- Le domande frequenti fatte al
Comitato Tutela Valdichiana
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- Qui di seguito le domande che
la gente pone al Comitato Tutela Valdichiana.
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- D- Perché si è formato il Comitato
Tutela Valdichiana?
R- Perché nel nostro territorio, da qualche anno, si stanno
manifestando diverse problematiche che interessano l'ambiente e la
salute dei Cittadini.
D- Quando?
R- Nel 2003, quando si paventava la costruzione di un grande
aeroporto nel cuore della nostra Vallata, ipotesi tramontata ma che
talvolta viene ritirata fuori dal "personaggio" di turno che non si
rende conto dello stravolgimento che questo potrebbe portare al
nostro territorio cosi caratteristico.
D- E da chi è formato il Comitato Tutela Valdichiana?
R- Da semplici Cittadini, di qualsiasi età, estrazione sociale e
politica, che avvertono la lontananza delle Istituzioni locali.
D- Cosa rispondete a chi dice che alcuni componenti all'interno
hanno interessi sul piano politico?
R- Ognuno di Noi, politicamente, è libero di pensarla come gli pare.
L'unico fine rimane la tutela della Valdichiana e non c'è posto per
chi non rispetta questa regola e per chi pensa di utilizzare il
Comitato per altri scopi.
D- Perché siete contro la centrale a biomasse a Castiglion
Fiorentino?
R- I principali motivi sono la ricaduta dei fumi in una zona cosi
densamente popolata e la possibilità che un domani venga utilizzata
per incenerire rifiuti.
Inoltre per lo strano comportamento dell'Amministrazione Comunale.
D- Cosa ha fatto?
R- Non ha ascoltato la voce di 5.500 (cinquemilacinquecento)
Cittadini che hanno firmato una petizione contro le centrali a
combustione, e poco dopo ha ribaltato il piano strutturale che
vietava espressamente la costruzione di questo tipo di impianti
nell'area Sadam, per poi firmare l'accordo in Regione.
D- Ma la proprietà non ha dato garanzie che sarà fatto di tutto per
tutelare la salute?
R- Abbiamo dimostrato che di biomasse vergini da bruciare ce ne
saranno ben poche rispetto alla potenza proposta (18 MW).
Dovranno bruciarci anche il combustibile da rifiuti (CDR), che fra
l'altro è assimilato per legge nelle biomasse.
D- Esistono centrali a biomasse riconvertite in inceneritori di
rifiuti?
R- Certo, Cutro, Bando, Pozzilli, Teana e altre tre a Bari sono
alcuni esempi di centrali che bruciano CDR, ma ce ne sono tantissime
altre.
Poi non dimentichiamoci che oltre al CDR nelle biomasse sono
compresi rifiuti dell'industria tessile che comprendono elastomeri e
plastomeri, materiali contenenti sostanze pericolose, fanghi
industriali e solventi vari.
Se queste sono biomasse...
D- Ma non è che alla fine volete che al posto dell'ex-zuccherificio
non si faccia niente?
R- Ben vengano, e ripetiamo ben vengano, strutture e imprese che
creino posti di lavoro, ma attuate nel pieno rispetto dell'ambiente
e della salute della Popolazione.
Sono anni che invochiamo la presentazione di progetti legati
all'agricoltura, ai prodotti di qualità e al turismo.
D- Quanti ne ha presentati la Sadam all'Amministrazione di
Castiglion Fiorentino per la riconversione dell ex-zuccherificio?
R- Solo ed esclusivamente la centrale, e sono ormai anni che
chiediamo, inascoltati, al Sindaco Brandi di farsi portare almeno un
progetto alternativo salubre.
D- Per quale motivo siete in conflitto con i lavoratori
dell'ex-zuccherificio?
R- Ci dispiace, perché consideriamo il diritto al lavoro sacrosanto,
ma è ancor più sacrosanta la prevenzione e la tutela della salute di
tutti gli abitanti della Valdichiana.
D- E' vero che la centrale non verrà costruita nella zona
dell'ex-zuccherificio ma fra Manciano e Cesa?
R- Nessuno, compreso il Sindaco Brandi, sa darci ulteriori
informazioni, ma risulta vi sia un compromesso per l'acquisto di ben
120 ettari di terreno proprio in quell'area.
Lo spostamento sarà ininfluente circa i danni al territorio anche
perché a pochissimi chilometri di distanza ci sono tre inceneritori
di rifiuti in attesa di ampliamento (quello dell'AISA, la Chimet e
la SAFIMET).
D- Perché il Comitato Tutela Valdichiana non vuole il raddoppio
dell'inceneritore di San Zeno?
R- Fra i tanti motivi, l'inceneritore di San Zeno non ha bisogno del
raddoppio, gli inceneritori sono il peggior modo al mondo per
smaltire i rifiuti (ampiamente documentabile), e poi ci sono
validissime alternative salubri come il trattamento a freddo.
