Punto per punto, le fasi della vicenda Chimet

La richiesta di raddoppio del giugno 2007:
Nel giugno 2007 la Chimet informa che vuole ampliare la propria attività. In particolare chiede l’autorizzazione di aumentare i rifiuti da incenerire passando da 12.500 a 30.000 tonnellate annue; inoltre la Chimet chiede di poter costruire nuovi capannoni per complessivi 62.000 metri cubi. Da notare che negli ultimi anni (dal 1999 al 2007) la Provincia ha emesso delle deroghe che hanno consentito alla Chimet di incenerire – comunque - fino a 22.000 tonnellate di rifiuti (15.000 pericolosi e 7.000 non pericolosi).

Costituzione del Comitato:
Il 9 luglio 2007 dopo un’assemblea molto partecipata i cittadini di Civitella decidono di costituire un Comitato che si opponga al raddoppio della Chimet e promuova la tutela della salute e dell’ambiente del nostro territorio.

Superamento limiti polveri sottili (PM10) a Badia al Pino e Pieve al Toppo:
Il 12 luglio 2007 si apprende che L’ARPAT ha inserito i paesi di Badia al Pino e Pieve al Toppo in zona C per le polveri sottili (PM10). Essere inseriti in zona C significa testualmente che “dovranno essere adottati piani di azione e interventi per il risanamento ..”. Da notare invece che il comune di Civitella in data 7 luglio 2007 informava i cittadini di Civitella affermando - con grave negligenza - che “l’aria di Civitella è buona”.

Raccolte oltre 3.000 firme contro l’ampliamento della Chimet:
Nel mese di luglio 2007 si svolgono molte assemblee, tutte partecipate. Il comitato dà avvio ad una petizione indirizzata al Sindaco di Civitella e al Presidente della Provincia contro il raddoppio della Chimet che nel giro di pochi giorni raccoglie oltre 3.000 adesioni di cittadini.

Consiglio comunale aperto e richiesta referendum consultivo:
Il 25 luglio 2007 si svolge un consiglio comunale aperto richiesto dalle opposizioni che propongono un atto che neghi ogni ampliamento alla Chimet e in subordine l'indizione di un referendum consultivo comunale. La maggioranza respinge questi atti e ne approva uno che acconsente all’ampliamento alla condizione di un miglior bilancio ambientale. Ma ciò è solo fumo negli occhi poiché la legge impone alla Chimet già ora – senza ampliamenti di sorta – il miglior bilancio ambientale utilizzando la migliore tecnologia disponibile.

Pressioni della Chimet sulle istituzioni:
In data 1° agosto 2007 appare un articolo su “Il sole 24 ore” nel quale il titolare della Chimet, dichiara che: “..se troverò ostacoli sul mio percorso sono disposto a cedere l’attività, con il rischio di delocalizzazione.. “. E’ chiara la pressione della Chimet verso le istituzioni. Nel medesimo articolo Cutini, assessore provinciale, assicura che in autunno (2007) la procedura sarà conclusa, ma la previsione verrà clamorosamente smentita.

Osservazioni del Comitato e di altri soggetti:
Il 2 agosto 2007 il Comitato trasmette agli organi competenti un plico con ben 32 osservazioni allo Studio di impatto ambientale presentato dalla Chimet. Il Comitato rileva una tale quantità di vizi amministrativi, lacune e contraddittorietà nella documentazione presentata dalla Chimet da lasciare persino stupefatti. Anche il WWF, Legambiente e Mengozzi spa (ditta concorrente della Chimet) producono corpose osservazioni.

Rifiuti ospedalieri nel deposito della frutta:
Il 19 agosto 2007 si apprende che il Nucleo operativo ambientale dei Carabinieri di Firenze scopre che in un capannone posto fra Pieve al Toppo e Badia al Pino sono stoccati rifiuti ospedalieri.

Pareri delle istituzioni:
A fine agosto 2007 gli Enti interessati formulano i loro pareri. L’Arpat scrive che “dall’esame della documentazione presentata dall’azienda emergono carenze che non permettono l’espressione del parere”. La AUSL richiede alla Chimet tutta una serie di documentazioni prima di esprimere un parere definitivo. Il comune di Civitella si riallaccia al documento votato dalla maggioranza consiliare (si all’ampliamento con bilancio ambientale positivo) richiedendo tuttavia alla Chimet nuove informazioni e nuovi documenti.

