Il giorno 19 Aprile 2008 si è tenuta, presso l’ Hotel Park di Castiglion Fiorentino, una riunione tra la Metal Chimera di Arezzo e pochi cittadini Castiglionesi, a seguito di un invito rivolto alla cittadinanza, allo scopo di illustrare il progetto di un impianto di estrazione del Rame da sostanze minerali.
Da parte della Metal Chimera sono state fornite le seguenti informazioni:
L’impianto di estrazione è stato già costruito ed è pronto ad entrare in funzione, previe le necessarie autorizzazioni. Esso è ubicato nella zona industriale di Manciano, in un capannone di 800 mq;
La materia prima è un minerale, precisamente Cuprite, proveniente dalla Nigeria, di cui è stata mostrata una analisi, che evidenzia un contenuto di rame del 7.9 %.
Il resto è costituito, in gran parte da ferro, silice, piombo e da molte altre sostanze, in piccole o piccolissime quantità, quali Cadmio, Zolfo ed altri;
E’ stato fatto presente che la materia prima potrà essere una Cuprite (o altro minerale) di origine diversa.
E’ stata mostrata un’altra analisi, con il 23 % di Rame, ma con una quantità maggiore di Zolfo (0.38 % contro lo 0.05 % dell’altra);
Nelle condizioni attuali l’impianto può produrre soltanto Rame grezzo.
E’ prevista l’installazione successiva di una unità per la raffinazione elettrolitica del Rame;
- La capacità dell’impianto è di 1200 t/anno di Rame.
Da parte dei cittadini presenti sono state espresse alcune perplessità e fatti i seguenti commenti:
Fermo restando che la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) sarà presa in considerazione ed approvata o meno dalle Autorità competenti, appare abbastanza sorprendente che all’improvviso si senta parlare di un impianto industriale di questo genere, nel territorio di Castiglion Fiorentino, impianto che, fra l’altro, è già costruito;
La principale perplessità riguarda le emissioni gassose che certamente conterranno prodotti di combustione dello zolfo nonché nano-particelle di metalli pesanti, molto pericolosi.
Questo aspetto è tanto più importante in quanto è stato detto che la materia prima potrà cambiare ed avere pertanto una composizione diversa.
Quale sarà il suo impatto sulle emissioni?
Un’altra fonte di preoccupazione riguarda i residui solidi, che rappresentano il 90 % ca. della materia prima entrante.
In sostanza nell’impianto entrerebbero circa 16.000 t/anno di minerale e resterebbero più di 14.500 t/anno di residui solidi.
Cosa se ne farà? Possono essere utilizzati in qualche modo o devono essere destinati ad una discarica adatta? Non si tratta certo di residui innocui.
Per concludere, i cittadini hanno fatto presente che hanno ascoltato con attenzione quanto esposto dai rappresentanti della Metal Chimera ma non hanno in alcun modo inteso dare approvazione al loro progetto ed inoltre hanno espresso la loro meraviglia per una riunione che non si è capito bene da chi è stata organizzata e quale funzione avesse.
Dopo la Centrale a Biomasse, questo è un altro esempio di impianto industriale, certamente non innocuo dal punto di vista ambientale e di inquinamento. Ci stiamo forse avviando verso una industrializzazione massiccia della Val di Chiana?

 
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