L'inganno degli inceneritori in Toscana!

La Regione Toscana e i tre ATO RIFIUTI stanno marciando velocemente verso la progettazione definitiva e la realizzazione di nuovi inceneritori, l'adeguamento o il raddoppio degli impianti attualmente in funzione, nel quadro di quella strategia integrata che da tempo si è configurata come l'ennesimo imbroglio ecoenergetico e sanitario, in quanto - al di là delle parole e dei proclami a buon mercato - lascia inalterata la centralità assegnata alla combustione nel trattamento dei rifiuti, in questo modo distruggendo materia invece di ridurne drasticamente l'utilizzo e lo spreco come imposto anche dalle norme comunitarie e nazionali, e incrementando il prodotto più specifico e diffuso dell'incenerimento: la nocività ambientale e sanitaria con conseguenti malattie e morti, peraltro assolutamente evitabili, se solo si favorisse e si incentivasse da subito - al posto della truffaldina strategia integrata - la strategia rifiuti zero basata su riduzione, riutilizzo e riciclo completo degli scarti. Mentre ciò accade, proprio in questi giorni è stata certificata la BOCCIATURA del sistema toscano di gestione dei rifiuti a partire dal non raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Un fallimento che colloca la Toscana non certo fra le esperienze più virtuose in Italia e in Europa ed espone i cittadini a costi economici più elevati (l'Ecotassa, cioè la maggiorazione del 20% delle tariffe) e, soprattutto, a costi sanitari imposti alle popolazione che dovranno subire gli effetti dannosi degli inceneritori. La regione Toscana è INADEMPIENTE rispetto agli obiettivi che essa stessa si è data (riduzione dei rifiuti al 15% e raccolte differenziate al 55%, livelli assolutamente raggiungibili, e infatti raggiunti in tante realtà nazionali ed europee), mentre continua a sostenere aziende che non mostrano alcun impegno verso le raccolte differenziate e che oltretutto presentano da anni bilanci in costante e clamorosa perdita, tanto che se non si trattasse di "imprese pubbliche" con debiti garantiti dalla collettività, sarebbero già state costrette a dichiarare fallimento.

www.comitatotutelavaldichiana.it