. Noi, da parte nostra, chiederemo in tempi brevi l’apertura di un confronto con i Sindaci interessati”.

Manneschi (Popolo Toscano):
“Con la sentenza del Tar si mette un punto fermo sulla vicenda della centrale in Provincia di Arezzo. Ora finalmente l’azienda può sedersi ad un tavolo con le Istituzioni, e ragionare di un progetto di riconversione compatibile con l’ambiente del territorio. Oggi in Commissione Ambiente della Regione sono stati presentati alcuni emendamenti da alcuni consiglieri Pd che rischiano di riaprire, almeno per la Valdichiana, la vicenda. Ci auguriamo che prevalga il buon senso – ha dichiarato Marco Manneschi, consigliere regionale del Gruppo “Popolo Toscano” - la nuova formazione che si presenterà alle prossime elezioni regionali.
Da Informarezzo.com - 20 Febbraio 2015
 
 
Aboca investe a Castiglion Fiorentino!
 
Leopoldine e arboreto a Montecchio, 50.000 turisti l'anno
Valentino Mercati, il re delle erbe, spiega il progetto ambientale e ricettivo allo Stradone di Montecchio.
Intanto l'azienda chiude il 2014 con 108 milioni di fatturato e arriva a 730 dipendenti!
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Ufficio stampa
 
 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Il 30 Gennaio 2015 la sentenza del TAR
Il 30 gennaio il Tar della Toscana deciderà sul ricorso Powercrop e si vedrà chi vincerà a carte bollate sul progetto di centrale a biomasse: se gli enti locali, contrari, oppure la società proponente.
Intanto il sindaco Mario Agnelli conferma che se la vicenda dovesse trascinarsi al Consiglio di Stato il Comune non si tirerà indietro e farà quadrato insieme agli enti coinvolti.
Sul progetto Powercrop i sindacati sono divisi: la Cisl è favorevole, la Cgil guarda ad un altro modello di sviluppo.
Per il segretario Alessandro Mugnai bisogna guardare al comparto dell'agro alimentare come l'unico in grado di trainare la ripresa. «Pensiamo che la riconversione dell'ex zuccherificio non dia certezze immediate all'occupazione - afferma Mugnai inoltre è evidente che la maggioranza della comunità di vallata non vede positivamente la soluzione della centrale a biomasse, nelle dimensioni e nella progettualità presentata».
Da La Nazione edizione di Arezzo - Giovedì, 22 Gennaio 2015
 
PCL sulle mini-centrale e Powercrop
La minaccia di una centrale a biomasse sul territorio di Castiglion Fiorentino si fa sempre più concreta; non solo perché, la società Powercrop proprietaria dell'aria ex-Sadam, ha di recente fatto ricorso al TAR per risolvere la questione, scavalcando di fatto, la volontà ferma dei cittadini che da tempo si sono dichiarati contrari.
Ma la Powercrop, con tale ricorso a voluto scavalcare anche la timida presa di posizione dei partiti locali, quello di centro destra che attualmente amministra il comune e quello di centro sinistra (il PD) che fino a qualche mese fa lo ha amministrato.
Sia in passato, fino alla campagna elettorale questi partiti si sono sempre dichiarati contrari a tale prospettiva, usando strumentalmente in campagna elettorale inequivocabili dichiarazioni di contrarietà alla centrale, ma di fatto, chi in precedenza ha amministrato e chi adesso amministra il comune, non si è mai preoccupato di adottare, nel concreto adeguate misure preventive per scongiurare il pericolo che minaccia il nostro territorio.
A riguardo si e detto molto, ma come al solito chi ha in mano il potere e governa fa ben poco....!!!
Di recente è comparso un articolo su "la voce" di Castiglion Fiorentino dove la giunta comunale per voce del sindaco Mario Agnelli, dichiara di voler concedere a chi ne fa richiesta, l'autorizzazione ad installare mini centrali a biomasse.
Il pcl che si è sempre dichiarato contrario alla centrale, vede in tutto ciò una minaccia seria, riteniamo che con un tale provvedimento non solo si trasferisce in mano a privati cittadini il potere di decidere sulla salute pubblica di tutti, visto che per quanto possano rassicurare il sindaco e la giunta, il fiorire sul territorio di mini centrali non rende possibile alcun serio controllo sul loro effettivo utilizzo, ma ciò che temiamo di più, è che con tale autorizzazione, di fatto si fornisce alla Powercrop un pretesto per il suo ricorso al TAR e si facilita il compito di tale organismo che si deve pronunciare sulla vicenda.
Il fatto è che, se il comune autorizza privati cittadini a installare mini centrali perché il TAR non dovrebbe autorizzare una compagnia privata a costruire una centrale a castiglioni?
Di fatto l'amministrazione comunale fornisce implicitamente l'autorizzazione alla suddetta società di costruire una centrale a biomasse sul territorio andando contro a ciò che ha promesso ai suoi elettori, e rendendosi direttamente responsabile della salute pubblica che invece dovrebbe preoccuparsi di tutelare, visto che in materia di politiche sociali, fino adesso fatto ben poco per i castiglionesi...!!!!
IL pcl ribadisce il suo fermo no alla centrale a biomasse e ad ogni indiscriminato tentativo di minacciare la salute pubblica di tutti con l'autorizzazione ad impiantare mini centrali, per tanto coerentemente con quelli che sono i suoi principi dichiara di battersi con ogni mezzo possibile per scongiurare la minaccia che incombe sul nostro territorio e invita tutti i cittadini a fare altrettanto...... in ballo c'è la nostra salute che non piò essere messa a repentaglio da nessuno per interessi egoistici o esigenze di mercato...!!!
Giuseppe Mazzoli - Sabato 22 Novembre 2014 02:49
 
 
Comunicato dell'Associazione Tutela Valdichiana
 
Gianni Mori: polemiche inutili, fanno il gioco della speculazioni
In relazione agli articoli comparsi nelle settimane scorse nella stampa locale e online nei quali vengono in varia misura "attaccati" componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione Tutela Valdichiana e anche l’Associazione stessa, quest’ultima fino ad ora non ha preso una posizione "ufficiale".
Ciò perché l’interesse primario che persegue è la tutela del bene comune (paesaggio, aria, ambiente, lavoro, salute, ecc) con tutta l’umiltà che questa forma di volontariato richiede e senza necessità di rimarcare un primato su qualcuno. C’è quindi un invito, in queste parole, ad evitare di alimentare sterili polemiche nella speranza di non perdere di vista l’obiettivo comune.
Le polemiche provocano solo incomprensioni e divisioni che nel caso di Castiglion F.no, non fanno altro che "portare acqua al mulino" della PowerCrop. Auspichiamo quindi solo una maggiore e fattiva collaborazione, scevra da personalismi e acredini personali. L'unione fa la forza, come ci insegnano i documenti congiunti dei Sindaci della Valdichiana e l'attività dell'attuale Giunta e Consiglio comunali di Castiglion Fiorentino che, unitariamente, hanno bocciato senza appello la proposta di centrale a biomasse di PowerCrop.
Peraltro la stessa Amministrazione comunale ha dato prova di voler coinvolgere la cittadinanza, i comitati ed i partiti del territorio, senza fare distinzioni, organizzando incontri comuni nei quali discutere e confrontarsi sui temi oggi caldi della gestione ambientale del Paese, tra i quali, appunto, anche quelli della grande e delle piccole centrali a biomasse.
Iniziativa lodevole della stessa Amministrazione, sconosciuta al pregresso modo di fare politica a Castiglion Fiorentino che ha imperversato per anni.
Al contempo va comunque detto che è nota, senza dover aggiungere altro, la posizione di forte contrarietà di questa Associazione rispetto al tema della combustione per produrre energia elettrica. Basti pensare a due vicende molto vicine a Castiglion Fiorentino, per le quali siamo intervenuti, come la centrale di Foiano/Renzino e quella di Rigutino. Certamente va fatto un distinguo, fra minicentrali “speculative” (per produzione di energia elettrica) e mini-centrali alimentate a pellet, per produrre calore.
Su questo aspetto l’attività di ogni Comune della Valdichiana potrebbe fare la differenza, meglio se imponendo a chi le propone di chiudere o dismettere completamente l’impianto a gasolio, a cherosene, etc., utilizzato per il riscaldamento e sottoponendo l’iter autorizzatorio a controlli serrati degli impianti, senza dare preavviso e con costi a carico dell’utilizzatore, dal momento che lo stesso beneficia di notevoli finanziamenti economici.
Un giro di vite è essenziale, per evitare poi che su tali impianti si vada piuttosto ad utilizzare altro che non sia il materiale certificato e dichiarato (quindi autorizzato) e soprattutto con la garanzia che la mini-centrale vada a sostituire interamente l’impianto vecchio, unitamente alla prova “provata” del minor impatto delle emissioni del nuovo impianto rispetto al precedente.
E con tale finalità continueremo ad occuparci di tutela del territorio e della salute, auspicando davvero una collaborazione fattiva fra tutti gli interlocutori e confermando il nostro totale appoggio alle amministrazioni locali che intendano proseguire od operare per la salvaguardia della nostra Valdichiana.
Associazione Tutela Valdichiana - Il Presidente Gianni Mori 09/10/2014 11:29:00
 
 
La "grana" rifiuti ad Arezzo
 
Il Valdarno aretino è il cassonetto dei rifiuti dell'area fiorentina...
Sulla reale quantità di rifiuti provenienti dall'area fiorentina e complessivamente trattati nel Polo impiantistico di Podere Rota a Terranuova B.ni, si continua imperterriti a raccontare frottole...
Si può sapere, di grazia, da quale documento hanno estrapolato le 32.000 t. i vari ed autorevoli intervenuti su questo argomento?
No, perché l'unico atto formale al riguardo è la Determina del Direttore dell'ATO Sud n. 10 del 13.2.2014 (Definizione dei corrispettivi di conferimento per gli impianti... e flussi di rifiuti conferiti presso gli impianti di ambito, previsione 2014): qui si scrive ufficialmente che nella discarica verranno conferite 94.151 t. di rifiuti urbani indifferenziati (i tal-quali, cioè i peggiori...) provenienti da flussi dell'AER SpA, azienda che gestisce il servizio nella Valdisieve e nel Valdarno fiorentino, rispetto alle 88.000 t. smaltite del nostro ATO Sud; nel selettore saranno trattate 21.596 t. di rifiuti sempre di provenienza AER e – infine – nell'impianto di compostaggio saranno conferite 4.471 t....da dove? Sempre da flussi AER, ma che domande!
Quindi, matematicamente raggiungiamo una quantità totale di rifiuti provenienti dall'area fiorentina – complessivamente trattati nel Polo impiantistico di Podere Rota nel 2014 - pari a t. 120.218, altro che 32 mila...
In conclusione, il territorio provinciale avrà pure assessori regionali potenti, ministri di prima grandezza, componenti autorevoli del CSM... ma il prezzo pagato è salatissimo, essendo il Valdarno aretino diventato il cassonetto della spazzatura dei principi fiorentini!
Fausto Tenti 01/10/2014 13:09:00
 
