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L'imbroglio del CIP6 - Diossina di
Stato
Macchine da soldi alimentate a CIP6 una truffa lunga 16 anni
Lo scandalo inizia sotto il II governo Andreotti, in seguito a un
accordo da esso stipulato con l'Enel e con il fior fiore dell'alta
economia e finanza petrolifera italiana (Edison, Moratti, Garrone, Acea
e altri).
Il Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) il 29 aprile 1992 con
delibera numero 6 stabilì una maggiorazione del 7% del prezzo
dell'elettricità pagato in bolletta (componente tariffaria A3), che
doveva essere utilizzata per promuovere le energie rinnovabili (eolica,
solare, geotermica, del moto
ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, biogas ecc.) con un incentivo
sulla realizzazione dell'impianto e uno sulla produzione di energia.
Le rinnovabili, senza contributi, non potrebbero stare sul mercato,
essendo perennemente in perdita sul piano economico, oltre che su quello
energetico.
Prima dell'approvazione della delibera, accanto all'espressione "energie
rinnovabili" fu aggiunta furbatamente l'estensione "o assimilate" con la
conseguenza che il 76 % dei miliardi pubblici, prima in lire, poi in
euro, sono stati regalati per produzioni energetiche molto inquinanti e
tutt'altro
che "rinnovabili" e per 16 anni si è finanziato la produzione di energia
elettrica con l'incenerimento dei rifiuti urbani e industriali, oltre
che con il gas, fonti non rinnovabili e inquinanti (per la gioia dei
petrolieri come Massimo Moratti e i gestori di inceneritori).
Disse Beppe Grillo al parlamento Europeo: "...abbiamo finanziato le
malattie che appariranno nei nostri figli e nei nostri nipoti".
A peggiorare le cose è poi arrivata la direttiva comunitaria del n.77
del 2001: "Norme sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da
fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità",
attuata in Italia, molto male, nel 2003 con il governo Berlusconi, dando
altri benefici economici alla produzione energetica da rifiuti.
Vedi Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 "Attuazione della
direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica
prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell'elettricità".
La Direttiva europea indicava invece solo per le fonti rinnovabili, il
risultato è tra i peggiori possibili: aumento di emissione di CO2,
polveri sottili e diossina, su cui gli italiani pagheranno le multe
europee per il non rispetto del trattato di Kyoto.
Si arriverà a pagare per i "crediti di carbonio" 2,56 miliardi di Euro
l'anno che dovrebbero pesare sulle bollette degli italiani con oltre 100
Euro a famiglia all'anno senza contare le sanzioni
dell'Eu-Etspari a 100 euro a tonnellatadi CO2.
La maggior parte dei soldi che dovrebbero finanziare le rinnovabili
vengono quindi destinati a bruciare carbone, petrolio e avanzi della
raffinazione, rifiuti e a bruciare altri soldi per le sanzioni europee.
Grazie al CIP6 il guadagno per i proprietari di inceneritori è doppio:
in una prima fase si guadagna perché le pubbliche amministrazioni pagano
per liberarsi dei rifiuti prodotti in grande quantità nelle città, nella
seconda fase si guadagna vendendo a prezzo maggiorato l'energia
elettrica prodotta.
Gli inceneritori sono degli altiforni che trasformano la spazzatura in
gas, concentrando su un dato territorio il potenziale danno ambientale
prodotto da un'area ben maggiore.
Gli inceneritori producono, oltre a ceneri tossiche e scorie di
lavorazione pari a circa il 25% della massa di rifiuti bruciata che
devono essere conferite in discariche speciali, anche diossine, furani,
metalli pesanti che solo in parte sono intercettati dai sofisticati e
costosissimi filtri.
Le polveri sottili che i filtri non trattengono hanno effetti devastanti
sulla salute generando le cosiddette nanopatologie, causa di
malformazioni fetali, tumori infantili, malattie allergiche,
infiammatorie e neurologiche.
