|
Osservazione e memoria su studio epidemiologico e valutazione di
impatto sulla salute (VIS), strettamente connessa alla SIA Chimet
La salute non può che essere al centro dell’attenzione sulle tematiche ambientali. Si premette che le autorità competenti non possono non tenere in debito conto l’esigenza che i cittadini esprimono (singoli o riuniti in comitati) di essere più partecipi in merito alle scelte relative al proprio territorio. La richiesta che formuliamo è chiara: l’impatto sulla salute deve essere posto “al centro” delle scelte sull’ambiente. Già nei principi ispiratori della valutazione di impatto Ambientale (VIA) è contenuta la premessa per la integrazione con la valutazione di impatto sulla salute. Infatti la L.R. n. 79 “Norme per l'applicazione della valutazione di impatto ambientale” prevede che: “La Regione, nell'ambito della programmazione territoriale, socio-economica, ed ambientale rivolta al perseguimento di uno sviluppo sostenibile, garantisce che le decisioni amministrative relative ai progetti ed agli interventi……., siano prese nel rispetto delle esigenze di salvaguardia e tutela: a) della salute umana, della conservazione delle risorse, nonché del miglioramento della qualità della vita…” Tale premessa non può e non deve rimanere lettera morta. Il fatto che la tecnica della VIA si riferisce al singolo impianto od opera, mentre l’ottica epidemiologica tiene conto necessariamente dell’interazione dei fattori ai quali la popolazione residente è esposta, non deve essere un ostacolo. Del resto nel sesto programma di Azione per l’ambiente della Commissione europea è stata data enfasi all’approccio strategico articolato in indirizzi prioritari (fra i quali: Integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche, indurre il mercato a lavorare per l’ambiente, partecipazione dei cittadini e modifiche comportamentali, pianificazione e gestione più sostenibili del territorio). Dunque, passando da un approccio di valutazione ambientale ad un approccio valutativo integrato emerge con maggiore evidenza la necessità di inserire la salute nella metodologia di valutazione. In questo contesto la valutazione di impatto sulla salute si inserisce nel solco culturale e metodologico della VIA e dei suoi sviluppi. Quindi la scelta di aggiungere alla VIA anche una valutazione di impatto sulla salute, perlomeno dal punto di vista sostanziale, viene incontro alle esigenze dei cittadini e ai più recenti sviluppi nella materia. Inoltre va posta debita osservazione sul fatto che mentre le potenzialità tecnologiche avanzano aumenta anche l’incertezza degli effetti sulla salute di numerosi potenziali fattori di rischio. Sempre più spesso vengono giustamente invocate misure precauzionali per la salute, tanto che l’approccio cautelativo (principio di cautela, o di precauzione) è entrato a far parte del quadro legislativo della UE. Le comunità locali e gli amministratori locali devono quindi richiedere evidenze scientifiche “certe” per proteggere la salute dai rischi ambientali. L’approccio non può che essere attinente al principio di precauzione. In questo contesto l’epidemiologia ha, in generale, l’importante compito di produrre elementi di informazione a supporto della presa di decisioni in materia di sanità pubblica. Del resto alcuni recenti risultati su indagini sanitarie su simili contesti ambientali rispetto a quello dell’area Chimet consigliano non solo come opportuno, ma come indispensabile, un preventivo studio epidemiologico. Si fa riferimento in particolare al Progetto Europeo “Enhance Healt” effettuato nella zona di Forlì in una situazione che ha molte somiglianze con l’area vicino alla Chimet poiché oltre all’inceneritore di rifiuti pericolosi presenta anche l’inceneritore per rifiuti urbani (Mengozzi ed Hera). Quasi superfluo sottolineare che anche il territorio di Civitella deve sopportare non solo l’impatto della Chimet ma anche dell’AISA di San Zeno che dista in linea d’aria solo 4,5 km (e in mezzo c’è il paese di Pieve al Toppo). Di seguito si rimette uno stralcio del report finale del progetto europeo Enhance Health (pag. 40) Report finale Progetto Europeo "Enhance Health" (pagina 40) Lo studio risponde a due obiettivi complementari: valutare lo stato di salute della popolazione residente in prossimità degli impianti di incenerimento ed esaminare la relazione tra livelli di esposizione ad inquinanti ambientali e specifici effetti sanitari. I risultati dello studio, per quanto riguarda il primo obiettivo, sono sintetizzabili nei seguenti punti; - l'analisi della mortalità tra gli uomini non mostra particolari eccessi quando si esamina ]a popolazione nel suo complesso e i residenti per più lungo tempo: - l'analisi della mortalità tra le donne mostra un eccesso della mortalità totale nell'area più vicina agli impianti, in gran parte per aumento di malattie cardiovascolari. La mortalità per tumore del colon retto e tumore della mammella è più frequente nella zona più vicina agli impianti. Il quadro si conferma limitando l'analisi alle donne con più di cinque anni di residenza: - l'analisi dell'incidenza