 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Documento unitario dei Sindaci per ribadire il "No" alla centrale
I Sindaci dei Comuni della Valdichiana aretina, riuniti nella giornata del 7 Agosto a Marciano, hanno elaborato un documento congiunto sul tema "Polo delle energie rinnovabili di Castiglion Fiorentino" che porta la firma anche del primo cittadino di Arezzo Giuseppe Fanfani.
Di seguito il testo del documento inviato alle redazioni degli organi di stampa locale
 
Documento congiunto dei Sindaci
In relazione al Progetto di "Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino", proposto da PowerCrop s.r.l. in Castiglion Fiorentino (AR), loc. Cà Bittoni (crocevia fra la strada della Misericordia e via delle Volpi), analizzato dalla Conferenza dei Servizi che ha espresso parere negativo e ripreso anche dalla Delibera della successiva Giunta Provinciale, verso la quale è stato presentato ricorso al TAR da parte di Powercrop srl
i Sindaci
dei seguenti comuni della Valdichiana Aretina:
Marco Barbagli (Marciano della Chiana);
Mario Agnelli (Castiglion Fiorentino);
Giuseppe Fanfani (Arezzo);
Francesco Sonnati (Foiano della Chiana);
Margherita Gilda Scarpellini (Monte San Savino);
Roberta Casini (Lucignano);
Ass.Ambiente Andrea Bernardini per Francesca Basanieri (Cortona);
riuniti presso il Comune di Marciano della Chiana, il giorno 7 agosto 2014, ESPRIMONO
con questo documento la propria contrarietà alla realizzazione del progetto PowerCrop srl nel comune di Castiglion Fiorentino, come già espresso con il documento sottoscritto in data 19.12.2012 dai precedenti Sindaci, alla luce anche del pronunciamento negativo della Conferenza dei Servizi in data 3-4 aprile 2014, al parere del Nucleo di Valutazione nella seduta del 28/04/14 e successivamente recepito dalla Giunta Provinciale con delibera n.204 del 29/04/2014 in cui esprime diniego con giudizio negativo in ordine alla compatibilità ambientale del progetto, e pertanto di seguito confermano e rafforzano le proprie considerazioni:
deve essere sostenuto e garantito il principio di prevenzione per la salute della popolazione esposta agli impianti a combustione, come quello proposto da PowerCrop srl, i quali hanno ricadute importanti per l'uomo, direttamente sull'apparato respiratorio e cardiovascolare in particolare e, indirettamente incidendo sull'ambiente e quindi sulla catena alimentare;
la centrale a biomassa proposta ha ricadute negative non trascurabili in tutti i territori della Valdichiana sul piano sanitario, ambientale, paesaggistico, storico, culturale e lavorativo/occupazionale;
tale centrale a biomassa investe problematiche troppo rilevanti, tali da inficiare il valore di quella che dovrebbe essere invece una opportunità di sviluppo (la riconversione dello zuccherificio Sadam) trasformandola in un peso insostenibile per le generazioni attuali e future;
non è affatto provata, né garantita, la sostenibilità economica, ambientale ed energetica del progetto presentato;
il progetto in questione, per potenza, ubicazione e metodo di funzionamento non risulta coerente con le linee di sviluppo dei Comuni della Valdichiana, rappresentando quindi una evidente forzatura sul piano ambientale e paesaggistico, anche in relazione alle linee guide del Piano Paesaggistico adottato il 2 luglio 2014 dalla Giunta Regionale Toscana;
il progetto viene a determinare, pertanto, scelte obbligate di sviluppo che i territori della Valdichiana non sono in grado di sostenere, e ciò in qualunque localizzazione se ne dovesse disporre l'insediamento, diventando di fatto incompatibile con il governo dei nostri territori dal momento che non corrisponde ai modelli di sviluppo che tutti i Comuni si sono dati;
il progetto è incompatibile con la vocazione storica, culturale e turistica della Valdichiana, oltre a quella relativa allo sviluppo ortofrutticolo e florovivaistico favorito ed in corso di attuazione grazie alla realizzazione della rete idrica della diga di Montedoglio per uso irriguo, volta a mantenere ed incentivare la coltivazione dei prodotti tipici e tradizionali di questa vallata;
nel progetto in oggetto, non si tiene conto della compresenza di altri impianti a biomasse o biogas che interessano i nostri territori, approvati o in corso di approvazione, che peraltro si andrebbero a sommare ad altri impianti impattanti già esistenti.
i Sindaci sopra evidenziati
alla luce delle considerazioni sopra esposte, ribadiscono la loro ferma contrarietà alla realizzazione del progetto "Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino" e comunque di qualsiasi progetto che non sia rispettoso delle vocazioni locali, oltre che coerente con gli aspetti sanitari, urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali ed agricoli.
Per il Comune di Marciano della Chiana il Sindaco Marco Barbagli
Per il Comune di Castiglion Fiorentino il Sindaco Mario Agnelli
Per il Comune di Arezzo il Sindaco Giuseppe Fanfani
Per il comune di Foiano della Chiana il Sindaco Francesco Sonnati
Per il Comune di Monte S.Savino il Sindaco Margherita Gilda Scarpellini
Per il Comune di Lucignano il Sindaco di Lucignano Roberta Casini
Per il comune di Cortona Ass.Ambiente Andrea Bernardini
Marciano della Chiana (AR), lì 7 agosto 2014
 
La centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino e le Istituzioni Pubbliche: lavori in corso…
E’ dalla chiusura dello stabilimento saccarifero di Castiglion Fiorentino che l’Associazione Tutela Valdichiana (al tempo “Comitato Tutela Valdichiana”) segue attivamente la vicenda, adoperandosi alacremente per scongiurare l’insediamento di un mega impianto industriale a biomasse nel cuore della Valdichiana.
Al punto in cui siamo non si può che esprimere piena soddisfazione per come la vicenda si è evoluta, soprattutto grazie al lavoro di tanti cittadini e delle Istituzioni coinvolte.
Il tavolo si è infatti ribaltato: da un primo avallo dato all’impianto dall’Amministrazione di Paolo Brandi (già con la sottoscrizione dell’Accordo nel 2007), si è arrivati ad un parere negativo unanime alla VIA espresso da tutte le Istituzioni presenti.
Ma vi è dell’altro. Nel tempo, come ci conferma la recentissima conferenza stampa del Sindaco Agnelli di Castiglion Fiorentino, questa vicenda ha avuto la capacità di accomunare ed unire tutti gli schieramenti politici.
Il NO a questo progetto è stato infatti pronunciato dagli appartenenti a tutte le compagini politico/partitiche dell’Amministrazione comunale di Castiglion Fiorentino con un forte e pubblico plauso, al riguardo, da parte dello stesso Consigliere di opposizione Mazzoli, da sempre strenuo oppositore dell’impianto.
Una rivincita per la nostra Associazione che dalla Amministrazione Brandi di quegli anni veniva costantemente accusata di fare “terrorismo psicologico”.
Ci dovremmo quindi piuttosto chiedere se, dato lo stato attuale delle cose, la nostra non fosse piuttosto lungimiranza mentre quella di “Brandi & C.” miopia. Ma quel tempo è passato, per la fortuna di tutti.
Adesso ci sentiamo, da questo punto di vista, ben più e meglio rassicurati sul piano locale.
Grazie alla presenza di “nuove”, o rinnovate, Istituzioni locali che hanno saputo ascoltare il territorio ed interpretare i bisogni di un’intera vallata: dall’Assessore Gallorini della precedente Amministrazione – che ha svolto con assoluta serietà e competenza il durissimo lavoro in seno alla Conferenza dei servizi – alle altre Istituzioni presenti in Conferenza, come Provincia di Arezzo, Regione Toscana, Comune di Arezzo, Soprintendenza, ASL ed Arpat; fino all’attuale Amministrazione comunale di Agnelli, che intenderà continuare con fermezza e determinazione tale dura battaglia, adesso anche giudiziale, nella consapevolezza che lo sviluppo sostenibile non potrebbe esistere sotto le torri di un inceneritore. A questa vanno di necessità i nostri migliori auguri ed il nostro sostegno.
Un plauso ancora particolare anche ai Sindaci della Valdichiana, compatti nel confermare la loro contrarietà all’impianto, anche con il coordinamento e l’azione svolta dal Comune di Marciano della Chiana.
Una valle intera che sodalizza e rafforza un proposito di sviluppo compatibile, senza coloriture o bandiere di partito: con il solo obiettivo del bene comune.
Per un’Associazione come la nostra, non vi è miglior canto da ascoltare.
C’è solo un piccolo cruccio. Peccato che, nonostante gli sforzi profusi da tanti noi cittadini e dalle Istituzioni pubbliche del territorio (la Provincia di Arezzo, gli stessi Sindaci della Valdichiana ed il Comune di Castiglion Fiorentino), la miopia della vecchia Amministrazione Brandi sia stata oggi sostituita dalla sordità di Governo nazionale e Parlamento, che con un vero e proprio colpo di mano dell’ultimo minuto tenterebbe di passare sopra la testa di un territorio vasto come la Valdichiana (pezzetto non indifferente del c.d. “Made in Tuscany”).
Peccato che il Parlamento pensi di farlo con cinque righe in una norma nell’appena convertito d.l. competitività: come se queste cinque righe scritte a Roma potessero spazzare via il passato ed il futuro di una Valle.
E peccato ancor più che si sia appreso, di tale proposito, dalla stampa oppure seguendo incessantemente le vicende parlamentari via internet, tramite il coordinamento dei comitati No-PowerCrop.
Ancora la Valdichiana non ha avuto, a tutti i livelli, il rispetto e la considerazione che merita: ma anche su questo stiamo lavorando…
Associazione Tutela Valdichiana, il Presidente Gianni Mori
 
PowerCrop contro la pronuncia di non compatibilità ambientale
Il sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli ha tenuto una conferenza stampa per illustrare tutte le novità riguardanti la vicenda del progetto “Polo Energie Rinnovabili” presentato da PowerCrop.
La società nata dalla fusione tra Sadam e il gruppo Maccaferri ha presentato ricorso al Tar contro “la pronuncia di non compatibilità ambientale al procedimento di Valutazione d'Impatto Ambientale” emessa dall'Amministrazione Provinciale un paio di mesi fa nei confronti della centrale elettrica a biomasse da realizzare a Ca' Bittoni, una località che sorge proprio al confine tra Castiglion Fiorentino e Arezzo.
“Onestamente non ne siamo sorpresi, sapevamo che era nell'aria!” sostiene il sindaco Mario Agnelli che aggiunge “ora la ‘battaglia’ si fa più dura.
Non bastano più le posizioni assunte di volta in volta dai singoli comitati o dai numerosi cittadini.
Ora è arrivato il momento di fare fronte unito perché la questione non riguarda solo Castiglion Fiorentino ma interessa l’intera Valdichiana e il comune di Arezzo”.
La vicenda della riconversione dell’Ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino ha preso il via nel 2007 quando l’impianto chiuse i battenti e per gli operai iniziò il lungo periodo di cassa-integrazione.
Sempre lo stesso anno fu firmato l’accordo d riconversione che conteneva impegni precisi per lo sviluppo del territorio e la tutela dell’occupazione. Da allora sono sorti comitati ambientalisti, realizzati convegni ed organizzate manifestazioni pubbliche fino al mese di ottobre del 2012 quando la PowerCrop ha presentato il progetto di “Polo di Energie Rinnovabili”.
Dopo l'attività della commissione d'Inchiesta Pubblica, la Conferenza dei Servizi lo scorso 29 aprile 2014, come recita la delibera della giunta provinciale, ha concluso il procedimento di Valutazione d'Impatto Ambientale con la “pronuncia di non compatibilità ambientale” in merito al progetto proposto da PowerCrop.
Ufficio Stampa 18/07/2014
 
