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Replica al Presidente Ceccarelli su San Zeno
Desta stupore l’intervista del Presidente della Provincia Ceccarelli
sulla Nazione di oggi, la quale affronta, al primo punto, la
problematica dell’inceneritore di San Zeno: definire – con velata ironia
– “bello” il dibattito sull’inceneritore sì o no, “chiacchiere” quelle
relative ad una questione che riguarda la salute attuale e futura delle
persone e l’ambiente che ci circonda, è veramente scoraggiante. Quando
il Presidente afferma sicuro che la termodistruzione è la soluzione
ambientalmente migliore per il trattamento dei rifiuti residui, saremmo
curiosi di sapere da quali fonti ha attinto per avere questa granitica
certezza: speriamo non dalla Direzione del gruppo tecnico dell’ATO7 dei
rifiuti, la quale è fortemente sbilanciata, per cultura e preparazione,
a favore dell’incenerimento dei rifiuti (del tutto legittimamente, per
carità…). Inoltre, definire “scenari da sogno” tutte le alternative al
raddoppio (come minimo…) dell’impianto di San Zeno, fa pensare – questa
sì - ad una preclusione ideologica verso ipotesi diverse da quelle
precostituite nel 2000 da un Piano Provinciale ormai da rivedere (a
proposito, come mai ci si ostina a non volerlo rivisitare?).
Ricordiamo al Presidente che l’attesa di “un mondo migliore possibile”
significa agire concretamente per cercare di arrivarci, e proporre la
soluzione dell’incenerimento, chiamata termovalorizzazione solo in
Italia, (invenzione di 40 anni fa) non è propriamente moderna: per ogni
chilogrammo di materiale bruciato, un terzo dello smaltito diventa
cenere (rifiuto tossico nocivo da smaltire in discariche speciali); non
fanno risparmiare energia, ma il contrario, e quindi non convengono;
l’Italia è l’unico Paese a finanziare (ancora per poco…) gli
inceneritori con i soldi pubblici; più alto è il calore generato, più le
polveri diventano sottili e quindi nocive e tumorali; una vera raccolta
differenziata li rende inutili, ecc. ecc.. Si potrebbe facilmente
obiettare che la tecnologia di ultima generazione fornisce garanzie di
sicurezza, ma anche l’impianto di San Donnino a Firenze era il massimo
per il periodo in cui fu costruito…però nel 1986 è stato chiuso per
gravissimi motivi sanitari, oppure si potrebbe aggiungere che anche
l’amianto non era considerato pericoloso… fino a che non ha cominciato
ad uccidere la gente, oppure ancora che il DDT era molto utile….
Ricordiamo al Presidente della Provincia che sul costruendo Selettore di
Podere Rota a Terranuova B.ni (dal costo di oltre 20 milioni di Euro e
che ben conosciamo essendo a pochi km di distanza) avendo già una
sezione biologica di compostaggio aerobico ed intercettatori di metalli
ferrosi, basterebbe innestare una sezione biologica di digestione
anaerobica, intercettatori per metalli non ferrosi e sistemi a raggi
infrarossi per il riconoscimento ottico dei materiali in ingresso, per
rendere del tutto inutile qualsivoglia ampliamento di San Zeno (con
l’aggiunta di una cospicua produzione di BIOGAS, aggiuntiva a quella già
in atto proveniente dal percolato da discarica, quella sì energia
veramente rinnovabile…e non “finta” come quella prodotta dalla
combustione dei rifiuti…).
Detto questo, siamo a disposizione del Presidente se vorrà – come
fortemente auspichiamo – incontrarci, e solo dopo potrà eventualmente
parlare di scenari da sogno e di chiacchiere…
Segreteria Circolo Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
“E. Guevara” di Pergine Valdarno-Laterina MERCOLEDÌ 15 AGOSTO 2007 19:55
- u.s.
Fonte: arezzonews.com
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