- Nannini: scontato il nuovo
inceneritore di San Zeno da 75.000 tonnellate!
La preoccupazione che desta il raddoppio dell'inceneritore di San
Zeno fra i Cittadini della Valdichiana è altissima dopo le ennesime
dichiarazioni a favore, questa volta di Paolo Nannini, Presidente
dell'ATO Toscana Sud che comprende Arezzo, Siena e Grosseto.
Questo signore, fra l'altro ex Presidente ATO di Arezzo (quindi con
precedenti responsabilità della gestione dei rifiuti nella nostra
Provincia), da per scontato che si debba fare il raddoppio.
Dichiarazioni fatte, come al solito, senza prendere in esame nessun
altra alternativa, senza ascoltare le sacrosante preoccupazioni dei
Residenti e senza pensare alle conseguenze che il raddoppio avrà in
una zona già minata, oltre che da lo stesso inceneritore di
proprietà dell'AISA, da emissioni di altri impianti insalubri.
Ancora una volta, dobbiamo constatare tristemente che le persone
favorevoli al raddoppio di San Zeno (Presidenti ATO, Presidenti di
Regione, Presidenti di Provincia, talvolta anche semplici Cittadini)
PARLANO sapendo che non saranno loro a respirare fumi tossici 24 ore
su 24, per 365 giorni all'anno.
Bravi, complimenti, facile parlare con i polmoni degli altri.
Queste Persone dovrebbero sapere (o forse non gli interessa sapere),
che è stato dimostrato in tutto il mondo che gli inceneritori "sono
una delle principali fonti di inquinamento ambientale e causa di
malattie gravi".
Questa affermazione non è stata inventata dai Comitati
Ambientalisti, ma è purtroppo frutto di statistiche e analisi fatte
da autorità competenti e da Medici che svolgono il loro lavoro
constatando che le malattie e decessi in prossimità di questo tipo
di impianti sono di gran lunga superiori rispetto a zone dove non
sono presenti.
TUTTI gli studi epidemiologici effettuati sugli Abitanti che vivono
nei pressi ne dimostrano indiscutibilmente la pericolosità sulla
salute umana.
L'impatto sull'ambiente è provato dal sistematico ritrovamento di
diossina e metalli pesanti cancerogeni negli animali da cortile e da
allevamento, negli alimenti (come il latte), nelle colture, e nelle
Persone stesse.
Solo in Toscana, due recenti esempi riguardano l'inceneritore di
Montale dove hanno trovato diossina nel pollame.
L'altro riguarda la Chimet (che dista pochissimi chilometri da San
Zeno), dove le analisi effettuate hanno evidenziato una rilevante
presenza nelle urine dei Residenti di cadmio, antimonio e argento,
oltre che nel ritrovamento nel grano coltivato nei pressi di cadmio
in concentrazioni superiori di ben cinque volte i limiti di legge.
Basterebbe questo per rinnegare con ogni mezzo gli inceneritori e
puntare forte sulle alternative, che CI SONO, e addirittura sono più
salubri, etiche ed economiche, ma che MOLTO STRANAMENTE ai nostri
Amministratori ATO, Comunali, Provinciali e Regionali non
interessano.
Lo dimostra la Raccolta Differenziata in Provincia di Arezzo, che
fino ad un paio di anni fa poteva senz'altro essere definita
ridicola (26%) e che anche oggi che è al 36%, è ben 9 punti
percentuali sotto al minimo di legge previsto.
Guardando svariati esempi (anche in Toscana) dove si supera
abbondantemente il 50%, è incredibile che non si corra ai ripari
cercando di recuperare il tempo perso impiegando tutte le forze a
disposizione per potenziarla.
Invece, come unica soluzione ad una "fantomatica" emergenza rifiuti
ci obbligano a sottostare al costoso e pericolosissimo raddoppio di
San Zeno.
Come si suol dire: "becchi e bastonati".
I Cittadini della Valdichiana dovranno avere buona memoria quando,
fra qualche anno, si ritroveranno: un inceneritore costato 60
milioni di Euro (che serviranno SOLO per costruirlo) che brucerà
75.000 tonnellate annue di rifiuti con fumi che ricadranno e
contamineranno l'ambiente circostante, una Tarsu esagerata per
recuperare l'investimento, alla quale va sommato il 7% prelevato
dalla bolletta ENEL, che va vergognosamente agli inceneritori invece
di andare alle vere fonti rinnovabili come l'eolico, il geotermico e
fotovoltaico.
