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Il nucleare francese si arrende al
freddo: ode al risparmio energetico
È motivo di riflessione quello che sta accadendo in Francia. Sembrerebbe
che oltralpe se la stiano vedendo veramente brutta le società fornitrici
di energia elettrica: le centrali nucleari non bastano a scaldare le
case dei francesi. Questo è il risultato, secondo Reséau Sortir du
nucléaire, a seguito delle decisioni politiche intraprese dallo stato
francese in merito al riscaldamento. In pratica, forti della produzione
dei loro impianti lo Stato avrebbe spinto per un tipo di riscaldamento
elettrico.
Ora che si rende necessario l’utilizzo di centrali termiche, per il
nucleare si può parlare di sconfitta. Il problema è da imputare anche
all’esportazione di energia elettrica, molta della quale arriva in
Italia, ma per fronteggiare la crisi i cugini francesi fanno riferimento
alla Germania che, grazie alle scelte volte alle rinnovabili ed al
risparmio energetico, non sembra soffrire particolarmente di questi
problemi. Anzi, a dirla tutta la Germania esporta energia verso la
Francia da ormai 5 anni, cosa che dovrebbe perlomeno far riflettere.
La questione pone soprattutto il problema della “affidabilità” del
nucleare. Quello che generalmente viene paventato dai fan del nucleo,
ovvero la convinzione che grazie alla fissione si risolva ogni problema,
senza contare che in questo modo si favoriscono una serie di economie le
quali, muovendosi in quella direzione incrementeranno la domanda interna
così come è successo oltralpe per l’energia e così come succede da noi
con gli inceneritori ed i rifiuti.
Ancora una volta quindi la base su cui costruire il tutto è il risparmio
energetico, il negawatt. Una soluzione semplice, vincente (in questo
caso, ma non solo), una filosofia di vita ed un modo per cominciare a
cambiare le carte in tavola. Chissà se prima o poi riusciremmo ad
evolvere pure noi italiani. Forse qualcuno nei palazzi si accorgerà che
tenere le finestre aperte per il riscaldamento eccessivo non è la cosa
migliore. Speriamo in questo 2009.
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