C’erano esponenti della politica, il Sindaco Brandi, il suo Vice Dott. Lucci, l’Assessore all’ambiente della provincia Dott. Cutini, il consigliere Regionale Bruna Giovannini, l’Assessore all’ assetto del territorio Dott. Cardone, molti consiglieri della Città di Arezzo e Castiglion Fiorentino insieme alle trecento persone presenti all’Hotel Planet di Rigutino.
 
 
 
 
Tutti interessati alle relazioni che gli esperti hanno esposto sul tema: risparmio energetico, efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Il convegno é stato promosso dal Comitato Tutela Valdichiana, Italia Nostra, la Rete dei Comitati Toscani, il Comitato Nazionale del Paesaggio.
Nell’ introduzione Gianni Mori presidente del Comitato Valdichiana, ha fatto il punto della situazione energetica a livello planetario e la stretta relazione che lega i cambiamenti climatici e la produzione e trasformazione dell’energia in Europa.
Ha poi tratteggiato il problema locale della riconversione dello zuccherificio di Cast. Fiorentino in una centrale a biomasse da 20 Mw che preoccupa gran parte dei cittadini residenti nella Valdichiana e anche in Arezzo, ormai a conoscenza di quello che avviene nelle immediate vicinanze della Città.
Il responsabile Nazionale di Legambiente, Beppe Croce, ha aperto i lavori concordando sull’ emergenza del problema energia, dicendosi sostanzialmente d’accordo sull’energia derivante da centrali a biomasse, posizione che non ha trovato grande consenso tra i presenti.
Il Prof. Bardi dell’ Università di Firenze, ha relazionato sul ciclo dei combustibili fossili, sostenendo che abbiamo già superato il picco di estrazione del petrolio e non è più possibile affrontare l’aspetto energia con lo stesso approccio che abbiamo avuto finora, dobbiamo puntare sul risparmio ed efficienza delle fonti rinnovabili.
Dall’Università di Padova, il Biologo, Prof. Gianni Tamino è andato dritto al problema delle combustioni e dell’irrazionale scelta delle centrali a biomasse di grandi dimensioni portando l’esempio di Cast. Fiorentino e dei problemi gravissimi connessi a un tale impianto, danni sul territorio e sella specie.
La Dott.ssa Maria Rita Signorini di Italia Nostra, si è soffermata sulle trasformazioni che subirebbe l’agricoltura locale e sulle sostanziali modificazioni del paesaggio, in caso di insediamenti industriali impattanti come centrali a biomasse. La preoccupazione si estende anche all’agricoltura di qualità, al turismo di qualità, con ricadute negative sull’occupazione.
Dall’Enea di Bologna, Germana Olivieri, ha presentato due Tesi di laurea su centrali a biomasse legnose e il bilancio energetico negativo.
È stata poi la volta di Paolo Ermani, coordinatore del “Movimento per la decrescita felice" ed esponente dell’Associazione Paea. La brillante esposizione ha attirato l’attenzione dei presenti, sulla possibilità di “serio” risparmio energetico, senza abbassare i nostri livelli di vita.
Ermani dice che è possibile usare l’energia come capacità non solo di “agire” ma di “agire diversamente”.
Le Amministrazioni dovrebbero incentivare percorsi virtuosi, ad esempio nell’edilizia con la presenza di case “passive”, già presenti nel nord Italia e gran parte d’Europa, che consentirebbero con pochissima energia il riscaldamento e il condizionamento, settori che da soli divorano circa il 70% del consumo di energia, potendo così coprire i consumi utilizzando le fonti energetiche alternative. Si è poi soffermato sul nucleare da poco tornato alla ribalta, dicendo che occorre una enorme quantità di energia per estrarre, trasportare ed arricchire (rendere radioattivo) l’ uranio, energia non conteggiata nei costi così come quella che serve per lo stoccaggio in siti speciali dell’enorme quantità di scorie radiattive prodotte ogni anno dalle centrali che rappresentano soltanto il 6% dell’ intera produzione energetica mondiale. Il nucleare ci renderà dipendenti dall’uranio e al tempo stesso non potrà essere alternativo alle fonti fossili.
Il Dott. Vantaggi, referente dei Medici per l’Ambiente dell’Umbria, ha dichiarato, ormai con certezza i gravi danni delle combustioni da cementifici, centrali a biomasse, inceneritori e distillerie.
I dati epidemiologici di chi vive nelle vicinanze dei suddetti impianti sono allarmanti, considerando il rischio chimico non immediato, ed è dovere di ogni medico considerare l’ ambiente, nel quale l’uomo vive e lavora, come elemento determinante e fondamentale per la salute dei cittadini, dovere ribadito nell’Art. 5 del nuovo codice deontologico.
La scrittrice aretina Serena Martinelli, ha presentato il suo libro,”all’incrocio tra Bhopal e Marghera”.
Nel libro la scrittrice denuncia l’irresponsabilità delle multinazionali chimiche che si sono macchiate di pesanti crimini, dal dopo guerra fino ai giorni nostri sulla pelle di uomini che inizialmente ignorano ma poi prendono coscienza.
Infatti, quando si ha la percezione che sono stati superati i limiti, rotto gli equilibri, ecco che dobbiamo agire subito, unendosi, usando quel “ maturo egoismo di specie” che ci ha fatto capire che stiamo segando il ramo sul quale siamo seduti.
Infine il Senatore Rossi ha denunciato come la politica al servizio dei poteri economici possa diventare pericolosa con scelte che vanno contro l’interesse ed il bisogno della collettività, a favore dei grandi gruppi industriali e che l’unica soluzione per poter rompere questo legame politico-economico sono i cittadini che devono fare politica in prima persona.

Gli organizzatori, soddisfatti per la riuscita, ringraziano tutti i partecipanti che con grande interessasi sono trattenuti fino a tarda sera.
Comitato Tutela Valdichiana

www.comitatotutelavaldichiana.it