Ciliegina sulla torta, le multe che fioccheranno e che pagheranno i
"soliti noti" (i Cittadini), a causa del mancato raggiungimento
degli obiettivi prefissati per legge in materia di Raccolta
Differenziata.
Queste sono le conseguenze alle quali dovremmo silenziosamente
sottostare, "grazie" alle persone che oggi caldeggiano il raddoppio,
e "grazie" anche alla loro inefficienza sul tema di riduzione,
riciclo e riutilizzo dei rifiuti.
A riprova di questo, è bene ricordare che NESSUNO ci ha ancora
risposto dopo quasi due anni, alle nostre osservazioni sul Piano
Straordinario dei Rifiuti mandate a tutti gli organi preposti, dove
abbiamo dimostrato che non c'è bisogno del raddoppio di San Zeno.
E come appartenenti al Comitato Tutela Valdichiana, da tempo
suggeriamo di estendere velocemente la raccolta porta a porta in
tutta la Provincia e di incentivare sia la riduzione della
produzione di rifiuti, sia le aziende che recuperano i materiali
riciclati.
E, come fanno con successo in molti Comuni Italiani, di obbligare i
supermercati e i negozi al ritorno all'uso di materiali
riutilizzabili come il vetro, alla riduzione degli imballaggi
superflui e alla vendita di svariati prodotti alla spina come il
detersivo.
Ma la cosa più assurda, è che a nulla sono serviti i nostri accorati
appelli a considerare una validissima alternativa agli inceneritori
che il Comitato Tutela Valdichiana suggerisce DA ANNI e che si
chiama "trattamento a freddo dei rifiuti".
Un esempio in Italia è il Centro Riciclo di Vedelago (TV), che costa
circa 5 milioni di Euro (forse troppo poco?), suddivide e recupera
senza combustione quasi tutti i rifiuti conferiti, GUADAGNA
rivendendo i materiali riciclati, e soprattutto NON INQUINA!
Ma loro fanno orecchie da mercante, fregandosene di chi dovrà vivere
tutta la vita con quella ciminiera fumante e inquinante a pochi
chilometri da casa.
NOI NON CI STIAMO, e andremo avanti, ricordando ai Cittadini di non
credere a chi racconta la storiella che gli inceneritori sono sicuri
e convenienti visto che dai rifiuti si ottiene energia elettrica.
Invece TUTTI devono sapere che gli incentivi sulla
termovalorizzazione sono pagati dai Cittadini stessi, che l'energia
la si ottiene inquinando l'ambiente circostante e immettendo CO2
nell'atmosfera, e che bruciare i rifiuti è la cosa più anti-etica di
questo mondo.
Cittadini svegliamoci, i nostri Amministratori che sono ben PAGATI
proprio da NOI, hanno il dovere di fare tutto il possibile per
evitare il raddoppio dell'inceneritore.
E NON LO FANNO!
Quindi, riassumendo, è necessario che i fondi a disposizione vengano
confluiti:
1) per il potenziamento della Raccolta Differenziata, in modo da
raggiungere in tempi brevissimi la percentuale prefissata del 55%
nel 2010, ed evitare cosi le multe per il mancato raggiungimento
degli obiettivi di legge (è un controsenso dover pagare NOI
l'inefficienza di chi è pagato da NOI!).
2) per l'istituzione della Raccolta porta a porta in tutti e 103 i
Comuni dell'ATO Toscana Sud.
3) per incentivare le aziende che riciclano i materiali provenienti
dalla differenziazione.
4) per incentivare i supermercati e i negozi al ritorno all'uso di
materiali riutilizzabili, alla riduzione degli imballaggi superflui
e alla vendita di svariati prodotti alla spina come il detersivo.
5) per prendere in considerazione una volta per tutte il
"trattamento a freddo dei rifiuti" che starebbe in piedi una volta
tanto senza risorse pubbliche e che potrebbe, un domani, sostituire
l'inceneritore.
Al Signor Sindaco Fanfani, dopo aver letto le Sue dichiarazioni,
rinnoviamo la nostra stima nel non volersi piegare al Presidente
Nannini, e di prendere velocemente in considerazione e suggerire a
chi di dovere le tante proposte alternative in materia di
smaltimento dei rifiuti.
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