Ancora una deroga alla Chimet, il Comitato ricorre al TAR:
Il 21 agosto 2007 la Provincia – pur essendo in corso una procedura non conclusa - concede l’ennesima deroga annuale alla Chimet. Rispetto alle oridinarie 12.500 tonnellate la Provincia consente l'aumento fino a 14.750 (negli anni precedenti si arrivava fino a 22.000 tonnellate). Il Comitato decide di ricorrere al TAR rilevando l’omessa (ma obbligatoria per legge) attivazione della procedura VIA sulle quantità ordinariamente autorizzate e quindi, a maggior ragione, su quelle straordinariamente autorizzate.

Il Comitato presenta un esposto alla Procura della Repubblica:
Agli inizi del mese di settembre 2007 il Comitato presenta un esposto alla Procura della Repubblica nel quale sollecita la Magistratura di effettuare opportuni accertamenti e verifiche in merito alla sussistenza di eventuali reati compiuti dai responsabili Chimet. L’esposto è corredato di ampia documentazione.

Il Ministero dell’Ambiente: andava fatta la Via dal 1998, le deroghe sono illegittime:
Il 17 settembre 2007 il Ministero dell’Ambiente sostiene testualmente che: “l’autorizzazione rilasciata (alla Chimet) dalla Provincia di Arezzo in data 30.12.1998 necessitava del preventivo espletamento della procedura di VIA”. In merito alle numerose deroghe, il Ministero ritiene che “appare evidente il profilo di illegittimità delle autorizzazioni provvisorie all’aumento dei quantitativi massimi di rifiuti trattabili …”

L’oncologa Patrizia Gentilizi a Badia al Pino:
Il 18 settembre 2007 l’oncologa Patrizia Gentilini, invitata dal Comitato, tiene una conferenza a Badia al Pino sul tema “incenerimento rifiuti pericolosi e salute”. Allarmanti le sue affermazioni: “gli inceneritori sono delle fabbriche di veleni e di sostanze cancerogene e per questo va chiesta una moratoria alla costruzione di nuovi impianti .. non ripetiamo l’errore dell’amianto .. su 46 studi condotti con particolare rigore e valutati dall’Istituto Superiore Sanità in ben due terzi di essi emergono correlazioni statisticamente significative fra inceneritori e cancro per incidenza, prevalenza e mortalità”.

La Chimet e il Comune querelano:
Il 20 settembre 2007 la Chimet querela il gruppo consiliare di Democrazia Partecipativa, per le presunte affermazioni diffamatorie contenute nei comunicati stampa preannunciando una richiesta danni di oltre un milione di euro. La Chimet segnala che ha in cantiere ulteriori iniziative giudiziarie. E infatti dopo poco viene querelato anche il presidente del Comitato, Alfredo Landucci. Nel frattempo anche il Comune sporge querela per delle affermazioni del gruppo del centrodestra apparse in un giornale locale. La frase incriminata sarebbe “il Comune prende in giro i cittadini”.

La Chimet dichiara di voler accogliere le richieste del Comitato e degli Enti Pubblici:
Il 24 settembre 2007 la Chimet chiede tempo allo scopo di presentare integrazioni allo studio di impatto ambientale presentato a Giugno 2007 al fine (così dichiara) di accogliere - in tutto o in parte - le osservazioni del Comitato e i pareri delle pubbliche amministrazioni.

Grande manifestazione il 30 settembre 2007:
Il 30 settembre 2007 si svolge una grande manifestazione per le strade di Badia al Pino nella quale i cittadini proclamano la loro contrarietà al raddoppio della Chimet. Alla manifestazione partecipa anche il frate comboniano Alex Zanotelli. Poi con un treno speciale i cittadini di Civitella si uniscono a quelli di San Zeno, Castiglion Fiorentino e Arezzo per manifestare nel centro storico di Arezzo contro i progetti che vedrebbero trasformata la valdichiana in una pattumiera (raddoppio Chimet, raddoppio inceneritore San Zeno, grande impianto a biomasse a Castiglion Fiorentino).

Audizione del Comitato in Regione e al Senato:
Il 18 ottobre 2007 si svolge una audizione presso la Commissione sanità della regione toscana sul caso Chimet chiesta dal gruppo consiliare Democrazia Partecipativa. Molto importanti gli impegni presi dal Presidente della Commissione ed in particolare l'attivazione di una indagine epidemiologica. Il 13 novembre 2007 l'audizione del Comitato è presso la Commissione Ambiente del Senato. Il Presidente, il sen. Tommaso Sodano, si impegna – nell’ambito delle sue competenze - affinché nell’area della valdichiana venga effettuata una valutazione ambientale strategica che stabilica se il territorio può sopportare ulteriori forti pressioni ambientali.