 
La "grana" rifiuti ad Arezzo
 
Votati aumenti (7/9 %) delle tariffe di SEI Toscana. Gli aretini insorgono ma sono minoranza
Nemmeno un anno fa, in un comunicato, il monopolista SEI Toscana sosteneva che … “in questa fase è fortemente impegnata nella costruzione della nuova azienda. Ciò costituisce il presupposto non solo per migliorare la qualità del servizio ai cittadini ma anche per il raggiungimento di più elevati livelli di efficienza gestionale e, di conseguenza, per il contenimento dei costi e delle tariffe”.
Tadà! Più veloce della luce è arrivata la fregatura!
Mi pare ovvio che l’obiettivo vero della regione Toscana, era risolvere i problemi di partecipate che stavano affondando nei debiti, spostare su Siena il centro del potere della Toscana del Sud, nel modo più possibile occulto, per posizionarlo così fuori dalla sovranità popolare.
E diciamolo che le Aree Vaste sono il miglior sistema per poter continuare a fare e disfare a proprio piacimento, senza trasparenza, senza democrazia, senza controllo compreso quello della Corte dei Conti.
Senza più le province, che un tempo si assumevano le responsabilità rispondendone ogni 5 anni agli elettori, senza nessuno a cui dover rispondere, salvo le assemblee dei sindaci che sono una risata (quale sindaco metterebbe a rischio la futura presidenza alla partecipata di turno?).
Ci hanno turlupinato e continueranno a farlo.
Hanno fatto un bando segreto, a cui hanno partecipato solo gli amici e gli amici degli amici (cioè un solo partecipante), che adesso dispone di noi più o meno liberamente.
L’area di Arezzo, fino al 2013 è stata gestita da AISA che riusciva a chiudere in pareggio.
A parità di servizi non è comprensibile un aumento delle tariffe, anzi poiché il direttore di AISA, due funzionari ed una segretaria, sono stati mandati a Siena e quindi i loro costi, sono ora divisi per l’intera SEI Toscana, sono diminuiti per l’Area Arezzo. Invece sono partiti col chiedere il 20% di aumento, facendo poi finta di accontentarsi del 7/9%. E tutti tirarono un sospiro di sollievo...
Ma siamo solo al primo anno! Il bello ha da venire.
L’obiettivo occulto ma non troppo, è ottenere il 60% di aumento in 5 anni.
Perché gli amici degli amici, quando han fatto il bando, sapevano bene che i rifiuti sono un business e che alcuni loro bilanci potranno essere ripianati solo frugando pesantemente nelle tasche dei cittadini.
Fiscalizzare i debiti e privatizzare gli utili.
E che utili: prevedono di spartirsi un bottino da 170 miliioni di euro!
Questa è la vera strategia spartitoria regionale.
E noi siamo così polli che diciamo sempre di si a tutto, anche se ieri gran parte dei sindaci della provincia di Arezzo hanno votato no agli aumenti tariffari.
Ma sono in minoranza. E lo saranno sempre.
Intanto prepariamoci a pagare (in bolletta) il nuovo acquisto della sede di Siena (naturalmente) della nuova direzione di SEI.
Signore e signori: la polpetta è servita!
Paolo Casalini 01/07/2014 06:46:00
 
 
Il nuovo inceneritore di San Zeno
 
Sel: La Provincia dica chiaramente no all’ampliamento dell’inceneritore!
SEL è stata determinante per contrastare l’idea che il nuovo piano provinciale dei rifiuti prevedesse il raddoppio dell’inceneritore di San Zeno, ritenendo che l’incenerimento sia solo una soluzione residuale per quella quota di rifiuti che non possono essere altrimenti differenziati.
Il futuro piano prevede, tuttavia, che l’inceneritore di San Zeno, pur ammodernato, possa essere anche ampliato nella sua capacità di combustione, passando dalle attuali 42.000 t/a sino a 55.000 e demandando tale scelta all’Ato Sud.
Su questo ultimo punto SEL ritiene che l’ampliamento dell’attuale impianto di San Zeno non sia necessario, considerato che esso è attualmente sottoimpiegato, poiché la quantità di rifiuti effettivamente oggi trattati è pari a 38.123 t/a e che, qualora ci fosse un imprevisto e improbabile aumento di rifiuti da destinare all’incenerimento, essi potranno essere trattai nell’impianto di Poggibonsi, anch’esso sottoimpiegato.
Ma non ci sono solo ragioni tecniche: l’ampliamento dell’inceneritore di San Zeno è palesemente inconciliabile con gli obbiettivi generali dello stesso piano provinciale che prevede: la rapida estensione, entro il 2018, dei sistemi di raccolta differenziata domiciliare ad almeno il 70 – 80% degli abitanti dell’ATO Toscana Sud e il raggiungimento dell’obiettivo di raccolta differenziata del 70% dei rifiuti urbani e dell’avvio a effettivo riciclo di almeno il 60% dei rifiuti.
SEL ritiene che il Consiglio Provinciale, come ultimo atto politico di un organo democraticamente eletto, debba dire in modo chiaro un no all’ampliamento di San Zeno e un sì al riciclo dei rifiuti, in modo che poi non sia un club ristretto di nominati (l’ATO) a dire la parola definitiva su questa importante questione.
SEL Federazione di Arezzo (giugno 2014)
 
 
NO alla centrale a Castiglion Fiorentino!
 
NO definitivo della giunta Provinciale al progetto Powercrop!
Illustrate in una conferenza stampa le motivazioni tecniche della delibera, alla quale si accompagna la richiesta di riaprire il tavolo sulla riconversione dello zuccherificio e la tutela dell'occupazione.
Il polo di energie rinnovabili di Castiglion Fiorentino sul quale era basato il progetto presentato dalla società Power Crop Srl non si farà.
La decisione assunta dalla Giunta provinciale, già preannunciata dal rigetto del progetto deliberato a metà aprile alla luce del pronunciamento negativo della Conferenza dei Servizi, non si è modificata alla luce delle controdeduzioni della società proponente.
Ad annunciarlo sono stati, in una conferenza stampa che si è svolta nel palazzo della Provincia, amministratori e tecnici dell'Amministrazione provinciale e amministratori del Comune di Castiglion Fiorentino.
Il progetto, è stato ricordato, era stato presentato dalla società un anno e mezzo fa, nell'ottobre del 2012, al di fuori della concertazione prevista dall'accordo di riconversione dello zuccherificio Sadam.
Su di esso, al di là dei pronunciamenti politici, c'è stata una valutazione attenta sul piano tecnico che ha poi portato alla decisione oggi annunciata. Durante la conferenza stampa è stato sottolineato come le principali criticità emerse in sede di Conferenza dei Servizi riguardassero le dimensioni dell'impianto, che prevedeva la produzione di 51,5 MW termici, ritenuto sovradimensionato rispetto alla realtà nella quale era previsto il suo inserimento, aspetti legati all'utilizzo in loco dell'energia prodotta, il vincolo paesaggistico di un'area di pregio, vicina alla zona di bonifica, come definito anche dal piano paesaggistico regionale in corso di approvazione, la previsione di realizzazione dell'impianto in area non urbanizzata e altri aspetti connessi alla sostenibilità complessiva del progetto.
Importante è stato, a parere unanime degli Amministratori di Provincia e Comune, il processo di coinvolgimento dei cittadini con l'attivazione del procedimento di Inchiesta Pubblica che ha visto la presenza attiva di associazioni e singoli cittadini.
Gli amministratori hanno sottolineato che si chiude così la questione del progetto del Polo delle Energie rinnovabili presentato da Power Crop, ma non quella della riconversione dello zuccherificio così come previsto dall'accordo firmato nel 2007, che conteneva impegni precisi per lo sviluppo del territorio e la tutela dell'occupazione.
In questo senso la richiesta indirizzata alla Regione Toscana, alla quale è stato rivolto anche un ringraziamento per il contributo dato in Conferenza dei Servizi, è quella di riaprire il tavolo di concertazione per arrivare a una soluzione che possa garantire sostenibilità ambientale, sviluppo economico e occupazione.
Ufficio Stampa 03-05-2014
 
La giunta provinciale delibera il preavviso di rigetto del progetto
Concluso il lavoro della Conferenza dei Servizi chiamata a esprimersi sul progetto “Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino”, presentato da Powercrop Srl.
Alla luce del pronunciamento negativo della Conferenza dei Servizi, la Giunta Provinciale, nella sua riunione odierna, ha deliberato il preavviso di rigetto per la non compatibilità ambientale del progetto stesso, per le criticità evidenziate e le motivazioni espresse dalla Conferenza. All'azienda proponente sarà quindi notificato questo preavviso, in base al quale avrà alcuni giorni di tempo per le sue controdeduzioni.
Ufficio stampa CTV/ATV
 
Fausto Tenti: se vivessimo in un Paese normale...
In un Paese minimamente “normale”, la Provincia di Arezzo – in qualità di ente competente per la pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto della mega-centrale a biomasse di Castiglion F.no, in Loc. Poggio Ciliegio – dovrebbe pronunciarsi con un secco ed inequivocabile no, sulla scorta degli infiniti motivi a supporto di un parere negativo:
1) L'assoluta ed insuperabile non conformità urbanistica dell'ubicazione nel sito di cui sopra (individuato autonomamente dalla Powercrop) del tutto in difformità rispetto alle linee di pianificazione (solo questo motivo varrebbe, di per sé, un pronunciamento negativo da parte dell'Amministrazione Provinciale, tale da far ritenere chiusa la pratica);
2) Il progetto presentato non c'azzecca nulla non solo con l'Accordo di riconversione dello stabilimento Sadam/Eridania del 2007, ma nemmeno con i progetti integrati (di riconversione degli ex zuccherifici in generale, ai quali sono legati i lauti finanziamenti ed incentivi pubblici) così come complessivamente e formalmente intesi e regolamentati dalla Commissione Europea e dalle normative di recepimento italiane. Questo motivo, invece, sarebbe compreso da un ragazzino di 5^ elementare: i progetti da approvare per le riconversioni degli ex zuccherifici ed i soldi da erogare ad essi correlati devono – obbligatoriamente, altrimenti si tratterebbe di altro – prevedere anche la riqualificazione completa ed il totale ripristino/valorizzazione ambientale delle aree ex zuccherifici...
Ecco, di questo non c'è la benché minima traccia nel progetto presentato: sarebbe come se io chiedessi (ed ottenessi) gli incentivi per un impianto fotovoltaico sul tetto ed invece li usassi per comprare un ettaro di terra per farci un orto botanico...
3) La Regione Toscana ha più volte manifestato la propria ferma contrarietà all'individuazione del sito di Poggio Ciliegio, zona agricola di pregio palesemente incoerente ed in netto contrasto con le linee strategiche paesaggistiche del P.I.T. (Piano d'Indirizzo Territoriale). Già nel luglio 2011, con Risoluzione approvata dal Consiglio Regionale, il Presidente Rossi affermò che avrebbe potuto agevolare una riconversione collocata esclusivamente nel vecchio sito Sadam/Eridania (anche per non consumare ulteriore suolo vergine);
4) L'ARPAT ha sentenziato che la zona in questione è vulnerabile ai nitrati, tale da non poter sopportare ulteriori carichi;
5) La Soprintendenza ha messo in evidenza l'impatto fortemente negativo che un'industria insalubre di 1^ classe (qual'è un impianto a combustione di biomasse) avrebbe sulle zone agricole di bonifica della Valdichiana;
6) Il Comune di Castiglion F.no ha più volte formalizzato – anche recentemente – un parere negativo alla realizzazione del piano, addirittura del tutto “indipendentemente dalla sua collocazione”, considerando un'industria di tali dimensioni incoerente ed incompatibile con il governo del territorio e soprattutto non corrispondente con il modello di sviluppo locale.
Visto quanto sopra, la Provincia di Arezzo dovrebbe pronunciare un parere negativo di compatibilità ambientale sul progetto presentato: questo ci si aspetterebbe fossimo in un paese “normale”...
Ma non vorremmo che -lo diciamo senza voler accusare nessuno di responsabilità o colpe – scattassero altre dinamiche, che potrebbero trasformare il logico e conseguente no in un si: ciò comporterebbe, inevitabilmente, il ricorso a strade non più politiche per evitare ciò che – appunto – la Politica (con la P maiuscola) non è riuscita a contrastare.
Fausto Tenti - 05/03/2014 17:37:00
 