D- Ma l'esimio oncologo Veronesi non dice che questi sono
assolutamente innocui?
R- E' incredibile come questo signore abbia il coraggio di andare in
televisione ad affermare che il rischio di ammalarsi gravemente
nelle vicinanze degli inceneritori sia "uguale a zero".
Ci sono svariati studi epidemiologici e filmati (come quelli
presenti nel nostro sito) che lo sbugiardano clamorosamente.
Poi non ha mai risposto come mai nella sua fondazione (per la
salute...), figurano petrolieri e costruttori di inceneritori.
D- Ma se non amplieranno San Zeno è vero che verremo invasi dai
rifiuti come è successo a Napoli?
R- Per prima cosa bisogna chiedersi perché non vengono attuati altri
metodi di smaltimento che creano più posti di lavoro, costano meno e
sono più salubri ed etici, e per seconda perché laddove ci sono gli
inceneritori, spesso le percentuali di raccolta differenziata sono
ridicole.
D- E' il caso della Valdichiana?
R- Certo, prima delle proteste delle Associazioni Ambientaliste, la
raccolta "porta a porta" nessuno sapeva cosa fosse.
La Provincia di Arezzo era al penultimo posto in Toscana di Raccolta
Differenziata con un 26% (dati del 2007), con "punte" negative del
21% a Civitella (guarda caso nel Comune dove opera la Chimet,
l'altro inceneritore) e un misero 14% a Castiglion Fiorentino.
Nel 2009 è arrivata al 36%, un buon passo in avanti ma rimane
comunque bassissima e il "porta a porta" va a rilento.
Chi oggi vuole il raddoppio (Martini, Ceccarelli, Vasai, Nannini etc
etc), sono gli stessi che non hanno mai preso in considerazione
soluzioni alternative all'incenerimento in tutti questi anni.
E la cosa grave è che non gli interessa farlo neanche ora, sapendo
che l'incenerimento è la pratica più anti-etica, insalubre ed
anti-economica e sconsigliata anche dalla Comunità Europea.
D- Quindi se in Valdichiana si fosse adottata una seria gestione dei
rifiuti con raccolta "porta a porta", riduzione alla fonte dei
rifiuti, trattamento a freddo etc etc, oggi non parleremo di
raddoppio?
R- "Se" l'avessero fatto, oggi non saremo qui a parlare di
ampliamento, ma di riduzione della portata di incenerimento.
Con una raccolta "porta a porta" fatta a regola d'arte, la
percentuale del residuo inceneribile si attesta intorno al 10% del
totale dei rifiuti.
D- Quanto costerà alla Popolazione della Provincia di Arezzo il
raddoppio dell'inceneritore?
R- Facendo tutti i conti (comprese le spese di gestione e
mantenimento), oltre 100 milioni di Euro, che saranno
inevitabilmente recuperati con l'aumento della tassa sui rifiuti.
Un centro riciclo simile a quello di Vedelago (TV), che ricicla
quasi tutti i materiali conferiti, che non inquina e crea diversi
posti di lavoro, costerebbe alla Provincia di Arezzo circa 5 milioni
di Euro.
Senza considerare le multe che fioccheranno "grazie" al mancato
raggiungimento degli obiettivi prefissati per legge in materia di
Raccolta Differenziata.
D- Ma il raddoppio si farà o ci stanno ripensando?
R- Nonostante le proteste dei Comitati e i "tentennamenti" del
Sindaco Fanfani, si farà, perché, come ci dicono i nostri
Amministratori, "ormai la decisione è stata presa".
Noi del Comitato Tutela Valdichiana, assieme al Forum Ambientalista
abbiamo presentato un (costoso) ricorso al TAR, sperando di bloccare
almeno momentaneamente l'ampliamento.
Ma non siamo stati ascoltati da nessuno, le nostre osservazioni al
piano straordinario dei rifiuti non le hanno mai prese in
considerazione.
La nostra speranza è che almeno queste persone che oggi ci impongono
il raddoppio, un domani possano prendersi le proprie responsabilità
in caso di malattie o danni all'ambiente (come sta succedendo
proprio ora all'Amministratore della Chimet Squarcialupi e ad altre
sei persone indagate).
D- Quindi siete anche contro l'ampliamento della Chimet?
R- Assolutamente si, non solo la Chimet è già oggi il terzo
inceneritore di rifiuti tossici in Italia ed opera a pochi
chilometri da quello di San Zeno, ma non deve essere ampliata anche
alla luce delle recenti e allarmanti notizie.
La Commissione d'inchiesta, istituita appositamente, ha dato parere
negativo riguardo l'ampliamento, mentre il Corpo Forestale dello
Stato che ha eseguito accurate analisi, ha accertato numerose
violazioni delle norme che regolano la gestione dei rifiuti
dell’azienda, addirittura incolpando l'azienda di "disastro
ambientale".
