- Inchiesta Chimet: sequestrato il
grano mietuto
Circa 700 quintali di grano mietuti a fine giugno nei 15 ettari
attorno allo stabilimento Chimet a Badia al Pino, sono stati
sequestrati con provvedimento disposto dal gip su richiesta del pm
Roberto Rossi, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento
provocato dall'azienda,specializzata nel trattamento dei rifiuti
industriali.
Da una perizia dell'accusa nell'area intorno allo stabilimento
risulterebbe una presenza di cadmio superiore ai limiti di legge. Ma
la difesa della Chimet, che per compiere azioni di tutela attende le
analisi del perito scelto per l'incidente probatorio, richiama alla
necessità di capire non solo se sono stati superati i limiti di
legge, ma essenzialmente se quel grano e' nocivo o meno per la
salute.
Motivo per cui potrebbero essere effettuate anche perizie
tossicologiche.
Intanto altre analisi giunte a conclusione hanno soddisfatto la
difesa della Chimet: si tratta dei controlli sui “pozzi sentinella”
attorno all'azienda, dai quali non risulterebbero sostanze
inquinanti nella falda acquifera provenienti dai fanghi rossi,
residuo della lavorazione degli anni '80. Inoltre e' emerso che il
ciclo produttivo di Chimet non prevede l'utilizzo e la produzione di
fanghi rossi da almeno 20 anni.
Legali dell'azienda in azione anche sul fronte amministrativo:
Chimet ha presentato alla Provincia di Arezzo uno studio per la
caratterizzazione dei terreni e la successiva autorizzazione a
compiere la definitiva bonifica rispetto agli inquinamenti prodotti
nei primi anni '80, quando i limiti di legge erano diversi dagli
attuali.
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