 
Il nuovo inceneritore di San Zeno
 
Piano Interprovinciale Rifiuti: non è oro tutto quello che luccica...
Le sottoscritte Associazioni/movimenti: Italia Nostra Toscana-Associazione Tutela Valdichiana-Comitato Vittime discarica di Podere Rota-Forumambientalista Toscana-Comitato Salute ed Ambiente-WWF Toscana e Arezzo-CGIL Arezzo-Comitato Acqua Pubblica Arezzo-PRC/SE-Verdi, esprimono un altro punto di vista sul P.I.R..
Giovedì 6 febbraio è stato adottato – dal Consiglio Provinciale aretino -il Piano Interprovinciale Rifiuti dell'ATO Toscana Sud (Arezzo, Siena, Grosseto, Val di Cornia).
Come ha ben detto Nicotra -motivando il proprio voto contrario -si tratta di un lavoro positivo dal punto di vista dell'approccio culturale (con l'obiettivo del raggiungimento del 70% di RD, da conseguire tramite l'implementazione dei sistemi di raccolta domiciliare) ma permangono molte criticità: soprattutto relative alla esagerata previsione di produzione futura di rifiuti, dalla quale discende l'ineluttabilità (secondo gli estensori del piano) del sostanziale raddoppio dell'inceneritore di San Zeno, furbescamente mascherato e camuffato da manutenzione straordinaria (la quale, a sua volta, è declinata con l'enfatico e luccicante termine inglese "repowering" da 55.000 t/annue).
Per verificare che questo è il "trucco" per costruire un nuovo impianto senza dirlo, non bisogna allontanarsi troppo da Arezzo: basta informarsi sull'inceneritore di Ospedaletto a Pisa...
Anche i Circoli di Legambiente delle 3 province -associazione sicuramente non tacciabile di estremismo ecologista -hanno manifestato le proprie perplessità affermando che c'è "Ancora troppo incenerimento e frazione in discarica" e obiettando su 3 rilevanti questioni: la "mancata trasparenza" sulla pubblicizzazione del Piano prima dell'avvenuta adozione...il fatto che "i tempi per il raggiungimento del 70% di RD sono troppo dilatati e la scelta del passaggio porta a porta dovrebbe concentrarsi in un periodo molto più stretto"...e che "il piano prevede ancora troppa termovalorizzazione e troppo conferimento in discarica".
Noi riteniamo che la ridondante potenzialità termovalorizzatrice del nuovo impianto di S. Zeno (o della nuova linea all'interno del vecchio inceneritore, che di fatto è la stessa cosa...), per 55.000 t/a di rifiuti da incenerire, deriva da evidenti distorsioni nella stesura del P.I.R, dovute a:
1. 1. inappropriata quantità di rifiuti (iniziale) presa come base di riferimento (relativa al 2010, per tutto l'ATO Toscana Sud + Val di Cornia) mentre sarebbe stato congruo prendere come base, a partire dalla quale simulare la produzione futura al 2025, la quantità del 2012, molto più bassa del 2010;
.2. illogicità, dovuta alla non presa in considerazione del chiaro trend di riduzione della produzione di rifiuti nell'ambito di riferimento, che sono diminuiti dal 2008 al 2012 dell'8,63%, mentre nel P.I.R. ne è prevista solo una sostanziale stabilizzazione, del tutto in contraddizione con gli andamenti degli ultimi anni (la quantità totale di rifiuti urbani ed assimilati prodotta nell'ATO Sud + Val di Cornia nel 2012 è uguale a quella del 2003, mentre – rispetto alle previsioni fatte nel 2008 dal Piano Straordinario Rifiuti messo a gara
.– ci sono state nel 2012 circa 100.000 t. in meno reali);
2. 3. incongrua – sulla base di esperienze acquisite -percentuale prevista di scarti da RD (15%) del tutto incoerente con l'obiettivo di piano del raggiungimento del 70% di RD (tale livello di differenziazione, potendo essere conseguito esclusivamente con sistemi di raccolta domiciliare, può determinare al massimo un 4% di scarti, comportando il cd porta-a-porta elevata qualità della RD e bassi valori d'impurità);
.4. contraddittoria ed immotivata rivisitazione e modifica degli storici accordi interprovinciali (Firenze ed Arezzo) e tra gli AA.TT.OO. Toscana Centro e Sud, firmati a fare dal 3.4.1998, basati sino ad oggi sul principio – quantomeno scritto e formalizzato -di “reciprocità”: accordi finalizzati allo scambio bidirezionale di varie tipologie di rifiuti tra i 2 differenti ambiti (da ultimo, la deliberazione della G.P. di Arezzo n. 127 del 24.3.2011, che così recita “...tale impianto (ndr. Il nuovo termovalorizzatore di Selvapiana-Rufina, che ha ottenuto dalla Provincia di Firenze l'AIA per procedere all'ampliamento).
Potenziato potrà trattare fino a 68.500 t/a di rifiuti in ingresso, proveniente da impianti di selezione... Pertanto tale impianto risulta sufficiente a garantire la valorizzazione energetica dell'intera quota di sovvallo combustibile proveniente dall'impianto di Casa Rota dalla selezione dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni del Valdarno Fiorentino, Valdisieve e Valdarno Aretino...”; “misterioso” ed indecifrabile risulta – infatti – il motivo per il quale si procede a disdettare accordi interprovinciali (sancito con delibere delle GG.PP. di Firenze ed Arezzo, rispettivamente la n. 81 dell'8.7.2013 e la n. 340 dell'1.7.2013) che avrebbero dovuto obbligare l'ATO Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia) a rispettare il principio di leale collaborazione tra enti, tramite il trattamento nei propri impianti di ambito di parte dei rifiuti conferiti a Casa Rota: questo sulla scorta del fatto che la sola discarica dal 1998 al 2008 ed il selettore e la discarica dal 2009 a tutt'oggi consentono (e consentiranno almeno fino al 2021, ma pensiamo anche molto oltre) di smaltire negli impianti di Terranuova B.ni (ATO Toscana Sud) decine di migliaia di tonnellate di rifiuti annui provenienti non solo dal Valdarno Fiorentino e dalla Valdisieve, ma anche dall'Area Metropolitana Fiorentina;
3. 5. inammissibilità nel non tenere nella dovuta considerazione – al fine dell'autosufficienza d'incenerimento all'interno dell'ambito ATO Toscana Sud -il fatto che l'impianto di Poggibonsi ha una potenzialità termovalorizzatrice per circa 71.000 t/anno, mentre l'utilizzo risulta al massimo per circa 52.000 t/anno, quindi del tutto in grado di far fronte ad eventuali necessità; Sulla base di quanto suddetto, noi riteniamo conseguentemente del tutto inopportuna – per le necessità di gestione del ciclo dei rifiuti della provincia di Arezzo, anche in proiezione futura– la previsione del P.I.R., che contempla o il repowering dell'attuale impianto di S. Zeno o costruzione di uno nuovo, sempre però con una potenzialità termovalorizzatrice di 55.000 t/anno, del tutto ridondante per le esigenze provinciali. Consideriamo -invece – necessaria ed improrogabile la completa messa in sicurezza dell'attuale impianto, con l'adozione e l'implementazione delle migliori e più recenti tecniche di abbattimento degli inquinanti in uscita -finalizzate a renderlo meno impattante possibile sulla salute e sull'ambiente -senza procedere a nessun incremento della potenzialità termovalorizzatrice, essendo sufficiente l'attuale, per circa 40.000 t/anno. Anche per ciò che concerne la previsione di un digestore anaerobico all'interno del Polo Impiantistico di Podere Rota -da 30.000/35.000 t/annue -noi ne chiediamo lo stralcio, in sede di approvazione del PIR: ciò al fine di rivalutarne l'ubicazione logistica, poiché il territorio nel quale si vorrebbe innestare tale biodigestore è talmente saturo di impianti di trattamento rifiuti da non poterne -obiettivamente -sopportarne di ulteriori.
Chiediamo, quindi:
. • di stralciare dal suddetto P.I.R. -in sede di futura approvazione – la previsione di un incremento della potenzialità termovalorizzatrice dell'inceneritore di S. Zeno, portandola a 55.000 t/anno, sia sotto forma di repowering dell'attuale impianto che di costruzione di uno nuovo.
. • Di limitare l'intervento di ammodernamento alla completa messa in sicurezza dell'impianto di che trattasi, tramite l'adozione e l'implementazione delle migliori e più recenti tecniche di abbattimento degli inquinanti in uscita, finalizzate a renderlo meno impattante possibile sulla salute e sull'ambiente circostante, senza far prevedere -all'interno del P.I.R. -nessun incremento della potenzialità termovalorizzatrice, essendo sufficiente l'attuale, per circa 40.000 t/anno.
. • di stralciare, altresì, dal P.I.R. -in sede di futura approvazione -la previsione di un digestore anaerobico a Podere Rota, stralcio finalizzato a rivalutarne l'ubicazione logistica.
. • Di inserire nel P.I.R la possibilità – al fine del rispetto dell'autosufficienza (di trattamento e di smaltimento ) di ambito, di cui alla LRT n. 61/2007 e smi – di poter utilizzare, in caso di eventuale necessità di termodistruzione di rifiuti, l'altro impianto d'incenerimento dell'ATO Toscana Sud, cioè Poggibonsi.
. • Di rispettare – all'interno della programmazione del P.I.R. -la vigente normativa sulla riduzione di rifiuti, prevedendo per il futuro una diminuzione reale della loro produzione, quantomeno in linea con il trend degli ultimi anni (-8,63% dal 2008 al 2012, dati certificati ARRR per l'ATO Toscana Sud + Val di Cornia).
. • Di rivedere – al ribasso – la percentuale di scarti da R.D. (15%), del tutto inverosimile con una R.D. preventivata al 70%: percentuale – quest'ultima -raggiungibile esclusivamente con il sistema di raccolta domiciliare, cd porta-a-porta, quindi con valori d'impurità al massimo del 4%.
. • Di tornare al rispetto – all'interno del P.I.R. e delle 2 Giunte Provinciali -degli accordi storici di “reciprocità” tra le Province di Firenze ed Arezzo vigenti solo fino a qualche mese fa, che prevedevano – in base al principio di leale collaborazione tra enti -un bidirezionale scambio di flussi di rifiuti tra l'ATO Toscana Centro e l'ATO Toscana Sud, inspiegabilmente scomparsi di recente: ciò che costringe ad uno stress continuo l'impiantistica di Casa Rota, che a fare dal 1998 smaltisce e tratta decine di migliaia di tonnellate rifiuti annui provenienti non solo dal Valdarno Fiorentino e dalla Valdisieve, ma anche dall'Area Metropolitana Fiorentina, senza essere minimamente “contraccambiata” in un rapporto solidale inter-ato.
Ufficio Stampa - Arezzo, 17 febbraio 2014
Italia Nostra Toscana-Associazione Tutela Valdichiana-Comitato Vittime discarica di Podere Rota-Forumambientalista Toscana-Comitato Salute ed Ambiente-WWF Toscana e Arezzo-CGIL Arezzo-Comitato Acqua Pubblica Arezzo-PRC/SE-Verdi
 
