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Martini e Ceccarelli: vogliamo il raddoppio dell'inceneritore di San
Zeno! "Rinunciando ai termovalorizzatori (ha detto Martini in un’intervista a La Nazione), non si va da nessuna parte". E ha aggiunto perentorio: "Ampliare San Zeno, senza se e senza ma". Eccola, allora, la questione San Zeno: l’inceneritore in funzione è ormai vecchio e perde colpi, brucia a stento 40 mila tonnellate annue, meno di un quinto della produzione della provincia. Colpe anche aretine, si intende: qui la raccolta differenziata arranca, è appena al 25% mentre dovrebbe arrivare almeno al 55%, secondo gli obiettivi regionali, nel 2010. Utopia o no, restano a oggi 160 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati da smaltire, tutti destinati alla discarica di Podere Rota a Terranuova, quella dei camion in arrivo da Napoli. Le posizioni sono note. Vincenzo Ceccarelli, presidente della Provincia, è il capofila di coloro che ritengono ineluttabile la scelta di ampliare il termovalorizzatore. Giuseppe Fanfani, il Sindaco, è renitente alla leva. Non si rassegna, considera l’ampliamento come l’ultima spiaggia alla quale approdare soltanto dopo aver esperito ogni soluzione alternativa possibile. E comunque, sostiene, da ora in poi si deve ragionare in termini di area vasta. Visto che è questione di pochi mesi, argomenta, perché mai Arezzo dovrebbe fare l’apripista? La sinistra radicale è in trincea da mesi con l’elmetto. Di raddoppi e ampliamenti non vuol sentire parlare. "Non servono perché l’emergenza rifiuti è una panzana" taglia corto il capogruppo del Prc Marco Paolucci. "È in atto una campagna terroristica che trasferisce la situazione di Napoli in Toscana. Ma Arezzo non deve cadere nella trappola perché la discarica di Podere Rota può accogliere ancora un milione di tonnellate di rifiuti. Di più: il progetto di allargamento di cui la Provincia è compartecipe darà una capacità ulteriore di un milione e mezzo di tonnellate. Anche considerando i rifiuti di Firenze, si prevede l’esaurimento del sito nel 2033. E quindi avevo ragione quando a settembre sostenevo queste cose". Balletto di cifre, secondo Ceccarelli. La realtà, sostiene il presidente della Provincia, è che "il ritardo va colmato con soluzioni che rispettino l’ambiente, la salute dei cittadini, i conti economici". Non è da amici dell’ambiente, insiste, "mandare i rifiuti in discarica o incenerirli nelle cementerie, con garanzie molto inferiori rispetto a termovalorizzatori di tecnologia avanzata". È dunque un dialogo in apparenza senza via di uscita. Una via che invece cerca di trovare Roberto Banchetti, assessore comunale all’ambiente: nel corso dell’ennesimo vertice di maggioranza, si è riservato di avanzare una proposta di mediazione. No al raddoppio, direbbe in sostanza Banchetti. E allora? L’idea potrebbe essere quella di ritrovarsi intorno all’ipotesi di un allargamento moderato dell’inceneritore, comunque in grado di dare risposte importanti. L’ampliamento non risulterebbe in ogni caso di poco conto: dalle 40 mila tonnellate odierne, a San Zeno se ne brucerebbero 65 mila all’anno. |