Sabato 27 settembre presso il Parco Sandro Pertini di Arezzo è in programma una giornata di incontri e informazione dal titolo “Acqua, rifiuti ed energia – Quale futuro per Arezzo?” promossa dal Comitato Acqua Pubblica, Comitato Tutela Valdichiana, Acli, Arci, Legambiente, Meetup Arezzo 2, Cooperativa La Fabbrica del Sole e Gruppo di Acquisto Solidale.
La giornata si terrà anche grazie al contributo del biomarket Sapore di Sole, della Onlus Progetto Vivere Vegan e dell’Associazione Amici della Valle di Chio.

Perché parlare di acqua, rifiuti ed energia ad Arezzo?
Arezzo rappresenta nel bene e nel male, forse più di ogni altra cittadina italiana, ciò che si deve o non si deve fare per la gestione delle risorse del nostro pianeta.

ACQUA: Arezzo è stata la prima città che ha privatizzato la gestione dell’acqua pubblica.
“Naturalmente” le tariffe post-privatizzazione sono le più care d’Italia: il connubio gestionale tra la multinazionale francese, banche ed enti locali non ha di certo favorito i cittadini.
Riteniamo che l’acqua, fonte di vita, sia un bene comune dell’umanità.
Un bene che appartenendo a tutti non può essere ne di proprietà ne di gestione privata.

RIFIUTI: Ormai è assodato che dove esistono inceneritori non viene incentivata la raccolta differenziata dei rifiuti.
Arezzo ne è la prova lampante: percentuali di differenziata ridicole che la collocano al penultimo posto in Toscana lontano da indirizzi e parametri nazionali ed europei.
In compenso l’inceneritore locale viaggia a gonfie vele tanto che le amministrazioni stanno spingendo per il raddoppio della sua capacità “termovalorizzatrice”.

ENERGIA: Grazie alla Cooperativa Fabbrica del Sole è nato il Progetto Idrogeno per Arezzo che ha portato oggi alla realizzazione del primo idrogenodotto al mondo in area urbana.
Energia pulita e rinnovabile.
Ma c’è anche chi sta portando avanti, contro la volontà di migliaia di cittadini, il progetto di costruzione di una mega centrale a biomasse con approvvigionamento tramite filiera corta: vale a dire l’intera Valdichiana, una delle valli agricole più produttive e importanti del territorio nazionale, riconvertita a canna e prodotti similari per soddisfare la “fame” del megaimpianto.
In mancanza di biomasse si potranno bruciare anche rifiuti solidi urbani.
Dietro alle biomasse si nasconde un altro inceneritore, il secondo nel raggio di pochissimi chilometri.

E’ per queste ragioni che un gruppo di volenterosi aretini (e non solo), sente che è arrivato il momento di sostenere i tanti cittadini sensibili a questi temi che trovano scarsa rappresentanza nelle istituzioni locali.
Il nostro obbiettivo, tramite una vasta partecipazione, è quello di orientare con decisione i nostri amministratori verso scelte politiche di maggiore sostenibilità sociale e ambientale.
E’ per questo che abbiamo deciso di prevedere dibattiti con gli stessi amministratori verso i quali le persone che parteciperanno potranno rivolgere domande e giudizi sul loro operato.
 

 
 
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