Franco Romagnoli sull'approvazione del piano interprovinciale dei rifiuti
Il Piano, votato il 6 febbraio 2014, è un ottimo strumento normativo che consente a tutti gli attori in gioco una gestione corretta e moderna del sistema dei rifiuti. Questo è in sintesi il nostro punto di vista. Vediamo in dettaglio quali sono, secondo noi, gli aspetti positivi, le “aree di miglioramento” e le criticità di attuazione del Piano.
ASPETTI POSITIVI
La sua stessa adozione
Riteniamo necessario ricordare che il piano precedente (il Piano straordinario del l’aprile del 2008), che già nasceva con obbiettivi insufficienti, era diventato drammaticamente inadeguato per il mutato contesto socioeconomico. Inoltre il Piano Interprovinciale, non solo recepisce gli obiettivi del Piano Regionale del 19 dicembre 2013, ma lo arricchisce su alcuni aspetti e soprattutto supera, bloccando tutte le attività autorizzative, un’ inaccettabile contraddizione del Piano Regionale che autorizzava l’impianto di termovalorizzazione da 75.000tn/anno, previsto a San Zeno dal precedente Piano Straordinario, assolutamente inutile da sempre e soprattutto a fronte degli obiettivi massimi di termovalorizzazione stabiliti dallo stesso Piano Regionale (massimo 20% di termovalorizzazione del totale dei rifiuti)
Obiettivo rifiuti costanti
Indubbiamente, la presa d’atto che il contesto socioeconomico è profondamente cambiato, che le tecniche di raccolta differenziata domiciliare hanno dimostrato di essere al tempo stesso efficaci ed efficienti, se confrontate con l’incenerimento, e l’individuazione di iniziative applicabili di riduzione della produzione all’origine dei rifiuti, deve essere considerata un aspetto positivo
Questa presa di coscienza ha consentito di poter affermare che il tendenziale aumento della produzione dei rifiuti, atteso a fronte della auspicata ripresa economica, potrà essere compensato dalla riduzione indotta dalle azioni volte a ridurne la quantità in origine, con un effetto di stabilizzazione della produzione dei rifiuti sui volumi del 2010.
A nostro parere si sarebbero potuto prendere a riferimento i dati del 2011, come peraltro fatto dalla Regione Toscana, ma concordiamo che questa scelta non avrebbe inciso in modo determinante sulle valutazioni dei fabbisogni impiantistici, quindi pur non condividendola, non la consideriamo tra le criticità.
Obiettivo di raccolta differenziata al 70%
E’ l’obiettivo del Piano Regionale. E’ tecnicamente raggiungibile, come hanno dimostrato tutte le amministrazioni pubbliche che ci hanno provato, anche quelle della nostra provincia (Es.: Pian di Sco’, Capolona ed anche Arezzo nella zona sud). Per ottenere questo obiettivo è necessario passare a metodologie di raccolta di tipo domiciliare (il così detto Porta a Porta), la cui applicazione non fa aumentare i costi del ciclo di gestione (vedi esperienza di AISA ad Arezzo sud), ma noi riteniamo li possa fare anche diminuire per i Comuni dove si parte da percentuali di raccolta differenziata molto basse. E’ inoltre opportuno ricordare che il Porta a Porta consente di aumentare l’occupazione e di questi tempi è un elemento che non si deve trascurare.
Stop del “raddoppio” del termovalorizzatore di San Zeno
Con gli obiettivi di stabilizzazione dei rifiuti e di RD sopra indicati, si conferma l’inutilità di un impianto da 75.000 tn/anno (si ricorda che il costo complessivo dell’impianto sarebbe stato, per famiglie ed imprese della provincia di Arezzo, di 150.000.000€ in 20 anni), previsto nel bando di gara per il Gestore Unico, vinto dall’attuale SEI Toscana, sulla base di dati abbondantemente superati dall’attuale contesto socioeconomico.
Lo stop all’inizio delle attività di progettazione esecutiva del “raddoppio” è il risultato più immediato, più concreto e più misurabile dell’approvazione del Piano Interprovinciale.
Discariche
Il raggiungimento degli obiettivi di RD in Provincia di Arezzo rende di fatto marginale il conferimento in discarica di questa provincia, decriticizzando la situazione di Podere Rota, almeno per quanto riguarda il contributo della provincia di Arezzo.
Flessibilità di gestione attribuita all’ATO
A titolo di esempio, è sta attribuita all’ATO la responsabilità della “gestione dei flussi” cioè dove dovranno essere smaltiti i rifiuti, nel caso che gli impianti di smaltimento delle singole provincie non siano sufficienti, anche se, correttamente, secondo principi stabiliti nel Piano. Questa flessibilità gestionale potrebbe essere utilmente usata per assorbire da parte del termovalorizzatore di Poggibonsi, surdimensionato per i fabbisogni di Siena, la piccola eccedenza dei fabbisogno di smaltimento di Arezzo.
Si ricorda che col precedente Piano Straordinario ATO non era autorizzato a fare interventi, anche a fronte di cambiamento significativo del contesto.
“AREE DI MIGLIORAMENTO”
A nostro parere esiste una sola “area di miglioramento” veramente importante.
Dopo aver creato tutte condizioni per evitare aumenti di fabbisogni impiantistici nella provincia di Arezzo (stabilizzazione della produzione, RD al 70% e flessibilità gestionale), si ipotizza che il fabbisogno di trattamento termico di Arezzo si collochi in una forchetta approssimativamente tra di 42.000 - 55.000tn/anno, con relative esigenze di potenziamento dell’attuale impianto.
Sarebbe stato necessario essere conseguenti, dichiarando che l’eccedenza di fabbisogno di smaltimento, rispetto alle capacità dell’attuale impianto di San Zeno, può (quindi deve) essere soddisfatta inviando a Poggibonsi una parte dei rifiuti del Valdarno (rispetto ad Arezzo, Poggibonsi è più lontano di poche decine di km).
Il modo di determinazione dei fabbisogni di smaltimento di Arezzo+Siena ci risulta incomprensibile: si determinano i fabbisogni dell’intero ATO (20% della produzione più il 7,5% della RD) immaginando di non sottoporli a selezione, poi si sottraggono le quantità di CSS di Grosseto e Val di Cornia, che sono il frutto di una selezione; sembrano grandezze incoerenti.
Sarà nostra cura chiedere all'Assessore competente ed al Responsabile del Procedimento gli opportuni chiarimenti per poter presentare un’osservazione al Piano che possa consentire di superare questa criticità in fase di approvazione.
Noi riteniamo che, per l’impianto di San Zeno, sia sufficiente la necessaria manutenzione straordinaria già prevista tra qualche anno.
Riteniamo comunque apprezzabile che il Piano impegni anche l’ATO a tenere in adeguato conto eventuali soluzioni tecnologiche innovative.
COSA FARE
Poiché si è detto all’inizio che il Piano Interprovinciale è un buon punto di partenza, è indispensabile indicare cosa si deve fare da qui in avanti.
Amministrazioni comunali (Sindaci): perseguire gli obiettivi di RD
Il raggiungimento degli obiettivi di RD è tutto in mano alle Amministrazioni Comunali: se queste lo volessero si potrebbe arrivare al 70%di RD i tre anni (gli 8000 abitanti della zona di Arezzo sud sono stati serviti dal Porta a Porta in 6 mesi), per contro senza questa volontà non bastano 10 anni per arrivare al 50%.
I Comuni che lo hanno voluto fare, lo hanno fatto anche senza il Piano Interprovinciale.
Le Amministrazioni comunali debbono rivalutare insieme a SEI Toscana la definizione di piani per il raggiungimento degli obiettivi di RD, a partire dalle esperienze positive fatte dai Comuni che tali obiettivi li hanno raggiunti o hanno cominciato a farlo
I Popolari per Arezzo daranno il loro pieno sostegno a tutte le Amministrazioni Comunali che opereranno per il raggiungimento degli obiettivi di Piano, per contro non daranno nessun sostegno a quelle Amministrazioni che non si porranno questi obiettivi.
ATO (Sindaci): credere nel piano e sostenerne l’attuazione
ATO Toscana Sud dispone di una struttura tecnica di eccellenza; questa struttura deve fare proprio il piano, a partire dal proprio vertice, e lo deve considerare la ragione della sua stessa esistenza, sostenendo con forza tutti gli attori in gioco perchè si “faccia squadra” nel raggiungimento degli obiettivi.
Metta a disposizione dei cittadini tutte le informazioni che possano consentire un effettivo controllo delle attività orientate al raggiungimento degli obiettivi di Piano, sia quelle di pianificazioni che quelle di attuazione.
SEI Toscana (Sindaci azionisti delle aziende che hanno costituito SEI Toscana): giochi la sua parte come azienda pubblica
SEI Toscana si ricordi, nel suo operare, del suo stato di azienda pubblica, quindi operi nell’interesse primario della collettività delle singole province e non si faccia condizionare dagli interessi del socio/soci privati. Possiede tutte le potenzialità per diventare l’azienda di riferimento del settore in termini di efficienza ed efficacia del servizio; operi in questa direzione.
Si aggiunge che è indispensabile che si crei tra SEI Toscana ed i cittadini della provincia un clima di stima e collaborazione reciproca evitando che si ripresenti la “sindrome di Nuove Acque”, probabilmente un’azienda tecnicamente sana , ma con un’immagine certamente migliorabile.
Future Provincie (ancora Sindaci)
Se saranno enti composti da Sindaci, abbiamo già detto tutto.
Partiti, Movimenti, Associazioni Politiche: sostengano l’operato dei loro amministratori
Questi soggetti sostengano tecnicamente, con gli opportuni studi, i loro rappresentanti nelle Amministrazioni, affinché le decisioni possano essere prese con conoscenza dei problemi , quindi ne scaturiscano normative semplici, efficaci e nell’interesse reale delle collettività rappresentate.
Cittadini più o meno organizzati: vigilino
I cittadini debbono partecipare almeno alla fase di controllo, per sostenere gli obiettivi del piano ed essere di stimolo ai propri amministratori. Va aggiunto che affinché questo sia possibile è necessario che tutti i soggetti sopra citati operino con un atteggiamento di collaborazione e trasparenza, con la piena convinzione che questi atteggiamenti sono funzionali alla loro missione istituzionale.
Franco Romagnoli - Popolari per Arezzo - 06 Febbraio 2014
 
