Manifestazione contro il nucleare a Roma il 10 novembre
Da Arezzo pullman gratuito

Nucleare, 10 novembre: manifestazione a Roma "Tutti i solari contro i nucleari".
La federazione Verdi Arezzo organizza pullman da Arezzo: ritrovo ore 9.00 al parcheggio dell'Ipercoop. Chi è interessato può mandare una mail a verdi@verdiarezzo.it.Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Il costo è a carico della Federazione, la prenotazione è obbligatoria (occorre prenotarsi entro giovedi 8 novembre).
Il 10 Novembre, a 20 anni dal referendum che ha segnato l'allontanamento dell'Italia dalla via del nucleare, saremo tutti a Piazza Farnese, nel centro storico di Roma, alle ore 16:00.

Festeggeremo la vittoria dei Solari contro i Nucleari, e ci prepareremo a fermare di nuovo la lobby dell'atomo. L'energia solare è abbondante: ogni giorno la Terra riceve dal Sole una quantità di energia 30 volte superiore a quella consumata da tutta la popolazione mondiale in un intero anno. Per fare un esempio, una famiglia italiana di 4 persone potrebbe produrre metà dell'acqua calda che usa per un intero anno con un solo pannello solare di 3 mq.

L'energia solare è diffusa: ogni casa o palazzo può dotarsi di pannelli solari e produrre la propria energia. Ma questa energia è anche condivisibile: gli impianti solari connessi in rete, infatti, permettono di "esportare" l'energia prodotta in eccesso ed "importare" energia dalla rete quando se ne ha più bisogno.

L'energia solare è pulita: il suo impatto ambientale - specialmente se paragonato a quello delle fonti non rinnovabili - è trascurabile. Economico? Sicuro? Conveniente? Il nucleare non è nulla di tutto questo.

Il nucleare non garantirebbe all'Italia l'autonomia energetica, poichè si basa su una risorsa scarsa: l'uranio. La maggior parte dell'uranio - indispensabile per la fissione - si trova infatti in Canada, Russia, Nigeria, Namibia, Stati Uniti ed Australia: l'Italia dovrebbe comunque importarlo. Inoltre, le riserve esistenti di uranio ci darebbero un'autonomia non superiore ai 60 anni. Sarebbe questa la soluzione?

Il nucleare non e' piu' economico delle altre forme di produzione dell'energia: nei costi per kWh vanno infatti inseriti anche i costi di smaltimento delle scorie e soprattutto i costi di smantellamento delle centrali al termine del loro ciclo produttivo. Senza contare i costi relativi ad eventuali malfunzionamenti e alla militarizzazione dell'area dove sorge l'impianto: una centrale nucleare e' infatti un obiettivo sensibile. Il nucleare espone il territorio a rischi gravissimi in caso di incidente, in modo particolare nel caso di un Paese sismico come l'Italia.

Il nucleare cosiddetto "sicuro" sarà forse disponibile nel 2030. Per non parlare dell'impossibilità di avere standard di evacuazione davvero sicuri in un Paese - come l'Italia - che ha zone ad altissima densita' abitativa.

Inoltre, non esiste un modo sperimentato di smaltire le scorie nucleari: alcuni isotopi dell'uranio restano radioattivi per centinaia di migliaia di anni.

GIOVEDÌ 08 NOVEMBRE 2007 08:47 - Federazione Verdi Arezzo
Fonte: arezzonotizie.it

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