D- Perché i lavoratori dell'Azienda dicono di farvi gli affari
vostri?
R- Ci dispiace per loro, ma questi sono proprio affari "nostri".
La gente che vive in Valdichiana respira i fumi della Chimet e
mangia alimenti dove possono essere presenti metalli pesanti emessi
dall'impianto.
D- Ci sono prove che la Chimet sia un azienda inquinante?
R- La Commissione d'inchiesta ha appurato che dagli esami fatti ad
abitanti della zona è risultata una rilevante presenza nelle urine
di metalli pesanti cancerogeni quali cadmio, antimonio e argento.
Il Corpo Forestale ha rilevato l’emissione di fumi contenenti
diossine e furani, monossido di carbonio e biossido di azoto in
concentrazione superiore a quella prevista dalla normativa.
Alla Chimet viene attribuita anche la contaminazione con cadmio dei
suoli circostanti l’azienda e dei cereali coltivati, la gestione
illegale di una discarica limitrofa allo stabilimento, con
concentrazioni di selenio, altamente tossico, notevolmente superiori
ai limiti consentiti dalla legge, e il reimpiego di parte dei
rifiuti inquinanti scaricati per realizzare sottofondi stradali e
conglomerati bituminosi.
I Comitati Ambientalisti della Valdichiana e Democrazia
Partecipativa di Civitella erano anni che lo dicevano.
D- Ma allora volete la chiusura della Chimet?
R- A tutela dei posti di lavoro, potrebbe essere riconvertita in un
impianto di trattamento a freddo dei rifiuti, magari incentivando la
proprietà con parte dei fondi messi a disposizione dalla Regione
(che invece andranno per l'ampliamento dell'inceneritore di San
Zeno...).
La Commissione d'Inchiesta ha "suggerito" di utilizzare gli ingenti
introiti derivanti dall'attività per rendere la Chimet più sicura
dal punto di vista sanitario e ambientale.
D- Le statistiche riguardo agli inceneritori cosa dicono?
R- Parlano chiaro: chi vive nei pressi degli inceneritori corre
maggiori rischi (dal 6% al 25%) di contrarre malattie gravi.
Ad un bambino ammalato di Forlì, che abita vicino a due inceneritori
in una situazione simile alla Valdichiana, hanno trovato nei suoi
organi interni particelle di metalli pesanti emessi dagli stessi.
Noi non vogliamo che un giorno si possano ammalare i nostri figli!
D- Altri motivi per i quali siete contro questa "mania" di bruciare?
R- Ampliare e costruire impianti a combustione renderà più difficile
in futuro contrastare nuove domande per l'insediamento di questo
tipo di industrie in Valdichiana.
Non dovremmo sorprenderci se arrivassero altre domande di
raffinerie, centrali a turbogas o addirittura altri inceneritori.
Perché i nostri Amministratori non aprono gli occhi ora, prima che
sia troppo tardi?
D- A Quarata invece cosa sta succedendo?
R- Da almeno trent'anni, una frenetica attività di estrazione ha
trasformato questo territorio in un paesaggio lunare.
Aria, acqua e suolo sono stati gravemente inquinati da nitriti,
nitrati, idrocarburi e metalli pesanti.
D- Ci sono episodi gravi?
R- Uno su tutti: nel 2007 l'ARPAT ha rilevato in 4 pozzi campionati
pesanti tracce di idrocarburi.
La Popolazione non è stata informata della situazione e le famiglie
hanno continuato ad utilizzare l’acqua inquinata per uso potabile.
D- Ultimamente vi siete battuti anche per il servizio di emergenza
del 118, cosa è successo?
R- La ASL ha tagliato due medici a bordo nelle ambulanze, in pratica
dei tre ne è rimasto uno solo per tutta la Valdichiana.
Secondo Noi poteva essere tagliato di tutto, ma non i Medici a
bordo.
D- Si sono verificati problemi gravi dovuti a questo?
R- E' risaputo che in qualche caso delle vittime di cadute,
incidenti, o infartuati che avevano bisogno del Medico in modo
urgentissimo, si sono ritrovate a dover aspettare decine di minuti
perché nella prima ambulanza arrivata non c'era personale
qualificato per la rianimazione.
D- Alla luce di tutto questo, quali sono i vostri progetti futuri?
R- Noi andiamo avanti battendoci "sul campo" con la speranza di dare
un futuro migliore ai nostri figli, cercando di lasciare loro un
ambiente vivibile, e sproniamo le Istituzioni Locali a fare le
scelte seguendo questa strada.
D- Avete un messaggio per i Cittadini?
R- Cerchiamo di sensibilizzarli il più possibile, comunque
dovrebbero sempre interessarsi alle problematiche legate al proprio
territorio.
Esortiamo tutti quelli che hanno a cuore la Valdichiana a venire ai
nostri incontri e a passare parola, perché più siamo e più ci
ascolteranno.
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