Trovato il legame diretto tra contaminazioni da diossina e alterazioni delle pareti interne dell'utero.

Sostanza altamente incriminata per le patologie come endometriosi e infertilità è la diossina, o meglio le diossine,
visto che di questi composti esistono numerose «varietà».Gli studi tossicologici, di cui è ricca la letteratura scientifica,
indicano che l'esposizione anche a livelli bassi alle diossine durante i periodi cruciali dello sviluppo può indurre danni
permanenti alla salute. Sono ormai noti da tempo i meccanismi di azione cosiddetta anti-estrogenica che determinano effetti sul
ciclo riproduttivo femminile, ma nel 2003 un team di ricercatori giapponesi ha scoperto che le diossine sono anche in grado di
mimare l'effetto degli estrogeni nei tessuti privi di questi ormoni, ingannando il loro recettore e scatenando una risposta
analoga a quella che si otterrebbe con una stimolazione ormonale; su questa materia ha studiato molto anche il dottor Alberto
Mantovani del Dipartimento sanità alimentare ed animale dell'Istituto superiore di sanità: «Il prossimo grande passo che
si dovrà fare» spiega «sarà l'elaborazione di linee guida sui cosiddetti distruttori endocrini». Le diossine, che vengono
emesse nell'ambiente dagli inceneritori o come risultati di determinati procedimenti industriali, vengono trasportate dalle
correnti d'aria e possono contaminare campi e raccolti, come hanno denunciato più volte anche le associazioni Legambiente e
Greenpeace. Il bestiame che si nutre di raccolti contaminati si contamina a sua volta, accumulando diossina nei tessuti,
sopratutto in quelli adiposi. E dal bestiame potrà passare all'uomo attraverso la carne e il latte. Come spiega Legambiente,
prima l'Organizzazione mondiale della sanità nel 1998, poi la Scientific committee on food dell'Unione europea nel 2000 hanno
incluso l'endometrio tra gli organi più sensibili all'esposizione alle diossine. Nell'ambito poi del programma comunitario per
l'identificazione delle sostanze che alterano il sistema endocrino («Establishment ofa priority list of substances for
further evaluation oftheir role in endocrine distruptors»), lo studio di questi contaminanti è stato indicato come prioritario,
per poter poi tentare di ridurre la loro presenza nell'ambiente. «Per tutte queste ragioni» ha spiegato Legambiente «non possiamo
che essere al fianco dell'Associazione italiana, endometriosi nell'affermare che occorre sensibilizzare le istituzioni e i
cittadini sul problema dell'inquinamento, per ridurlo e di conseguenza ridurre le sue ricadute sulla salute delle persone».

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