Consiglio provinciale: larga maggioranza sul piano interprovinciale dei rifiuti
18 voti favorevoli, un solo voto contrario e 4 astenuti: con questa ampia maggioranza è stato adottato dal consiglio provinciale il Piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti, all'esame nello stesso momento anche del consiglio provinciale di Siena mentre quello di Grosseto si riunirà nei prossimi giorni.
Dopo la relazione dell'Assessore all'ambiente Andrea Cutini, ha aperto il dibattito l'intervento del consigliere Francesco Lucacci del gruppo misto: “a mio avviso mancano gli elementi per farci affrontare serenamente la votazione su questo piano, e in particolare la previsione del mancato raddoppio dell'impianto di San Zeno. Il mio è comunque un voto di astensione perché apprezzo il lavoro approfondito compiuto”.
Il capogruppo di Fi-Pdl Lucia Tanti ha definito quello in discussione “un tema cruciale, perché probabilmente non ci sarà più un'assemblea eletta direttamente dai cittadini e quindi lasciamo in eredità un atto fondamentale. Il giudizio che diamo sulla politica dei rifiuti della Regione Toscana è assolutamente negativo, e rispetto alle previsioni del piano la percentuale prevista per le discariche è ancora troppo elevata, ma lanciamo comunque segnali importanti, soprattutto su Podere Rota che ha finalmente una data di scadenza. Per questo il nostro sarà un voto di astensione”.
Analoga espressione di voto per il capogruppo dell'Udc Simon Pietro Palazzo: “è stato fatto un lavoro di coinvolgimento apprezzabile, al quale anch'io ho cercato di contribuire perché ritengo che la tutela ambientale sia una tematica nella quale è importante il ruolo delle persone”.
Il capogruppo della FdS Alfio Nicotra ha invece annunciato l'unico voto negativo: “anche se c'è un lavoro positivo sull'aspetto culturale, puntando sul recupero e la riduzione dei rifiuti, ci sono però molte criticità, in particolare sulle previsioni della produzione dei rifiuti che sono a mio giudizio esagerate”.
Il Presidente della commissione ambiente Pietro Zucchini ha invece ricordato il lungo lavoro che ha portato alla redazione del piano: “ritengo che questo sia un esempio di buona politica e di buona amministrazione, e questo consiglio ha svolto al meglio il compito per il quale i cittadini ci hanno eletto”.
Il capogruppo dell'Idv Sara Boncompagni ha parlato di “corretta gestione del rifiuto, che non significa solo smaltimento. E' un documento che ha molti aspetti positivi e innovativi, si può affermare con certezza l'inutilità del raddoppio dell'impianto di San Zeno, che è l'effetto più importante dell'approvazione del piano”.
Il capogruppo di SeL Alessandra Landucci ha detto di condividere gli obiettivi generali del piano e la nuova filosofia che lo ispira. “Anche se ci sono delle criticità, in particolare sull'inceneritore di San Zeno, non approvarlo significherebbe tornare al vecchio strumento di pianificazione con raddoppio dell'inceneritore stesso, discarica di Podere Rota senza fine e una raccolta differenziata limitata con tariffe più alte. Politicamente non voglio avere questa responsabilità, pur riconoscendomi nella prospettiva politica Rifiuti Zero”.
Per i Democratici per Cambiare, Michele Del Bolgia ha espresso un giudizio favorevole: “la previsione dello scenario del piano è realistica, si punta a un vero riutilizzo del rifiuto e dovremo ora responsabilizzare i Comuni affinché questi obiettivi vengano realizzati, anche con un sostegno economico da parte della Regione Toscana”.
“Voterò convintamente si, ho visto un processo di confronto, di scambio, di crescita e di approccio culturale molto importante”, ha annunciato il consigliere di SeL Lorenzo Puopolo, e apprezzamento è venuto anche dal consigliere Pd Cristiano Marini: “abbiamo fatto un buon lavoro, spero che anche la sua realizzazione e il suo controllo siano all'altezza”.
Al termine del dibattito il Presidente della Provincia Roberto Vasai ha definito la seduta molto importante: “con questo consiglio, tutti insieme, abbiamo scritto una delle più belle pagine di questa legislatura. Ci sono degli elementi straordinariamente importanti, tra i quali la riunificazione dei territori della nostra provincia grazie al fatto che qui le cose si fanno e si concretizzano. Voglio quindi ringraziare la nostra struttura tecnica, che sa lavorare e trovare soluzioni”, ha concluso Vasai.
Ufficio stampa

 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Area Democratica: elezioni e centrale a biomasse
A maggio ci saranno le elezioni amministrative nel Comune di Castiglion Fiorentino.
E’ tempo di verità, di proposte serie, ragionate e ragionevoli, di assunzione di responsabilità sui problemi aperti, in particolare sulla qualità della vita cittadina e sullo sviluppo ecosostenibile del territorio.
Intanto, bisogna fugare gli spettri del passato, dobbiamo togliere di mezzo “ il falso scopo” della mega centrale a biomasse, un progetto provocatorio che ha diviso la comunità e ha distolto l’attenzione dalle vere questioni dello sviluppo economico della Vallata.
Con le elezioni, i cittadini potranno dire una parola definitiva per cancellare la proposta di installare nel nostro territorio una mega centrale a biomasse, un progetto di pura speculazione che reca danno all’ambiente, alla salute, al paesaggio, all’economia dell’intera Vallata.
Contro la mega centrale si sono pronunciati tutti i Comuni della Valdichiana aretina, compreso quello di Castiglion Fiorentino che inizialmente aveva dato il suo benestare al progetto.
Nell’inchiesta pubblica, promossa dalla Provincia, una marea di osservazioni critiche è stata avanzata da esperti, da operatori economici, da amministratori pubblici e da rappresentanti della cittadinanza attiva.
Una pronuncia e una sollevazione generale.
Solo la società Power Crop insiste, perché lucra sui certificati verdi dello Stato, una vera e propria regalia a fondo perduto, e solo pochi faccendieri e notabili locali, provinciali e nazionali continuano a tramare, chissà perché, dietro le quinte.
Quei finanziamenti, e altri pubblici e privati, dell’Unione europea e delle imprese, possono essere impiegati per produzioni ed attività qualitative, per la buona occupazione, per dare lavoro stabile, senza guastare l’ambiente, la natura, senza compromettere il paesaggio, la bellezza e il futuro delle nuove generazioni.
Un altro sviluppo è possibile.
Con il loro voto i cittadini potranno mettere fine ad una congiura che dura da sette anni a danno del Paese e dell’economia presente e futura.
Tutte le liste e tutti i candidati che si presenteranno al giudizio popolare devono dire da che parte stanno in modo che i cittadini possano giudicare e fare giustizia con il voto.
I cittadini non permetteranno uno sfregio alla storia, alla cultura, alla natura e alla civiltà del nostro territorio.
L’interesse generale, prima di tutto.
Area Democratica - Castiglion Fiorentino 18/01/2014 23:49:00
 

 
Il nuovo inceneritore di San Zeno
 
Aumento della raccolta differenziata, un impegno per il bene della città
La raccolta differenziata è lo strumento per scongiurare il raddoppio del termovalorizzatore di San Zeno.
A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che vedono nelle linee guida del piano interprovinciale di gestione dei rifiuti di Arezzo, Grosseto e Siena un buon punto di partenza per cambiare le politiche di raccolta e di smaltimento.
Questo piano, emanazione di quello regionale, punta ad incrementare la differenziata fino al 70% della raccolta e il riciclo al 60%, due obiettivi ambiziosi ma pienamente raggiungibili come dimostra il positivo esempio fornito nei mesi scorsi dalla raccolta domiciliare porta-a-porta in Arezzo Sud (l'asse viario Olmo-Rigutino-Vitiano).
L'esperimento, interrotto con il passaggio della gestione dei rifiuti da Aisa a Sei Toscana, aveva raggiunto punte di differenziata del 68% e rimane dunque un precedente incoraggiante che dimostra l'efficacia di certe modalità di raccolta.
«L'obiettivo della differenziata al 70% - spiega Lorenzo Roggi, segretario dei Popolari per Arezzo, - è tecnicamente raggiungibile come dimostrano gli esempi di Arezzo Sud e delle altre amministrazioni pubbliche della nostra provincia che hanno attivato la raccolta domiciliare».
L'attivazione e la gestione del porta-a-porta richiedono da parte delle amministrazioni un investimento importante nella fase di raccolta ma, nel lungo termine, questi costi sono ammortizzati e recuperati dalle minori spese di smaltimento per l'incenerimento e dai maggiori ricavi per il riciclo dei materiali recuperati.
Si tratta dunque di uno spostamento di fondi dalla fase di smaltimento alla fase di raccolta, con esiti più positivi perché questo passaggio scongiurerebbe definitivamente il raddoppio dell'inceneritore di San Zeno.
«Con la stabilizzazione dei rifiuti e la raccolta differenziata - continuano Franco Romagnoli e Sara Scassa dei Popolari per Arezzo, - diventa del tutto inutile la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, un'impresa che per la nostra provincia avrebbe un costo complessivo di 150 milioni di euro in 20 anni».
In tutto questo progetto deve essere inoltre attribuita una maggior flessibilità di gestione all'Ato Toscana Sud, riconoscendole la possibilità di razionalizzare i rifiuti di Arezzo, Grosseto e Siena, smaltendoli in termovalorizzatori situati in tutta l'area interessata.
«L'aumento della raccolta differenziata - conclude Romagnoli, - dipende tutto dalle amministrazioni comunali: per servire con il porta-a-porta gli 8.000 abitanti di Arezzo Sud sono serviti appena sei mesi, dunque per arrivare al 70% in tutta la città di Arezzo possono bastare tre soli anni. Come Popolari per Arezzo sosterremo tutte quelle iniziative che il Comune intenderà adottare per una reale diminuzione della produzione dei rifiuti nel nostro territorio».
Popolari per Arezzo - Ufficio Stampa 01/01/2014 09:03:00
 
Clamoroso: indagato a Genova il direttore tecnico di Sei Toscana!
L'indagine della Procura di Genova sulla gestione e smaltimento dei rifiuti vede una cinquantina di indagati.
Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono corruzione, truffa aggravata, turbativa d'asta e traffico organizzato di rifiuti.
Sei (questo numero fa un po’ sorridere) al momento gli indagati eccellenti, alcuni già sottoposti a perquisizioni domiciliari.
Tra questi Enrico Lastrico, attuale direttore tecnico di Sei Toscana, che in questi giorni si trova giustappunto in Toscana e che ha saputo dell'indagine solo attraverso i giornali.
Era andato in pensione lo scorso giugno, fino allora direttore dei Servizi Integrati Esterni, ovvero il settore che cura la raccolta esterna a Genova, nei 67 comuni dell'Ato, e da quel momento direttore tecnico della società che ha vinto l’appalto nell’Ato Toscana Sud.
Leggi tutto!
 