La Provincia rilascia l’AIA alla Chimet – il Comitato e il WWF ricorrono al TAR:
Nel novembre 2007 la Provincia rilascia l’Autorizzazione Integrata Ambientale che sarebbe la nuova “licenza” per l’esercizio dell’attività prevista dalla nuova normativa entrata recentemente in vigore. La nuova autorizzazione conferma le quantità annuali di rifiuti inceneribili precedentemente autorizzati. Tuttavia la nuova autorizzazione viene però – ancora una volta – rilasciata senza esperire alcuna VIA e con ciò andando contro la legge. Proprio per questo motivo il Comitato e il WWF ricorrono al TAR.

Chimet presenta pubblicamente le integrazioni alla VIA:
Il 20 dicembre 2007 la Chimet presenta le integrazioni alla Via del Giugno 2007. L’aspettativa di veder accolte – come promesso - in tutto o in parte le osservazioni del Comitato e i pareri degli Enti Pubblici è delusa. Infatti viene confermata la richiesta di aumento da 12.500 a 30.000 tonnellate. Cambia la richiesta di aumento delle volumetrie edificabili che passano da 62.000 metri cubi del precedente progetto ai circa 75.000 dell'attuale.

La ricerca epidemiologica dell’Agenzia Regionale di Sanità – allarme leucemie:
Il 28 dicembre 2007 una prima ricerca dell’ARS richiesta dalla Commissione Sanità della Regione dice che negli ultimi 5 anni a Pieve al Toppo, Badia al Pino e Tegoleto si sono verificati il triplo di casi di leucemia rispetto a quelli attesi. Inoltre si registrano anomalie anche nei decessi per enfisema polmonare e di ospedalizzazione per bronchite cronica.

Secondo Consiglio Comunale Aperto - reiterazione della richiesta di referendum consultivo:
Il 23 gennaio 2008 si svolge un secondo consiglio comunale aperto sulla Chimet richiesto – anche questa volta - dalle opposizioni. L’ordine del giorno proposto dalle opposizioni (e respinto dalla Maggioranza) prevedeva di impegnare il Comune a esprimere parere contrario alla VIA Chimet negando ogni aumento, anche lieve, di incenerimento rifiuti rispetto alle attuali ordinarie autorizzazioni.

Presentate le osservazioni del Comitato alla nuova Valutazione di Impatto Ambientale della Chimet:
Il 3 febbraio 2008 il Comitato consegna alle autorità competenti ben 38 osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale presentato per la seconda volta dalla Chimet in data 20 dicembre 2007. Sono osservazioni puntuali che evidenziano le incongruenze amministrative e i forti rischi ambientali in caso di ampliamento dell’azienda.

Entra in campo l’Unione Europea:
Nel febbraio 2008 a Roma si svolge una riunione nella quale la Commissione Europea chiede chiarimenti allo Stato italiano, alla Regione Toscana e alla Provincia di Arezzo sul perché la Chimet possa operare senza aver espletato alcuna Valutazione di Impatto Ambientale. Tutti convengono che vada attivata subito una VIA (meglio tardi che mai) su tutti gli impianti esistenti ad oggi. Accolta in pieno quindi la tesi del Comitato.

Interviene la Magistratura – primo blitz:
Il 20 febbraio 2008 la Magistratura ritiene di interessarsi al caso Chimet. Il PM Roberto Rossi ordina al Corpo Forestale dello Stato un blitz a sorpresa nello stabilimento Chimet e nei terreni circostanti. Ben 40 uomini della forestale prelevano campioni di ogni tipo e consegnano all'AD della Chimet, Sergio Squarcialupi, un avviso di garanzia. Il Comitato - dunque - non era visionario.

La Chimet annuncia una bonifica:
Dopo il blitz la Chimet dichiara che è tutto a posto. Ma il 19 marzo rende noto che avrebbe attivato una procedura di bonifica su terreni di sua proprietà e limitrofi allo stabilimento che potrebbero essere contaminati.

Magistratura – secondo blitz:
Dopo poche ore dall’annuncio pubblico della Chimet la Magistratura fa il secondo blitz proprio sul terreno in questione. Il 20 marzo infatti la Forestale dotata di ruspa preleva campioni di terreno dove da tanti anni vengono coltivati cereali che poi entrano nel ciclo alimentare. La Chimet ammette la presenza di metalli pesanti. La Forestale intanto mette sotto sequestro preventivo tutta l’area interessata (alcuni ettari di terreno).