I 10 maggiori beneficiari che nel 2004 si sono spartiti una "torta" da
3.511,4 miliardi di euro (saliti a 3.988,6 nel 2005 ed a 4.361,7 nel
2006), sono:
EDISON (53,4%)
ERG-GARRONE (10,8%)
SARLUX-MORATTI (10.3%)
ROSIGNANO ENERGIA (6,3%)
FOSTER WEELER (5,1%)
ENIPOWER (3,8%)
API ENERGIA (5,3%)
ELETTRA GLT (3,2%)
IRENE (0,9%)
ITALIANA COKE (0,3%)
ALTRI (0,6%)
Massimo Mucchetti, nel suo libro Licenziare i padroni? (Feltrinelli
2003), sostiene che scopo principale del trucco CIP6 fosse il
salvataggio della Edison, uscita malconcia dal crack Montedison. Sta di
fatto che, almeno nel 2003 e 2004, Edison incassò oltre metà dei fondi
CIP6 pagati per
elettricità da fonti assimilate e i suoi bilanci di quegli anni
dimostrano che quegli incassi costituirono oltre il 50% dei suoi ricavi
complessivi.
Ma c'è un caso ancor più grave.
E quello della Sarlux, del gruppo Saras-Moratti, che produce elettricità
ricavandola dagli scarti petroliferi più inquinanti ed è palesemente
stata creata per lucrare sul regime Cip6.
Nata solo nel 2000 e ha avuto una concessione ventennale (le altre sono
quindicennali, stipulate intorno al 1992 e quindi con scadenze intorno
al 2007).
Nel 2004, ad esempio, essa ha avuto ricavi da vendite per 490.460.049
euro (pagina 338 del bilancio SARAS 2005), dei quali 361.670.000, cioè
ben il 73,74% di provenienza "assimilate Cip6".
Quell'anno ha infatti incassato il 10,3% dei 3.511.400.000 euro pagati
dal GRTN per "assimilate" (dati Autorità per l'Energia).
Per cui gli utenti elettrici italiani continueranno a pagare i
sovrapprezzi "A3" fino al 2020 anche perchè Moratti possa acquistare
giocatori per la sua Inter!
Il caso sulla Finanziaria 2007 (governo Prodi): incredibilmente,
sembrava che il governo intendesse porre fine a questa assurdità con un
emendamento alla Finanziaria che escludeva le "assimilate" dai
contributi CIP6, ma ancora una volta, al momento decisivo, prima
dell'entrata in vigore della
Legge Finanziaria (01 gennaio 2007), qualcuno ha sostituito una parola
al testo di legge.
I contributi CIP6 andranno solo ai produttori di energia elettrica da
fonti rinnovabili ma non ci sarà l'esclusione per gli impianti "già
autorizzati", e non solo su quelli "già realizzati".
E' stato sostituito "già realizzati" con "già autorizzati".
Una piccola differenza che fa un'enorme differenza, perché ci sono
centinaia di impianti "autorizzati" ma "non realizzati" che
continueranno a beneficiare di contributi che dovrebbero invece essere
concessi esclusivamente alle vere fonti energetiche rinnovabili.
Si ricorda che queste "autorizzazioni" sono di fatto promesse di
finanziamento per 10-15, talora 20 anni, a carico dei cittadini, anche
per quelli non ancora nati!
Con questa finanziaria comunque è stato possibile risparmi da almeno 600
milioni di euro per l'anno 2007 e si può aggiungere anche 5 miliardi di
euro di risparmi al 2020, visto che a tale data l'onere complessivo
atteso per gli incentivi all'intero sistema CIP6 dovrebbe scendere da 25
a 20 miliardi
di euro.
Finalmente il caso CIP6 si chiude con la finanziaria 2008 (governo
Prodi).
L'articolo 30 della bozza del testo della Finanziaria 2008 prevede
infatti che gli incentivi CIP6 per la produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili spettino solo agli impianti già realizzati e
operativi.
La senatrice Loredana De Petris, capogruppo dei Verdi dice: "Con questa
manovra si chiude finalmente il capitolo delle risorse destinate alle
fonti assimilate, compresi i rifiuti, che venivano impropriamente
finanziate a discapito delle fonti rinnovabili pulite, in contrasto con
lo spirito e la
lettera delle direttive comunitarie".
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