Audizione del Comitato Tutela Valdichiana in Commissione ambiente Provinciale

Il giorno 10 novembre una delegazione del Comitato Tutela Valdichiana è stata ricevuta dalla Commissione Ambiente della Provincia di Arezzo. Il Comitato, ringraziando il Presidente della Commissione per i brevi tempi trascorsi dalla richiesta di audizione, ha consegnato copia delle 5500 firme di cittadini contrari alla centrale a biomasse e un resoconto scritto sulla situazione. La delegazione ha evidenziato il grave rischio per tutta la Valdichiana se la centrale di Castiglioni dovesse essere autorizzata; tutto anche in considerazione di altre autorizzazioni date in questi ultimi tempi: 6 centrali a oli vegetali per totali 1,5 megawatt a Cortona, la Del Tongo a Pieve al Toppo, a San Zeno, oltre a potenziare la Safimet, è previsto il raddoppio, inutile, dell’Inceneritore (da 40.000 a 75.000 tonnellate). Il tergiversare delle Amministrazioni sulla Chimet, malgrado i problemi evidenziati dalle inchieste e resi di dominio pubblico sia da comitati che da stampa e televisione, ci fa temere che la questione del suo raddoppio non sia del tutto scongiurata. Il Comitato ha informato la Commissione dei gravi danni economici che potrebbe avere l’agricoltura della Valdichiana se la centrale venisse autorizzata. I fumi sprigionati dal camino contamineranno i raccolti rendendoli non più idonei a una agricoltura di qualità e di pregio come quella attuale. Anche il settore turistico pagherà un tributo elevato in quanto il turismo, sia nazionale che straniero, associa i nostri antichi borghi e i nostri paesaggi ad ambienti sani e vedere il camino di Castiglioni alto circa 50 metri o quelli di Cortona, non saranno certo un incentivo per i turisti. Alla Commissione sono stati rappresentati i problemi relativi alla mancanza di biomassa, e al reale pericolo che in sua assenza possano venire bruciati gli assimilati (rifiuti) previsti dalla legge 152, e all’invasione dei camion che attraverseranno castiglioni e i paesi confinanti, per alimentare la centrale a biomasse. Sono state riportate le considerazioni di importanti esperti di Oncologia, Pediatria ecc., circa il danno che la salute avrà con un camino che sprigionerà per 11 mesi all’anno fumi altamente tossici per la salute di tutti. Il Comitato ha evidenziato anche l’enorme dispendio di soldi pubblici verso dei privati con un basso ritorno in termini di occupazione, infatti oltre ai 42 milioni di euro già spesi per la bonifica e la dismissione dello zuccherificio, sono previsti altri 80 milioni circa di euro per la realizzazione dell’impianto oltre al pagamento di 600 milioni (in 15 anni) di incentivi pubblici. Inoltre il Comitato ha fatto presente un forte conflitto di interesse: il Comune percepirà da questa operazione 7,5 milioni di euro come benefit ed è proprio lo stesso Comune che deve concedere l’autorizzazione. La domanda sorge spontanea: la salute dei cittadini ha un prezzo? Alla Commissione Ambiente della Provincia di Arezzo il Comitato ha fatto le seguenti richieste: • che non venga realizzato un inceneritore a biomasse che danneggerà la salute e l’ambiente; • che venga aperto un tavolo di confronto con i Sindaci di tutta la vallata per valutare quanti di questi sono favorevoli e quanti contrari; • che vengano presentati progetti alternativi.
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