Quello che non si dice sul nucleare: la conservazione delle scorie

Per incapsulare e disporre in condizioni di sicurezza le scorie ad alto livello di radioattività, si dovranno spendere negli Stati uniti oltre 110 miliardi di dollari (al valore del 1996), in Canada 9,7 miliardi, in Francia e Germania, rispettivamente oltre 7 e 5 miliardi.
Per tentare di dare una collocazione definitiva alle scorie nucleari USA – si dice pari a 37 milioni di metri cubi – e per cercare di decontaminare le aree dove si trovano i rifiuti nucleari di origine militare, il Dipartimento dell’energia ha pensato a quello che probabilmente è il più grande e costoso progetto elaborato dall’uomo.
Si pensa di impiegare da 70 a 100 anni per una spesa preventivata che dovrebbe oscillare tra i 200 e i 1.000 miliardi di dollari...
Tutte queste tra l’altro sono stime.
In realtà, determinare il costo per la conservazione per migliaia di anni delle scorie è praticamente impossibile, e noi non sappiamo nulla nemmeno sul comportamento dei materiali che dovrebbero imprigionare gli elementi radioattivi.
Un team di studiosi inglesi ha analizzato la struttura atomica dello zircone, un materiale ceramico naturale e durevole, prima e dopo averlo mescolato a plutonio, uranio e torio (questa era uno dei cosiddetti sistemi sicuri per conservare le scorie per migliaia di anni).
Le radiazioni hanno distrutto la struttura atomica del materiale cinque volte più velocemente di quanto previsto, per cui i contenitori delle scorie potrebbero rilasciare radiazioni dopo soli 1.400 anni - e il plutonio è ancora pericoloso dopo decine di migliaia d’anni.

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