SEL: ciclo dei rifiuti, questo incremento s'ha da fare!... o no?
Concedeteci una premessa: quando SEL, l’anno scorso ha posto la questione raddoppio dell’inceneritore come elemento di rottura della coalizione al Comune di Arezzo, lo ha fatto a (e con) ragione.
La discussione e le prese di posizione di questi giorni lo dimostrano perfettamente.
Ora ci stiamo avviando verso l’approvazione del piano interprovinciale dei rifiuti, un documento che riteniamo dovrebbe dare il via libera ad una vera e propria svolta sulla gestione integrata dei rifiuti. Siamo infatti convinti che la gestione dei rifiuti debba cambiare radicalmente e anche alla luce di tutti i cambiamenti avvenuti il modello deve muoversi nell’ottica del futuro, quella di “rifiuti zero”.
E' innegabile che nel piano siano presenti degli importanti passi in avanti, frutto anche della mobilitazione nostra e delle altre forze (politiche e sociali) che si sono spese in questa battaglia che però non è finita.
Abbiamo evitato il raddoppio dell'inceneritore, ma resta il rischio della costruzione di un nuovo impianto con un incremento di potenza anche se minore.
Non bisogna fermarci perché:
a) il piano stesso dice che gli inceneritori sotto le 150.000 tonnellate sono anti-economici e quindi contiene un'evidente contraddizione
b) una recente legge ha imposto per gli inceneritori che non lavorino a carico pieno di accettare rifiuti di provenienza extra-regionale. Il che dimostra - ancora di più - che non solo del raddoppio dell'inceneritore, ma forse che in futuro dello stesso inceneritore si potrà fare a meno.
c) l’attuale mediazione attesta un miglioramento rispetto alle intenzioni originali, ma al tempo stesso sembra mancare il coraggio di superare la logica inceneritoristica.
In sostanza vanno quindi inserite nel piano in esame altre soluzioni tecniche funzionali a realizzare un impianto di trattamento basato su nuove e avanzate tecnologie in termini ambientali ed economici alternative agli inceneritori.
Adesso è il momento della svolta, di cambiare politica sui rifiuti, riaffermando anche che queste scelte ora e in futuro debbano essere decise dagli enti locali nei territori. Per questo ci appelliamo a tutti i cittadini: non è il momento di fermarci.
SEL Arezzo - Ufficio Stampa 13/12/2013 10:13:00
Un Piano Interprovinciale Rifiuti... cerchiobottista!
Il "cerchiobottismo" indica l'atteggiamento di chi, trovandosi a dover scegliere tra più alternative o ad esprimere una propria opinione, assume una posizione non netta, intermedia rispetto alle possibili opzioni.
Questo non "entrare nel merito" ha in genere la finalità di non scontentare altri o di non esporsi a critiche o a giudizi altrui.".
Il Piano in oggetto non è altrimenti definibile, con l'aggravante di essere stato scopiazzato da quello regionale.
Lorsignori, nella conferenza stampa a reti unificate, asseriscono che non si procederà al raddoppio dell'attuale inceneritore di S. Zeno.
Ma non è vero!
Nel Piano si legge chiaramente che la potenzialità effettiva del nuovo impianto sarà di 55.000 t/anno di rifiuti da bruciare: 55.000 t. da raggiungere o con una ristrutturazione dell'attuale - che furbescamente “nasconde” sotto il necessario ammodernamento il notevole incremento della potenzialità termovalorizzatrice (adesso brucia circa 36.000 t/anno) – o con un impianto nuovo di zecca, da realizzare sempre nella martorizzata area di S. Zeno.
La scelta tra queste 2 opzioni, tra l'altro, è demandata all'ATO Toscana Sud: ma non doveva essere il Piano Interprovinciale a dettare la linea, alla quale anche detta autorità si sarebbe dovuta adeguare?
L'ennesima bugia!
Noi, la popolazione, i comitati e - fino a poco tempo fa - anche Fanfani e Dringoli, chiedevamo esclusivamente la messa in sicurezza, tramite l'adozione delle migliori tecnologie, dell'attuale S. Zeno, senza incrementi della quantità di rifiuti da bruciare (anche perché non ce n'è bisogno, dato che nel 2012 la provincia di Arezzo è tornata alla stessa quantità di rifiuti del 2002).
Invece, le pressioni interessate dei “signori del fuoco” (cioè i privati facenti parte della ProgettoSei, sempre i soliti...) hanno prevalso sull'interesse pubblico, imponendo – almeno a parer nostro - la loro linea agli amministratori locali...
Inutile dire che – per motivare la scelta di confermare il nuovo inceneritore - il Piano di che trattasi ha dovuto obbligatoriamente simulare per il futuro una stabilizzazione della produzione di rifiuti, non seguendo il secco trend di riduzione degli ultimi 10 anni... altrimenti il giochino veniva allo scoperto!
Da oscar, poi, la dichiarazione di lorsignori riguardante il non ampliamento della Discarica di Podere Rota: ci sarebbe mancato pure questo, dopo aver da poco autorizzato nuovi lotti per 1.500.000 di metri cubi, che in totale trasformano Podere Rota in una delle discariche per rifiuti urbani ed assimilati più grandi in Italia (in totale oltre 5.000.000 di metri cubi di rifiuti)...
p.s.: vi scongiuriamo, smettete (Provincia, Comuni) di ciurlare nel manico. Se ammettete pubblicamente che – per contratti, convenzioni, patti parasociali ed altre diavolerie a suo tempo firmate – non potete tornare indietro rispetto al nuovo inceneritore, può essere che la chiudiamo qui...
Federazione Provinciale PRC Arezzo 02/12/2013 22:27:00
 
La grande novità del Piano dei rifiuti: peccato solo che sia in ritardo di qualche anno!
Ci hanno appena spiegato che sono ben 109 Comuni e 899.000 abitanti coinvolti; oltre 600.000 tonnellate annue di rifiuti urbani ed assimilati da gestire, a cui si devono aggiungere oltre 1.700.000 tonnellate di rifiuti speciali.
Ci hanno anche spiegato che questa grande novità, è rappresentata dal Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti, che coinvolge le Province di Arezzo, Grosseto e Siena e 6 Comuni della Val di Cornia, in Provincia di Livorno.
Ci hanno spiegato che la proposta di Piano, inizia il cammino che porterà alla sua adozione con il voto dei tre Consigli provinciali di Arezzo, Grosseto e Siena entro l'anno, e lo fa con un percorso di informazione e confronto che coinvolgerà non soltanto i soggetti istituzionali, in primo luogo i Comuni e l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud -, ma che verrà esteso ai soggetti portatori di interesse, questi ultimi convocati in un incontro pubblico che si svolgerà il prossimo 5 dicembre alle 18 nella Sala dei Grandi, nel corso del quale la proposta di Piano sarà illustrata nei suoi particolari.
Nessuno però ci ha spiegato che rispetto alla legge regionale 61/2007, siamo in ritardo, ma solo di qualche anno!!!
Nessuno ci ha spiegato che che a giugno le province non ci saranno più (probabilmente scatta il commissariamento prefettizio recepito dalla legge di stabilità) e che dopo 5 anni di dibattiti, decreti, spending review, salvaitalia, d.l. costituzionali e d.l. governativi, sentenze della corte dei conti e della corte costituzionale, la montagna ha partorito il topolino: il commissariamento. Le province rimangono, ma commissariate (come per Genova che è commissariata da due anni). E il bello che il commissariamento, solo un rigo nella legge di Stabilità, è solo un rimando alla Spending Review, già cazziata dalla Corte Costituzionale a luglio scorso. Ci vorranno tanti anni ancora per una seria riforma che tocchi anche Comuni e Regioni.
Nessuno ci ha spiegato che la Regione ha già annunciato che dei Piani Interprovinciali (la pianificazione: strumento di razionalizzazione dell'azione della pubblica amministrazione) se ne può anche fare a meno.
Nessuno ci ha spiegato che le Province hanno competenza sulla localizzazione degli impianti, in quanto le linee di indirizzo le stabilisce la Regione, e che invece stiamo ancora fermi all'adozione (necessaria per la presentazione di osservazioni) del Piano cioè a qualche mese ancora dalla definitiva approvazione.
Suggerirei all’assessore Cutini e al presidente Vasai, di contattare l'Ato Toscana Sud, che ha sede a Siena, per capire a che punto stanno con l'elaborazione del Piano Industriale (il Piano Interprovinciale serve solo a questo).
Suggerirei anche ai politici provinciali di stare sul pezzo, per sapere soprattutto ed in tempo utile, come verrano gestiti i soldi dei cittadini.
Perché non nascondiamoci dietro ad un dito: la ciccia, come diceva ai tempi andati il buon Nicotra, è tutta lì.
Paolo Casalini - 30 novembre 2013
 
Provincia: via all'adozione del piano interprovinciale di gestione dei rifiuti
109 Comuni e 899.000 abitanti coinvolti; oltre 600.000 tonnellate annue di rifiuti urbani ed assimilati da gestire, a cui si devono aggiungere oltre 1.700.000 tonnellate di rifiuti speciali.
Bastano questi numeri, annunciati in una conferenza stampa dal Presidente della Provincia Roberto Vasai e dall'Assessore all'ambiente Andrea Cutini, per far capire l'importanza, e anche la grande novità, rappresentata dal Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti, che coinvolge le Province di Arezzo, Grosseto e Siena e 6 Comuni della Val di Cornia, in Provincia di Livorno.
Altra novità di carattere strategico è che il Piano non si limita ai rifiuti urbani ma estende la sua trattazione ai rifiuti speciali, ovvero quelli originati da attività produttive o di trasformazione e che costituiscono quasi i tre quarti della produzione totale dei rifiuti.
“La proposta di Piano – spiega l'Assessore provinciale all'ambiente Andrea Cutini - inizia il cammino che porterà alla sua adozione con il voto dei tre Consigli provinciali di Arezzo, Grosseto e Siena entro l'anno, e lo fa con un percorso di informazione e confronto che coinvolgerà non soltanto i soggetti istituzionali, in primo luogo i Comuni e l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani – ATO Toscana Sud -, ma che verrà esteso ai soggetti portatori di interesse, questi ultimi convocati in un incontro pubblico che si svolgerà il prossimo 5 dicembre alle 18 nella Sala dei Grandi, nel corso del quale la proposta di Piano sarà illustrata nei suoi particolari”.
Un confronto che proseguirà anche dopo la adozione formale con la possibilità, per tutti i soggetti, di presentare osservazioni e contributi.
Il Piano ha un orizzonte temporale molto significativo che arriva fino all’anno 2025.
Tra gli obiettivi strategici perseguiti dal Piano, la completa autosufficienza nella raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilati; il perseguimento della omogeneizzazione e della integrazione dei sistemi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti urbani; la progressiva estensione di sistemi di raccolta differenziata di tipo domiciliare o di prossimità per il raggiungimento dell'obiettivo di raccolta differenziata del 70% dei rifiuti urbani e, soprattutto, dell'avvio a effettivo riciclo di almeno il 60% dei rifiuti raccolti; la riduzione dello smaltimento finale attraverso il riutilizzo, il riciclo e le diverse forme di recupero, incluso quello energetico.
“Come si vede sono obiettivi importanti, che si vanno ad aggiungere a quello, basilare, della stabilizzazione della produzione di rifiuti urbani, grazie ad azioni di prevenzione dei rifiuti – tema al quale il Piano dedica particolare attenzione con specifiche indicazioni - nella convinzione che la prevista ed auspicata ripresa economica non potrà non essere attenta alle tematiche ambientali. Nessun incremento nella previsione della produzione dei rifiuti urbani, massimizzazione del riciclo e riduzione delle necessità di smaltimento finale in discarica, nessuna nuova localizzazione impiantistica ed, anzi, progressiva riduzione delle stesse, sono i pilastri non tanto di un nuovo Piano, ma di un Piano nuovo di gestione dei rifiuti che prova a leggere, concretamente, il valore di risorsa che porta in sé ogni rifiuto. Per la Provincia di Arezzo è di rilievo segnalare che, se la proposta di Piano verrà adottata, si prevede che non vi saranno ampliamenti ulteriori della discarica di Casa Rota a Terranuova Bracciolini e che non si procederà ad un raddoppio dell’attuale impianto di incenerimento di San Zeno ad Arezzo.
Oltre a questo, il Piano, la attuazione del quale spetta in primo luogo all’ATO Toscana Sud, prevede interventi graduali di razionalizzazione impiantistica e di minimizzazione dei siti di impianto, tali da garantire comunque l'autosufficienza dell'area vasta Toscana Sud, con riflessi positivi sull’efficienza dei servizi di gestione dei rifiuti”, conclude l'Assessore Cutini.
Ufficio Stampa 29/11/2013 13:52:00
 