dei tumori conferma l'aumento della mortalità per i tumori del colon retto nelle donne; - l'analisi dei ricoveri ospedalieri mostra un aumento nella frequenza di angina, BPCO e asma negli uomini residenti nell'area più vicina agli impianti. Nelle donne risulta aumentata la frequenza di ricoveri per scompenso cardiaco e delle infezioni respiratorie acute. E' da sottolineare che tutte le analisi per distanza dagli impianti, che non hanno l'obiettivo di valutare associazioni con esposizioni ambientali, non hanno tenuto conto del livello socioeconomico dei residenti. L'analisi dei dati che ha esaminato la relazione tra livelli di esposizione ad inquinanti ambientali (metalli pesanti - come indicatore tracciante della contaminazione ambientale derivante dagli impianti di incenerimento) e specifici effetti sanitari, dopo aver aggiustato per l'indicatore del livello socioeconomico, mostra: - negli uomini un quadro di mortalità, di incidenza di tumori e di ricoveri ospedalieri non associato al livello di esposizione stimato - nelle donne, all'aumentare del livello di esposizione, un aumento della mortalità per tutti i tumori, per il tumore dello stomaco, del colon, e della mammella - nelle donne, all'aumentare del livello di esposizione, un aumento dell'incidenza di tumori dello stomaco e del colon retto - nelle donne, nel livello più alto di esposizione a metalli pesanti, un aumento di ricoveri per malattie respiratorie acute. Questi risultati sono stati confermati nell'analisi condotta sul sottogruppo con durata della residenza di almeno cinque anni. Infine, sebbene basato su un numero limitato di osservazioni, si evidenzia, mettendo insieme i dati di uomini e donne, un aumento della mortalità per sarcoma dei tessuti molli in rapporto il livello di esposizione. La valutazione della associazione con esposizione a NO; - come indicatore tracciante della contaminazione ambientale derivante dal traffico veicolare e da altre fonti, dopo aver aggiustato per l'indicatore del livello socioeconomico, mostra: - negli uomini un aumento della mortalità per tumore della laringe e nelle donne un aumento della mortalità per malattie respiratorie, specie le malattie respiratorie croniche. Per valutare i risultati dello studio alla luce delle conoscenze disponibili, è importante sottolineare alcuni aspetti relativi al disegno dell'indagine e alla validità delle informazioni raccolte. Contrariamente a molti studi di carattere geografico condotti in prossimità di inceneritori, si tratta di uno studio longitudinale retrospettivo, con dati raccolti su base individuale. La disponibilità di informazioni complete sulla popolazione residente nell'area e la completezza del follow-up con diverse basi di dati sanitari (mortalità, incidenza di tumori, ricoveri ospedalieri) ha consentito di integrare informazioni demografiche, storia residenziale, stime di esposizione, occorrenza degli eventi sanitari, calcolando l'esatto contributo di ogni individuo al computo degli anni-persona a rischio e le stime di rischio con un confronto interno all'area in esame. Questo rappresenta un vantaggio rispetto agli studi geografici tradizionali che, in mancanza di informazioni individuali, si basano su dati aggregati. Per quanto riguarda le misura di esposizione.In questo come in molti studi di epidemiologia ambientale, non erano disponibili misure personali, ed è stata utilizzata la residenza all'inizio del follow-up per costruire gli indicatori rilevanti. Inizialmente gli individui sono stati classificati in base alla distanza dalla fonte (analisi per anelli). Successivamente, grazie alla disponibilità di stime di concentrazione degli inquinanti basate sui modelli di dispersione, ed alla possibilità di gestire le informazioni tramite un software geografico, sono state individuate aree di isoconcentrazione inquinante-specifiche in modo da attribuire ad ogni individuo un livello di esposizione. Questo disegno ha permesso di valutare in modo più specifico l'effetto della esposizioni ad inquinanti ambientali potenzialmente prodotti dagli impianti di incenerimento e di tenere conto anche della presenza di altre fonti di inquinamento, come il traffico veicolare ed impianti produttivi. Insomma appare del tutto evidente la preoccupante correlazione nelle donne (evidentemente più stanziali rispetto all’universo maschile) fra livelli di maggiore esposizione e vicinanza agli inceneritori e l’aumento nell’incidenza in diverse gravissime patologie. Del resto anche la primissima analisi dei dati effettuata dal CSPO sulla situazione della mortalità a Civitella è perfettamente coerente con i risultati del progetto Enhance Health: anche a Civitella l’incidenza della mortalità femminile è - in modo anomalo - superiore a quella maschile. Per tutto quanto premesso si osserva e si chiede alle autorità competenti prima di rilasciare qualsiasi pronuncia di compatibilità ambientale di promuovere una Valutazione di impatto sulla salute (VIS) e un approfondito studio epidemiologico (sul genere di Enhance Health) sulla popolazione che vive o ha vissuto nei pressi dello stabilimento Chimet. |