Veneto, bloccati due inceneritori

La tenacia dei Comitati ha avuto la meglio contro il progetto di Unindustria Treviso per la costruzione dei due inceneritori di Silea e Bonisiolo. L’emendamento blocca-inceneritori presentato da Rifondazione Comunista e fatto proprio dal Partito Democratico, è stato votato nell’aula consiliare di palazzo Ferro-Fini.
Nell'Aula dov’era in corso la discussione della Finanziaria, i Comitati sono giunti in mattinata in gruppo invadendo la stretta calle che porta all’entrata del palazzo, sede del consiglio. Poi, un pò alla volta, sono riusciti a piazzarsi nell’atrio, decisi a non andarsene fintanto non avessero ricevuto buone notizie. Presenti i membri dei Comitati «Rifiuti Zero» di Treviso e Venezia, Rete Ambiente Veneto, il Comitato Aria e Salute di Quarto d’Altino e alcuni rappresentanti associazioni ambientaliste di Campalto, giunti per solidarietà con i colleghi che si battono contro i due inceneritori di Silea e Bonisiolo. Questa volta, a dar sostegno agli abitanti si sono materializzati anche il sindaco di Mogliano Giovanni Azzolini, il sindaco di Quarto Loredano Marcassa con il vicesindaco Gianni Bianchini, il presidente del consiglio comunale di Marcon Andrea Follini e diversi consiglieri e rappresentanti dei dieci comuni che si son battuti contro gli inceneritori. Una delegazione dei Comitati ha avuto il permesso di salire al primo piano del palazzo, per seguire i lavori in diretta.
Attorno alle 13 il capogruppo di Rifondazione Pietrangelo Pettenò, ha proposto di discutere immediatamente l’emendamento blocca-inceneritori, che chiedeva la sospensione dell’iter di approvazione in vista di un Piano Regionale dei Rifiuti e la posta a bilancio di una somma congrua (per giustificare l’inserimento nella Finanziaria) per ulteriori approfondimenti. Alla fine è stato trovato l’accordo.
Ad attendere, al freddo, c’erano pure Gioia, di 5 anni, Gabriele di 4, Aurora di 5 e Andrea di 3 anni, con dei cartelli con degli slogan a tema.
I genitori hanno ritenuto la questione tanto importante, da far saltare la scuola ai bimbi. Dopo una lunga discussione l’emendamento è passato, com’era stato preannunciato, cosi adesso, almeno per un po', l’iter del progetto non avrà vita facile.
La Nuova di Venezia — 29 gennaio 2010 - (Marta Artico)

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