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INCENTIVI, INCENERITORI, FINANZIARIA: CAMBIARE QUALCOSINA PER NON
CAMBIARE NULLA?
Pare proprio di si’. L’11 novembre, in Senato, è stato votato l’articolo
30 (nell’ambito della finanziaria 2008) riguardante gli incentivi
“truffaldini”agli inceneritori (e a seguire alle energie rinnovabili).
In pratica l’articolo (che come il resto della finanziaria deve poi
passare alla Camera) tende a ripristinare il testo deliberatamente
“corretto” dall’ultima scrittura della finanziaria 2007 che individua i
termini di “deroga” per i soli impianti esistenti e per quelli
realizzati ed operativi. Viene fissato inoltre un tempo massimo di tre
mesi per definire le deroghe che al di là di qualche limitazione
rimangono nelle mani di Bersani. Quindi apparentemente qualche timido
passo in avanti AMPIAMENTE COMPENSATO IN NEGATIVO, però, dagli ARTICOLI
SUCCESSIVI che DI FATTO (con pochissime modifiche marginali) CONFERMANO
LA VOLONTA’ DEL “FAMIGERATO” ARTICOLO 30 bis ispirato da Bersani (e
curiosamente “rimosso” dal Presidente della Commissione Ambiente del
Senato Tommaso Sodano che fino all’ultimo ne ha negato esistenza e
contenuto).
Come già abbiamo avuto modo di dire pur evitando “disfattismi”
paralizzanti, “IL DIAVOLO STA NEL DETTAGLIO”. Infatti in questi articoli
che riguardano la incentivazione delle energie rinnovabili si fa
riferimento a due aspetti “inquietanti” che PONGONO SU DI UN “PIANO
INCLINATO” FAVOREVOLE ALL’INCENERIMENTO DUE ASPETTI DELICATI CHE
RISCHIANO DI FAR ENTRARE DAL “PORTONE” CIO’ CHE E’ USCITO DALLA PORTA.
Stiamo parlando della combustione della frazione biodegradabile dei
rifiuti urbani e delle biomasse che (attraverso l’allegato 2) vengono
annoverate (purtroppo il linea con la direttiva UE 2001/77) tra le
“fonti rinnovabili” e quindi soggette ad incentivazione una volta
bruciate.
OCCORRE DIRE CHE I GIOCHI NON SONO ANCORA FATTI FINO IN FONDO E CHE,
NOSTRO COMPITO DIVIENE QUELLO DI MOBILITARCI IN MODO DA NON FAR CHIUDERE
IL CERCHIO. Si rimanda ad un Decreto Ministeriale da emanare entro 90
giorni (e c’è da giurare che Bersani farà di tutto per accelerare i
tempi di attuazione) in cui stabilire le modalità di incentivazione di
queste tipologie di rifiuti e di materiali. In proposito occorre
ricordare, come del resto abbiamo puntualmente fatto anche facendo porre
agli atti un documento preciso (vedi http://ambientefuturo.interfree.it
) in occasione dell’incontro con la Commissione Ambiente del Senato, che
mentre in Germania e parzialmente in Inghilterra, pur nel quadro della
Direttiva 2001/77 NON VIENE INCENTIVATA NESSUNA FORMA DI COMBUSTIONE DEI
RIFIUTI, in Italia sembra si sia voluto scegliere la “via olandese” che
attraverso la individuazione di una “FORMULA” riconosce incentivi alla
combustione della parte biodegradabile dei rifiuti. “A BOCCE FERME”
VERDI E RIFONDAZIONE DEVONO SPIEGARE COME MAI HANNO PERMESSO QUESTO
“AUTOMATISMO” quando avrebbero potuto contribuire ad UN “AMPIO
CONFRONTO” PRIMA DI ARRIVARE A QUESTO SCENARIO GIA’ IN BUONA PARTE
COMPROMESSO.
A QUESTO PUNTO OCCORRE FARE DI TUTTO PERCHE’ LA MODALITA’ DI CALCOLO
GIA’ PREDISPOSTA IN “BOZZA” DAL GSE (e dal “solito” ministro Bersani) E
CONTENENTE UNA “NUOVA TRUFFA” CHE ATTRIBUISCE ELEVATO POTERE CALORIFICO
ALLA FRAZIONE ORGANICA CALCOLANDONE IL POTERE CALORIFICO SUPERIORE
(anziché quello inferiore –p.c.i). Questo vuol dire PREPARARE
UN’IMPORTANTE INIZIATIVA A ROMA IN TEMPI UTILI FACENDO ARRIVARE AL
“PALAZZO” LA NOSTRA CONTESTAZIONE MA ANCHE LE NOSTRE PROPOSTE.
Per parlarci chiaro: SE VENISSE CONFERMATA QUESTA MODALITA’ I GESTORI DI
INCENERITORI RECUPEREREBBERO CIRCA IL 90% DI QUELLO CHE HANNO “PERSO”
CON LA FINE DEI CIP6. BEN OLTRE LO “SCENARIO OLANDESE” CHE RICONOSCE NON
PIU’ DEL 40% DEI SUCCOSI INCENTIVI INCAMERATI CON LA FAMIGERATA
“TRUFFA”. Quindi, andando oltre “diatribe”eccessive sulle
“responsabilità”( per parafrasare il Movimento NO TAV “NON ABBIAMO
GOVERNI AMICI” NE’ FORZE POLITICHE “AMICHE”che ci tolgono le “castagne
dal fuoco”) occorre FARE I CONTI CON LA NUOVA FASE ATTIVANDO DA SUBITO I
NOSTRI “ANTICORPI”. Per quanto riguarda la PARTITA DELLE BIOMASSE
possiamo ancora fidare sulla assoluta contraddittorietà della normativa
vigente che IDENTIFICA LE BIOMASSE COMBUSTIBILI (vedi il citato allegato
X del DLGS 152/06) con una limitata tipologia di prodotti non
identificabili con i rifiuti (il vero affare per l’industria “sporca” è
BRUCIARE IN PRIMO LUOGO I RIFIUTI INDUSTRIALI PROVENIENTI DA COMPARTI
DEL MOBILE, DEL CARTARIO E DELL’AGROINDUSTRIA) .
Certo, niente di cui stare tranquilli visto che l’allegato in questione
su cui insisterà ancora Bersani con decreti ad hoc riguarda le
famigerate COLTURE NON A FINE ALIMENTARE oltre ai cascami del legno
vergine e agli "olii di vegetazione” tristemente importati dall’altro
emisfero.
Comunque occorre chiamare ancora a nostra DIFESA che in tutta questa
vicenda ed in particolare nella combustione incentivata della frazione
biodegradabile dei rifiuti la pur contraddittoria normativa UE afferma
che OCCORRE TENER CONTO DELLA GERARCHIA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI PER
CUI LE SOSTANZE ORGANICHE DEVONO, IN VIA PRIORITARIA ESSERE RECUPERATE
SOTTO FORMA DI MATERIA E… AGGIUNGIAMO NOI, VISTO I PROCESSI DI
DESERTIFICAZIONE LA RACCOLTA PORTA A PORTA DELL’ORGANICO NON PUO’ E NON
DEVE ESSERE INDEBOLITA DA QUALSIASI scenario di tipo olandese corretto
all’italiana.
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