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Anche Google per le energie pulite ed
alternative
I due fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, hanno deciso di
finanziare una nuova organizzazione, “Google.org”, con la imponente
dotazione iniziale di due miliardi di dollari per sviluppare tecnologie
basate su fonti di energia pulita e rinnovabile, solare, geotermica,
eolica, da realizzare nel giro di un paio di anni ad un costo
competitivo per kilowattora.
E’ una svolta soprattutto di mentalità, poiché fino a ieri gli
ecologisti a favore del solare erano considerati poco più di innocenti
sognatori.
Vedere oggi questa scelta da parte di un settore di alta
specializzazione tecnologica che ha dirigenti capaci di guardare al
futuro, oltre il petrolio e il nucleare, ci conforta molto.
Non si sa in quale direzione si svilupperà questa ricerca, ma sarebbe
lungimirante se si andasse nella direzione della microgenerazione
diffusa sul territorio che punti alla autosufficienza energetica di
tutte le case, con una eccedenza capace di caricare le batterie di
macchine e motorini elettrici. Immaginiamo la rivoluzione culturale che
discenderebbe dal possedere questa tecnologia, una rivoluzione pari a
quella del PC e di Internet che allontanerebbe una nazione come gli USA
da interventi militari per il petrolio, e renderebbe i cittadini
indipendenti e produttori di energia, sempre meno inclini ad appoggiare
la folle “globalizzazione”.
La “microgenerazione solare o eolica deve contrapporsi alle maxi
centrali di solare termodinamico o eoliche, già in costruzione (in
particolare in Spagna con il progetto di Rubbia), perché questi grandi
impianti vanno in mano a grosse compagnie, la speculazione sui prezzi è
sicura e comunque sempre sudditi saremmo.
E’ il sole il futuro dell’energia, bisogna solo investirci scienziati e
capitale e fermare la controffensiva di petrolieri e nuclearisti che
verrebbero spazzati via da questa rivoluzione tecnologica. Sarebbe
auspicabile un aumento del prezzo del greggio, fino a 150 dollari al
barile (ci stiamo arrivando), che accelererebbe la transizione dal
fossile al rinnovabile, per uscirne definitivamente, visto che petrolio
e uranio, sono fonti in via di estinzione.
Quello che può cambiare di più la mentalità delle persone è
l’autogestione del fabbisogno energetico, contro la dittatura dei
monopolisti dell’energia.
Molte persone potrebbero pensare a un tipo di vita abbastanza autonomo
se immaginiamo anche una autosufficienza alimentare legata ad un piccolo
appezzamento di terra, con possibilità di ricavare un reddito se si
investe in pannelli solari che producono energia eccedente il proprio
fabbisogno.
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