- Interrogazione Orale presentata
dai consiglieri Roggiolani e Giovannini sul caso Chimet
OGGETTO: IO urgente – ex art. 115 Reg. Interno “Sui possibili danni
all’ambiente e alla Salute causati dello stoccaggio e dallo
smaltimento, anche mediante conferimento a terzi, di materiali
tossici derivanti da fasi del ciclo produttivo in atto presso la
Chimet di Civitella Val di Chiana”
I sottoscritti Consiglieri regionali
PREMESSO che lo scorso 3 luglio un nucleo specializzato del Corpo
Forestale dello Stato ha eseguito, su disposizione del Giudice per
le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo Dott. Luciana
Cicerchia, presso lo stabilimento Chimet di Civitella Val di Chiana
(Arezzo), il sequestro penale di una discarica autorizzata
esclusivamente per lo stoccaggio di rifiuti non pericolosi e che la
stessa è invece risultata una discarica di rifiuti tossici poiché il
materiale stoccato è risultato pesantemente inquinato da selenio,
elemento tossico presente in quantità superiore di 10 volte al
limite previsto dalla legge;
CONSIDERATO che, come emerso da indagini effettuate dall’ARPAT già
nel 2006, tale materiale, costituito da fanghi di flottazione
prodotti dalla sopra citata azienda, pur risultando pesantemente
inquinato da selenio, fluoruri e nichel, viene conferito a terzi per
il riutilizzo, previa miscelazione con altri materiali, quale
sottofondo stradale, e tutto ciò in piena violazione da quanto
previsto dal D.Lgs 152/06 (t.u. ambiente), dalla L. 471/99
(bonifiche) e dal D.M. 05/02/98;
RILEVATO che la Provincia di Arezzo, pur informata di detta non
conformità, non sembra aver provveduto al ritiro dell’autorizzazione
al conferimento a terzi per il recupero di tali materiali
(provvedimento 113/EC del 24/08/2006) con la conseguenza che tale
materiale tossico, la cui produzione nell’anno 2007 ha raggiunto ben
4815 tonnellate, risulta sparso per tutta Italia e contenuto in
sottofondi stradali e laterizi, entrando quindi facilmente in
contatto con gli esseri viventi;
PRESO ATTO dalla bibliografia medica e scientifica che
- il selenio, una volta assorbito dall’uomo mostra una grande
varietà di effetti tossici, tra i quali l’inibizione degli enzimi
solfidrici e lo spostamento dei solfuri nei tessuti;
- i fluoruri, presentano effetti di elevata tossicità anche a basse
concentrazioni, andando a colpire pesantemente il sistema nervoso
centrale e determinate aree cerebrali;
- il nichel è un metallo tossico in grado di provocare problemi
dermatologici (40 diversi tipi di allergia) in percentuale superiore
al 10% degli esposti;
- le tre sostanze citate possono interagire tra loro ampliando il
loro spettro di tossicità per l’uomo;
- le tre sostanze notoriamente capaci di provocare effetti
devastanti negli animali e nelle piante.
RILEVATA la necessità e l’urgenza di conoscere l’esistenza effettiva
o meno di un reale pericolo per le popolazioni e per gli addetti
che, direttamente e indirettamente, sono entrati in contatto con
tali prodotti tossici;
CONSIDERATA la necessità di pianificare gli eventuali interventi
necessari, anche su scala nazionale, per minimizzare i possibili
effetti sulla salute dell’uomo e dell’ambiente derivanti dal
riutilizzo di tali materiali pesantemente inquinati;
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE per sapere:
- se la Giunta regionale è a conoscenza delle motivazioni per le
quali l’Amministrazione Provinciale di Arezzo non ha provveduto,
come richiesto dall’ARPAT e previsto dalla legge, all’immediato
ritiro dell’autorizzazione sopra citata;
- se la Giunta regionale è a conoscenza dei risultati, anche
analitici, derivanti dagli eventuali interventi effettuati dall’ARPAT,
e segnatamente dal Dipartimento Provinciale di Arezzo, nel periodo
successivo all’ottobre 2006 e precedente al luglio 2009;
- se la Giunta regionale è a conoscenza delle eventuali misure
precauzionali adottate dagli organi competenti alla tutela
dell’ambiente ed alla corretta gestione dei rifiuti.
FABIO ROGGIOLANI - BRUNA GIOVANNINI
www.comitatotutelavaldichiana.it
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