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Chimet, Alleanza Nazionale dice
no ma nessuno ascolta
Un’interrogazione urgente del Presidente di Alleanza
Nazionale in Regione Toscana Maurizio Bianconi e una
mozione del Polo per Civitella: tutto contro il
raddoppio della Chimet, l’impianto di smaltimento dei
rifiuti collocato a Badia al Pino in provincia di
Arezzo. Finora la posizione non ha trovato ascolto, ma i
documenti invece non mancano. «E’ inquietante – commenta
Bianconi – il silenzio che la nostra posizione incontra
a livello mediatico e presso l’opinione pubblica.
Eppure, di motivi contro il raddoppio dell’azienda ce ne
sono a bizzeffe e tutti pericolosi».
Ma torniamo agli atti istituzionali. E’ toccato a Bianconi portare il caso che anima il dibattito a Badia al Pino e in tutta Arezzo all’attenzione del governatore toscano Martini per chiedergli che «la Regione si attivi, attraverso gli organi competenti come l’Arpat, per valutare la richiesta della Chimet sull’aumento di produzione al fine di vagliare e capire i rischi legati all’ambiente e a tutela della salute dei cittadini». Sì perché di rischi, ribadisce Bianconi, ce ne sono assai. Ed ecco perché: «L’azienda Chimet di Badia al Pino nel comune di Civitella Val di Chiana (Ar), che smaltisce tonnellate di rifiuti, ha annunciato il raddoppio della produzione. Nel 2001 la Chimet – scrive Bianconi nel suo documento – senza autorizzazione aumentò le dimensioni dei forni per l’incenerimento dei rifiuti. Fece seguito una denuncia dell’Arpat alla procura, successivamente archiviata. Vista la capacità produttiva superiore al quantitativo dei rifiuti in concessione, sempre nel 2001 la Chimet chiese una proroga alla Provincia, proroga accolta aumentando l’incenerimento dei rifiuti pericolosi da 8 a 15 mila tonnellate, e di quelli non pericolosi da 4 a 7 mila tonnellate». Ma ecco il brutto: «Nel 2006 – ricorda Bianconi a Martini – l’Arpat rilevò un’emissione di diossina superiore alla legge e la Provincia blocco l’impianto per soli tre mesi». E ora si para di raddoppio dell’incenerimento. Eh no, An non ci sta. Anche il Polo per Civitella – il gruppo di minoranza al Comune di Civitella in Val di Chiana composto da Luca Rosadini, Danilo Bacci e Nicola Palazzi – ha presentato una propria mozione contro l’infelice ipotesi, chiedendo addirittura un referendum consultivo tra la popolazione. «La mozione – fanno sapere Rosadini, Bacci e Palazzi – sarà votata dal consiglio comunale nella prossima seduta. Noi auspichiamo che il consiglio si esprima in maniera chiara e decisa, così da indirizzare gli uffici nella stesura del parere riguardo al raddoppio. Abbiamo inoltre invitato l’assessore all’ambiente e il sindaco a istituire una Commissione di studio con esperti del settore, allo scopo di valutare i rischi legati al raddoppio di produzione dell’azienda». E in tutto questo, conclude il Polo per Civitella, la gente deve sapere: «Invitiamo gli amministratori a informare la popolazione sulla problematica ambientale. Per questo informiamo i cittadini che possono recarsi in comune a ritirare la Via, chiedendo liberamente i chiarimenti e le spiegazioni a cui hanno diritto agli uffici e agli amministratori».
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