Chimet: oltre la danno la beffa
 

Proprio oggi apprendo che l'Unione Europea, con atto 2007/4509, ha aperto una procedura d'infrazione contro il nostro paese perchè la Chimet ha effettuato modifiche sostanziali all'impianto di combustione dei rifiuti speciali senza aver attivato la prevista procedura di valutazione di impatto ambientale.
E' proprio il caso di dirlo: “per la gente di Pieve al Toppo, Tegoleto, Badia al Pino e Civitella, oltre che per la Toscana e per l'intero Paese, oltre al danno la beffa”. Una beffa che, se la procedura d'infrazione sarà confermata, costerà all'Italia una sostanziosa multa per non aver impedito una palese inottemperanza al dettato della direttiva comunitaria 85/337/CEE e alla legge nazionale posta a tutela dell'ambiente e della salute.
Certo è legittimo chiedersi con quale criterio gli Enti preposti (Provincia e Regione) abbiano concesso deroghe tali da consentire alla Chimet di trattare ben più del doppio della quantità autorizzata di rifiuti e, allo stesso modo, c'è da chiedersi quali siano stati i controlli attuati , controlli previsti oltre che dalla legge anche dal buon senso visto che non occorre essere geni per comprendere come un impianto sottoposto a “sovraproduzione” non può che dar luogo a ricadute anomale e pericolose.
Me lo chiedo io ma soprattutto la Commissione della UE lo chiede al nostro Paese.
Il quesito posto è assolutamente chiaro: “la Commissione desidera ricevere informazioni aggiornate riguardo a questo caso, in cui risulta che la ditta Chimet abbia proceduto all'attivazione della procedura di VIA soltanto dopo aver effettuato modifiche sostanziali al proprio impianto di trattamento di rifiuti speciali, la cui capacità sarebbe notevolmente aumentata a seguito di tali interventi. Questi servizi desiderano quindi sapere quali misure le autorità italiane abbiano posto in essere per ottemperare agli obblighi della direttiva 85/337/CEE, modificata, sulla valutazione dell'impatto ambientale”.
La risposta dovrà uscire da una riunione, appositamente convocata dal Ministero dell'Ambiente l'11 gennaio prossimo, ma stento a credere che possano prodursi giustificazioni accettabili ad un fatto di tale gravità.
Fabio Roggiolani
SABATO 29 DICEMBRE 2007 20:20 - Fabio Roggiolani

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