- Desta sconcerto il comunicato apparso sul Nuovo Corriere Aretino, a firma Claudio Ghezzi della FitCISL, con il quale si prende atto "con estremo dispiacere" dell'intenzione del Comune di Arezzo di attivare una Valutazione d'Impatto Sanitario (V.I.S.) nell'area di San Zeno, dove dovrebbe (diciamo
dovrebbe perché il nostro partito si opporrà con tutte le residue forze) sorgere un nuovo inceneritore da 75.000 tonn/anno. Vorremmo ricordare al sindacato in questione che nella zona di che trattasi ed in quelle immediatamente limitrofe insistono:
1) L'inceneritore di Rifiuti Speciali Pericolosi e non Pericolosi ospedalieri CHIMET;
2) La SAFIMET, legittimata a trattare Rifiuti Speciali Pericolosi con forni a griglia dedicati alla combustione di residui delle lavorazioni orafe;
3) La CABRO, autorizzata allo smaltimento e recupero di Rifiuti Pericolosi e non a caldo, con stoccaggio e messa in riserva;
4) La ROMANA MACERI, che gestisce direttamente il termovalorizzatore di proprietà della Del Tongo Industrie (che brucia rifiuti provenienti dalla lavorazione del legno, anche trattato) che tramite la BET-BIOENERGY TOSCANA ha avuto recentemente l'autorizzazione alla messa in riserva ed al recupero
energetico (combustione) di rifiuti biodegradabili, che esercisce altresì altri due impianti nelle immediate vicinanze (uno di deposito di Rifiuti Pericolosi e non Pericolosi, riclassificazione e riconfezionamento, l'altro di disidratazione e miscelazione di rifiuti con riclassificazione);
5) Il probabile imminente trasferimento della VALLI ZABBAN a San Zeno, con notevole ampliamento dell'attività, che si concretizza con lavorazioni a caldo di derivati dal petrolio (bitumi modificati, emulsioni bituminose, conglomerati bituminosi);
Vista questa mostruosa concentrazione d'impianti altamente impattanti nel raggio di 5 km (da prendere in considerazione per la massima ricaduta degli agenti inquinanti) vorremmo chiedere alla CISL di mostrare tutte le indagini e ricerche - da essa citate - che dimostrano che in tutta l'area in questione "...l'impatto ambientale è pressoché inesistente...". Dato, però, che tale studio semplicemente non è stato mai fatto, ricordiamo al sindacato "cattolico" per eccellenza che sulla salute (e sulla vita) delle persone non si scherza (prevenire è meglio che curare.) soprattutto se non c'è nessuna necessità di addivenire al raddoppio dell'inceneritore!
Fausto Tenti (Capogruppo PRC-PdCI Comune Pergine V.no)
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