|
Petizione contro il ritorno del
nucleare in Italia
Il Governo presieduto da Silvio
Berlusconi si prepara a riportare l'Italia fra le nazioni che utilizzano
l'energia nucleare fra le fonti di produzione energetica. Non è proprio
una sorpresa, se ne parlava da tempo. L'Italia l'ha già fatto, fra il
1960 ed il 1980, con risultati positivi scarsi (la percentuale di
energia prodotta si aggirava sul 2 % del fabbisogno energetico) e
problemi insoluti enormi, come quelli della sicurezza e delle scorie. E'
un penoso, pericoloso e costoso ritorno al passato. Per il solo disastro
nucleare di Chernobyl sono state stimate oltre 500 mila vittime dirette
ed indirette (The Guardian, 2006). Al contrario di quanto sostenuto dal
Ministro per le attività produttive Claudio Scaiola, sono diversi i
Paesi che hanno rinunciato all'energia nucleare proprio per la mancata
soluzione di questi gravi problemi: l'Austria (1978), la Svezia (1980),
l'Irlanda, la Danimarca, la Grecia, la Norvegia, il Belgio, la Germania.
Nemmeno appaiono convenienti i pesanti costi di investimento per la
realizzazione degli impianti e per le necessarie - ma non risolutive -
misure di sicurezza e di gestione e smaltimento delle scorie. Nel 1987,
a forte maggioranza (fra il 71,90 % e l'80,60 % dei votanti), gli
elettori italiani con tre referendum decisero per l'uscita dell'Italia
dal gruppo delle Nazioni che producevano energia elettrica anche con il
nucleare. Nel 2003 in Sardegna ci fu una vera e propria rivolta popolare
contro l'ipotesi governativa di realizzarvi il deposito unico delle
scorie nucleari nazionali. Lo stesso avvenne qualche mese dopo a
Scanzano, in Basilicata. Una soluzione non è stata ancora trovata, ma il
Governo Berlusconi vuole imbarcarci tutti in questa nuova avventura
nucleare. Avventura che sarà il più possibile coperta dal segreto di
Stato. Naturalmente senza che gli italiani abbiano chiesto nulla né che
siano stati consultati per scelte così rilevanti. Anzi, l'unico
pronunciamento degli elettori (1987) è stato fortemente contrario, i
recenti sondaggi (Ipsos - Public affairs, 2007) anche, visto che gli
italiani chiedono la promozione delle energie rinnovabili.
Gli Amici della Terra (promotori dei referendum anti-nucleari del 1987)
e il Gruppo d'Intervento Giuridico respingono questo "ritorno" del
nucleare in Italia, più imposto che voluto. Sostengono, invece, la
ricerca e la promozione delle energie alternative e rinnovabili, in
primo luogo quelle di fonte solare (energia solare termica, energia
solare termodinamica, energia solare fotovoltaica). E' partita nello
scorso maggio da Cagliari la prima risposta concreta alle bellicose
intenzioni governative. Sulla "piattaforma petizioni Tiscali" (ora non
più fruibile) ha già raccolto 1.546 adesioni di cittadini italiani, ora
è ospitata su www.firmiamo.it: per accedervi basta cliccarvi sopra !
INIZIAMO A DIRE CHE COSA NE PENSANO GLI ITALIANI: FIRMA E FAI FIRMARE LA
PETIZIONE CONTRO IL "RITORNO" DEL NUCLEARE IN ITALIA E PER LA PROMOZIONE
DELL'ENERGIA SOLARE:
http://www.firmiamo.it/noallenergianuclearesiallenergiasolare
Al Presidente del Consiglio dei Ministri,
i sottoscritti cittadini italiani chiedono al Governo di non costruire
nuove centrali nucleari e non riattivare quelle vecchie dismesse. Il
problema della loro sicurezza e della gestione e smaltimento delle
scorie è grave ed irrisolto. Chiedono invece il potenziamento della
ricerca e della produzione di energia da fonte solare.
Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico A.N.S.A., 22 maggio
2008
Nell'87 'no grazie', si riparte dopo 21 anni.
