- Chimet-Nicotra: "no ad usare i
lavoratori per ottenere dalla provincia nuove deroghe per produzioni
inquinanti"
Dichiarazione di Alfio Nicotra
"Compito di una amministrazione sana e che ha a cuore il destino
dell'intera comunità è quello di coniugare gli interessi dei
lavoratori con la difesa della salute e dell'ambiente. Penso che se
il Forum Ambientalista ha avanzato una preoccupazione per l'incontro
non pubblicizzato del candidato Vasai con i dirigenti della Chimet,
questa preoccupazione sia più che legittima.Trovo la risposta
irritata del candidato del PD sinceramente omissiva,
almeno sul versante di cosa pensi effettivamente della richiesta
dell'azienda di potenziare fino a 30mila tonnellate il volume di
incenerimento di rifiuti
speciali (10mila "pericolosi" e 20mila "non pericolosi")
importandoli da fuori regione."
E' quanto afferma, in una dichiarazione, il candidato alla
Presidenza della Provincia di Arezzo Alfio Nicotra.
"La fine del regime delle deroghe concesse alla Chimet per più di 8
anni dall'amministrazione provinciale - prosegue Nicotra - la
procedura d'infrazione che l' Unione Europea ha aperto sulla
questione nei confronti dell'Italia, le inchieste della magistratura
e le indagini in corso da parte di più commissioni, indicano una
problematicità che chiunque si candidi a guidare la provincia non
può eludere. Noi siamo una forza che si richiama al movimento
operaio e le condizioni di vita e di lavoro degli operai della
Chimet sono in cima alle nostre preoccupazioni. Aver ridotto - in
questo periodo - la quantità di rifiuti speciali inceneriti
dall'azienda a 12.500 tonnellate (rispetto alle 30mila richieste
dalla Chimet) non ha comportato quanto in modo allarmistico si era
paventato. La Chimet continua a fare utili e nessun lavoratore è
stato licenziato."
"Dovrebbe preoccupare anche il candidato Vasai invece - conclude
Nicotra - il fatto che i casi di leucemia nella zona siano in netto
aumento, così come l'inquinamento delle falde e dei terreni. Non è
una buona politica quella di
mettere la testa sotto la sabbia perché non si sa dire no ad
interessi forti a cui fino ad oggi è stato concesso fin troppo."
GIOVEDì 28 MAGGIO 2009 16:55 - ufficio stampa
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