...ormai il gioco è fatto: San Zeno verrà ampliato
L’assemblea dei Sindaci dell’Ato 7 dei rifiuti approva il nuovo piano industriale all’unanimità: punto di maggiore rilevanza il passaggio della quantità di rifiuti bruciati nell’inceneritore di San Zeno da 40 a 73 mila tonnellate annue. La decisione dovrà adesso essere ratificata dai consigli comunali e ripassare poi all’assemblea dei sindaci, ma ormai il gioco è fatto: San Zeno verrà ampliato.
Sembra la vittoria della linea mediatoria promossa dall’assessore aretino all’ambiente Banchetti, ma più che altro è la vittoria di chi voleva il raddoppio (Presidente della provincia Ceccarelli in testa) visto che la quantità annua di rifiuti bruciati aumenta notevolmente. La sconfitta è tutta di chi si era opposto: sinistra radicale e comitati di cittadini.
Motivazione ufficiale della decisione è raggiungere l’autosufficienza nel campo dei rifiuti, anche in previsione futura, in modo da arrivare senza macchia all’unione con le province di Siena e Grosseto, ormai imminente.
Fa uno strano effetto vedere come dopo tanto dibattito la questione si sia chiusa quasi all’improvviso. Di colpo non c’è stato più spazio per i dubbi di Fanfani, per le manifestazioni di piazza, per le disquisizioni scientifiche su cosa ci sia nell’aria della Valdichiana, i comunicati e i contro-comunicati: decisione presa nelle sedi dove doveva essere presa e stop.
Impossibile non vedere in questa virata improvvisa un riflesso della politica nazionale. Veltroni svolta, va da solo e abbandona la strategia della coalizione. Sugli inceneritori dice chiaramente: vanno fatti. I poteri locali obbediscono a tempo record. Nel nuovo paese che tende con sempre più convinzione ad un sistema bi-partitico all’inglese non c’è più spazio per i tentennamenti, per le decantazioni assembleari, per le trattative, le piccole limature e i compromessi. Non c’è neanche più spazio per la sinistra. L’accelerazione è stata bruciante e di colpo l’Italia vecchio stile pare scomparsa. Resta solo nelle facce dei politici, che sono sempre le stesse.
Auguriamoci che questo nuovo vento decisionista porti qualche novità positiva. Non chiediamo molto: che la gente venga tutelata nei suoi diritti (ad esempio la salute) possa contare davvero e che venga ascoltata, perché se è vero che tentennamenti e discussioni ci hanno stancato (specialmente in questi ultimi tempi) è vero anche che subire passivamente decisioni di estrema rilevanza non fa per niente piacere. DOMENICA 10 FEBBRAIO 2008 17:25 - Michele Lupetti

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