I CIP6 e le nostre Amministrazioni Locali

In Italia, e solo in Italia, gli impianti di incenerimento vengono vergognosamente incentivati con contributi Statali (CIP6) sostenendo che l'energia prodotta derivi da fonti rinnovabili. Con questa subdola manovra sono state dirottate la maggior parte delle risorse destinate alle vere energie rinnovabili, finanziando generosamente gli inceneritori. I contributi per le fonti rinnovabili infatti sono andati per il 75% (SETTANTACINQUE!) a questi impianti, che hanno fatto affari d'oro sulla pelle delle Persone. Emblematico č il caso di quello di Brescia che nel 2006 ha incassato ben 71 milioni di euro diventati 78 nel 2007, sempre come contributi CIP6. In totale dalla sua apertura l'impianto di Brescia ha accumulato la bellezza di 450 milioni di contributi a fronte di una spesa di impianto di 150. Tutto questo fregandosene dell'ambiente e alla faccia di quegli sfortunati che ci abitano vicino e che devono respirare fumi tossici e mangiare alimenti contaminati con la diossina. E chi se ne importa se l'Italia č tuttora sotto infrazione della Comunitā Europea che naturalmente ha disconosciuto questa pratica. Questa manovra che perdura da anni, ha di fatto drogato il mercato dell'energia e ha impedito lo sviluppo di alternative efficaci per il riciclo dei rifiuti come gli impianti di trattamento a freddo. Anche ad Arezzo si sta verificando la stessa cosa, visto che č giā stato dato il via al raddoppio di San Zeno senza considerare alcuna alternativa e premesso che, come abbiamo ampiamente dimostrato, non sarebbe neppure necessario nonostante la Raccolta Differenziata sia ridicola non certo per colpa dei Cittadini Aretini. La cosa gravissima č che il tutto viene fatto senza prendere in considerazione le varie domande rivolte agli organi preposti, che, con molta supponenza, non si sono mai degnati di rispondere. Questa cosa la dice lunga (meditate Cittadini, meditate) su come č stato e verrā gestito "l'affare" dello smaltimento dei rifiuti ad Arezzo. I fautori del raddoppio, e naturalmente i tecnici dell'ATO Toscana Sud vanno in giro a dire che i nuovi impianti non sono come quelli vecchi e quindi inquinano pochissimo se non per niente. Questo NON E' ASSOLUTAMENTE VERO e lo abbiamo dimostrato portando un infinitā di studi epidemiologici che dicono chiaramente quanto siano pericolosi per le Persone che ci abitano vicino e per quelle che mangiano alimenti coltivati nei pressi (latte, grano etc etc). Siccome abbiamo ben dimostrato ai Cittadini della Valdichiana che alle Istituzioni Locali importa solo di raddoppiare San Zeno (nonostante, fra l'altro, gli altissimi costi), vogliamo almeno che si sappiano le conseguenze di questa sciagurata scelta.

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