- Anche la FAO contro gli
inceneritori
Dall'inserto SALUTE di Repubblica (01-05-2008), il resoconto di uno
studio sulle diossine (cause, conseguenze e origini) fatto dalla Fao,
l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e
l'Agricoltura.
Gli alimenti, soprattutto quelli lattiero-caseari ma anche la carne,
il pesce e i frutti di mare rappresentano oltre il 90% dei veicoli
di contaminazione da diossina. Lo rende noto uno studio realizzato
dalla Fao, l'ente dell'Onu che si occupa di alimenti ed agricoltura,
che si conclude esortando i Paesi a fare maggiori sforzi per ridurre
l'esposizione minima delle popolazioni a questo sottoprodotto della
combustione della plastica.
Lo studio "Diossine nella catena alimentare: la prevenzione e il
controllo della contaminazione", diffuso pochi giorni fa, indaga i
rischi e le conseguenze dell'esposizione alla diossina. Dei 419 tipi
di composti diossina-correlati identificati, lo studio chiarisce che
30 hanno una tossicità significativa e preoccupante. La più
pericolosa risulta la TCDD.
Sono inquinanti persistenti, che resistono alla degradazione
fisico-chimica e biologica e rimangono nell'ambiente per lunghi
periodi di tempo. Entrati negli organismi biologici, compresi gli
esseri umani, si accumulano nei tessuti grassi.
"Particolare attenzione deve essere prestata", spiega Daniela
Battaglia, esperta Fao di produzione animale, "alle ripercussioni
sui neonati attraverso il latte materno perché sono molto più
vulnerabili all'azione della diossina".
Lo studio Fao sottolinea che le diossine, oltre ad essere
cancerogene, causano una grande varietà di effetti tossici per le
persone e per gli animali. I sistemi endocrino, riproduttivo e dello
sviluppo sono tra i più vulnerabili alla diossina. L'esposizione
causa patologie del fegato, della milza, del timo, del sistema
endocrino, lesioni cutanee e, in casi estremi, la morte. Gli effetti
sulla salute possono essere osservati anni dopo l'iniziale
esposizione.
Quanto al potenziale cancerogeno, il rischio è stato osservato per
tutti i tumori, senza alcuna specifica di cancro predominante.
Le diossine sono sottoprodotti indesiderati della produzione di
sostanze chimiche e dei processi di combustione.
"I principali imputati", si legge nel documento, "sono gli
inceneritori di rifiuti solidi urbani e di altri tipi di rifiuti. Il
suolo viene contaminato dai fumi liberati nell'aria. In questo modo
la diossina raggiunge gli esseri umani direttamente e
indirettamente, dopo aver contaminato acque reflue, i fanghi di
terreni agricoli e i pascoli. A causa della onnipresenza di diossine
nell'ambiente, tutte le persone sono sottoposte ad un'esposizione di
un certo livello di diossine. Di qui la raccomandazione a diminuire
le fonti di diossina”.
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