I Gruppi consiliari di F.I. di Comune e Provincia
sulla Chimet
Dichiarazione di Stefano Baldi, Capogruppo F.I. Comune di Arezzo;
Leopoldo Pompili, Capogruppo F.I. Provincia di Arezzo e Mauro
Perinti, Responsabile F.I. Circoscrizioni di Arezzo
C'è un dato pubblico dal quale partire. Il territorio aretino
produce, più o meno, 600 mila tonnellate di rifiuti. La quantità si
divide in due categorie: 200 mila tonnellate di rifiuti
“tradizionali”, per intendersi quelli raccolti da Aisa; 400 mila
tonnellate di rifiuti, cosiddetti “speciali”, che vengono prodotti
dai cicli industriali, dagli ospedali, ecc.
Partendo da un semplice dato quantitativo, dalle dichiarazioni del
Presidente della Provincia Ceccarelli, di Fanfani, del Sindaco di
Civitella Dindalini, e constatando una trasversale determinazione
politica, pubblicamente espressa da singoli esponenti di opposti
schieramenti, dubbi e considerazioni sorgono spontanei.
E' evidente che, se da qui a poco (2009 chiusura discariche)
potrebbe verificarsi un'emergenza sul fronte dei rifiuti “urbani”,
non ci sembra che esista o potrà mai esistere una “emergenza rifiuti
speciali”. Caso mai l'equazione potrebbe scriversi: “opportunità
rifiuti speciali – possibile emergenza salute pubblica”.
Per i pochi che non lo sapessero, nel nostro territorio esiste una
variegata e fiorente realtà d'industria privata, che della
combustione rifiuti fa la propria ragion d'esistere. Per questi
operatori la quantità di rifiuti non è un problema, ma
un'opportunità. Il business è talmente redditizio (chiedete alla USL
che razza di fatture riceve per lo smaltimento dei rifiuti) che più
materiale c'è e più se ne brucerebbe. Anzi se possibile lo si
importa dal resto del pianeta e più è pericoloso e più si guadagna.
Tutto questo, però, se da un lato fa parte delle logiche e giuste
leggi del libero mercato, dall'altro deve tener conto di un fatto
fondamentale (che deve stamparsi a fuoco nella mente di tutti coloro
che hanno responsabilità di governo): nulla può esser fatto sulla
pelle dei cittadini.
A nostro parere, al di là di dati, carte e piani che vengono
sbandierati, l'unica certezza è che la confusione regna sovrana. Non
ci sono informazioni attendibili e nessuno è in grado di darle.
Esiste, forse, in provincia un Piano Rifiuti Speciali? Su quali basi
Ceccarelli è favorevole al raddoppio della Chimet? A nostro avviso
non vi è alcuna pubblica utilità, né alcun interesse per i
cittadini.
Di vero c'è che manca un serio “Progetto d'Area” che individui tutte
le realtà industriali esistenti (si ricordi il Presidente della
Provincia che non c'è solo Civitella e che richieste di ampliamento
sono giunte da più parti, con bocciature già espresse). Per ciascuna
impresa si determino programmi e prospettive di sviluppo, nel
rispetto dell'ambiente, della popolazione, e delle pari opportunità
fra tutte le imprese del territorio. Il “Progetto d'Area” dovrebbe
poi prevedere uno “Studio Urbanistico” per la rapida
riqualificazione delle situazioni critiche emerse nella fase d'
indagine conoscitiva.
Per la pericolosità delle materie trattate e per il rischio che
grava sulle popolazioni, le aziende dovrebbero sottostare ad un
protocollo che, sotto la verifica pubblica, ne pianifichi e
“controlli in continuo” l'attività, imponendo parallele azioni di
salvaguardia territoriale, oltre ad un diretto intervento sulle
emergenze ambientali presenti per quanto già accaduto in passato.
Fondamentale, poi, una seria, puntiforme e continua azione di
monitoraggio pubblico con postazioni fisse su camini, impianti
industriali e territorio.
Per quanto riguarda il raddoppio della linea dell'inceneritore Aisa,
anche in questo caso ci sono poche scuse da accampare. Ci sono solo
responsabilità che chi governa deve sapersi prendere.
E' noto a tutti che nel 2009 le discariche chiuderanno; giocoforza:
o si differenzia o si brucia. Come detto, il nostro territorio
produce circa 200 mila tonnellate annue di rifiuti (fisiologicamente
destinate ad aumentare). A questo punto l'equazione è semplice: “più
si differenzia meno si brucia”.
Quindi, pur sapendo che, comunque, si dovrà ritoccare il
termovalorizzatore (scegliendo però una capacità produttiva che
generi un punto d'equilibrio tra economia di gestione e il dovere di
far risparmiare i cittadini sulle tariffe dei rifiuti), resta un
solo grande, enorme punto interrogativo. Quale la volontà, quale
l'impegno politico di Ceccarelli, della coalizione che lo sostiene,
dei sindaci della provincia nei confronti della raccolta
differenziata dei rifiuti? Proporrà mai il Presidente della
Provincia un documento pubblico sul quale i suoi sindaci si
impegnino con quote di raccolta dai numeri che superino il ridicolo
della demagogia.
Eccoci allora al punto, allo snodo. Per Ceccarelli, Dindalini (per i
DS insomma), per Fanfani e per tutti gli altri soggetti
trasversalmente coinvolti ed interessati alla materia, il tema dei
rifiuti sembra ridursi ad un semplice accordo industriale (su
ampliamenti, raddoppi o altro) sorretto da una impalcatura
perimetrale di azioni e atti burocratici.
Così, per quanto detto sopra, i Capo Gruppo di Forza Italia al
Comune di Arezzo, alla Provincia, unitamente al Responsabile delle
Circoscrizioni di Arezzo, sono fortemente preoccupati per la deriva
che ha preso la problematica rifiuti in provincia di Arezzo, per la
mancanza di responsabilità che pervade le azioni di chi governa le
pubbliche amministrazioni coinvolte.
Forza Italia sente forte il dovere della tutela dei cittadini e, nel
rispetto del proprio ruolo, è parte attiva nelle delicate politiche
dei rifiuti. Dai responsabili politici e amministrativi si
pretenderà il massimo della chiarezza, perchè le scelte da adottare
dovranno avere come unico ed imprescindibile obiettivo: la salute
dei cittadini, la salvaguardia del territorio e il rispetto delle
regole.
Arezzo, 27 agosto 2007
LUNEDÌ 27 AGOSTO 2007 11:32 - Comune e Provincia di Arezzo-Gruppi
consiliari Forza Italia
Fonte: arezzonotizie.it