ROMA - L'Italia è pronta, nelle intenzioni del Governo, a ripartire sul
fronte nucleare: dopo 21 anni da quel referendum che l'8 ed il 9
novembre del 1987 vide gli italiani dire 'no grazie' all'atomo, il
ministro per lo sviluppo Economico, Claudio Scajola, annuncia infatti
che entro il 2013 sarà posta la prima pietra di un gruppo di centrali
nucleari in Italia. Se le intenzioni riusciranno a tradursi in realtà,
per la penisola di tratterebbe di un 'ritorno': per venti anni il paese
ha avuto centrali nucleari e prodotto energia dall'atomo: Ecco le
principali tappe della vicenda dall'inizio dell'uso del nucleare,
all'addio del 1987 fino alla riapertura arrivata oggi:
VENT'ANNI DI NUCLEARE - Per circa vent'anni l'Italia, dal 1960 al 1980,
ha prodotto e utilizzato energia nucleare grazie a quattro centrali
elettronucleari ex Enel (Caorso, Trino Vercellese, Garigliano e Latina)
e di altri impianti nucleari ex Enea del ciclo del combustibile.
NUCLEARE? NO GRAZIE - Anche sull'onda emotiva dell'incidente di
Chernobyl, avvenuto nell'aprile del 1986, l'Italia decise di affidare la
scelta sul nucleare ad una consultazione popolare. Il referendum
abrogativo si tenne l'8 e il 9 novembre e vinse il sì all'addio
all'atomo con oltre il 71%.
LE SCORIE, LA SOGIN - In seguito al referendum iniziò un programma di
dismissione delle centrali nucleari. Ma per lungo tempo fu
sostanzialmente eluso il problema delle scorie. Nel 1999 fu disposto un
piano strategico e definito un accordo di programma con le Regioni.
Parallelamente, fu affidato a Enel il compito di costituire la Sogin, 'Societa'
per lo smaltimento delle centrali elettronucleari dimesse, la chiusura
del ciclo del combustibile e le attività connesse e conseguenti".
IL CASO SCANZANO - Nel novembre 2003 il governo approva il cosiddetto
decreto "Scanzano", in base al quale tutti i rifiuti e i materiali
nucleari esistenti in Italia vengono sistemati in un deposito nazionale
geologico (e non di superficie) da realizzare nel comune di Scanzano
Jonico, in Basilicata. La decisione provocò dure reazioni politiche e da
parte delle comunità locali e degli ambientalisti, fino al fallimento
dell'operazione.
LE SCORIE VANNO IN FRANCIA - La scorsa legislatura ha deciso di
trasferire all'estero il combustibile irraggiato, anziché stoccarlo
temporaneo nei siti con un accordo tra Sogin e Areva che, al termine di
una gara internazionale, prevede che 235 tonnellate di rifiuti vengano
inviate in Francia.
GIA' 13 ANNI FA RIPRESA DIBATTITO - L'allora ministro dell'industria
Alberto Clò dice che l'Italia è pronta a riaprire al nucleare: "Abbiamo
intenzione - annunciò nel 1995 - di riprendere il discorso, mai chiuso
completamente, "su basi nuove, con nuove capacità di ricerca e nuove
tecnologie".
ENEL RIENTRA IN SETTORE ALL'ESTERO - due anni fa il gruppo elettrico
italiano decide di tornare nel nucleare, ma all'estero, per riaquisire
competenze. La società acquisisce una Sloveske Electrarne, società
Slovena. Oggi il 12% dell'elettricità prodotta nel mondo dal gruppo è
nucleare.
SCAJOLA ANNUNCIA, ENTRO 5 ANNI PIETRA PER CENTRALI IN ITALIA - entro il
2013, la fine cioé della legislatura, saranno avviati i lavori per la
costruzione "di un gruppo di centrali di nuova generazione", annuncia
dalla assemblea di Confindustria il ministro per lo sviluppo economico,
Claudo Scajola.
www.comitatotutelavaldichiana.it |