 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Rinvio di un mese della Conferenza dei servizi
Continua a tenere banco dopo anni la vicenda dell'ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino.
La Conferenza di servizi ha rinviato di un mese la decisione sul polo per le energie rinnovabili.
Ci sono state sedute il 14, 19 e 25 novembre per esaminare la copiosa documentazione che
PowerCrop ha inviato come integrazione alle richieste formulate nel luglio scorso dalla Conferenza nell'ambito del procedimento di V.I.A.
Dopo la illustrazione condotta, a cura di PowerCrop, nelle persone dei professionisti dalla stessa incaricati, dei principali contenuti della proposta progettuale alla luce delle integrazioni, la Conferenza ha avviato l'esame e la valutazione delle complesse questioni
poste alla sua attenzione.
Tra queste, anche le questioni poste nel parere finale e nel giudizio conclusivo dell'Inchiesta Pubblica.
La Conferenza ha terminato, con la seduta dell'altro ieri, la discussione generale di tutte
le questioni in esame.
Il rappresentante del Comune di Castiglion Fiorentino, nel corso della seduta, ha rappresentato la necessità di poter disporre di un ulteriore, adeguato, periodo di tempo
per completare la propria istruttoria, non inferiore a trenta giorni.
La Conferenza, sulla base della richiesta formulata dal Comune, considerato come anche gli altri Enti hanno rappresentato la necessità di poter disporre di un differimento dei termini per completare la istruttoria di rispettiva competenza, ha stabilito di fissare, fino da ora, la data di tre ulteriori sedute di Conferenza di Servizi: in data 20 dicembre 2013 alle ore 9.30, martedì 14 gennaio 2014 ore 9.30 (entrambe con prosecuzione al pomeriggio) e, solo
se necessario, giovedì 16 gennaio 2014.
Durante una pausa dei lavori il presidente della Conferenza, responsabile del procedimento,
ha incontrato una rappresentanza dei lavoratori dell'ex Zuccherificio Eridania-Sadam ed ha avuto l'occasione di precisare loro il significato ed i contenuti del procedimento amministrativo in corso presso la Provincia, come pure le finalità della Conferenza di Servizi.
Ancora però è presto per sapere quale esito avrà l'intera vicenda.
In questo ulteriore periodo saranno presi in esame tutti gli aspetti relativi al nuovo polo
per le energie rinnovabili che dovrebbe sorgere a Castiglion Fiorentino, nella zona
appunto dell'ex zuccherificio.
Una vicenda che ha scatenato numerose prese di posizione ed interventi.
E che ancora bisognerà aspettare almeno un mese per sapere come andrà a finire.
Corriere di Arezzo - 27 Novembre 2013
 
 
Il nuovo inceneritore di San Zeno
Fonte: Arezzonotizie.it, DA LEGGERE!!!
 
VASAI: "Senza programmazione, Sei Toscana sarà “obbligata” a procedere al raddoppio"!!!*
Il gruppo di lavoro del Life +, guidato dal professor Bianchi del CNR, ha relazionato in merito allo stato di avanzamento del processo di valutazione degli impatti ambientale e sanitario dell’inceneritore di San Zeno (territorio comunale di Arezzo).
Il procedimento è in corso e si chiuderà alla fine del prossimo anno, ma i primi risultati sono stati resi pubblici appunto durante il forum e parlano di alcune criticità emerse soprattutto in ambito sanitario.
Oltre a una presenza non trascurabile (“significativa”) di alcuni metalli pesanti sul terreno (Cadmio in particolare, ma anche mercurio, cromo e antimonio) si segnalano infatti criticità rilevate durante l’analisi valutativa sull’esposizione della popolazione ai fumi dell’inceneritore (e non solo, anche di altri impianti industriali vicini e del traffico veicolare).
Malattie cardiovascolari, respiratorie acute e leucemie (queste ultime in maniera anomala, sono infatti state rilevate in misura da considerare “degna di attenzione” in particolare nelle zone dell’area considerata non immediatamente adiacenti all’impianto) presentano casistiche da non sottovalutare per quantità.
Naturalmente il proseguimento delle indagini dirà meglio anche della loro qualità e permetterà di approfondire quelli che ad oggi sono dati “grezzi” (ancorché certi).
Nelle sue conclusioni, il professor Bianchi ha evidenziato come dalle prime risultanze emergano dati che spingono ad ulteriori approfondimenti, ma che intanto permettono di raccomandare ai decisori politico/amministrativi di mettere in atto azioni tendenti a ottenere una diminuzione dell’inquinamento nella zona di San Zeno e dintorni.
Questa indicazione sembra andare nella stessa direzione intrapresa dal comune di Arezzo (che ha appunto aderito al Life+ e auspicato il blocco del previsto raddoppio dell’inceneritore con conseguente forte aumento della raccolta differenziata), ma soprattutto dalle tre province interessate (Arezzo, Siena e Grosseto), le quali stanno elaborando una nuova programmazione del ciclo di trattamento dei rifiuti, anche sulla base delle indicazioni che dà il nuovo piano regionale.
Le tre province, dunque, hanno concordato di prevedere l’ammodernamento (e non il raddoppio) dell’impianto attuale, ma soprattutto di spingere l’acceleratore sulla raccolta differenziata porta a porta.
*Il presidente Vasai, da noi interpellato, ci ha confermato il percorso intrapreso, anche se non ha nascosto le difficoltà nel riuscire a portare a termine la stesura della nuova programmazione entro l’anno, data resa “obbligatoria” dal fatto che, in difetto, Sei Toscana sarà “obbligata” a procedere con la progettazione e la messa in cantiere del raddoppio dell’impianto di San Zeno, così come previsto dal bando di gara che a suo tempo si è aggiudicata (da concorrente unico).
Dal forum, al quale hanno partecipato anche gli assessori Cutini (Provincia), Caremani e Dringoli (Comune di Arezzo), emerge quindi chiara la necessità che la nuova programmazione interprovinciale divenga realtà entro l’anno e che, comunque, le tre province esplicitino pubblicamente e formalmente le loro intenzioni prima di quella data.
Gianni Brunacci (arezzonotizie.it)
 

 
La centrale-inceneritore a Castiglion Fiorentino
 
Gallorini: "Potenza smisurata e dubbi aperti"
Sono giorni cruciali per la politica castiglionese.
Dopo il congresso del PD, che ha visto il rimescolarsi degli assetti del partito di governo, è imminente la ripresa delle sedute della Conferenza dei Servizi presso la Provincia, che dovrà decidere sulla costruzione della centrale a biomasse.
Ne parla l'assessore Rossano Gallorini, che nella Giunta Bittoni-Fabianelli ha seguito in prima persona la delicata vicenda.
-Nel mese di novembre tornerà a riunirsi la Conferenza dei Servizi. Pensa che si possa mettere la parola fine a questa annosa vicenda?
"Non so se le tre sedute saranno sufficienti. Numerose sono le integrazioni pervenute e come sappiamo, i temi sono molto "caldi". Ho letto ancora solo 40 pagine delle integrazioni pervenute, alcune risposte sembrano finalmente chiarire parte delle perplessità, aprendo nuovi scenari, altre molto meno".
-Quali argomentazioni ritiene siano più incisive per sostenere il "No" alla centrale?
"Il "No" in questo momento è sicuramente il desiderio di molti, direi della stragrande maggioranza degli abitanti della Valdichiana; è anche il mio desiderio, ma il parere che arriverà dalla Conferenza dei Servizi dovrà essere chiaro e motivato.
Siamo nella fase finale di un procedimento autorizzativo di una centrale di potenza smisurata che non ha pari, almeno in Italia, ed ancora non sappiamo con certezza con cosa sarà alimentata e se l'energia prodotta sarà superiore o inferiore a quella necessaria per lasua produzione; questo solo per dirne una. In questa storia, al momento di certo ci sono solo i fondi per la riconversione dell'Ex Zuccherificio e i contributi del "primo" conto energia, ossia le tariffe incentivanti, oggi mantenute in essere solo per la riconversione dell'indumente parlando di cifre importanti...".
-Quale futuro per gli ex dipendenti dello zuccherificio?
"I lavoratori sono l'anello debole di questa storia; i loro diritti vanno tutelati ma al pari dei diritti di tutti i cittadini. In merito alla questione specifica abbiamo sempre chiesto un organigramma completo e reale del numero e delle qualifiche professionali da impiegare, ma fino ad oggi non c'è stata chiarezza neanche su questo aspetto".
-Del vecchio sito cosa ne sarà? Ci sarà ancora una zona industriale?
"Sicuramente non ci potrà andare mai una centrale a biomasse della potenza proposta, in primis perché il luogo è oggi fortemente urbanizzato, poi perché il gruppo Maccaferri continua a sostenere che in quella zona ci saranno sviluppi residenziali fermi però per colpe altrui...
Allo stesso tempo, in ottobre SADAM ha richiesto al Comune di poter utilizzare l'area per "finalità di movimentazione e stoccaggio di cereali vari in silo-bags" ... come vediamo su questa vicenda non c'è né da annoiarsi né da rilassarsi... le "sorprese" sono sempre dietro l'angolo".
-Ma negli altri paesi europei cosa sta succedendo?
"In Inghilterra a luglio hanno stoppato gli incentivi sulle dubbie centrali a biomasse che proliferavano, tutte alimentate a pellet o cippato che dir si voglia: si è scoperto che venivano comprate e distrutte intere foreste in Canada per approvvigionare le centrali in Inghilterra e che producevano meno energia di quella che si impiegava per la produzionema che invece facevano guadagnare una montagna di sterline ai proprietari per i forti
incentivi previsti dalla Legge Inglese
..... e non erano nemmeno tanto salutari oltre ad essere dubbiamente "rinnovabili'...
Intervista di Piero Rossi (04 Novembre 2013)
 

 
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