|
Interrogazione sulla vicenda Chimet della
Capogruppo del PRC in Regione Toscana, Monica Sgherri
Interrogazione orale urgente
“In merito alla richiesta d’ampliamento dell’impianto della CHIMET di Badia al Pino d’incenerimento di rifiuti pericolosi.” Visto che - in data 14 giugno 2007 la CHIMET Spa ha presentato una Valutazione d’impatto ambientale al fine di ottenere l’autorizzazione per aumentare l’attività che già svolge nell’impianto di Badia al Pino (comune di Civitella in Val di Chiana), evidenziata nella seguente tabella: Tipologia di rifiuti da trattare (attraverso l’incenerimento) Attuale autorizzazione Richiesta della Chimet Rifiuti pericolosi 8.000 tonnellate annue 20.000 tonnellate annue Rifiuti non pericolosi 4.500 tonnellate annue 10.000 tonnellate annue - l’impianto della CHIMET di Badia al Pino d’incenerimento di rifiuti pericolosi è già il più grande della Toscana e fra i più importanti d’Italia; - la CHIMET Spa inoltre chiede al Comune di poter ampliare e/o costruire nuovi capannoni ed altri edifici per un totale di circa 62.000 metri cubi, per poter ampliare la sua attività; - la CHIMET Spa comunica di aver ottenuto certificazioni di qualità di livello europeo, mentre un anno fa le rilevazioni dell’ARPAT hanno verificato emissioni di diossine e furani (che sono gli inquinanti più pericolosi) superiori di oltre 5 volte il limite massimo fissato dalla legge, come descritto nella seguente tabella Rilevazioni effettuate in data 1°, 3 e 14 marzo 2006 Primo campione Secondo campione Media Limite massimo fissato dalla legge DIOSSINE e FURANI ng TEq/Nmc 0,4384 0,5787 0,50855 0,1000 - in base a queste rilevazioni l’impianto d’incenerimento rifiuti della CHIMET è rimasto chiuso a decorrere dalla metà di luglio 2006 e per oltre tre mesi; Considerato che CHIMET Spa nonostante abbia un’autorizzazione ordinaria ad incenerire 12.500 tonnellate annue fra rifiuti pericolosi (8.000 tonnellate) e rifiuti non pericolosi (4.500 tonnellate) ottiene ormai da diversi anni deroghe annuali straordinarie dal Dirigente della Provincia di Arezzo a incenerire complessivamente 22.000 tonnellate di rifiuti senza per questo aver attivato alcuna VIA; Dal momento che l’impianto è a poche centinaia di metri di aree (Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto) popolate da molte migliaia di cittadini, che peraltro sono interessate anche dall’inquinamento prodotto dall’inceneritore di San Zeno (che dista in linea d’area solo 4 km dall’impianto Chimet); Considerato che in data 9 luglio 2007 si è svolta un’assemblea pubblica promossa dal gruppo consiliare del comune di Civitella Democrazia Partecipativa a cui hanno partecipato molte centinaia di cittadini preoccupate dalle notizie di un possibile enorme aumento dell’incenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi; Interroga la giunta per sapere se intende promuovere: - una verifica approfondita circa la correttezza e la legittimità di tutte le autorizzazioni concesse alla CHIMET spa sia da parte della Regione che da parte della provincia di Arezzo; - una verifica approfondita circa i rischi per la salute dei cittadini che abitano nei paesi vicini all’impianto CHIMET con particolar riferimento all’emissione di diossine e furani in quantità superiore a 5 volte il limite massimo fissato dalla legge per un lungo periodo di tempo; La Capogruppo Monica Sgherri
redazione@arezzonotizie.it - u.s.
|