|
Osservazione e memoria su piano provinciale rifiuti speciali e
pericolosi e valutazione ambientale strategica (VAS) strettamente
connessa alla SIA Chimet
E’ necessario che la Provincia di Arezzo predisponga ed approvi il Piano Provinciale dei Rifiuti speciali e pericolosi. Queste necessità è tantopiù stringente in quanto la Chimet è sede dell’impianto di incenerimento rifiuti pericolosi più grande della Toscana e fra i più grandi d’Italia. E’ evidente che nel momento in cui la Chimet stessa chiede un enorme aumento del quantitativo dei rifiuti pericolosi e non pericolosi da incenerire appare indispensabile avere a disposizione lo strumento di programmazione provinciale che individui - a seconda del quantitativo di rifiuti pericolosi effettivamente prodotti nella provincia - quale possa essere l’adeguata impiantistica nell’interesse della collettività ed in particolare della collettività aretina. In altri termini appare del tutto illogico che l’impianto Chimet possa fungere da collettore di rifiuti pericolosi che provengono da fuori provincia e soprattutto da fuori regione. La pianificazione pubblica dovrebbe viceversa garantire l’autosufficienza di ogni Regione rispetto alla propria produzione di rifiuti industriali, e la prossimità degli impianti di smaltimento rispetto all’origine della produzione faciliterebbe anche i controlli e la tracciabilità dei rifiuti. In questo contesto (percorso di redazione del Piano Provinciale dei rifiuti speciali e pericolosi) appare del tutto opportuno attivare - a cura delle autorità competenti - una VAS (valutazione ambientale strategica). Tuttavia, anche nell’ipotesi in cui si decidesse di non approvare in tempi utili il Piano Provinciale dei Rifiuti speciali e pericolosi, l’attivazione di una VAS inerente il quantitativo dei rifiuti speciali smaltibili nell’impianto CHIMET è necessaria poiché, in pratica, l’autorizzazione alla Chimet si configurerebbe come un sostanziale Piano di programmazione. Inoltre, l’attivazione di una VAS appare opportuna anche tenendo conto che sulle zone residenziali e industriali di San Zeno, Pieve al Toppo, Viciomaggio, Tegoleto e Badia al Pino gravano altre alla CHIMET anche l’autostrada, la superstrada, altre importanti viabilità con intenso traffico, nuove viabilità previste, l’ipotesi del raddoppio o più dell’inceneritore di San Zeno (rifiuti urbani), i coogeneratori della ditta Del Tongo (Tegoleto) e della Romana Maceri (Viciomaggio), la Pavimental (fabbricazione di catrame) e numerose altre sorgenti di inquinamento presenti nelle suddette aree industriali. Per tutto quanto premesso si osserva e si chiede alle autorità competenti prima di rilasciare qualsiasi pronuncia di compatibilità ambientale di promuovere una Valutazione ambientale strategica (VAS) relativa al Piano Provinciale dei Rifiuti speciali e pericolosi (oppure al quantitativo di rifiuti da incenerire) e/o una Valutazione ambientale strategica (VAS) relativamente alla risorsa ARIA, TERRA e ACQUA nel territorio inerente le zone residenziali e industriali di San Zeno (e dintorni), Pieve al Toppo, Viciomaggio, Tegoleto e Badia al Pino. |