Magistratura – terzo blitz:
Il 2 aprile 2008, dopo che nei precedenti blitz erano stati monitorati fanghi, rifiuti e terreni, si svolge il terzo blitz. Questa volta l’attenzione dei tecnici della Forestale si concentra sull’acqua e sulle falde.

La Magistratura conferma il sequestro dei terreni. Pesantissime accuse a Squarcialupi:
Il 4 aprile 2008 il GIP convalida i sequestri d’urgenza dei terreni effettuati il 20 marzo dalla Forestale. Pesantissimi sono i termini utilizzati nell'ordinanza. La Chimet “usa modalità criminose” nello smaltimento dei rifiuti. “L’attività delittuosa condotta dall’indagato (Sergio Squarcialupi) si svolge con protervia e sistematicità”. Inoltre “le modalità criminose” si esplicherebbero nei sistemi con cui “la Chimet è solita a smaltire periodicamente i rifiuti pericolosi…vale a dire mediante l’abbandono puro e semplice sui terreni agricoli”. Aree che “sono addirittura coltivate a grano e cereali destinati al consumo umano, sicchè l’attività delittuosa potrebbe avere anche pesanti ripercussioni di altra natura”.

Valutazione di Impatto Ambientale - la Provincia chiede ulteriori integrazioni alla Chimet:
Il 9 maggio 2008 la Provincia ottempera alla richiesta dell’Unione Europea e chiede alla Chimet di integrare la VIA al fine di poter esperire la valutazione su tutti gli impianti esistenti. Insomma dopo un anno di carte e di battaglie burocratiche si è finalmente arrivati alla conclusione richiesta fin dall'inizio dal Comitato.

Magistratura – quarto blitz:
In data 17 giugno 2008 si compie il quarto blitz della Magistratura. I tecnici della Forestale prelevano ulteriori campioni di terreno e fanghi.

Cena aziendale:
Il 18 luglio 2008 si svolge la cena aziendale della CHIMET; partecipano varie autorità fra cui anche il Sindaco di Civitella che dichiara: “era opportuno andare”. Invece a parere del Comitato era opportuno che il primo cittadino declinasse l'invito di chi è accusato di “usare modalità criminose” nello smaltimento dei rifiuti.

La Chimet presenta ulteriori integrazioni:
Nel luglio 2008 la Chimet presenta le integrazioni richieste dalla Provincia. Lo studio è ancora tarato su 30.000 tonnellate di rifiuti; tuttavia esso è accompagnato da una lettera dell’AD Squarcialupi nella quale egli si dichiara disponibile ad accontentarsi di “sole” 22.000 tonnellate in luogo delle 30.000 richieste un anno prima.

Presentato un primo approfondimento dello studio epidemiologico:
Nel settembre 2008 viene presentato dai tecnici dell’ISPO e di altri enti un primo approfondimento sulla situazione ambientale e di salute della popolazione di Civitella con riferimento all’incidenza dell’impianto Chimet. Lo studio è chiaramente lacunoso; tuttavia esso conferma l’anomalia dei casi di leucemia che si concentrano soprattutto a Tegoleto e Badia al Pino. Lo studio invece non approfondisce in alcuna misura l’anomalia dei decessi per enfisema polmonare e di ospedalizzazione per bronchiti croniche; tale approfondimento appare invece necessario poiché il cadmio è implicato proprio in queste patologie e - come sostiene la stessa relazione ISPO - il contributo della CHIMET per questo inquinante sovrasta di gran lunga l’apporto di tutte le altre sorgenti industriali. Al termine della presentazione dello studio verrà tratta la conclusione di continuare gli approfondimenti.

Analisi del grano: l'inquinamento c'è:
Il 9 ottobre 2008 il Nuovo Corriere Aretino titola in prima pagina “Chimet: l'inquinamento c'è – consulenti super partes: cadmio cinque volte superiore ai limite di legge - i periti del tribunale hanno eseguito l'incidente probatorio chiesto dall'azienda e ora danno ragione alla Procura”. Negli articoli si può leggere che “secondo i consulenti tecnici del tribunale, grano e terreno presentano una concentrazione di cadmio superiore di ben 5 volte alla soglia consentiata dalla legge. Alla Chimet lo 0,2 mg/kg diventa 1,00 mg/kg.”

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