Dichiarazioni di Andrea Fabianelli sulla questione inceneritore

Incomprensibile. Così definisce Andrea Fabianelli, Vice Presidente di Confindustria Arezzo con delega all’energia, ambiente e sicurezza, la posizione assunta dal Sindaco Fanfani in merito alla questione del raddoppio dell’inceneritore.
“Come di consueto, quando si fanno affermazioni di principio tutti i politici concordano, quando poi si passa dalle affermazioni di principio ai casi concreti, c’è sempre qualcosa che ostacola, impedisce o ritarda i processi decisionali – dice Fabianelli – in questo caso poi non si capisce veramente per quale motivo il Sindaco si opponga a posteriori ad una decisione prevista da un piano industriale approvato dall’assemblea dei sindaci del maxi Ato dei rifiuti della Toscana Sud. Più di una volta abbiamo ricordato come la pubblica amministrazione dovrebbe essere attenta ai bisogni delle imprese, del territorio e della comunità in genere. Nella fattispecie, dei benefici che comporterebbe il raddoppio dell’impianto di San Zeno ne beneficerebbero tutti, a partire dai singoli cittadini che avrebbero bollette meno care e un servizio più efficiente. Non dimentichiamoci che anche l’Assessore Regionale Bramerini è tornata più volte sull’emergenza rifiuti e se non vengono presi adeguati provvedimenti tra un anno la situazione toscana sarà del tutto simile a quello che è successo a Napoli - spiega Fabianelli – la pubblica amministrazione dovrebbe essere orientata alla soluzione dei problemi attraverso procedure rapide, certe, trasparenti e semplici. Purtroppo, anche in questo caso, dobbiamo constatare la totale mancanza di coordinamento fra le varie amministrazioni, la dicotomia comportamentale fra le decisioni, prese dagli organi eletti, e l’esecuzione affidata alle strutture tecnico-burocratiche e il fatto che si preferisca dare seguito alle confuse richieste di qualche indefinito comitato, piuttosto che avere presente lo sviluppo ed il benessere di un territorio e dei suoi cittadini. Il progetto di ampliamento dell’inceneritore prevede un impianto a tecnologia avanzata e altamente innovativa, non si capisce quindi perché venga bloccato un investimento che comporterebbe, per tutti, solo benefici. Prove tangibili ne sono le vincenti realizzazioni di impianti in altre realtà italiane ed europee all’avanguardia, a cui i nostri amministratori dovrebbero guardare per trarre ispirazione”.
VENERDì 04 DICEMBRE 2009 17:01 - ufficio stampa

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